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Caratteristiche

  • Moderatamente difficile con qualche passaggio più tecnico come il p"punto chiave" o le placche iniziali molto inclinate ma scivolose.
  • - attacco 20'
    - Via ferrata 2.15h ca.
    - discesa 1.30 ca.
  • - attacco 100mt
    - Via ferrata 600mt ca.
  • - Stazione a monte impianti
    - rifugio Tobia del Jagher al Ciampac
  • 0462-601206
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 2.5
Esposizione 3
Varietà passaggi 2
Impegno fisico 2.8
Interesse paesaggistico 4.5
Numero votazioni 56
VALUTAZIONE FERRATA GOOGLE.MAPS

Via Ferrata dei FINANZIERI

COLAC

BY - VIEFERRATE.IT - 2016

PERCORSO STRADALE

Luogo di partenza per l'avvicinamento alla Via è il parcheggio della funivia del Ciampac ad Alba di Canazei-Tn, località della Val di Fassa, raggiungibile utilizzando diverse strade, anche se la più comoda e diretta è la SS48 delle Dolomiti che, dall'uscita dell'A22 del Brennero, attraversa la Val di Fiemme prima e la Val di Fassa poi, toccando alcuni dei più noti centri turistici delle Dolomiti.

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio - 1520mt, a piedi o con la funivia del Ciampac con partenze ogni 30’, si raggiunge la stazione a monte della funivia 2060mt direttamente alla base del massiccio del Colac . Si percorre un breve tragitto in discesa, a sinistra rispetto alla direzione di salita, seguendo le indicazioni per continuare poi su un breve sentiero che si snoda a zig zag nel ghiaione che porta all'attacco della ferrata-2150mt .

