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Caratteristiche

  • Difficile il tratto iniziale presso l'attacco poi difficoltà più contenute. Esposizione e verticalità sostenute.
  • - attacco 40'
    - 1.00h Corno Rat.
    - 1.00h Corno Orientale.
  • - complessivamente fino al Corno Orientale 960mt ca.
    - attacco 430mt
    - 1a sezione Corno Rat 200mt
    - 2a sezione Corno Orientale 330mt
  • - rifugio SEV solo se si prosegue per il Corno Orientale
    - ristoro San Tomaso
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 3.6
Esposizione 4
Varietà passaggi 2.8
Impegno fisico 3.1
Interesse paesaggistico 2.4
Numero votazioni 46
VALUTAZIONE DELLA FERRATA GALLERIA FOTOGRAFICAGOOGLE.MAPS

Via Ferrata 30° OSA

CORNO RAT

BY - VIEFERRATE.IT - 2014

I Corni di Canzo sono tre cime rocciose, disposte da est a ovest che prendono il nome proprio dal comune di Canzo, infatti quella centrale e quella occidentale delimitano la testata settentrionale della val Ravella ed al contempo costituiscono il confine fra il comune di Canzo e quello di Valbrona. Solo la terza cima, quella più bassa, è nel territorio del comune di Valmadrera. Il Corno Occidentale è alto 1.373mt, quello centrale 1.368mt, mentre quello Orientale raggiunge i 1.239mt.

AVVICINAMENTO

Dalla frazione Belvedere di Valmadrera (290mt-scarsa possibilità di parcheggio) si segue la bella strada con fondo a ciottoli per S.Tomaso (frecce segnavia ) e,dopo circa 25' (segnavia n.5),sovrastati dal Corno Rat presso la fonte "Treminola" la si lascia per prendere a destra un sentiero che si stacca nei pressi di un pannello con vie d'arrampicata al Corno Rat. Nel prato si tiene la traccia di destra e,guadato un torrente,si perviene ad un bivio ove si prende la traccia che sale a sinistra,breve ma piuttosto ripida,nel bosco (freccia segnavia per l'itinerario attrezzato ),pervenendo così dopo circa 40' dall'auto all'attacco della ferrata -741mt.

LA FERRATA

La prima sezione sale il Sasso OSA ed è subito impegnativa nei primissimi metri per la carenza di appigli naturali ed artificiali inoltre lo sviluppo obliquo tende a sbilanciare . Poi qualche placchetta superiore per i piedi aiuta la progressione che rimane comunque impegnativa . In verticale si raggiunge la parte alta di questo primo tratto rappresentata da un breve ma esposto spigolo ed una fessura assistita da staffa metallica superando così questi primi 30mt che possono essere considerati i più impegnativi della ferrata ma che non devono portare ad una sottovalutazione del resto della Via che rimane comunque impegnativa. Si esce così in cima al Sasso OSA lungo un sentierino che porta in salita a sinistra alla parete del Corno Rat - 784mt. Questo secondo tratto -ca.100mt- è un po' meno impegnativo del precedente in quanto presenti varie staffe metalliche ma mantiene in parte lo stesso grado di esposizione e verticalità. Si inizia con una bella parete liscia da superare inizialmente in diagonale verso destra con il cavo che funge solo da scorrimano e poi un "salto" in verticale con l'ausilio iniziale di alcune di comode placchette per i piedi e dopo alcuni metri lungo roccia più appigliata . Giunti presso un piccolo pulpito panoramico si può riposare prima di affrontare un nuovo tratto verticale molto esposto. L'inizio ha buoni appoggi per i piedi e la roccia è piuttosto "appoggiata" anche se a breve la placca si scopre in tutta la sua verticalità ed esposizione con le numerose staffe metalliche inserite che risultano effettivamente indispensabili ; si termina questo tratto,dove la vera difficoltà può essere più psicologica che meramente tecnica,aggirando a sinistra lo spigolo finale ,in spaccata ,verso un passaggio un pò ostico che obbliga a "tirare" sulla catena uscendo così alla base di una nuova salita verticale. Qui la roccia è piuttosto gradinata ma l'impegno rimane comunque sostenuto . Si parte con l'aiuto anche di una pedivella e si supera un breve camino dal quale si esce su una breve crestina che prelude l'inizio di una lunga placconata . Si sale in verticale con difficoltà non particolarmente sostenute e ci si sposta nettamente a sinistra ,in forte esposizione , per raggiungere un piccolo punto di sosta. La risalita richiede nuovamente una certa trazione della catena ,qui la roccia è piuttosto levigata ed è sicuramente gradita la presenza di alcune staffe metalliche ,un passaggio in particolare richiede un certo sforzo in quanto si tratta di superare un gradone che "butta fuori" . Si aggira,a destra,uno spigolo molto arioso e si riparte subito in verticale affrontando una bella placca leggermente "appoggiata" inizialmente molto levigata ma rapidamente la roccia assume caratteristiche più docili ed aumenta considerevolmente la possibilità di utilizzare gli appigli naturali per la progressione arrivando così, più rilassati, all'apice della placconata dove ci attende un innocuo passaggio d'uscita attrezzato con comode staffe . Una traccia di sentiero nella vegetazione conduce all'attacco della vicina parete finale -15mt ca.- che a dispetto della sua forte esposizione e verticalità si rivela essere molto più arrampicabile del previsto purn non essendo mai comunque banale come un po' tutta la Via. Si "attacca" la parete e progredendo con la dovuta tranquillità si può davvero evitare di "tirare" solo e sempre sulla catena . Ecco il terrazzo finale sulla cima del Corno Rat-905mt. Qui termina la prima parte dell'itinerario attrezzato 30° OSA che come indicato nella targa iniziale -attacco - continua con una seconda parte dove la Via ferrata assume più le caratteristiche del sentiero attrezzato. Volendo interrompere qua la salita è possibile seguire a sinistra la chiara indicazione ed evidente traccia nel bosco -sv n.8- in rapida discesa verso i prati per incontrare poi la segnaletica iniziale mentre se l'intenzione è di completare l'itinerario attrezzato allora al bivio in questione si prosegue diritto risalendo il crestone boscoso per sentiero piuttosto affannoso incontrando alcuni brevi salti rocciosi attrezzati con catene . I segnavia giallo/rossi ed alcune segnaletiche aiutano a mantenere l'esatta direzione ed un pò affannosamente si raggiunge, un pò a sorpresa, un ultimo torrione roccioso attrezzato da superare inizialmente verso destra "appoggiati" ad una placca particolarmente levigata ma con grande inclinazione poi,sullo spigolo,si devia nettamente a sinistra all'interno di un diedro piuttosto "appoggiato" che culmina con una piccola ma esposta placchetta assistita da 2 utili staffe . Qui terminano le attrezzature metalliche e la vista spazia verso la meta ovvero la cima del Corno Orientale ed il Corno Centrale con il rifugio SEV . Il raggiungimento della vetta richiede ormai pochi minuti,si percorre un breve sentiero tra mughi e roccette,si attraversa una breve crestina e si risalgono gli ultimi gradoni rocciosi culminanti con la croce di vetta - 1239mt dopo circa 50' dal termine della prima sezione.

