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 Caratteristiche

  • Moderatamente difficile con alcuni passaggi nella prima metà più impegnativi. Esposizione sostenute. 
  • - attacco 5' 
    - Via ferrata 50'
    - discesa 20'
  • salita 150mt
  • - rifugio Pomedes  
    - rifugio Duca d'Aosta
  • 0436-867799
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche \
Esposizione \
Varietà passaggi \
Impegno fisico \
Interesse paesaggistico \
Numero votazioni \
VALUTAZIONE FERRATA PHOTOGALLERY Relazione GOOGLE.MAPSVia Normale su VIENORMALI.it

Via Ferrata  MARIA - ANDREA FERRARI

Torrione RA BUJELA

BY - VIEFERRATE.IT - 2015

Questa nuova via ferrata di recentissima apertura -estate 2015- risale il Ra Bujela ovvero il più settentrionale dei due torrioni (l'altro monolite è il Ra Pegna) tra i quali passa la seggiovia che dal Duca d’Aosta raggiunge il rifugio Pomedes .

PERCORSO STRADALE

Raggiungere Cortina d'Ampezzo-Bl e proseguire in direzione del passo Falzarego. Dopo alcuni km si trova, a destra, la deviazione per i rifugi Dibona e Duca d'Aosta. Si risale tale deviazione fino ad un bivio ove la strada si biforca in 2: a destra, in salita per circa 2km, si raggiunge il rifugio Duca d'Aosta dove si trova anche la stazione a valle della seggiovia per il rifugio Pomedes. Da notare che dal bivio -possibilità di parcheggio- entrambe le biforcazioni sono sterrate ma la salita per il Duca d'Aosta, contrariamente alla salita per il rifugio Dibona, pur non essendo una mulattiera, è praticabile solo con auto alte e con un minimo di caratteristiche da fuoristrada. E' inoltre possibile raggiungere il rifugio tramite la seggiovia che sale da Piè Tofana.

AVVICINAMENTO

Dal rifugio si segue l'indicazione risalendo per circa 200mt la pista da sci -strada proveniente dal rif. Pomedes- fino ad una segnaletica che in pochi minuti porta, a sinistra  , alla base del torrione e quindi all'attacco della Via. Fin dal parcheggio è comunque visibile il monolite lungo il quale si sviluppa il percorso attrezzato .

LA FERRATA

Si parte risalendo alcuni gradoni agevolati anche dalla presenza di una staffa metallica   raggiungendo rapidamente una cengia in parte terrosa  verso uno spigolo esposto del quale si risalgono solo i primi metri   poiché il cavo devìa a destra per superare un traverso attrezzato con alcune staffe  inizialmente leggermente strapiombianti e poi, in verticale  , in direzione di un pulpito panoramico . Si riparte da quest'ultimo, inizialmente aggirando uno sigolo  poi si guadagna la vicina cengia  per giungere alla base di un salto verticale non particolarmente impegnativo   ma con esposizione piuttosto sostenuta . Si prosegue, a sinistra, lungo esposto traverso  e con un successivo breve salto verticale , non impegnativo ed attrezzato con staffa, si raggiunge la prima delle 2 passerelle  in uscita dalla quale si percorre una lunga cengia che con alcuni sali/scendi     aggira parzialmente il torrione . Si risale una paretina alternando alcuni passaggi verticali    piuttosto ricchi di appoggi ed alcune brevi cenge   in direzione della seconda passerella  dalla quale parte una lunga traversata su cengia che in alcuni punti richiede attenzione in quanto presenta alcuni appoggi piuttosto esigui ma senza comunque incontrare particolari ostacoli   . Il trasferimento lungo cengia si conclude alla base di un bel spigolo "tagliente" inizialmente piuttosto verticale  , poi nella parte centrale si "appoggia"  per alcuni metri e riprendere verticalità nella parte superiore dove però la roccia risulta molto appigliata   terminando infine come sentiero attrezzato lungo la cresta sommitale   dove termina poi momentaneamente il cavo. Si prosegue lungo breve traccia di sentiero in direzione dell'evidente cavo metallico mentre la visuale si apre verso il rifugio Pomedes ed il gruppo del Nuvolao-Averau ; ripreso il cavo  si punta ad una selletta  dalla quale si aggira, a sinistra, uno spuntone roccioso  iniziando in pratica da qui la parte finale della Via che qua assume caratteristiche più marcatamente da sentiero attrezzato in cresta. Si inizia così una alternanza di brevi passaggi tra il filo di cresta ed alcuni metri più sotto      puntando alla vicina vetta sommitale piuttosto modesta, anche nelle dimensioni   a quota 2260mt ca.

DISCESA

La discesa la si inizia ritornando per alcuni metri sul percorso di salita dove si era già incontrato il cavo che scende a sinistra , da prima tramite cengia  poi un breve salto verticale ma ben assicurato con staffe  successivamente si traversa in leggera discesa  fino ad una selletta  dalla quale si risale alcuni metri per riportarsi sull'ultimo tratto di cresta attrezzata  dove alcuni segnavia in vernice   accompagnano rapidamente verso un sottostante bivio  presso il quale è possibile, a seconda delle necessità, risalire al vicino rifugio Pomedes -arrivo seggiovia- o scendere all'altrettanto vicino Duca d'Aosta in pochi minuti .

