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Moderatamente difficile,necessario portare una torcia
elettrica per ogni componente del gruppo!!.Facile il
sentiero delle Forcelle.
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-rifugio Locatelli-forcella Camosci 1.00h
-forcella Camosci-cima Paterno
20'
-forcella Camosci-forcella Pian Cengia
2.00h
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| salita alla cima paterno 350mt più 100mt ca. di
saliscendi lungo il percorso. |
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-rifugio Locatelli
-rifugio Pian di Cengia
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| Difficoltà tecniche |
1.8 |
| Esposizione |
2.3 |
| Varietà passaggi |
1.6 |
| Impegno fisico |
2.2 |
| Interesse paesaggistico |
5 |
| Numero votazioni |
27 |
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VIA
FERRATA
INNERKOFLER-FORCELLE
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MONTE PATERNO
BY- VIEFERRATE.IT-Luglio 2009
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E' un percorso attrezzato,forse uno dei
più suggestivi dell'intero complesso dolomitico di Sesto,che
attraverso un sistema di gallerie e trincee di guerra
percorre gran parte del profilo a forma di pala del Monte
Paterno.Varie le possibilità di percorrenza della via,in
questa relazione viene descritto il percorso con partenza
dal rifugio Locatelli -2405mt- ed arrivo al rifugio Pian di Cengia
-2528mt-.
PERCORSO
STRADALE
Dal lago di
Misurina,raggiungibile
percorrendo la strada
SP49
che collega Dobbiaco-Bz a Cortina
d'Ampezzo-Bl attraverso il passo Tre Croci,si risale la
strada panoramica -7km- a pagamento in direzione del rifugio
Auronzo.
AVVICINAMENTO
Dal rifugio Auronzo si raggiunge a piedi tramite
comoda e frequentatissima stradina sterrata
il rifugio Lavaredo -30'- e da qui,attraverso la
Forcella Lavaredo -2457mt- ed aggirando in parte le Tre Cime
si percorre il ghiaione del monte Paterno in direzione del rifugio Locatelli
-45',2405mt- ove è chiara l'indicazione per iniziare la risalita
del Paterno
.Si
inizia l'avvicinamento al sistema di gallerie -sentiero
Innerkofler-,che in questo
senso di marcia si percorrono in salita,in direzione della
cresta nord del Paterno
passando nei pressi del pinnacolo roccioso denominato
Salsiccia di Francoforte
.la
prima galleria è piuttosto bassa
,breve
e fornita di alcuni fori laterali che contribuiscono alla
luce di penetrare all'interno
e nello stesso tempo offrono scorci molto suggestivi
dell'ambiente esterno,mentre,dopo una breve cengia
artificiale
,si
raggiunge l'ingresso
della seconda considerata la vera galleria del Paterno,completamente
oscura -torcia-,più alta della
precedente e nella prima parte abbastanza ripida -gradoni- e
sempre attrezzata con cavo scorrimano
.La
galleria è lunga circa 300mt ed all'interno la temperatura è
piuttosto bassa anche nelle calde giornate estive per
la presenza di corrente d'aria piuttosto fresca.Dopo circa
15' di cammino si giunge al termine del tratto restaurato e
percorribile e sulla sinistyra si trova uno slargo
con chiara indicazione per l'uscita.Ritornati all'aperto
ci si trova di fronte alla targa metallica di inizio del
tratto attrezzato che collega esternamente la galleria alla
forcella del Camoscio -2650mt-
.
LA FERRATA
Attacco piuttosto verticale
ma gradinato
,si
superano alcune roccette non attrezzate
e ci si porta,a sinistra,all'interno di resti di una trincea
anch'essa attrezzata con cavo
e si raggiunge uno sperone roccioso
da superare lungo lo spigolo
.Ora
all'interno di un canalino franoso
-attenzione materiale instabile e possibile presenza di neve
ghiacciata anche in tarda stagione- si procede senza
particolari difficoltà
ed in pochi minuti si guadagna la forcella del Camoscio
tenendosi alla destra del canalino con presenza di doppio
cavo metallico
in modo tale da poter comunque essere
assicurati anche in presenza di fondo innevato -1.00h-.Alla
forcella tre le alternative di prosecuzione della via:
1-a destra inizio della via ferrata per la
cima.
2-scendere lungo il canalino detritico in
direzione della forcella Passaporto dalla quale in circa 30'
di percorso attrezzato ed una breve galleria si raggiunge
forcella Lavaredo.Percorso sconsigliato in quanto il
canalino che parte dalla forcella è in pessime condizioni.
3-a sinistra lungo il sentiero attrezzato
delle Forcelle.