DISCESA

Il ritorno può già essere effettuato al termine della prima sezione dell'itinerario così come precedentemente specificato oppure ,nel caso di proseguimento verso il Corno Orientale (2a sezione), si seguono le chiare indicazioni che passando per la zona boschiva denominata "acqua del Fò" -1000mt- portano rapidamente con un agevole sentiero verso i prati percorsi in salita e dai quali si ripercorre a ritroso la comoda stradina ciottolata fino alla località iniziale di San Tomaso.

CONSIDERAZIONI

Con comodo sentiero si può raggiungere ,in pochi minuti dalla vetta del Corno Orientale,il rifugio SEV passando sotto la parete NE del Corno Centrale. La prosecuzione verso il Corno Orientale ovvero della seconda sezione dell'itinerario attrezzato 30 OSA è altamente consigliata in quanto rappresenta dal punto di vista paesaggistico sicuramente la parte migliore.

"In questi due decenni di esistenza,all'itinerario sono state dedicate molte ore di manutenzione e pulizia,ultimamente è stato anche sostituito tutto il cavo metallico con uno di diametro maggiore avente l'anima in corda,per rendere più dinamica,per quanto possibile,la caduta. Sempre nell'ottica di migliorare la sicurezza,sono stati aggiunti diversi freni sullo stesso cavo,e si stanno anche sperimentando alcuni ultimi ritrovati in materia di "ferrata". Oltre ai numerosissimi ripetitori, anche molti giovani del nostro Corso di Escursionismo l'hanno avuta come meta in una delle loro uscite,e da una dozzina di anni a questa parte,la squadra di Valmadrera del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino la usa per organizzare una simpatica fiaccolata nella notte dell'antivigilia di Natale. In conclusione,tutti gli amanti della montagna hanno la possibilità di cimentarsi in un'arrampicata non troppo impegnativa,remunerativa e in sicurezza,se si rispetteranno tutte quelle norme che il buon senso ci detta:casco,e "set da ferrata" sempre,per non rovinare quella che potrebbe essere una bella giornata."
Tratto dal libro stampato per il 50° di fondazione OSA Valmadrera.

