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Caratteristiche

  • Moderatamente difficile - attenzione ad alcuni tratti su terreno instabile.
  • L'intera escursione partendo e tornando al parcheggio circa 2.30h di cui 1.30h la salita.
  • - complessivamente salita 35amt ca.
    - Via ferrata 200mt
    - sviluppo Via ferrata 400mt
  • abitato di Crone d'Idro
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 2.5
Esposizione 2.2
Varietà passaggi 2.3
Impegno fisico 1.8
Interesse paesaggistico 2.4
Numero votazioni 38
VALUTAZIONE DELLA FERRATA PHOTOGALLERY RelazionePHOTOGALLERY EsternaGOOGLE.MAPS

Via Ferrata CRENCH

CIMA CRENCH

BY - VIEFERRATE.IT - 2016

Inaugurata nel 2007, creata dal benemerito Gruppo Sentieri Attrezzati di Idro. L'itinerario permette di salire la breve ma pressoché verticale parete S di Punta Pelada - 632mt, a picco sul Lago di Idro, per poi trovare la sua logica continuazione sulla crestina boschiva che, passando per una piccola sella poco sotto la cima di Punta Pelada, porta ai 778mt della panoramicissima cima Crench.

PERCORSO STRADALE

Luogo di partenza è Idro-Bs, raggiungibile da S, seguendo la strada della Valsabbia in direzione Madonna di Campiglio in circa 45 minuti dall'uscita di Brescia Est, oppure da Nord, passando per Storo. Per raggiungere l'attacco bisogna portarsi a Crone d'Idro-370mt, frazione situata al limite sud-orientale del lago (indicazioni chiare e sufficienti, attenzione arrivando da Sud, la svolta a destra si nota all'ultimo momento). Entrati nel paese, oltrepassare il centro seguendo la strada per Vantone e, circa 300mt dopo il centro, prendere la breve e ripida stradina che sale a destra (via Preonde), proprio sotto le pareti incombenti del Crench (cartelli segnalatori evidenti per la via ferrata, la via normale e la palestra di roccia). Alla fine della stradina possibilità, sulla destra, di parcheggio per una decina di automobili. Eventualmente parcheggiare in paese e portarsi in fondo a via Preonde in 10 minuti a piedi.

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio di via Preonde seguire le ottime e chiare indicazioni che, passando per un piacevole boschetto , portano in 10-15 minuti all'attacco della via ferrata a circa 400mt , presso il quale è stato ricavato spazio sufficiente per potersi imbragare e senza problemi.