LA FERRATA

Si "attacca" la Via affrontando alcune facili roccette attrezzate con solo cavo che ben presto termina a favore di un lungo sentiero di trasferimento verso la base della bastionata rocciosa superiore lungo la quale si sviluppa in effetti la "vera" ferrata. Si supera un facile salto roccioso e si traversa a sinistra in discreta esposizione ma senza trovare particolari difficoltà attraversando in leggera discesa un canalino detritico per risalire poi sul lato opposto di quest'ultimo dove alcune roccette , sempre assicurate con cavo, conducono all'attacco di una placconata particolarmente inclinata. Alla base di questo "scivolo roccioso" si supera inizialmente una fessura con roccia particolarmente levigata , in aderenza con una certa trazione sul cavo, poi un breve sentiero ed una successiva cengetta portano verso una serie di staffe metalliche che assicurano la risalita della rampa particolarmente levigata e spesso umida arrivando così, un pò affannosamente vista la posizione ripiegata in avanti, alla base della parete sommitale. Questa lunga placconata con caratteristiche di "diedro abbattuto" non offre particolari difficoltà tecniche trovandosi ad utilizzare spesso il cavo solo come scorrimano ma essendo caratterizzata da una roccia levigata e spesso umida richiede attenzione e costante assicurazione al cavo in quanto una caduta risulterebbe probabilmente fatale inoltre essendo sovrastata dalla verticale e strapiombante paretona superiore lungo la quale si trova abbondante quantità di materiale detritico instabile è pericolosamente soggetta alla caduta di massi che viste appunto le caratteristiche della parete sovrastante ne rende eventualmente visibile la caduta praticamente solo poco prima dell'impatto . Si inizia quindi la risalita della parete sfruttando inizialmente alcune innocue e divertenti roccette ed una brevissima risalita levigata in diagonale che impone inizialmente una trazione sul cavo poi attrezzata anche son alcune cambre metalliche che permette di guadagnare la base di quello che viene considerato il tratto chiave della Finanzieri costituito da una serie di brevi diedri molto ben attrezzati che risultano leggermente strapiombanti ed estremamente esposti. Probabilmente la scelta di indirizzare la Via all'interno di questi camini è stata dovuta anche alla necessità di evitare il più possibile i tratti più soggetti alla caduta pietre. Si affronta allora la prima serie di staffe che si sviluppa totalmente sul lato destro del primo diedro, si sale in assoluta verticalità e se ne esce sposatosi su una seconda serie stavolta alla sinistra dalla quale poi ci si riporta sulla terza, nuovamente a destra , uscendone definitivamente a sinistra lungo un'espostissima rampa inclinata . All'uscita da quello che è appunto considerato il punto chiave della Via ci si rende conto che tale fama non è dovuta tanto alla difficoltà tecnica dello stesso visto che si tratta fondamentalmente di risalire delle scale quanto invece come già sottolineato dall'adrenalina dovuta alla sostenuta esposizione ed alcuni singoli gradini lievemente strapiombanti. Come anticipato si esce a sinistra su placca obliqua, la si risale in aderenza ed un pò affannosamente per deviare nettamente a destra dove un piccolo pulpito concede possibilità di rifiatare prima di ripartire per risalire la parete camminando praticamente assicurati al cavo come scorrimano . Si sale quindi guadagnando lentamente quota, si giunge nei pressi di un secondo pulpito alla base di un breve canale dal quale se ne esce piuttosto celermente continuando così nuovamente in cammino su facili roccette con alcuni salti rocciosi che non offrono particolari difficoltà essendovi talvolta anche la presenza di pioli per favorirne l'attacco fino ad una caratteristica fenditura che "rompe" momentaneamente la monotonìa del percorso. La fenditura in questione non è altro che una "lama" di roccia staccata dalla parete principale, la si sormonta sfruttando alcuni appoggi naturali che offre e ci si ritrova nuovamente a risalire facili roccette dove il cavo funge sostanzialmente da scorrimano , in alcuni tratti l'esposizione della parete tende ad aumentare ma la tipologia della roccia sempre estremamente appigliata non porta a forzare con le braccia . Alcuni brevi canalini, "sporchi", richiedono attenzione per non smuovere materiale , un breve traverso permette di apprezzare la bellezza del Sella fino ad una piccola cengia dalla quale si "stacca" uno dei tratti più esposti e verticali che non deve però preoccupare in quanto a difficoltà. Si inizia superando una grossa sporgenza rocciosa , ci si porta in sostenuta esposizone verso lo spigolo e si risale il costone sfruttando i molti gradini naturali presenti uscendone in aperta parete . Ci si addentra in un canale dove anche qua è richiesta cautela nei movimenti per l'abbondante quantità di materiale instabile presente , se ne esce alla destra sormontando uno spallone e si percorre un semplice tratto di trasferimento in direzione di un breve passaggio verticale piuttosto levigato ma agevolati dalla presenza di 2 pioli artificiali che permette di entrare in uno stretto camino che solo all'uscita si allarga offrendo all'uscita una spettacolare visione alla parete sud della Marmolada e Gran Vernel . Il tempo di godere del panorama e perchè no di rifiatare e si riparte mentre è evidente che ormai la vetta è piuttosto vicina anche se è necessario percorrere ancora da prima un tratto di sentiero attrezzato sotto il filo di cresta , poi, lasciando a sinistra il vecchio tracciato della Via , alcune facili roccette trovando, fortunatamente in un tratto non fondamentale, attualmente un piolo di fissaggio tranciato nonchè l'ormai frequente presenza di materiale instabile ed infine al termine del cavo pochi metri lungo la larga cresta sommitale raggiungendo così la croce di vetta a 2715mt. Questa cima, lungi dall'essere tra le più rinomate a livello Dolomitico offre però un mirabile colpo d'occhio a 360° sull'intera Val di Fassa e non solo. Da notare che viste le attrezzature presenti lungo la discesa non è il caso di togliere l'imbrago.

DISCESA

A ritroso lungo la cresta sommitale percorsa per raggiungere la vetta si trova l'intaglio dal quale inizia la discesa . Si entra inizialmente in un ripido canale franoso fino ad un cengia attrezzata . Poi una forcellina assicurata con cavo e staffe porta ad un secondo canalone attrezzato, dove necessario, anche con alcune brevi serie di staffe che conduce in modo vertiginoso e rapido, vista l'inclinazione, fino alla base della strapiombante parete est del Colàc. Da questo versante, che è quello che si osserva risalendo la Val Contrin, il Colàc acquista tutto il fascino delle più nominate pareti dolomitiche. Giunti al sentiero prativo sottostante il percorso più diretto e logico per ritornare agli impianti e quindi ad Alba passa per la Forcia Neigra dalla quale un comodo e turistico sentiero per prati porta alla stazione a monte del Ciampac dove se necessario si trovano varie possibilità di ristoro. Una valida alternativa per il ritorno consiste nel deviare, nei pressi di Forcia Neigra, per il rifugio Contrin e successivamente attraverso l'omonima valle scendere direttamente ad Alba compiendo così un ben più lungo ma renumerativo percorso dal punto di vista paesaggistico.

