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Caratteristiche

  • Moderatamente difficile il primo troncone con 2 passaggi difficili attenzione al secondo troncone in discesa dalla vetta perchè sollecita parecchio le braccia.
  • - 2.30h attacco dal rif. Berti
    - 1.00h ferrata in vetta 1° troncone
    - 3.00h ritorno rifugio Berti dal 2° troncone
    - 50'h discesa rifugio Lunelli
  • 1400mt totale salita di cui 230mt la ferrata alla vetta.
  • - rifugio Berti
    - rifugio Lunelli
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 3.2
Esposizione 3.2
Varietà passaggi 2
Impegno fisico 3
Interesse paesaggistico 5
Numero votazioni 59
VALUTAZIONE FERRATA GOOGLE.MAPS

Via Ferrata ZANDONELLA

CRODA ROSSA di SESTO

BY - VIEFERRATE.it - 2020

La ferrata Zandonella, composta da 2 tronconi per la salita e relativa discesa, è stata realizzata alla fine degli anni '70 e rifatta completamente nel 2018. Ripercorre le vie di salita che gli alpini, durante il primo conflitto mondiale, utilizzavano per rifornire le postazioni in quota. Permette di raggiungere la panoramica vetta della Croda Rossa di Sesto - 2936m- nel vasto gruppo del Popera.

PERCORSO STRADALE

Volendo percorrere l'intero anello della Zandonella allora la salita più logica avviene dal sottostante rifugio Berti -1950m- presso il quale può essere conveniente pernottare e quindi partenza più in basso nella Valgrande dal rifugio Lunelli - 1566m. Quest'ultimo è raggiungibile direttamente in auto da una strada laterale della SS52 che sale da Padola-Bl oppure in discesa, dal passo Monte Croce, per vari tornanti se si proviene da Moso-Bz.

AVVICINAMENTO

Parcheggiata l'auto nei pressi del rifugio Lunelli  si sale, come da chiara segnaletica, per il sentiero n.101 ed in 1.00h si raggiunge il rifugio Berti  proprio sotto la bastionata del monte Popera. Si prosegue per il sentiero n.101 inizialmente in leggera salita nella vegetazione  fino al laghetto di Popera - 2140m- incontrando da destra il sentiero n.124 che proviene dal passo Monte Croce e con il quale è possibile salire anche alla forcella Popera. Proseguendo alla sinistra si giunge alla base del franoso Vallon Popera dove si seguono i vari bolli rossi presenti sulle pietre arrivando sulla morena glaciale   ed una traccia di sentiero che si addentra in un terreno sempre più franoso dove talvolta bisogna anche inventarsi alcuni collegamenti in quanto in alcuni tratti il fondo ha ceduto ed in affannosa salita, puntando all'evidente passo della Sentinella, si giunge ai piedi di un blocco roccioso presso il quale vecchie e più recenti segnalazioni indicano a destra il senso di prosecuzione  dovendo così superare alcune roccette  e camminare ancora per un breve tratto su fondo continuamente instabile fino ad una più rassicurante cengia dove la segnaletica indica le 2 direzioni opposte rispettivamente per il Passo della Sentinella e la nostra ferrata . Vista la vicinanza ed il grande interesse storico del Passo è consigliabile, magari lasciando qua lo zaino, dirigersi in direzione di quest'ultimo per una veloce visita considerando comunque che anche questo tratto è ormai particolarmente franoso e poco sicuro nonostante l'alta frequentazione. Si incontra una sezione della cengia -agosto 2020- franata, un canalino con neve talvolta instabile e scalette finali ormai giunte a fine vita  quindi massima attenzione. In pochi minuti si è comunque in questo posto di grande suggestione e memoria   . Ritornati sui propri passi al bivio lasciato prima ci si imbraga e dopo pochi metri di cengia inizia il cavo  poco prima di una costruzione militare  dove è presente anche la targa di Via .

