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Caratteristiche

  • Facile-moderatamente difficile l'eventuale discesa dal lato nord-est.
  • Da rifugio Gardeccia alla vetta circa 3.00h,totale per l’itinerario più lungo circa 7.00h.
  • Circa 1250mt  per il giro completo,1050mt escludendo la variante del rifugio Antermoia,400mt la sola ferrata. 
  • - rifugio Vajolet 
    - rifugio Passo Principe 
    - rifugio Gardeccia
    - rifugio Antermoia
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 2.1
Esposizione 2.5
Varietà passaggi 2
Impegno fisico 2.6
Interesse paesaggistico 4.6
Numero votazioni 38
VALUTAZIONE FERRATA GALLERIA FOTOGRAFICA GOOGLE.MAPS

Via Ferrata CATINACCIO ANTERMOIA

CIMA ANTERMOIA

Segnalata da MAURIZIO TINTORI - Luglio 2002

PERCORSO STRADALE

A Mazzin,lasciare l’auto nell’ampio parcheggio del bus navetta per Gardeccia. Descrizione del percorso:il viaggio a bordo del pulmino fino a Gardeccia,rappresenta sicuramente il tratto più impegnativo della gita!. La pendenza,i sobbalzi e i numerosi passaggi a filo di scarpata su una strada non sempre pavimentata,metteranno a dura prova il vostro stomaco. Un consiglio: conservate accuratamente il biglietto valido per il ritorno. a Varenna-Lc seguire per Esino Lario-Cainallo sino alla fine della strada con ampio parcheggio a Vò di Moncodeno (1436mt).

AVVICINAMENTO

Arrivati al rifugio Gardeccia a quota 1965mt,si prende l’ampia strada (sentiero n.546) che,attraverso la Valle del Vajolet,raggiunge in 40' alle Porte Neigre i rifugi Preuss e Vajolet a quota 2243mt. Questi ultimi sorgono su un balcone roccioso,allo sbocco del Gartl,l’aspra conca rocciosa dalla quale s’innalzano le famose Tre Torri del Vajolet,Delago,Stabeler e Winkler.Su questa vallata si affacciano alcune delle cime più famose delle Dolomiti di Fassa: il Catinaccio con la sua scura parete striata dalle acque di fusione raccolte dal catino superiore,le frastagliate guglie del Larsec con i suoi caratteristici dirupi le Torri del Vajolet che si intravedono di tre quarti lungo il Gartl e in fondo,a chiudere la valle,il trapezio scuro del Catinaccio d'Antermoia che,con i suoi 3004mt,è la cima più alta del gruppo. Si prosegue in direzione nord sul sentiero n.584 che corre sul bordo destro orografico,fino alla testata della valle. Qui,nei pressi del passo omonimo,sorge il piccolo rifugio del Passo Principe,a quota 2600mt (1.15h da Gardeccia). Vale la pena effettuare una sosta per fare due chiacchiere con il simpatico gestore e bere qualcosa di caldo prima di affrontare la ferrata. Questo valico è infatti sempre battuto da venti gelidi e non è raro trovare temperature prossime allo zero anche in piena estate.

LA FERRATA

L’attacco della ferrata si trova pochi metri a monte del rifugio  e segue nel suo percorso iniziale l’evidente cengia obliqua che taglia la sagoma della montagna. Superato un primo tratto in un camino-canale di rocce rotte e friabili,si perviene al passaggio più spettacolare dell’intera salita,una cengia esposta che,con qualche sali scendi  e un tratto attrezzato con una scaletta ,conduce ad una forcella dalla quale si può godere una vista eccezionale . Da qui in avanti il percorso diviene più facile e la salita può essere effettuata in libera con divertente e sicura arrampicata su roccia generalmente buona. Il cavo metallico è comunque sempre presente. Un ultimo tratto verticale ,conduce alla cresta finale  che,con un ampio semicerchio, porta alla croce di vetta . In questo tratto non vi sono assicurazioni fisse per cui è opportuno che i neofiti e i bambini siano assicurati con una corda. Il filo di cresta è infatti piuttosto largo,ma presenta una esposizione che può creare qualche problema a chi non è fermo di piede. Non è raro inoltre trovarla innevata anche in stagione avanzata. Il panorama dalla croce è indubbiamente superbo e spazia a 360° su tutte le Dolomiti. Nei giorni limpidi con vento da nord non potrete che restare in muta contemplazione davanti ad uno spettacolo del genere,ringraziando l’autore di questo meraviglioso affresco,in grado di riconciliare chiunque con la vita.