CONSIDERAZIONI

Dal punto di vista tecnico questa Via ferrata è per noi risultata di difficoltà piuttosto inferiori a quelle che da sempre le si attribuiscono. Si percorre la Via utilizzando in gran parte il cavo come scorrimano eccetto alcuni brevi passaggi come il cosiddetto punto chiave nel quale poi si tratta fondamentalmente di risalire una serie di staffe metalliche anche se un pò strapiombanti. Dal punto di vista della sicurezza invece la fama di essere una Via piuttosto "sporca" con diffusa possibilità di caduta materiale dall'alto è stata pienamente confermata. Indubbiamente l'ideale sarebbe non avere nessun escursionista troppo sopra di noi. In verità, percorrere tutta la ferrata senza smuovere neppure un sasso è impresa veramente ardua.

Commenti   

-1 #81 Luca 2020-07-26 12:42
Percorsa il 26/07/2020 Molto pericolosa se percorsa con affollamento, causa delle scariche di sassi. La roccia è parecchio instabile. Avevamo davanti a noi un gruppo di una ventina di persone, compresi alcuni ragazzini. Fotografie, risate, scarsa concentrazione..risultato. Siamo stati presi da 3 scariche di sassi senza che nessuno avvertisse. Io ho preso una pietra in pieno viso. Una fucilata che non ho nemmeno avuto il tempo di capire da dove arrivasse. Ho un occhio nero, ma poteva andare molto peggio. In vetta tutti i partecipanti alla scampagnata ancora a ridere, noncuranti della mia faccia sanguinante.
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0 #80 Matteo 2020-07-13 07:29
Percorsa il 12/7/2020,a mio avviso rispetto alla relazione è meno banale di quello che può sembrare.
Non presenta passaggi tecnici particolarmente difficili ma non adatta a chi è alle prime armi. Di sicuro bisogna avere un minimo di allenamento, in alcuni passaggi si sollecitano abbastanza anche le braccia.
Il tratto finale ultimi 30 metri non facilissimi
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0 #79 Diego 2019-09-02 20:58
Percorsa il 02/09/2019 Ferrata molto bella, ci sono appigli scivolosi, aerea bellissimi panorami. Fare attenzioni alla CADUTA di SASSI. Io smuovendo un sasso ho scheggiato il casco del mio amico.
Informarsi quali sentieri sono aperti, alcuni erano chiusi dovuti ai danni provacati dalla tempesta VAIA.
Scendendo siamo passati sotto Forc. Neigra e abbiamo preso il sentiero 646 il quale ci ha portato nella valle Contrin e da li a piedi siamo arrivati alla partenza della cabinovia.
Dall'arrivo dell'ovovia alla cima ci abbiamo messo 2 ore circa e in discesa ci abbiamo messo 1 e 30.
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+1 #78 Paolo Scandiuzzi 2019-09-01 15:20
Percorsa il 31/08/2019, sinceramente sono rimasto un po' deluso. Stilando una ipotetica classifica delle ferrate della Val di Fassa percorse fin qua, al momento la metto all'ultimo posto. Tante placche discretamente levigate, tanto da tirare di braccia, poco da arrampicare.
Cavi non nuovissimi ma in buono stato, più in salita che in discesa, dove comunque è necessaria attenzione perché il percorso non è banale né da sottovalutare, fino al termine della parte attrezzata.
Interessanti il passaggio su staffe e l'ultimo traverso prima della vetta.
Uscita complicata dal sopraggiungere della pioggia, che ha accompagnato metà salita rendendo tutto molto scivoloso, sia per le mani che per i piedi.
Croce di vetta non raggiunta causa maltempo.
Contrariamente a quanto letto nella relazione e nei commenti, non abbiamo riscontrato particolari situazioni di instabilità del fondo, se non nell'avvicinamento all'attacco.
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0 #77 Dottorbic 2019-08-31 13:22
Percorsa il 24.08.2019 (compleanno della moglie in vetta). Mi spiace dire che non mi è piaciuta molto :-(