Nel caso specifico si prosegue a destra per la cima
iniziando la parte dell'escursione tecnicamente più
impegnativa pur con difficoltà comunque contenute e
lasciando il peso in eccesso alla forcella visto che si
ritorna da qua.Alcuni passi in discesa nel canale
detritico,ed alla base della parete,si traversa su facili roccette
attrezzate,raggiungendo un bivio ove generalmente si prosegue a destra in
salita e si ritorna a sinistra per facilitare la
progressione in caso di affollamento
.Quindi
a destra alcuni metri in verticale ma con ottimi appigli che non
obbligano a sforzi sul cavo
si raggiunge rapidamente una lunga cengia non attrezzata
che in pochi minuti,seguendo i vari ometti,porta attraverso
gradoni rocciosi a superare il pendìo detritico sovrastante
-attenzione a non smuovere sassi- culminante con la cima
-2745mt-
dopo circa 20' aver lasciato la forcella.
DISCESA
Si ripercorre a ritroso il pendìo sommitale
facendo attenzione a dirigersi verso lo spezzone di cavo in
arrivo dal secondo tratto attrezzato -quello non percorso
all'andata-.Un primo tratto attrezzato abbastanza verticale ma
ampiamente gradinato
porta su una lunga cengia panoramica
;un
secondo tratto verticale più impegnativo del primo
porta al bivio iniziale
da dove in breve si ritorna alla forcella
.Ora
dalla forcella,volendo proseguire l'escursione,si può
scegliere tra le soluzioni 2-3,in
particolare la soluzione 3 comporta un
percorso più completo ma molto più lungo ed è per
quest'ultimo che si è optato.Ripreso il materiale in eccesso
lasciato prima dell'ascesa alla cima si lascia la
forcella
e si inizia una lunga
cengia
,attrezzata
solo nei passaggi più esposti, lungo la quale si incontrano
fin dall'inizio molte testimonianze della guerra
.Dopo
questa lunga camminata su cengia si incontrano nuovamente
alcune roccette attrezzate
,si
oltrepassa una
strettoia
,ancora
alcune roccette
,uno
dei vari ponticelli in legno
,si
risale in diagonale senza particolari difficoltà
per poi aggirare in discesa uno sperone roccioso
raggiungendo così la forcella dei Laghi -2550mt-
il tutto in un ambiente finora particolarmente suggestivo.Si
lascia la forcella e si prosegue in un susseguirsi di facili
passaggi su roccette anche non attrezzate
alternate ad alcuni tratti di sentiero
in direzione di un ampio sperone panoramico costantemente
accompagnati da residui architettonici militari
-cresta dei Camosci-.Ci
troviamo in uno degli spazi più aperti dell'intera
escursione
e si ha la sensazione che i passaggi attrezzati siano finiti
mentre non è il caso di togliere l'imbrago in quanto
dopo alcuni minuti di discesa lungo traccia di sentiero
abbastanza agevole il percorso apparentemente pianeggiante e
prativo viene interrotto da un crepaccio attrezzato,con
possibile presenza di ghiaccio sul fondo anche in tarda
stagione.Si abbandonano i prati scendendo
tramite roccette
per alcuni metri all'interno del crepaccio in direzione di una scaletta
al termine della quale si scende in obliquo
verso la parte alta del canale
.Rapidamente
ci si porta sul lato opposto dove inizia la risalita
verso i prati attraverso alcuni passaggi su roccette
attrezzate
anche di pioli
nei passaggi più delicati.Pochi metri ed è possibile togliere l'imbragatura mentre ci
si lascia
alle spalle la parete appena discesa
.Ora
inizia un lungo sentiero che taglia a mezzacosta un ampio
ghiaione al termine del quale,un centinaio di metri prima che
inizino alcuni tornanti in salita,è possibile abbandonare la
via scendendo attraverso una traccia
vagamente
segnalata su un masso che "taglia" il sentiero per il
rifugio Pian di Cengia ed evitando quest'ultimo ci si porta
nel sentiero sottostante in salita verso il rifugio Lavaredo
evitando così circa un'ora di cammino.Evitando la
scorciatoia e proseguendo invece per il sentiero si salgono
alcuni tornanti e ci si porta su comoda stradina militare
che attraverso la forcella di Cengia è possibile raggiungere
il vicino rifugio Pian di Cengia
o in alternativa scendere a sinistra per il rifugio
Locatelli,a destra per i rifugi Lavaredo-Auronzo.
CONSIDERAZIONI
Fondamentalmente la via delle Forcelle ha
come estremità il rifugio Locatelli ed il rifugio Pian di
Cengia.Entrambi sono raggiungibili più brevemente dal
rifugio Auronzo utilizzando il pedaggio a pagamento od in
lunga salita dalla Val Fiscalina.Essendo un percorso molto
frequentato è consigliabile essere alla forcella dei Camosci
nelle primissime ore della mattina per poter percorrere con
tranquillità la lunga e scura galleria così come la salita
alla cima del Paterno, quindi risulta evidentemente più
logico partire dal rifugio Locatelli.
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