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Caratteristiche

  • Molto difficile con alcuni passaggi estremamente difficili.
  • Dipende molto dalle capacità tecniche e dalla scelta della via di ritorno:
    4-5.00h compreso il ritorno alla stazione a monte della funivia mentre 2.30h la sola ferrata.
  • 500m la sola ferrata.
  • - stazione funivia
    - rifugio Azzoni
  • 0341-497337
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 4.3
Esposizione 4.4
Varietà passaggi 4.3
Impegno fisico 4.5
Interesse paesaggistico 3.3
Numero votazioni 55
VALUTAZIONE FERRATA PHOTOGALLERY Relazione GOOGLE.MAPS 1- Via Normale su VIENORMALI.it 2- Via Normale su VIENORMALI.it

Via Ferrata  GAMMA 2

MONTE RESEGONE

BY - VIEFERRATE.IT - 2007

PERCORSO STRADALE

Da Lecco si sale ai Piani d'Erna -602m- raggiungendo in pochi minuti il parcheggio dell'impianto di risalita che  porta alla stazione a monte Rocca d'Erna.

AVVICINAMENTO

Dalla stazione d'arrivo della funivia si scende a sinistra lungo la strada non asfaltata verso i prati dove una prima chiara segnaletica indica la giusta direzione per la ferrata inizialmente coincidente con il sentiero normale -n.5- di salita al rifugio Azzoni (Cima Resegone) . Dopo circa 15' di cammino nel bosco a tratti in discesa, ad un bivio, il sentiero si biforca conducendo a destra -n.5- verso il Passo del Fò mentre a sinistra -n.1- prosegue nella nostra direzione, ora in salita, facendo molta attenzione dopo altri 15' sul lato sinistro del sentiero stesso alla seconda segnaletica per la ferrata (paletto con targa metallica), poco prima del canale Comera, che ci invita a lasciare il sentiero principale per una traccia in parte coperta dall'erba che inizialmente a ritroso sale in direzione di alcune facili roccette non attrezzate  (tralasciare un ulteriore traccia a sinistra) già in vista delle prime catene.