DISCESA

La discesa può avvenire per la stessa via di salita (per chi ha fretta),oppure per il facile versante nord-est. Quest’ultimo non presenta molte difficoltà ed è attrezzato solo in alcuni punti. Bisogna però sempre prestare la massima attenzione in quanto è comunque sempre molto esposto. Chi opta per quest’ultima via,dispone di tre ulteriori scelte:
Giunti alla base della parete (Conca di Antermoia),ci sono tre possibilità in ordine di lunghezza.
1-Prendere a destra l’evidente traccia e risalire per ghiaie al vicino Passo di Antermoia a quota 2770mt. Da qui ci si affaccia di nuovo sulla valle del Vajolet e si può scendere,bordeggiando le pareti meridionali del Catinaccio di Antermoia,al rifugio Passo Principe,tornando a Gardeccia per la strada dell’andata.
2-Dal Passo di Antermoia seguire le poco evidenti tracce che portano in direzione sud al Passo Scalieret a quota 2790mt. Dal passo seguire una evidente cresta che in pochi minuti conduce alla croce di vetta della cima Scalieret a quota 2900mt. Questo percorso,insolito e poco frequentato,vi permetterà di godere di un po’ di solitudine al di fuori degli affollati percorsi del gruppo del Catinaccio. Dalla croce di vetta scendere in direzione ovest senza traccia obbligata,seguendo le deboli tracce presenti lungo il ghiaione. Alcuni ometti indicheranno a volte la via. Si giunge così al Passo delle Pope. La via segue ora la dirupata vallata nel cuore del Larsec,selvaggia e solitaria,che conduce in una ampia e piatta valle verdeggiante che,in un simile paesaggio lunare,non ci si aspetta di trovare.  A questo punto si è in vista del lago Secco e si raggiunge brevemente il Passo delle Scalette a quota 2348mt,lungo il sentiero n.583 che proviene dal Passo di Lausa. Un breve ed attrezzato gradino roccioso conduce in un canale che sfocia su un balcone roccioso sotto al Gran Cront. Attraverso macchie di mughi e criceti il sentiero porta velocemente al rifugio Gardeccia.
3-L’ultima alternativa,consiste nel raggiungere il Lago di Antermoia e successivamente il rifugio Antermoia a quota 2500mt. Questa lunga e un po’ faticosa digressione,permette comunque di visitare uno degli angoli più belli e suggestivi del gruppo Antermoia,nella tradizione ladina,è il nome della bellissima ninfa che abitava nelle acque del lago del "Giardino delle Rose" (Rosengarten) ovvero il Catinaccio. Innumerevoli sono le leggende ladine ambientate sulle rive e nelle acque di questo stupendo laghetto alpino. Un lago,ed il rifugio che porta lo stesso nome,deliziosamente appartati in questa zona settentrionale del Catinaccio. Attorno al lago fanno corona numerose cime:quelle della Catena del Lago e la Croda dei Cirmei. Il rifugio sorge a poche decine di metri dalle sponde del lago. Dopo una sosta ristoratrice prendere il sentiero n.583 che conduce al Passo di Lausa a quota 2700mt e lungo l’omonima valle al Passo delle Scalette e quindi a Gardeccia.

CONSIDERAZIONI

Questa ferrata,insieme alla Santner,costituisce una autentica nave scuola. Possiamo definirla tale,in quanto possiede tutte le caratteristiche che rendono una via ferrata bella e remunerativa: non presenta difficoltà estreme,si svolge in un ambiente spettacolare e suggestivo ,offre dei tratti di arrampicata divertente e sicura,percorre spettacolari e panoramiche cenge,giunge in vetta ad una montagna che,per la quota e la posizione,rappresenta un balcone dalla vista eccezionale. Il periodo consigliato è da fine Giugno ad Ottobre,preferire giornate limpide per godere dello stupendo panorama dalla vetta mentre è da evitare in caso di maltempo per il forte pericolo di fulmini e,data la quota,per l’elevata probabilità,anche in Luglio e Agosto,di neve e ghiaccio. Indispensabile il casco e il kit da ferrata. Se vi portate neofiti o bambini meglio avere una corda per assicurarli nel tratto finale di cresta dove mancano totalmente assicurazioni fisse. Nei mesi di Luglio e Agosto  è obbligatorio il bus-navetta in quanto la carrozzabile che porta a Gardeccia è chiusa al traffico (per INFO: tel.0462767196). Il prezzo del biglietto a/r è circa 7 euro. Il rifugio Gardeccia è comunque anche raggiungibile da Vigo di Fassa con impianti di risalita  (tel.0462-763242) fino a Ciampedie,quindi lungo sentiero in 45'.