CONSIDERAZIONI

Dal punto di vista tecnico e delle attrezzature la Via risulta ottimamente attrezzata ed in particolare la prima sezione offre alcuni passaggi verticali e comunque con esposizione spesso elevata che rendono divertente e più adrenalinica del previsto la salita. Attenzione ad alcuni brevi tratti in cui il terriccio misto roccia risulta scivoloso. E' una Via un pò fine a se stessa e quindi rimane un po' di perplessità riguardo l'eventuale necessità di attrezzare un monolite piuttosto isolato da un contesto Dolomitico che offre sicuramente itinerari di tutt'altro genere e interesse. Con piccoli accorgimenti logistici potrebbe risultare interessante concatenare questa Via con percorsi attrezzati come Punta Anna, sentiero Astaldi, sentiero Olivieri.

 

Commenti   

0 #11 Chau 2018-04-28 21:11
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+1 #10 Massimo M. 2017-08-18 20:32
Percorsa il 08/2017 Ferrata corta ma interessante come impegno da mezza giornata. Il tratto fino al primo ponte presenta un paio di passaggi non banali ed risulta piuttosto esposta. Successivamente lo sviluppo è decisamente più facile.
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+4 #9 Adriano Bigon 2016-09-03 15:33
Percorsa il 02/08/2016 , voglio ricordare che l'attacco alla ferrata si trova , tenendo le spalle del rifugio Duca d'Aosta alla destra della seggiovia che porta al Pomedes.
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+3 #8 Fabrizio 2016-08-29 16:52
Percorsa il 28/08/2016 come mia prima ferrata dopo aver fatto diversi sentieri attrezzati. L'ho trovata bellissima, divertente e impegnativa soprattuto nella prima parte dove da inesperto tiravo un pò troppo con le braccia, poi ho capito di usare più le gambe ed è andata meglio. C'è verticalità, traversi e passaggi non banali ma non essendo in cima alle tofane, non c'è mai quel senso di vuoto assoluto sotto e quindi ci si concentra sugli appigli e sui passaggi senza avere la coda dell'occhio che guarda quanto salto c'è giu in basso..... Penso sia ottima per prendere confidenza ed allenarsi per percorsi più impegnativi quando ci si sente pronti. Cavo ottimo!
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0 #7 Maurizio Giorgi 2016-08-29 11:01
Percorsa il 28/0872016 rientrando da altra escursione. Molto esposta e con passaggi tecnici fino al primo ponticello, direi facile la seconda parte che si abbatte in verticalita' ed esposizione. Soprattutto nella seconda parte parecchio materiale friabile. Personalmente abitando in zona sono soddisfatto di questa ferrata che puo' essere utilizzata nei mesi che precedono l' inverno e la primavera come allenamento.
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+1 #6 Clelia 2016-08-19 17:54
Percorsa il 10/08/2016. Ferrata corta ma tecnica soprattutto nella prima parte, con alcuni passaggi esposti. Ben attrezzata con cavi molto tesi. Non trovo sbagliata l'idea di attrezzare un monolite fine a se stesso se si considera come una palestra in quanto ha anche passaggi tecnici.
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+1 #5 Francesco Sensi 2016-08-07 07:06
Percorsa il 08/2016 Bella ferrata, non banale. Non lasciarsi ingannare dalla sua brevità. A tratti tecnica nella prima parte fino al primo ponte visibile dal rifugio Duca D'Aosta.
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+1 #4 Dario e Paola 2015-09-14 08:02
Percorsa il 13/09/2015. Bella ferrata, breve ma intensa e divertente, mai banale. Da non sottovalutare, buona verticalità ed esposizione.
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+3 #3 Andrea Magnani 2015-08-15 08:02
Percorsa l'11/08/2015. Ferrata dal breve sviluppo (come ben descritto dalla relazione) e che suddividerei in due parti: la prima (fino alla prima passerella) più atletica, con qualche breve passaggio esposto e che necessità di una certa forza o tecnica. Seconda parte tecnicamente più facile e senza particolari difficoltà tecniche. Attenzione ad appoggi ed appigli che vengono sporcati in diversi punti a causa del terriccio presente in qualche passaggio del percorso. Complessivamente una bella palestrina per chi voglia togliere un pò di ruggine oppure per giornate con meteo incerto o ancora per chi si avvicina al mondo delle ferrate. In quest'ultimo caso consiglierei però la presenza di una persona esperta: alcuni passaggi iniziali della ferrata non sono affatto banali. Attrezzature ottime, forse anche eccessive in qualche punto.
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+1 #2 Luca Biasi 2015-07-24 18:41
Percorsa il 23/07/2015 Vero riguardo la non necessità di attrezzare un Torrione del genere. per quanto riguarda invece la Via in sé devo dire assolutamente carina e, per chi volesse far polemica sempre ed ovunque, lo invito a risalire Vie ferrate come la Mori-Merlone-Ernesto Franco-Amicizia SAT.........per capire che tutto sommato questa è un gradino superiore a molte. Ripeto resta sicuramente il dubbio del perché attrezzare un monolite del genere, forse e dico forse x affollare un po' la zona a favore del Duca d'Aosta??
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