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Caratteristiche

  • Moderatamente difficile non presenta passaggi di particolare impegno eccetto l'affanno dovuto all'eccessiva lunghezza..
  • complessivamente, partendo e tornando dal rifugio Coldai, circa 9.00h di cui 3.15h dall'attacco alla croce di vetta.
  • complessivamente in salita 1100m.
  • - rifugio Coldai
    - rifugio Torrani
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 2.5
Esposizione 2.4
Varietà passaggi 2.4
Impegno fisico 4.8
Interesse paesaggistico 4.2
Numero votazioni 73
VALUTAZIONE FERRATA GOOGLE.MAPS

Via Ferrata degli ALLEGHESI

CIMA CIVETTA

BY - VIEFERRATE.IT - 2003

PERCORSO STRADALE

Arrivando dalla Val Zoldana è necessario dirigersi verso il passo Staulanza rispetto al quale ci si ferma qualche tornante prima in località Palafavera (info: 0437.789145) ove si trova l'omonimo campeggio e vi sono varie possibilità di parcheggio oppure è ovviamente possibile arrivare anche da nord proveniendo dal Colle di Santa Lucia-Selva di Cadore e scendendo poi qualche tornante rispetto al passo Staulanza.

AVVICINAMENTO

Dal piazzale di Palafavera -1530m- si prosegue a piedi seguendo l'indicazione per il rifugio Coldai su stradina ghiaiosa ed in circa 1.00h di cammino si raggiunge il punto di ristoro Malga Pioda. Proseguendo per la strada sterrata e poi per sentiero n.566 si arriva in circa 30' al rifugio Coldai -2132m- dove si inizia la salita in direzione della forcella Coldai per immettersi poi a sinistra sull'alta via n.1 -sentiero Tivan n.557- che in leggeri saliscendi porta inizialmente ad una forcella, visibile anche dal rifugio, e poi svoltando verso est si sale lentamente un costone a tratti erboso a tratti roccioso attrezzato in alcuni punti con corde fisse fino ad una conca cosparsa di grossi massi, con grandiosa vista sul Civetta , ed una sella -Schenal del Bech 2300m- dove si lascia l'alta via verso destra come indicato su un grosso masso da una freccia rossa con scritta "Alleghesi". Come detto dalla sella si prosegue verso destra risalendo una conca detritica che ad inizio stagione risulta innevata e dopo un breve tratto attrezzato  ed alcune facili roccette si arriva all'attacco della ferrata (1.15h dal rifugio Coldai).

LA FERRATA

L'inizio è verticale ed esposto ma attrezzato con pioli e scalini , superato questo primo salto verticale si traversa a sinistra per risalire ancora su staffe ed una successiva scaletta in ferro. La via,continuamente segnata in rosso,continua all'interno di un canalino,superando facili gradoni di roccia , al termine del quale una breve placchetta sposta lo sviluppo della via sulla sinistra ; si ritorna all'interno di un altro canale anch'esso caratterizzato da gradoni di roccia  e dove la corda si utilizza prevalentemente come scorrimano. Dal canalino in questione si esce sul lato destro in breve ma ripida salita  senza però mai eccedere nelle difficoltà vista l'abbondanza di appoggi, anzi spesso risulta facile e divertente la progressione in arrampicata. Si continua su facili roccette guadagnando quota fino ad un salto verticale dove, oltre alla fune, anche dei pioli in ferro aiutano a progredire  uscendo finalmente dalla prima lunga serie di canali spesso in ombra che caratterizzano la ferrata fin dall'attacco e trovandosi a risalire in cresta a quota 2550m su roccia inclinata a 45° girando le spalle alle stupende torri del Civetta . La cresta volge a sinistra,si risale traversando in diagonale ed in forte esposizione ma sempre in sicurezza grazie a fune ed una successione di pioli , si rientra a destra e si supera facilmente una breve placca verticale grazie ad una serie di staffe metalliche , un successivo tratto verticale diverte per la possibilità di arrampicare  e porta ad una ampia cengia  da dove, meteo permettendo, è possibile ammirare gran parte della Val Zoldana. Si percorre la cengia verso nord-ovest e si risale nuovamente per facili roccette di I°  fino ad un pulpito panoramico dove è possibile prender fiato prima di riprendere in traversata su roccia povera di appigli ma ben attrezzata con pioli  mentre una grossa freccia rossa indica la direzione della via anche se lo sviluppo è evidente. Rispetto all'attacco siamo a circa metà della ferrata e dopo vari canalini e tratti in cresta arriva il primo camino -2730m- lungo ma  ricco di staffe , in uscita si traversa a sinistra  per entrare in una nuova serie di canalini in ombra  . In verticale  verso la sommità della cresta nord a quota 2820m  si cammina su terreno detritico traversando poi a sinistra  verso un nuovo canale  attrezzato con cavo attorno al quale sono stati inseriti cilindretti metallici che ne aumentano la sicurezza. Usciti da quest'ultimo canale inizia la risalita in cresta con alcune roccette non attrezzate  e terrazzi detritici  dove è necessaria attenzione per non provocare caduta massi e che ad inizio stagione è facile trovare ancora innevati. I tratti attrezzati non sono finiti ma ormai la vetta è vicina si superano ancora dei "massi di roccia"dove la fune è utilizzata esclusivamente per aggancio di sicurezza  vista anche la stanchezza così come nel culmine della cresta levigata  che in pochi minuti porta alla cima del Civetta -3220m- a circa 3.15h dall'attacco .