LA FERRATA

L'itinerario sfrutta una serie di pilastrini addossati l'uno all'altro, collegati da piccole cengette o brevi sentierini-piccoli salti in parte rocciosi e in parte franosi di raccordo. Ci si assicura allora al cavo ed in pochi passi ci si porta alla base di un tratto verticale dove la solida roccia offre molti appoggi permettendo così una divertente risalita . Si progredisce senza particolari trazioni sul cavo eccetto forse un breve passaggio prima dell'uscita dove una sorta di "tetto" obbliga ad un movimento in salita leggermente strapiombante verso sinistra e che può causare una qualche perdita d'equilibrio . Si esce su un breve sentiero un pò "sporco" e si risale un tratto con anche alcune innocue roccette che fungono da raccordo per un secondo salto verticale , più breve del precedente e composto da alcuni gradoni piuttosto arrampicabili . Anche qui si esce su comodo sentiero panoramico e si aggira da prima uno spigolo roccioso , poi attraversa una strettoia , si percorre una crestina erbosa sempre attrezzata con cavo portandosi infine, tramite un comodo sentiero , alla base di un terzo tratto verticale dove è però anche presente, come da segnaletica , la possibilià di interrompere la Via e ritornare al punto di partenza. Si affronta quindi questo nuovo salto verticale rappresentato nei primi metri da una placchetta piuttosto levigata ma essendo "appoggiata" non costringe a particolari sforzi e poi alcuni gradini rocciosi dove peraltro si utilizza il cavo più per equilibrio che non per progressione . Breve traverso a destra su cengetta un pò franosa e si trova un passaggio con difficoltà sopra la media rispetto a quella fin qui incontrata in quanto una "pancia" rocciosa piuttosto strapiombante obbliga, vista anche la mancanza di staffe artificiali, a "tirare" sul cavo anche se il tutto dura proprio il tempo di un passaggio in quanto la spalla rocciosa perde rapidamente la verticalità a vantaggio di una progressione nettamente più semplice . Una nuova cengetta erbosa con presente materiale instabile porta ad affrontare una bella placchetta dove una grossa staffa metallica ne agevola il passaggio iniziale mentre nella parte alta sono gli appoggi naturali presenti che aiutano e divertono nella salita . Anche questo nuovo salto verticale è comunque piuttosto breve; un facile traverso a sinistra conduce verso una successiva placca inizialmente piuttosto levigata ma essendo provvista di 2 grosse staffe non oppone particolari problemi , la si supera in diagonale spostandosi gradualmente verso il lato sinistro aggirando così una grossa sporgenza rocciosa proseguendo poi in salita superando una facile serie di roccette piuttosto appoggiate con un passaggio più impegnativo della media fin qui incontrata, così come già accaduto in precedenza, dove oltre al cavo metallico si trova anche una catena "ballerina" la cui funzione non è certo di assicurazione quanto invece di aiutare nella progressione in un tratto con un paio di strapiombetti un pò ostici non certo impossibili ma evidentemente non si è voluto elevare più di tanto le difficoltà di questa Via. Si sale allora con questa duplice attrezzatura fino alla fine anche di una successiva comoda cengia la cui presenza permette di portare la linea di salita verso una lingua rocciosa tra la vegetazione, piuttosto divertente in quanto molto appigliata ; una cengetta detritica sposta stavolta a destra la linea di salita verso un nuovo tratto verticale piuttosto simile al precedente , eccetto forse un passaggio intermedio leggermente strapiombante . La parte più tecnica della Via è praticamente terminata in quanto ora il cavo procede per alcune decine di metri come scorrimano inizialmente per una crestina rocciosa poi per un tratto di sentiero parzialmente franoso guadagnando così la piccola vetta -Punta Pelada 632mt- con targa e croce .

DISCESA

La logica continuazione del percorso volge dalla vetta verso Est. Un sentierino ben segnato scende dalla vetta lungo un'esile crestina per una trentina di metri fino ad una selletta dalla quale parte verso Sud (a destra, scendendo) un sentierino che, in caso di necessità, riporta alla base in poco meno di mezz'ora. In assenza di complicazioni, da non perdere da detta selletta è la risalita per crestina e piacevole boschetto pensile, grazie ad un sentierino ricavato ad arte dal Gruppo Sentieri Attrezzati, fino alla massima elevazione, Cima Crench-778mt , che si raggiunge in meno di mezz'ora di ripida salita. Poco prima della cima è possibile visitare una postazione della seconda Guerra Mondiale, scavata nella roccia. Dalla cima, dopo le foto di rito e dopo essersi saziati di un panorama che comprende le Dolomiti di Brenta e le Prealpi Bresciane (dalla Corna Blacca al Dosso Alto fino al Gaver), oltre logicamente alla possibilità di ritornare alla precedente selletta e dalì a valle, si può scendere nel versante opposto alla vetta per sentiero sempre ottimamente segnato in dieci minuti alla Cocca di Idro, da dove, parallelamente alla provinciale che scende da Capolago, un altro sentiero sempre ottimamente segnato in meno di mezz'ora ci riporta al parcheggio.

CONSIDERAZIONI

Questa Via è estremamente logica, segue la verticale dei pilastrini seguendo i punti di minor resistenza ed i punti di collegamento più logici tra un pilastro e quello successivo permettendo una salita di "tecnica" che facilita di conseguenza la progressione e permette di risparmiare forze, fermo restando, però, che è possibilissima l'uscita "di forza" o "di braccia" per togliersi dagli impicci in caso di necessità nei 2-3 passaggi più ostici descritti. Alcuni tratti di misto roccia-vegetazione risultano ancora un pò "sporchi" e richiedono attenzione a non smuovere materiale nonostante ormai i molti passaggi di questi anni l'abbiano notevolmente pulita.