Il cosiddetto “passaggio chiave” è davvero emozionante.
Ma a parte quello ho incontrato tratti molto lisci (all’inizio), dove non avevo capacità sufficienti per arrampicare e mi sono dovuto tirare su grazie al cavo, e poi tratti piuttosto semplici (nella seconda parte), che non ho trovato emozionanti.
Aggiungerò che padre e figlio che si trovavano sopra di noi hanno rappresentato un pericolo costante per la scarsa attenzione dimostrata :-(
Il panorama dalla vetta, però, è veramente, ma veramente grandioso! Il rientro non è eccessivamente difficile ed è opportunamente attrezzato, tuttavia merita doverosa cautela.
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+1 #76 Luisa 2019-08-20 17:51
Percorsa il 20/08/2019 L’uscita alla cima è stata spostata sulla sinistra per evitare l’ultima tratta franosa. La nuova uscita è più impegnativa, esposta e oggi sono stati posizionati 7 gradini per agevolare la salita.
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+1 #75 Mauro Ferrari 2019-08-20 08:25
Percorsa il 17/08/19. L’ho trovata, fino all’ultima frazione di salita, come descritta anche se a me sembra che in generale sottovalutiate un po’ la difficoltà della ferrata. Dire che il cavo è sempre lì come scorrimano, fa immaginare che la ferrata sia da percorrere in piedi, mentre non è così!!
In ogni caso la difficoltà cambia radicalmente nell’ultimo pezzo ( quello in cui dite che il percorso va verso destra, evitando il “vecchi percorso nel canalino. Ebbene, da quest’anno anche il secondo percorso è stato dismesso ( forse per pericolo caduta sassi verso sotto), e ne è stato creato un terzo, molto più difficile da superare in opposizione alla roccia facendo forza sul cavo con le braccia. Questo,è diventato il nuovo punto chiave della ferrata, superando la pur impressionante scala esposta.
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0 #74 Andrea 2019-08-17 16:13
Percorsa oggi 17/08/2019. Ferrata molto ben attrezzata senza eccessive difficoltà anzi..lungo punto difficoltoso è l'ultimo tratto (30mt) poiché la corda è stata posizionata nuova in altro tratto, maggiormente esposto e senza scala, quindi bisogna tirarsi su a forza di braccia...cmq sono già presenti i ferri x fare la scaletta mancante.
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0 #73 Alberto 2019-08-16 13:43
Percorsa il 16/08/2019. Percorso come da relazione, anche se vanno forniti alcuni aggiornamenti. L'attacco in effetti non è ben visibile perché i cartelli spariscono quasi subito: è bene tenere la pozza d'acqua alla propria destra, aggirarla e risalire la traccia che sale ripida su ghiaia verso sinistra, fino a vedere la targa; l'ultimo tratto della ferrata, da quando si "scollina" fino alla vetta, è stato modificato di recente (abbiamo trovato i manutentori all'opera) optando per una paretina verticale piuttosto liscia che aumenta le difficoltà complessive e che richiede la trazione sul cavo; il sentiero 646 che da Forcia Neigra scende diretto al Contrin è attualmente chiuso, tanto che l'alternativa unica è di proseguire per il rif. San Nicolò allungando il percorso di almeno 1h. Da precisare che la via è sì molto friabile, tanto che l'uso del cavo risulta pressoché sempre necessario, ma il buon ferratista è in grado di trovare i punti sicuri per non smuovere alcuna pietra.
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+2 #72 Chris Pinetti 2018-08-21 14:34
Percorsa il 16/08/2018 Ferrata molto bella, si arrampica su placche e diedri dall'inizio alla fine, cavo in buone condizioni, unico vero pericolo sono la caduta di sassi, sentiero di rientro da non sottovalutare anche qui cavo sempre presente dove serve
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