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Caratteristiche

  • Moderatamente difficile.
  • - da Stallila all'attacco della
    Kamin 3.00h;
    - ferrata 20-30';
    - alla cima del Sasso Nero 1.50h;
    - rientro al rifugio 1.20h;
    - ritorno all'auto dalla Ferrata Ghiacciaio 3.30h
    Nel complesso:11.00h
  • complessivamente 1920mt
  • rifugio del Vittorio Veneto
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 1.5
Esposizione 2.5
Varietà passaggi 2.5
Impegno fisico 1.5
Interesse paesaggistico 3.5
Numero votazioni 14
VALUTAZIONE FERRATA GOOGLE.MAPS

Via Ferrata CAMINO-GHIACCIAIO

SASSO NERO

segnalata da STEFANO BORRELLI - 2013

PERCORSO STRADALE

Brunico, in Val Pusteria, si  prende la statale della Valle Aurina (Ahrntal). La percorriamo per una quindicina di km sino a S.Giovanni (St.Johann). Entrati in paese, poco prima di raggiungere la Sparkasse, svoltiamo a sinistra, prendendo una stradina asfaltata tortuosa che, dopo alcuni km, conduce sino alla Malga Stallila -1450mt- dove parcheggiamo (divieto di transito).

AVVICINAMENTO

Proseguiamo a piedi seguendo l'ampia carrareccia forestale (ciclabile). Presso una bella baita in legno  (1666mt - 20' - dalla partenza), possiamo procedere sulla forestale o, passando a sinistra della casetta, su sentiero rasentiamo la bella cascatella posta a sinistra formata dal Rötbach (Rio Rosso). Poco sopra si ritorna sulla strada. Oltrepassiamo, dopo alcuni minuti di marcia, la Schöllberg Alm, che possiamo raggiungere al di là del torrente (1740mt dalla partenza - punto di ristoro nei mesi estivi). Si prosegue, sempre su sterrata, con possibilità, in alcuni punti, di tagliare con sentiero, sino alla Daimer Alm  (1850mt - 45' - dalla partenza) (punto di ristoro posto in una bella terrazza a pascolo), dove finisce la forestale . Da qui in poi la salita si fa più erta e faticosa ,su comodo sentiero, guadagniamo quota con un'innumerevole sequenza di tornanti. Presso la località Quelle -2340mt- troviamo una fresca fonte (2.00h dalla partenza). Con un tratto ripido rimontiamo il soprastante balcone che costituisce il bordo della vasta morena glaciale (loc.Sandraine 2520mt - 2.30h dalla partenza). Tralasciamo a sinistra lo Stabeler Weg (segnavia 24A) in direzione del valico di Zu Törla, mantenendo la destra (segnavia 23) puntando progressivamente in direzione della Cresta di Rio Torbo. Poco dopo, ignoriamo il sentiero 19 -destra- che porta a Grosses Tor e, fatti alcuni passi ci troviamo al bivio dove a sinistra si salirebbe al rifugio Vittorio Veneto per il Rötbachkees (Vedretta di Rio Rosso, a destra, un ulteriore invito al 19, mentre noi andiamo al centro  (scritta Kamin su masso) e, ci portiamo con un traverso leggermente ascendente, verso l'attacco della ferratina , che si trova sulla parete W della Cresta di Rio Torbo (circa 2700mt - 3.00h dalla partenza).