LA FERRATA

La cengia porta ad aggirare uno spigolo  e gradualmente la Via si porta in piena parete  dove la roccia, ora più solida, trasmette più fiducia  anche se a breve ci si ritrova su di una grande classica cengia dolomitica  che conduce all'interno di una forcella, che racchiude una serie di grossi massi , dalla quale se ne esce sulla parete di sinistra grazie all'ausilio di una scaletta metallica  che riporta definitivamente in parete  dove si rimarrà per buona parte del seguito. Si sale quindi su roccia solida  eccetto alcuni canalini o brevi passaggi dove si trovano accumuli di materiale detritico  mentre alle nostre spalle la visuale spazia su caratteristici pinnacoli  nonchè verso l'imponente Popera . Arriva un passaggio un pò delicato, leggermente strapiombante dove sono state opportunamente inserito alcune staffe    e necessità comunque di tirare sul cavo, poi, in traversata diagonale a sinistra , si raggiunge la seconda scaletta metallica più lunga della precedente dove si nota che in questo punto il cavo è stato spostato qualche metro rispetto all'origine per evitare probabilmente un tratto con materiale instabile. Senza difficoltà si risale dunque la scaletta  oltre la quale ci si ritrova in piena parete con maggiore esposizione e roccia piuttosto gradinata   e sfruttando alcuni brevi canalini   si guadagna rapidamente la vicina cengiona dove tra l'altro è presente una testimonianza bellica che dona indubbiamente un tocco di suggestione alla salita nonchè di sosta   visto che da qua sembra dominare il sottostante Vallon Popera . Si riparte su di una lunga cengia esposta comunque assicurata con cavo   visto anche il materiale instabile presente, si aggira uno spigolo trovando un canalino franoso che anche a stagione inoltrata presenta cumuli di neve , con cautela lo si attraversa non essendo questo assicurato e sul lato opposto si ritrova la cengia inizialmente non assicurata con cavo  poi dopo un ulteriore canalino meno insidioso del precedente  si ritrova l'assicurazione facendo attenzione ad un piolo di fissaggio del cavo che fuoriesce dalla roccia . Questo lungo trasferimento su cengia, a tratti indicato con segnavia triangolare verde, termina su alcuni gradoni   alla base di un nuovo canalino   da risalire lungo il lato sinistro puntando all'uscita verso l'evidente forcellina  che segna il termine del primo troncone della Zandonella. In uscita dalla suddetta forcellina si scende alcuni metri su traccia di sentiero, attenzione materiale instabile , nel versante della Valle di Sesto con in vista i prati di Croda Croda, si trova uno spezzone di cavo della ferrata Nord proveniente dai Prati di Croda Rossa  e si risalgono gli ultimi metri verso la croce di vetta   - 2936m. Si nota da subito la notevole quantità di testimonianze della Grande Guerra sia nei dintorni della vetta che più in lontananza  . Maestoso il panorama che spazia dalla Val Comelico alla Valle di Sesto, dalla cresta di confine alle Alpi austriache.

