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Via Ferrata Catinaccio d'Antermoia Cima Catinaccio Antermoia Segnalataci da Maurizio Tintori-Luglio 2002
PERCORSO STRADALE A Mazzin,lasciare l’auto nell’ampio parcheggio del bus navetta per Gardeccia.Descrizione del percorso:il viaggio a bordo del pulmino fino a Gardeccia,rappresenta sicuramente il tratto più impegnativo della gita!.La pendenza,i sobbalzi e i numerosi passaggi a filo di scarpata su una strada non sempre pavimentata,metteranno a dura prova il vostro stomaco.Un consiglio:conservate accuratamente il biglietto valido per il ritorno. AVVICINAMENTO Arrivati al rifugio Gardeccia a quota 1965mt,si prende l’ampia strada (sentiero n.546) che,attraverso la Valle del Vajolet,raggiunge in 40' alle Porte Neigre i rifugi Preuss e Vajolet a quota 2243mt.Questi ultimi sorgono su un balcone roccioso,allo sbocco del Gartl,l’aspra conca rocciosa dalla quale s’innalzano le famose tre torri del Vajolet Delago,Stabeler e Winkler.Su questa vallata si affacciano alcune delle cime più famose delle Dolomiti di Fassa:il Catinaccio con la sua scura parete striata dalle acque di fusione raccolte dal catino superiore,le frastagliate guglie del Larsec con i suoi caratteristici dirupi le torri del Vajolet che si intravedono di tre quarti lungo il Gartl e in fondo,a chiudere la valle,il trapezio scuro del Catinaccio d'Antermoia che,con i suoi 3004mt,è la cima più alta del gruppo.Si prosegue in direzione nord sul sentiero n.584 che corre sul bordo destro orografico,fino alla testata della valle.Qui,nei pressi del passo omonimo,sorge il piccolo rifugio del Passo Principe,a quota 2600mt (1.15h da Gardeccia).Vale la pena effettuare una sosta per fare due chiacchiere con il simpatico gestore e bere qualcosa di caldo prima di affrontare la ferrata.Questo valico è infatti sempre battuto da venti gelidi e non è raro trovare temperature prossime allo zero anche in piena estate. LA FERRATA L’attacco della ferrata si trova pochi metri a monte del rifugio e segue nel suo percorso iniziale l’evidente cengia obliqua che taglia la sagoma della montagna.Superato un primo tratto in un camino-canale di rocce rotte e friabili,si perviene al passaggio più spettacolare dell’intera salita,una cengia esposta che,con qualche sali scendi e un tratto attrezzato con una scaletta,conduce ad una forcella dalla quale si può godere una vista eccezionale.Da qui in avanti il percorso diviene più facile e la salita può essere effettuata in libera con divertente e sicura arrampicata su roccia generalmente buona.Il cavo metallico è comunque sempre presente.Un ultimo tratto verticale,conduce alla cresta finale che, con un ampio semi cerchio,porta alla croce di vetta.In questo tratto non vi sono assicurazioni fisse per cui è opportuno che i neofiti e i bambini siano assicurati con una corda.Il filo di cresta è infatti piuttosto largo,ma presenta una esposizione che può creare qualche problema a chi non è fermo di piede.Non è raro inoltre trovarla innevata anche in stagione avanzata.Il panorama dalla croce è indubbiamente superbo e spazia a 360° su tutte le Dolomiti.Nei giorni limpidi con vento da nord non potrete che restare in muta contemplazione davanti ad uno spettacolo del genere,ringraziando l’autore di questo meraviglioso affresco,in grado di riconciliare chiunque con la vita. DISCESA La discesa può avvenire per la stessa via di salita (per chi ha fretta),oppure per il facile versante nord-est. Quest’ultimo non presenta molte difficoltà ed è attrezzato solo in alcuni punti.Bisogna però sempre prestare la massima attenzione in quanto è comunque sempre molto esposto.Chi opta per quest’ultima via,dispone di tre ulteriori scelte. Giunti alla base della parete (Conca di Antermoia),ci sono tre possibilità in ordine di lunghezza. 