Commenti   

0 #49 Carlo 2019-07-30 17:33
Percorsa il 07/2019.
Ostico il muro iniziale, così come alcuni passaggi più avanti, sempre nel primo spezzone (fino alla cima del Corno Rat). Secondo spezzone, invece, interamente arrampicabile senza usare la catena (occorre un po' d'esperienza) e meno difficile. A mio parere non adatta ai neofiti.
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0 #48 Massimiliano 2019-05-10 08:31
Percorsa il 01/05/2019 dopo aver fatto il quella venticinquennale al Corno Occidentale. Il primo muro della ferrata è sicuramente il punto chiave, ma richiede comunque un impegno costante anche proseguendo nella parte più in alto. Esposizione sempre notevole e passaggi molto divertenti. Peccato solo che nei passi obbligati gli appoggi siano unti. Nel complesso bella e divertente. Da sconsigliare sicuramente a chi non ha già una buona pratica nelle ferrate.
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+1 #47 Massimiliano 2018-10-27 00:30
Percorsa il 25/10/2018.Tanto bella quanto impegnativa. Piu' che l'esposizione,ho sofferto vari passaggi verticali con roccia levigata e povera di appigli dove e' estremamente difficile arrampicare.Sono stato costretto a utilizzare come appigli per le mani in piu' di un caso i punti di ancoraggio di cavi e catene, e ad usare la catena in almeno 4 punti. Inoltre qualche dubbio sul fatto che la parte piu' difficile sia il primo settore del Sasso Osa. Io l'ho trovata tutta assolutamente impegnativa sino all'ultimo metro. Bello il paesaggio con pareti di roccia 'coperte' in basso dagli alberi. Stupendo panorama su monti del lecchese e pianura.Caratteristico l'attacco con l'albero utile per iniziare a salire
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0 #46 Lorenzo 2018-01-15 13:08
Percorso il primo tratto il 14/01/2018. L'inizio è ostico, soprattutto perchè magari freddi mentalmente, fidatevi comunque della vostra presa poi molto divertente il resto , faticosa ma mai impossibile, presente sia la catena che il cavo accanto.
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-1 #45 David B. 2017-07-20 07:35
Percorsa il 18/07/2017 La mia prima ferrata difficile. Primo tratto complicato ma essendo freschi, affrontabile con calma. Le placchette soprastanti danno un senso di sicurezza. Di seguito alcune pareti con passaggi leggermente strapiombanti mi hanno messo in difficolta'. Molto facile invece il traverso esposto, grazie ad una provvidenziale rientranza a meta' strada fra le staffe segnalatemi dal socio che mi precedeva. La paretina finale mi ha sfiancato e ho sbandierato due volte. Consiglio: affrontare con scarpette da arrampicata o comunque pedule di buona qualita'. Evitate gli scarponi.
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+2 #44 Enrico Sbolli 2016-04-30 16:44
Percorsa il 30/04/2016. Il primo pezzo, molto duro fisicamente, mi ha spaventato; la catena infatti era fredda e le mani mi dolevano tanto che temevo di cedere e la roccia, oltre a essere avara di appoggi per i piedi, era anche piuttosto scivolosa. Dopo il primo tratto la via è andata più liscia, a parte il fatto che, ehm, non trovavo l'imbocco del secondo tratto. Nel proseguo, tuttavia, non bisogna rilassarsi: la via è molto fisica - quasi tutta di arrampicata - e abbastanza esposta. Inoltre è vietato cadere, si rischia di farsi molto male perché si fanno dei voli belli lunghi. Altro pericolo sono alcuni passaggi singoli o tratti non molto lunghi sui quali, per un motivo o per l'altro (la parete che sbilancia verso sinistra, l'esposizione, la difficoltà tecnica o la temerarietà necessaria), si rischia di andare in panico, bloccandosi. Sconsigliatissima per chi inizia (meglio il venticinquennale sul corno occidentale), meglio andare con un esperto.
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+5 #43 Mauro 2015-09-02 10:06
Percorsa il 01/08/2015. Ferrata breve ma molto intensa fisicamente con diversi passaggi molto atletici. Io arrampico e l'ho fatta in scarpette che credo mi hanno aiutato parecchio. Facendola solo di forza diventa improponibile, a meno di non essere super-allenati di braccia. Primo tratto molto intenso fisicamente e continuo. Secondo tratto meno intenso ma con un passaggio molto ostico. Terzo tratto bello e tutto arrampicabile (se si arrampica si puo' non toccare la catena).
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+3 #42 Poggioli Dario 2015-03-28 20:01
Fatta il 28-03-2015
Ferrata molto impegnativa dal punto di vista fisico.E'spesso richiesto l'uso delle braccia sulla trazione della catena.Roccia levigata e pochi i passaggi dove si può arrampicare senza l'uso della catena.Bella, quando arrivi ti senti appagato. non per principianti.
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+2 #41 Andrea 2015-03-17 14:29
Percorsa il 15/03/2015
Bellissima ferrata, molto impegnativa dal punto di vista fisico, non adatta a chi è alle prime armi, valutare bene il prorio stato fisico; ferrata che impegna molto le braccia.
Il percorso potrebbe, a mio parere, essere attrezzato meglio, le placchette presenti non sono ad una distanza da corporatura media, sono troppo distanti. Comunque è una grande soddisfazione arrivare in cima.
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+1 #40 Elia Gaviraghi 2015-01-23 00:00
Percorsa il 08/2014 le attrezzature non sono buone anche se nuove, con una catena molle che non aiuta per niente e un sottile cavetto d'acciaio per i moschettoni. Per il resto è bella, vale la pena farla.
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