LA FERRATA

Affrontiamo ora la breve, facile, ma un po' esposta, Via Ferrata Camino (Kamin Klettesteig). Funi metalliche ci guidano  (presenza di neve) sino alla prima breve scala  (3mt circa), molto poggiata (non si capisce se stare in piedi o a carponi). Si svolta a destra su altra scala poggiata  (4mt circa) dove un piccolo pianoro anticipa una lunga scala poggiata sulla parete destra di un gran diedro   . Notiamo, salendo, quanto sia importante avere un casco su questo percorso, lo capiamo dalle ferite presenti sull'attrezzatura!. Salita la lunga scala si traversa qualche metro a sinistra fino a prendere una metrica scaletta  , poi, subito un'altra  che ci inizia a un facile, ma esposto traverso a destra  , dove un cavo corrimano ascendente verso sinistra   ci porta a un bel pulpito   . Si salgono un paio di metri e un' ultimo traverso a sinistra servito da cavo conduce alla fine del tratto attrezzato   (30' - 3.30h dalla partenza). Segue un tratto, ben servito di segnavia, tra blocchi rocciosi  , sino a guadagnare la sommità della Cresta di Rio Torbo, ove è posto, come un nido d'aquila, il rifugio Vittorio Veneto   (Schwarzenstein Hütte 2922mt - 4.00h circa dalla partenza). Da rilevare il panorama, impressionante nella sua spettacolarità, sulla sommità di vette famose quali il Sasso Nero, Cima di Floite, verso sud-est Nevoso, Collalto, Croda Nera ecc.   . Al Sasso Nero. Dal rifugio seguire i bolli rossi, i segnavia e gli ometti, sempre che non siano coperti ancora da neve, in questo caso, allora, puntare, senza percorso obbligato , alla Punta del Balzo-Felskopfl , direzione NW (è identificabile come una piccola piramide separata dal Sasso Nero [a est] da una sella nevosa). Il percorso, in questo tratto, si svolge su placche montonate e macchie di neve . Una volta arrivati sotto Punta del Balzo ci sono due possibilità per salire al ghiacciaio:
 1- fiancheggiare la cima a sinistra salendo su ripida rampa nevosa ;
 2- salire al centro, seguendo gli ometti, su traccia e sfasciumi puntando a destra della cima  -3235mt- e, una volta sopra scendere, dove è meno ripido, al ghiacciaio (1.00h dal rifugio). Una volta sul Schwarzenstein Kees  che si sia saliti da una parte o dall'altra, puntare al Sasso Nero  (SW) e, con lieve pendenza -30'- ci portiamo alla base della Cresta NW della cima , risalendola, su blocchi, con qualche passo di facile arrampicata fino alla vetta con bella croce  e panorama a 360°   (3369mt - 1.50h - dal rifugio).

RIENTRO

Dalla stessa via di salita fino al rifugio (1.15h dalla cima), dove scenderemo, per cambiare, dalla Ferrata Ghiacciaio-Gletscher Klettersteig. Arrivati al rifugio si tiene la destra,ovest, individuando i primi segnavia-frecce, che ci indicano la via da seguire. Inizialmente si salta da un blocco all'altro  fino a raggiungere le prime attrezzature . Qualche cavo troppo lasso, alcune staffe (altre mancano)  , il cavo è sostituito da corda, una scaletta con 5 barre su di una placca  , un traverso discendente su cengia viscida, servito da corda corrimano  portano a un pezzo non attrezzato , percorso il quale ricominciano i cavi, si scende una placca con un paio di scalini e un tratto di traverso in discesa con il cavo che giace a terra inerme, porta a un tornante con un altro traverso servito da cavo a terra (inutile!)    ; questa è la ferrata della Vedretta di Rio Rosso. Ora si cerca di portarsi verso il centro del "vallone glaciale"   cercando i latitanti segni e tracce di passaggio fino a calcare il ghiacciaio (pendenza 30° circa) , che ci porterà, fiancheggiando a sinistra un laghetto di fusione , al punto di congiunzione con la traccia per la Kamin presa al mattino (1.00h dal rifugio). Adesso basta tornare sui propri passi fino a Stallila (3.30h dal rifugio) .

CONSIDERAZIONI

Le due brevi ferrate si possono percorrere sia in salita che in discesa. Bisogna tener conto del variare delle difficoltà in base all'innevamento presente. Il tratto su ghiacciaio necessita di attrezzatura specifica da alpinismo e la conoscenza delle manovre legate ad esso. Percorrere queste ferratine fine a se stesse non ha molto senso, invece, ha un gran senso il godere dell'ambiente grandioso in cui sono collocate!.

Commenti   

+1 #3 Stefano 2018-04-05 12:44
Nell'Agosto 2017 una grossa frana ha distrutto completamente la ferrata, la quale non sarà più ripristinata per il pericolo di nuovi crolli. L'accesso al nuovo rifugio (in fase di terminazione),in sostituzione dell'attuale Vittorio Veneto, avverrà per la "via del nevaio" con nuove attrezzature per rendere sicuro il percorso.
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+1 #2 Andrea 2017-07-06 14:30
Percorsa il 08/2016, con mia moglie, molto lentamente avendo poca e recente esperienza di ferrate. Impegno fisico non elevatissimo (ma tenere conto che si giunge all'attacco dopo circa 3 ore di cammino se partiti da Stalilla), esposizione a mio avviso moderata, in definitiva non trovate grosse difficoltà. Discesa dalla Ghiacciaio, fatta anche questa con molta calma, agevolati dalla poca neve sul percorso che lasciava il cavo, molto basso, spesso a filo roccia, praticamente sempre scoperto. Esperienza appagante.
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+4 #1 Gabriella Fiocchi 2015-01-23 00:00
Bellisimo panorama,forte esposizione,ma tutto sommato non difficile.
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