LA FERRATA

Contrariamente a ciò che spesso capita nelle vie ferrate,l'attacco della Gamma 2 non è certo il tratto più impegnativo poichè la roccia particolarmente gradinata agevola notevolmente la progressione  ,breve in quanto dopo pochi metri già ci si ritrova lungo un sentiero  di avvicinamento ad un nuovo tratto attrezzato. Inizialmente alcuni passaggi non complicati  , poi un piccolo camino   attrezzato anche con staffa, da affrontare sfruttando gli ottimi appigli, infine in appoggio lungo alcune roccette  raggiungendo così un nuovo breve sentiero   diviso da un "innocuo" salto roccioso . In rapido avvicinamento ad un nuovo tratto attrezzato ci si ritrova alla base di un secondo camino  più lungo ed impegnativo del precedente   , assicurato anche con staffe vista la roccia abbastanza levigata, dal quale si esce in spaccata a sinistra  per procedere ancora lungo sentiero  panoramico . Alcune roccette , un breve sentiero  verso destra, altri passaggi gradinati  alternati ad un nuovo sentiero  e si raggiunge idealmente la seconda parte della ferrata caratterizzata da una maggiore esposizione e da passaggi verticali e sostenuti lasciandosi così alle spalle la serie di roccette che in buona parte ha caratterizzato la via fino qua. I primi passaggi in verticale li troviamo superando un diedro con buoni appoggi per i piedi  mentre l'utilizzo della sola catena rende precario l'equilibrio in quanto fin troppo poco tesa quindi è consigliabile l'utilizzo degli appigli offerti direttamente dalla roccia  . Un piccolo pulpito panoramico ed un nuovo tratto verticale impegnativo dove sopratutto all'attacco l'utilizzo della catena risulta necessario vista la roccia particolarmente levigata  mentre all'interno della fessura alcune staffe  agevolano la progressione che rimane comunque impegnativa anche se l'uscita è vicina ed un ennesimo breve sentiero  porta all'attacco di un successivo salto verticale . Da notare che spesso all'uscita di questi tratti verticali vi è del materiale detritico cui bisogna prestare molta attenzione per non smuoverlo in basso. La salita prosegue inizialmente all'interno di una fessura  poi si traversa brevemente a sinistra , si risale nuovamente in verticale ed esposti  mentre a destra un pulpitino alla base di uno spigolo  ci attende per una sosta. Aggirato lo spigolo in questione ci si trova ad uno dei punti chiave della via rappresentato da un robusto torrione lungo il quale impressiona lo sviluppo della ferrata se osservato indietreggiando lungo la traccia di sentiero panoramica alle nostre spalle. In effetti i primi metri sono estremamente impegnativi , si attacca seguendo la linea dello spigolo  per traversare poi in diagonale a sinistra  in fortissima esposizione e con indispensabile utilizzo della catena, solo nella parte alta la via si porta lungo lo spigolo sinistro del torrione in progressione più appoggiata e sicuramente meno impegnativa  raggiungendo così il punto alto coincidente da prima con una aerea crestina attrezzata    poi più semplicemente in un comodo sentiero  che rapidamente porta alla base di una nuova placca verticale  con attacco impegnativo  che impone una notevole trazione sulla catena mentre successivamente anche con l'ausilio di una staffa metallica  ed alcuni utilissimi appoggi naturali  si superano più agevolmente gli ultimi metri di roccia mantenendo l'equilibrio divaricando con sicurezza le gambe . Lungo sentiero che dopo alcuni metri nel verde  diventa una vera e propria cengia molto caratteristica  mentre alle nostre spalle fà bella mostra di sè la cresta che abbiamo in parte risalito e ci ritroviamo a dover superare alcuni brevi risalti verticali talvolta ben gradinati   altre no  addentrandoci così nell'ultima parte della via non prima di aver superato un interessante passaggio su placca    accessibile tramite una ripida traccia nel verde . Siamo ormai ad un passo  dal secondo punto chiave della ferrata rappresentato stavolta da un impressionante "caminone"  che richiede un minimo di tecnica nella progressione     pur con la presenza di alcune staffe metalliche. Quest'ultimo tratto è molto suggestivo  ma poichè lo si affronta al termine di un'intensa via ferrata probabilmente a molti può risultare molto faticoso specialmente se ci si affida solamente alla catena.All'uscita dal camino le fatiche non sono ancora terminate, un brevissimo passaggio verticale  ci porta ad un pulpito di sosta dal quale si nota in basso il sentiero -n.1- che sale al rifugio Azzoni ed a cima Resegone . Siamo giunti stavolta agli ultimi metri impegnativi che lo sarebbero ben più se la placca non fosse attrezzata con molte staffe     ed in effetti ve ne sono più qui che in tutta la via, davanti a noi alcuni gradoni di roccia  ed un pendìo erboso  portano rapidamente al termine della via. Dopo circa 2.30h dall'attacco siamo giunti nel punto alto della ferrata dal quale in circa 15' di sentiero con alcuni sali/scendi  si raggiunge la croce di vetta del Resegone e subito sotto il rifugio Azzoni.