Commenti   

0 #64 Luca C. 2017-06-19 14:10
Percorsa il 18/06/2017. Praticamente sgombra di neve tranne alcuni brevi segmenti dove si riesce comunque a passare. Relativamente semplice su entrambi i versanti. Alcuni passaggi non assicurati richiedono attenzione in discesa verso l'Antermoia. Un appunto sulla terza variante di rientro passando per il Passo Lausa e Passo Scalette verso il Gardeccia: si cala per 300 metri di quota su un percorso impegnativo ed esposto con roccia a volte insidiosa. Cordino presente solo in un breve tratto. Sicuramente la parte piu' impegnativa di tutto l'anello.
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0 #63 Paolo V. 2016-10-01 13:48
Percorsa il 25/09/2016 in una splendida giornata di sole con ottima visibilità. Ferrata bella e non difficile, già percorsa 3 volte in passato.
Questa volta ho notato che sono stati rimossi alcuni cavi nella parte iniziale , forse per creare un po' di difficoltà all'inizio e non illudere l'escursionista a pensare di percorrere una ferrata estremamente facile.
Infatti la cresta finale, non attrezzata, può mettere in difficoltà chi non ha piede fermo. A mio parere un po' di cavo andrebbe messo in cresta.
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+2 #62 Paolo Amadi 2016-08-23 11:47
Percorsa il 22/08/2016. Il bus navetta non parte più da Mazzin ma da Pera di Fassa, parcheggio della seggiovia.
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0 #61 Stefania 2016-08-22 10:21
Percorsa il 15/08/2016 arrivando al Gardeccia con la navetta (a/r 12€). Bella ferrata che permette di giungere in vetta e godersi un panorama magnifico. Ho trovato più impegnativa la discesa lungo la via ferrata est, solo in parte attrezzata, con tratti di sentiero non attrezzati molto sdrucciolevoli. Consiglio vivamente di pernottare in uno dei rifugi vicini per godere in tranquillità il percorso. A mio parere più impegnativa della vicina Santner che è più che altro un sentiero attrezzato. Consigliata, non necessariamente lo stesso giorno, la salita a cima scalieret per il panorama. Non sottovalutare il sentiero delle scalette in discesa. rimesso a posto nel tratto finale franato, ci sono delle nuove staffe e un brevissimo tratto di cavo.
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0 #60 Daniel Forrer 2016-08-16 12:40
Percorsa il 08/08/2016 con cielo terso. Ferrata e cima offrono un panorama incredibile, senz'altro il punto di vista tecnico, richiede passo fermo e nervi saldi per la presenta di alcuni semplici tratti più spettacolare che si possa godere dal gruppo. Abbastanza facile dal non attrezzati, ma da non sottovalutare (anche per via della roccia friabile dell'antermoia). Nei primi metri la fune prevista è stata rimossa. Cresta impressionante e non attrezzata. Facile e ben attrezzata la discesa dal lato nord-est, anche se costringe a percorrere qualche metro di cresta in più.
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+1 #59 Cristian c. 2016-08-09 17:18
Percorsa il 08/08/2016 ferrata bella e facile, ben attrezzata con cavo nuovo, dalla cresta panorama incredibile, da fare sicuramente con cielo limpido.
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+2 #58 Giorgi Maurizio 2015-08-30 17:21
Percorsa il 29/08/2015 Preso il bus navetta per Gardeccia alla funivia di Pera di Fassa al parcheggio della funivia. Ferrata con tratti privi di assicurazione alternati a tratti assicurati, ma sempre facili. La cresta di vetta molto esposta in entrambi i lati priva di assicurazione e con un paio di passaggi che mi hanno lasciato piuttosto sconcertato per la mancanza totale di assicurazione. Sceso dalla ferrata est fino al rifugio Antermoia con facili passaggi anch'essi alternati a tratti non attrezzati. Proseguito per il lungo percorso verso il passo Lausa e successivamente per il sentiero attrezzato delle scalette anch'esso piuttosto esposto e quasi totalmente privo di assicurazioni tranne il tratto finale.Sicuramente piu' facile percorrerlo in salita.
Durata dell'escursione poco meno di 8 ore.Ferrata facile ma con difficile cresta. Escursione molto lunga e impegnativa solo se allenati e con ottime condizioni meteo.
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+1 #57 Laura Zecchini 2015-03-31 14:09
Percorsa il 09/2014. Splendida ferrata, salita dal versante del Principe e discesa verso Antermoia (ma può essere percorsa anche in senso inverso). Sempre ben attrezzata, lascia stupiti la cresta sommitale, molto aerea e completamente senza cavo di sicurezza, se non si vuole scendere dalla stessa parte della salita occorre per forza attraversarla tutta per arrivare all'attacco di discesa e un cavo in cui assicurarsi sarebbe d'obbligo. Ho visto in giro tratti attrezzati molto più semplici di questo (sentiero Lino Pederiva in val San Nicolò per esempio).
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+2 #56 Flavio Crescini 2015-01-23 00:00
Percorsa il 08/2014 Ferrata non particolarmente difficile, impegnativa per la salita, ma tecnicamente media, un pò più impegnativo l'attraversamento della cresta di vetta parecchio esposta e la discesa dal versante Antermoia, non guasterebbero qualche aggancio sulla cresta. Come ho detto per altre ferrate e percorsi dolomitici, abbastanza deluso per la tenuta e la segnaletica dei percorsi trattandosi di Dolomiti. In vetta mancano segnali, siamo scesi verso l'Antermoia all'avventura, senza sapere bene dove si andava, anche perchè noi puntavamo alla cima Scaliaret..
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0 #55 Alessio R. 2015-01-23 00:00
Percorsa il 19/07/2014. Tecnicamente semplice ma da non sottovalutare per la lunghezza. C'è ancora qualche lingua di neve che taglia la ferrata rendendo alcuni passaggi un po' insidiosi. La cresta non è assicurata, richiede attenzione soprattutto per la stanchezza.
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