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Caratteristiche

Media valutazioni

Difficoltà tecniche 3.4
Esposizione 5
Varietà passaggi 2.6
Impegno fisico 3.6
Interesse paesaggistico 4.6
Numero votazioni 33
VALUTAZIONE FERRATA PHOTOGALLERY Relazione PHOTOGALLERY Esterna GOOGLE.MAPS

Via Ferrata  BALZE del MANGART

VETTA MANGART

segnalata da PAOLO MARIUZ

AVVICINAMENTO

Punto di partenza delle ferrate è il bivacco Nogara -1850m-  posto su un ampio terrazzo erboso giusto sotto la parete nord del Mangart. Il bivacco è raggiungibile partendo dai laghi di Fusine , lasciando la macchina al ristoro ai Sette Nani-941m  in circa 2.30h; oppure partendo dal rifugio Kocana Mangrtskem Sedlu, sito in territorio sloveno, raggiungibile con rotabile asfaltata (a pagamento) che parte dal passo del Predil, lasciando l’auto presso la forcella Mangart-2263m e raggiungendo il bivacco in circa 30 minuti di discesa.  

LA FERRATA

L’attacco della ferrata Italiana è giusto dietro il bivacco, su una parete in corrispondenza di due evidenti grotte naturali . Si parte con una prima paretina da attraversare in diagonale, portandosi proprio dentro la più grande delle due grotte,che viene attraversata dalla ferrata, uscendo dopo pochi metri da un caratteristico buco di poco più di un metro di diametro. La parte successiva è forse quella più esposta ed impegnativa, dovendo aggirare una serie di speroni rocciosi a precipizio sulla valle, aiutati in diversi passaggi da delle specie di corrimani in ferro su cui camminare nei punti in cui mancano appoggi per i piedi. Le assicurazioni sono comunque sempre abbondantissime (in certi casi anche troppo!) sia per i piedi che per le mani ed i cavi, a parte alcuni rari punti in cui non sono propriamente tesissimi, sono tutti praticamente nuovi o semi nuovi. Dopo questo primo pezzo molto interessante, il sentiero prosegue su una serie di paretine e canalini a volte verticali , ed altre volte più appoggiati, sempre in buona esposizione, ma con delle splendide vite sull’intera cresta del Mangart. Anche qui continua la politica generale della ferrata dal punto di vista delle assicurazioni, caratterizzata dalla grande abbondanza di pioli di ferro ed anelli cui appendersi e su cui appoggiare i piedi, evitando per alcuni tratti di dover mai toccare la roccia. Dopo poco più di un’ora di ferrata si sbuca nel pendio morenico su cui corre il confine di stato e conseguentemente la via normale di ascesa, a quota 2200m. A questo punto si lascia da parte l’ultima sezione, su roccette in cresta, della Via Italiana e tagliando trasversalmente in leggera discesa il sentiero della via normale, ci si porta in una decina di minuti sul versante opposto della montagna, all’attacco della Via Slovena. Questo sentiero attrezzato solo in parte, soprattutto nella parte iniziale, sfruttando una evidente linea di debolezza della parete, risale tutto un lungo colatoio detritico, spesso innevato ad inizio stagione . L’attacco vero e proprio è caratterizzato da una specie di serpentina letteralmente scavata nella roccia, per poi proseguire su una serie di rampe sempre praticamente prive di esposizione in cui il cavo è usato più che altro come corrimano, su pietre mobili, abbastanza faticoso e pericoloso in caso di affollamento a causa della caduta di pietre. Giunti alla fine di questo lungo diagonale si giunge su una piccola forcella con bel panorama sul territorio sloveno, e qui finiscono in pratica i tratti attrezzati. Il resto dell’ascesa avviene tra massi e roccette, facilmente fino alla croce di vetta , a quota 2677m.

DISCESA

Per la discesa è sufficiente dalla vetta prendere il sentiero in corrispondenza di un enorme “ometto” , attraverso un sentiero a tratti attrezzato che corre inizialmente sulla cresta del Mangart in direzione del Piccolo Mangart di Coritenza-2393m, per poi staccarsene in corrispondenza di una pietra miliare di confine, e quindi, con un percorso semicircolare ad aggirare la vetta, si riporta alla fine della Via Italiana e successivamente alla Forcella del Mangart.

CONSIDERAZIONI

Si tratta di due ferrate molto diverse tra loro,entrambe non particolarmente lunghe, né faticose. Quella Italiana presenta soprattutto nella prima parte dei passaggi davvero impressionanti,ma sempre ben assicurati ed agevolati dalla sovrabbondante quantità di pioli e ganci in ferro (in certi casi eccessiva secondo i miei gusti), in ambiente severo ed abbastanza solitario come sono spesso queste montagne. La ferrata Slovena invece non presenta particolari difficoltà, a parte forse la fatica, e non è neppure troppo interessante dal punto di vista alpinistico, unica cosa a cui stare attenti è l’orientamento in caso in cui si decida di compiere l’ascesa ad inizio stagione, in quanto è facile trovare neve abbondante in tutto il tratto finale. Mentre ora è possibile raggiungere la cima del Mangart semplicemente attraverso la via normale, che per ghiaie prima, e successivamente per gradoni di roccia, solo a tratti attrezzati, corre ora al di qua del confine Italo-Sloveno, ora in territorio straniero; fino a qualche anno fa per problemi politici questa via non era possibile. Per questi motivi nella metà degli anni '50 ad opera degli alpinisti di Cave del Predil fu attrezzata sull’imponente parete nord del Mangart una via ferrata, denominata poi “Via Italiana”, un percorso aereo ed ardito che consentisse l’ascesa alla cima senza sconfinare. In parallelo pochi anni dopo fu attrezzato in territorio sloveno un percorso molto meno ardito, che sfruttando un lungo colatoio, consentisse l’accesso alla cupola sommitale senza entrare in territorio Italiano, la cosiddetta “Via Slovena”. Oggi, con la caduta dei confini è possibile percorrere durante la stessa giornata, entrambe le vie ferrate, rientrando a valle comodamente attraverso il sentiero della normale.