DISCESA

Le alternative per il ritorno sono varie, dalla più lunga alla più rapida ma semplificando il tutto e volendo ritornare come punto di partenza alla stazione a monte della funivia possiamo optare per 2 alternative:
1- raggiungere in 15' di saliscendi un pò affannosi, dal termine della catena, il rifugio Azzoni e da lì con il sentiero -n.1- scendere in circa 1.30 al punto di partenza.
2- dal termine della catena scendere alcuni metri lungo sentiero ed al bivio invece di proseguire a destra seguendo così l'itinerario del punto 1, proseguire a sinistra dove dopo 5' si incontra un ulteriore bivio: di fronte una targa indica "percorso per esperti"  e prosegue in salita lungo le creste del Resegone mentre a sinistra rispetto alla targa il segnavia -n.10- indica l'immeditata discesa a valle tramite il canale Bobbio  che inizialmente si presenta come un ripido sentiero ma presto assume tutte le caratteristiche del canale che richiede molta attenzione per non provocare caduta massi e nei punti più delicati è assicurato con brevi tratti di catena. Dopo circa 30' il canale prosegue come sentiero Carlo Villa comunque molto esposto. Altri 30' e si raggiungono i prati di Erna.

CONSIDERAZIONI

Il mattino la ferrata è in buona parte in ombra. Nonostante risulti ottimamente attrezzata ed i vari tratti verticali siano continuamente interrotti da brevi sentieri o pulpiti di sosta è assolutamente sconsigliabile affrontarla se privi di esperienza in escursioni simili. La funivia, eccetto periodi straordinari, è aperta tutto l'anno.

Commenti   

0 #77 Stefano 2018-09-13 11:27
Percorsa il 12/09/2018. Molto bella la salita, poco segnalato l'attacco e anche la discesa. Consigliata a persone esperte, molto fisica e con alcuni tratti anche molto tecnici. Bel panorama.
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0 #76 Samuele 2018-08-21 08:07
Percorsa il 21/08/2018 Assolutamente una delle migliori ferrate che abbiamo in Italia, ricca di passaggi tecnici ed esposti, MAI e sottolineo MAI banale.
Sconsigliata ai principianti, è importante valutare accuratamente le condizioni meteo in quanto è facile trovarsi in difficoltà in caso di pioggia (come nel nostro caso, colti nel camino finale da un temporale improvviso, con pareti e catena rese scivolose come saponette dall'acqua incessante).

Consiglio di farla concatenata alla ferrata Gamma 1, cosi da poter godere appieno del Resegone senza dover avvalersi di mezzi artificiali come la funivia.

Ferrata TOP, fatta con il mio socio Mariano, rimarrà sempre una delle nostre preferite.