DISCESA

Veniamo ora al ritorno che richiede alcune considerazioni. L'itinerario più logico e sicuramente più appagante risulta essere quello che percorre in discesa il secondo troncone della Zandonella nello spettacolare versante sud-est che si può ammirare solamente scendendo da questa Via . Dalla vetta si scendono pochi metri in direzione della Val Grande come da freccia rossa e si inizia una rapida calata  lungo una ferrata piuttosto verticale che avrebbe tutte le caratteristiche per essere percorsa piacevolmente in salita. Il cavo anche in questo caso è praticamente nuovo e sono state inserite qua è là poche ma opportune staffette . Come spesso capita percorrendo ferrate in discesa c'è poco da "studiare" bisogna avere buoni guanti protettivi per far ben scorrere il cavo e sfruttare spesso l'aderenza alla roccia in questo caso piuttosto buona e pulita      . Se la calata viene fatta dando fiducia all'aderenza della roccia e facendo ben scorrere il cavo tra le mani allora piuttosto velocemente si giunge al termine di questo primo tratto fermo restando lo sforzo che le braccia devono esercitare, contrariamente potrebbe diventare piuttosto lunga e stancante. Comunque sia in una mezz'oretta si giunge alla base della parete  dove non si deve togliere l'imbrago in quanto i tratti attrezzati non sono ancora finiti. Ci si ritrova adagiati nella splendida conca del Circo glaciale est dove un nevaio è praticamente sempre presente e generalmente non necessita di ramponi fermo restando di informarsi sempre prima. Si segue in discesa una traccia nella ghiaia  seguendo poi alcuni bolli rossi puntando al nevaio  oltrepassato il quale, sulla destra prima dell'evidente forcella, si trova la continuazione della Via ferrata ; questa è una zona da oltrepassare celermente vista la gran quantità di materiale presente in sospensione nella parte alta del nevaio. Si supera un primo salto verticale con molti appigli   proseguendo poi lungo facile traverso  in un ambiente parecchio appagante; puntando i bolli rossi sempre presenti  si giunge ad un secondo e breve salto verticale  che ha il compito di portarci su una lunga e panoramica cengia dalla quale riappare il Vallon Popera .  Proseguiamo per questa bella e classica cengia dolomitica circondati nuovamente da testimonianze belliche    fino ad un grosso masso in corrispondenza del quale alcune frecce rosse  indicano la calata del cavo in un sottostante ripido canalone. Si inizia la discesa attrezzata piuttosto breve su roccia stavolta piuttosto "sporca"  e si tocca la parte alta del canalone in questione   dove termina il secondo troncone della Zandonella non incontrando più attrezzature metalliche. Terminano anche le indicazioni in quanto si tratta di ridiscendere con estrema cautela questo canale assolutamente franoso  seguendo magari alcune tracce per quel che possa essere utile fino ad intercettare più sotto la traccia di sentiero percorsa all'andata che sale verso il passo della Sentinella e da qua tornare al rifugio Berti. Nei pressi del rifugio, alle nostre spalle, guardando il Vallon Popera con l'evidente passo della Sentinella in blu il percorso di salita all'attacco del primo troncone della Zandonella, in rosso il ritorno dalla fine del cavo del secondo troncone .

CONSIDERAZIONI

Come precisato ad inizio della descrizione del ritorno è giusto fare alcune considerazioni sia per la salita che la discesa di questo itinerario:

1- la discesa, che dal punto di vista paesaggistico e di soddisfazione personale è sicuramente quella descritta, può essere effettua, sempre con ritorno al rifugio Lunelli, anche diversamente in quanto effettivamente sia la ferrata in discesa che il canalone finale possono metter in difficoltà. Dalla vetta scendere in direzione nord ovvero verso i Prati di Croda Rossa attraverso la più semplice ferrata dei Costoni e senza arrivare ai Prati, quando si incrocia il sentiero n.171 all'altezza del Castelliere, aggirare la Croda Rossa allontanandosi dai Prati in direzione della forcella della Biscia -1942m- e quindi del rifugio Lunelli. Questa soluzione è di poco più lunga della precedente.

2- la salita all'attacco del primo troncone della Zandonella avviene ormai su una traccia di ghiaione, nel Vallon Popera, estremamente franoso ed in parte pericoloso e varia di stagione in stagione a tal punto che le vere difficoltà di questo itinerario le si ritrovano in questo tratto. Per evitare ciò ma visitare comunque il passo della Sentinella e salire in vetta attraverso la Zandonella può essere ormai consigliabile partire e chiudere l'anello dai Prati di Croda Rossa anche se, ripetiamo, il percorso sopra descritto rimane di gran lunga il più appagante.

Commenti   

0 #1 Lara Candrin 2020-08-11 12:28
Percorsa il 02/08/2020 Confermo ciò che viene sottolineato chiaramente nella relazione. Salire dal versante Popera è ormai piuttosto pericoloso. Noi non eravamo diretti alla'attacco della ferrata ma al passo della Sentinella che è in pratica lo stesso percorso. Abbiamo rinunciato a circa 20' dalla cengia finale per il marciume presente. QUalche giorno dopo siamo giunti al passo dalla Val Fiscalina..tutt'altra situazione!!
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