1-Prendere a destra l’evidente traccia e risalire per ghiaie al vicino Passo di Antermoia a quota 2770mt.Da qui ci si affaccia di nuovo sulla valle del Vajolet e si può scendere,bordeggiando le pareti meridionali del Catinaccio di Antermoia,al rifugio Passo Principe,tornando a Gardeccia per la strada dell’andata. 2-Dal Passo di Antermoia seguire le poco evidenti tracce che portano in direzione sud al passo Scalieret a quota 2790mt.Dal passo seguire una evidente cresta che in pochi minuti conduce alla croce di vetta della cima Scalieret a quota 2900mt.Questo percorso,insolito e poco frequentato,vi permetterà di godere di un po’ di solitudine al di fuori degli affollati percorsi del gruppo del Catinaccio.Dalla croce di vetta scendere in direzione ovest senza traccia obbligata,seguendo le deboli tracce presenti lungo il ghiaione.Alcuni ometti indicheranno a volte la via.Si giunge così al Passo delle Pope.La via segue ora la dirupata vallata nel cuore del Larsec,selvaggia e solitaria,che conduce in una ampia e piatta valle verdeggiante che,in un simile paesaggio lunare,non ci si aspetta di trovare.A questo punto si è in vista del lago Secco e si raggiunge brevemente il Passo delle Scalette a quota 2348mt,lungo il sentiero n.583 che proviene dal Passo di Lausa.Un breve ed attrezzato gradino roccioso conduce in un canale che sfocia su un balcone roccioso sotto al Gran Cront.Attraverso macchie di mughi e criceti il sentiero porta velocemente al rifugio Gardeccia. 3-L’ultima alternativa,consiste nel raggiungere il Lago di Antermoia e successivamente il rifugio Antermoia a quota 2500mt.Questa lunga e un po’ faticosa disgressione,permette comunque di visitare uno degli angoli più belli e suggestivi del gruppo.Antermoia,nella tradizione ladina,è il nome della bellissima ninfa che abitava nelle acque del lago del "Giardino delle Rose" (Rosengarten) ovvero il Catinaccio. Innumerevoli sono le leggende ladine ambientate sulle rive e nelle acque di questo stupendo laghetto alpino.Un lago,ed il rifugio che porta lo stesso nome,deliziosamente appartati in questa zona settentrionale del Catinaccio.Attorno al lago fanno corona numerose cime:quelle della Catena del Lago e la Croda dei Cirmei.Il rifugio sorge a poche decine di metri dalle sponde del lago.Dopo una sosta ristoratrice prendere il sentiero n.583 che conduce al Passo di Lausa a quota 2700mt e lungo l’omonima valle al Passo delle Scalette e quindi a Gardeccia. CONSIDERAZIONI Questa ferrata,insieme alla Santner,costituisce una autentica nave scuola.Possiamo definirla tale,in quanto possiede tutte le caratteristiche che rendono una via ferrata bella e remunerativa: non presenta difficoltà estreme,si svolge in un ambiente spettacolare e suggestivo,offre dei tratti di arrampicata divertente e sicura,percorre spettacolari e panoramiche cenge,giunge in vetta ad una montagna che,per la quota e la posizione,rappresenta un balcone dalla vista eccezionale. Il periodo consigliato è da fine Giugno ad Ottobre,preferire giornate limpide per godere dello stupendo panorama dalla vetta mentre è da evitare in caso di maltempo per il forte pericolo di fulmini e,data la quota,per l’elevata probabilità,anche in Luglio e Agosto,di neve e ghiaccio.Indispensabile il casco e il kit da ferrata.Se vi portate neofiti o bambini meglio avere una corda per assicurarli nel tratto finale di cresta dove mancano totalmente assicurazioni fisse.Nei mesi di Luglio e Agosto è obbligatorio il bus-navetta in quanto la carrozzabile che porta a Gardeccia è chiusa al traffico (per INFO: tel.0462767196).Il prezzo del biglietto a/r è circa 7 euro.Il rifugio Gardeccia è comunque anche raggiungibile da Vigo di Fassa con impianti di risalita (tel.0462-763242) fino a Ciampedie,quindi lungo sentiero in 45'. |