Buone ferrate a tutti

Sem
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0 #75 Luca 2018-06-20 11:45
Percorsa il 06/2018 ottima ferrata la faccio una volta all'anno anche per semplicemente godere del panorama richiede. Inoltre alcuni passaggi esposti e la roccia molto levigata in certi punti rendono necessario mozzafiato che si ha in vetta. Non è semplicissima, soprattutto per il notevole dispendio fisico che essa mantenere i nervi saldi e una buona concentrazione su quanto si intende fare. In entrambe le ascensioni ho trovato persone in difficoltà che a metà strada non riuscivano a procedere, pertanto consiglio di approcciarla quando si è sicuri di avere un buon allenamento di base.
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0 #74 Pedro 2018-06-18 09:59
Percorsa IL 17/06/2018. La ferrata ha dei punti effettivamente atletici: ho tentato di non attaccarmi alle catene per la progressione, ma effettivamente in un paio di punti ho dovuto utilizzarle…
Una cosa interessante che risulta dai commenti è il consiglio di non utilizzare troppo le braccia, se non si vuole arrivare in cima cotti. Boh, questo è un consiglio che non capisco: in tutte le ferrate che ho percorso, anche in questa, non mi è mai successo di stancarmi le braccia, anzi! Se arrampichi bene e cerchi gli appoggi giusti, sono le gambe che vengono messe alla prova, e così è successo anche con questa ferrata: braccia riposate e gambe distrutte!
Un consiglio che posso darvi, che ho dato ad un'amica che era con me, è di attaccare un rinvio con moschettone piccolo (quelli da arrampicata) all'imbrago, per utilizzarlo infilandolo tra le maglie della catena per riposarsi, perché i moschettoni da ferrata sono troppo grossi e non entrano negli anelli.
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0 #73 Gabriella Carbone 2018-06-04 12:54
Percorsa il 02/06/2018.
Qualche tratto bagnato e purtroppo non abbiamo goduto del panorama causa nebbiolina.
Come tutte le attività in montagna, anche questa va affrontata con consapevolezza.
In alcuni punti c'è da andare su con l'aiuto delle catena, ove possibile procedere scalando.
Ho trovato difficile un traverso e l'inizio dell'ultimo camino. per il resto piacevole.
Non ho mai fatto altre ferrate, prediligo la scalata che pratico da 3 anni, forse questo mi ha reso il percorso piacevole.
Molti consigliano le scarpette da arrampicata, personalmente non ne ho sentito il bisogno...certo avrei voluto trovare meno umido e meno bagnato.
BELLA BELLA BELLA
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+2 #72 Ilario fusco 2017-11-28 04:21
Percorsa il 27/11/2017
Ferrata degna della sua fama. Bellissima e divertente grazie ai numerosi passaggi atletici. Da affrontare ben allenati e consapevoli delle difficoltà alle quali si va incontro. Roccia piuttosto liscia. Usare poco la catena e cercare gli appigli x conservare le forze nei punti più impegnativi. Sconsigliata ai neofiti.
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-2 #71 Lorenzo 2017-10-17 12:39
Percorsa il 17/10/2017.
bellissima ferrata, molto panoramica, da affrontare solo se si e' in possesso di una base di tecniche di arrampicata, altrimenti se la si affronta tirandosi su dalle catene modello tarzan si arriva in cima con le braccia distrutte.
Arrivato in cima al Dente avrei voluto scendere dal canalone Bobbio, ma non ho trovato il sentiero ( qualche freccia o bollo di vernice in piu' non guasterebbe), cosi' sono andato al rifugio Azzoni e sceso dal sentiero n° 1 ( piuttosto lunga e monotona la discesa fino ad Erna)
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+2 #70 Fabrizio 2017-10-09 07:39
Percorsa il 09/2017 La via e' paesaggisticamente e tecnicamente meravigliosa, con passaggi molto vari e molto impegnativi sia tecnicamente che dal punto di vista della forza fisica.
Consiglio molto vivamente di risparmiare il piu' possibile le braccia e di dosare con estrema cura le energie, io nonostante lo avessi fatto, sono volato, per fortuna senza conseguenze, sul primo passaggio chiave (il traverso esposto nella relazione), che richiede un breve ma notevole sforzo di braccia, e lo stesso era capitato un paio di ore prima ad un altra persona.
Merita tutta la fama di bellezza e difficolta' che possiede, ed e' ASSOLUTAMENTE sconsigliabile a chi non abbia una certa esperienza, ed un minimo di conoscenza tecnica della progressione su roccia.
Unica nota negativa, la roccia (e persino alcune delle poche staffe) in alcuni punti importanti e' molto unta dai passaggi, persino con le scarpette d'arrampicata la tenuta era nulla.
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+4 #69 Francesco 2017-08-28 07:51
Percorsa il 27/08/2017 per la prima volta in giornata calda e afosa. Grande soddisfazione per la varietà dei passaggi e la verticalità. Ferrata perfettamente attrezzata e sicura. Unica nota: la durata di 2 ore e mezza è calcolata senza soste e solo per chi è adeguatamente allenato, altrimenti è necessario molto più tempo per forzare i passaggi più impegnativi ed effettuare soste, di cui cmq c'è ampia possibilità lungo il percorso.
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+3 #68 Sergio 2017-07-16 18:48
Percorsa il 10/07/2017 Bel Tracciato; molto panoramica.l'arrampicata richiede tecnica e/o impegno muscolare, si potrebbe ottimizzare con delle staffe nei punti critici (una decina basterebbero) diventa cosè più sicura e praticabile. Bella comunque.
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