Commenti   

0 #13 Roberto 2017-07-31 13:22
Percorsa il 30/07/2017. Vale la pena da farsi(col bel tempo!)Pronti all'attacco alle 6 del mattino e arrivati in cima al Mangart alle 8.
La ferrata è relativamente breve, con qualche passaggio più impegnativo, ma sempre in assoluta sicurezza,comunque ben esposta!Peccato non esser riusciti a concatenare il ritorno sulla via slovena causa maltempo.Può valere la pena raggiungerla dal rifugio sloveno così da fare entrambe le ferrate risparmiandosi la fatica del percorso dal lago superiore di Fusine. Comunque appagante!
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+2 #12 Kristian 2015-09-13 15:02
Percorsa il 13/09/2015 in alcuni punti la corda fissa si è rotta e sostituita da fune. Assolutamente da evitare per chi soffre minimamente di vertici, molto esposta. Ma scenograficamente stupenda!. Per chi non vuole farsi 2h e 30 di camminata per raggiungere l'attacco, può comodamente salire in macchina dal versante italiano e poi dalla forcella del Mangart in 20 minuti si raggiunge l'inizio della ferrata.
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+1 #11 Stefano Borrelli 2015-01-23 00:00
Percorsa il 17/09/2014. Da rilevare l'assoluta carenza di informazioni sul percorso per arrivare al bivacco: ci sono due possibilità, una è la diretta col sentiero 517a che si va a prendere tenendo la strada per il Rifugio Zacchi, dopodiché si svolta a dx entrando nella prateria dell'Alpe Tamer, percorrendola verso sud e seguendo i segnavia andiamo ad imboccarlo; la seconda è seguendo il 512, sentiero per il Rifugio Zacchi, dopodiché imbocchiamo il 513 che porta all'Alpe Vecchia, poi lo abbandoniamo prendendo il 517 attraversando l'Alpe Vecchia fino al bivio con il 517a dell'altra alternativa. Ora si sale verso il bivacco su terreno infido, percorrendo un canalino umido attrezzato, un traverso con catena corrimano, un tratto su terra scivolosa, per poi semplificarsi poco prima del bivacco. Da considerarsi EE. Dalla relazione sembra che la ferrata sia dietro il bivacco, mentre ci sono da percorrere circa 10' di sentiero... Comunque, bella la ferrata italiana, mai difficile, molto esposta, ben protetta; la ferrata slovena, invece, è un facile sentiero attrezzato, comunque intrigante. Il dislivello positivo si aggira sui 2000mt per uno sviluppo di 20km circa (e 10h circa), salendo dal Zacchi e scendendo dall'Alpe Tamer 217a
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-1 #10 David Borsoi 2015-01-23 00:00
Percorsa il 07/09/2014 Ferrata Adrenalinica, ben manutenzionata.
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+2 #9 Sara Zandonella 2015-01-23 00:00
Percorsa il 16/08/2014. Lungo il sentiero che porta al bivacco Nogara si sono verificate numerose piccole frane e smottamenti per cui non è sempre facile trovare il sentiero. L'avvicinamento,ma soprattutto poi la discesa ai laghi di fusine sono lunghi e impegnativi perché il sentiero è molto ripido. La ferrata italiana è davvero bella,la slovena meno interessante,ma vale la pena raggiungere la cima!!.
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0 #8 Andrea Martini 2015-01-23 00:00
Percorsa il 04/09/2013 Bel Percorso attrezzato per quanto riguarda la parte italiana, esposto e con fondo insidioso su alcuni piccoli tratti della ferrata slovena a causa di recenti frane.
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0 #7 Stefano Biasiotti 2015-01-23 00:00
Percorsa il 04/09/2013 ferrata affrontata partendo dalla parte Slovena. Superato il confine sulla sella, discesa diretta in pietraia fino all'attacco della ferrata. Ferrata non difficile e non molto lunga, ma con passaggi suggestivi entro un foro nella roccia, traversi e punti ad alta esposizione molto suggestivi. Attrezzata in tutti i punti necessari re e consentire la salita con molta assistenza. Decisamente impegnativa la salita senza sfruttare gli appoggi. Panorama entusiasmante. Affrontata in tardi pomeriggio a sole calante ...colori mozzafiato
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0 #6 Michele Bassa 2015-01-23 00:00
Percorsa il 11/2012. Ferrata molto remunerativa e interessante. Sale lungo l'impressionante parete settentrionale del Mangart. Ricordo che partecipò alla sua realizzazione anche il famoso alpinista Ignazio Piussi.
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-1 #5 Elena Mainardis 2015-01-23 00:00
14/08/2011 Via "Italiana" non difficile nè faticosa per l'abbondanza di attrezzature in ottimo stato e roccia solida, ma dall'altissima esposizione! Via "Slovena" al limite tra ferrata e sentiero attrezzato, in roccia più fragile. Discesa per via "normale" per diversi tratti attrezzata. Giro da percorrere con tempo stabile per godere del panorama a 360° sulle Giulie e oltre. Spettacolare!!
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0 #4 Robert Menis 2015-01-23 00:00
Bella ferrata, avvincente per la sua esposizione e per la "spregiudicatezza" di alcuni passaggi. Ottimamente attrezzata (anche troppo) unica pecca secondo me la brevità. Da concatenare alla ferrata Slovena seppur meno interesante - Percorse entrambe il 21/08/2010 - Ferrata Slovena riaperta
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