Commenti   

+1 #22 Nicola 2018-11-26 22:39
percorsa il 26/11/2018 con roccia leggermente umida che ne amplificava la difficolta'. Occorre buona forza di braccia, la sconsiglierei ai principianti. Finita questa si puo' ripartire da Vesta per la Ferrata Sasse, molto piu' facile e adiacente al lago di Idro.
(totale 2 percorsi arrivando alla cima Crench circa 5 ore)
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+2 #21 Mattia Cerutti 2018-09-19 14:57
Percorsa 10/09/2018 in solitaria. Ferrata molto divertente per quanto riguarda la progressione sfruttando gli appigli naturali. Come già detto nella relazione, in 2-3 punti, se non si ha particolare tecnica bisogna tirare sul cavo. Dall' attacco percorsa in poco meno di 40 minuti.
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+2 #20 Alessandro Verdoni 2018-09-15 13:51
Percorsa il 15/09/2018
I commenti del tipo "massi come lavatrici" valevano probabilmente anni fa. Ormai è pulita dappertutto salvo sassolini di taglia massima quanto una noce nei tratti più terrosi.
Ferrata divertente senza difficoltà di rilievo.
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0 #19 Federico Ghidini 2017-08-18 17:16
Percorsa il 18/8/2017. Via ottimamente attrezzata e mantenuta. Essendo agli inizi ho sfruttato il cavo più di quanto descritto, uscendo dire forza dai tratti più difficili. Concordo col la relazione, via splendida e vista bellissima.
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0 #18 Gino 2017-04-30 11:50
Percorsa il 29/04/2017 Ferrata meravigliosa con una veduta sul lago d'Idro, per me abbastanza impegnativa, ma la bella veduta e pure una giornata meravigliosa mi ha fatto superare la fatica. Un grazie pure a chi mi ha accompagnato.
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0 #17 Sara Beccari 2015-09-23 08:22
Percorsa il 20/09/2015,giornata fantastica,ottima compagnia!!Lago di Idro: una piacevolissima scoperta.La ferrata non è impegnativa, avvicinamento e rientro brevi, minimo dislivello. Richiede qualche attenzione in più nei punti chiave già evidenziati.Divertente come allenamento,per chi è alla prima esperienza è un buon inizio. Quanto alla friabilità della roccia: la ferrata si sviluppa in un contesto prevalentemente boschivo, pertanto i pianerottoli presentano ghiaia e terriccio,ma se percorsa con attenzione e garbo è possibile evitare di scaricare materiale nei tratti sottostanti.
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+6 #16 Matteo Cò 2015-05-18 06:49
Percorsa il 17/05/2015 con Franci e i mitici Mitria ed Ely.
Ferrata molto divertente, non troppo impegnativa(circa 2 ore con tante soste fotografiche) ma comunque da affrontare con un minimo di preparazione fisica.
Sono 2 i passaggi chiave:
Il primo subito dopo l'attacco con una paretina appoggiata; il secondo poco prima della fine con 2 passaggini verticali da superare con l'aiuto di una seconda catena e 2 staffe. Nel complesso la ferrata è sviluppata su una linea davvero molto bella e panoramica; mai troppo esposta, ma mai banale; senza staffe o alti aiuti"supplementari".
Confermo infine quanto riportato nelle precedenti relazioni: ATTENZIONE ai SASSI(!LAVATRICI!) che piovono dall'alto.
Indispensabile l'uso del caschetto ed una progressione attenta da parte dei primi al fine di non smuovere troppi detriti che potrebbero cadere addosso a chi segue. Sconsiglio decisamente la ripetizione della ferrata in caso di pioggia nelle ore precedenti la salita.
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+2 #15 Giorgi Maurizio 2015-04-08 07:41
Percorsa il 07/04/2015
Ferrata abbastanza breve ma con tre passaggi assolutamente non facili.
Non concordo con chi la consiglia a principianti. Se non si trovano appigli e' necessario avere una notevole forza di braccia. Materiale friabile e scivoloso soprattutto se percorsa al mattino perche' priva di sole e molto umida.
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-2 #14 Fabio Benefattori 2015-01-23 00:00
Percorsa il 05/10/2014 Le condizioni meteo erano buone, anche se il sole è giunto solo alla fine della salita. Ferrata semplice tranne in qualche passaggio ma nulla di insuperabile, anche per principianti.
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0 #13 Pierangelo Zaina 2015-01-23 00:00
Percorsa il 30/03/2013. Sono salito sabato 30 marzo 2013 in un'ora la ferrata e altri 15 minuti fino alla cima Crench. Mi è piaciuta parecchio e credo di ripeterla, magari un giorno di sole visto che sabato pioveva. Nel complesso mi sembra non troppo difficile anche se non la consiglio ai principianti.
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