DISCESA

A pochi metri dalla croce di vetta una traccia segnata in rosso scende lungo il pendìo est  in direzione del rifugio Torrani raggiungibile in circa 20' e di cui già si vede la struttura. Dopo una eventuale sosta al piccolo rifugio si inizia a scendere nel canalone detritico del Vallon ignorando al vicino bivio l'indicazione a destra per la  ferrata Tissi sovrastati costantemente dalla mole del Monte Pelmo . Iniziano i  tratti attrezzati che in alcuni punti non sono da sottovalutare sia per la stanchezza che ormai si fa sentire sia perchè a volte danno l'impressione di essere tecnicamente più difficili di quanto non lo fosse stata la salita . Alcuni passaggi,non assicurati,tra roccette sono da percorrere con estrema cautela  mentre altri attrezzati danno l'impressione di stare a superare una vera e propria ferrata  . A quota 2400m si raggiunge il ripido ghiaione sottostante  dove è possibile, ad un bivio segnalato,scendere in direzione della località Pècol e ritrovarsi in questo modo a sud rispetto Palafavera oppure, scivolando su ripide tracce, alla sinistra del canalone stesso si oltrepassa in pochi metri la Crepa Bassa e ci si immette sull'alta via n.1 -sentiero Tivan 2200m- dopo circa 1.45h dal rifugio Torrani. In continui affannosi saliscendi si ritorna presto sulla via già percorsa all'andata e successivamente al rifugio Coldai -2132m- in circa 1.15h.

CONSIDERAZIONI

- da sottolineare il fatto che nel tratto in discesa compreso dal rifugio Torrani ed il sentiero Tivan (alta via) risulta molto alto il pericolo di caduta massi!!.
- all'uscita di un camino a circa quota 2900m ci si trova di fronte ad un masso sul quale vi sono indicate tramite frecce rosse due direzioni: proseguendo in salita si continua per la ferrata mentre verso sinistra si raggiunge direttamente il rifugio Torrani percorrendo una lunga cengia abbastanza orizzontale eccetto un paio di saliscendi.

- partendo da Palafavera è possibile raggiungere il rifugio Coldai tramite la seggiovia che conduce un po' più in alto di Malga Pioda risparmiando così circa 1.00h di cammino. L'impianto di risalita in questione nel 2003 è aperto nel periodo estivo dal 05/07 al 14/09/2003, dalle ore 08.30 alle ore 17.30.

Commenti   

+1 #67 Daniele 2020-08-27 08:51
Percorsa il 26/08/2020 con tempo magnifico. Partenza alle 08.30 dal Palafavera. Tempo totale di 11 ore (arrivo alle 19.30) alla macchina, compresa sosta di 2 ore al Torrani. Mettere in conto 10 ore. Il tracciato totale mi ha dato 27km e 1950mt D+. Tratto in salita fino alla cima stupendo e segnato bene, ferrata non difficile ma lunga e continuamente in verticale. Discesa da non sottovalutare: tratto attrezzato dal Torrani al ghiaione la parte piu impegnativa del percorso. Ghiaione con pochissime indicazioni in cui piu gruppi si sono "arrangiati". Da notare: dal Coldai all'attacco della ferrata c'e' un breve tratto attrezzato con segnalazione con freccia verso sinistra "facile" per evitare il tratto attrezzato. Al ritorno abbiamo preso il sentiero "facile". Assolutamente non consigliato. Lungo e scivoloso sali/scendi che ci ha fatto perdere piu tempo di quanto ne avremmo speso per fare la parte attrezzata.
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+1 #66 Piero Bepi e Toni 2020-08-19 20:38
Percorsa il 19/08/20 partendo alle 9:30 da Palafavera e prendendo la seggiovia Pioda (consigliato per escursione in giornata) con rientro a Pecol dove avevamo lasciato una seconda macchina parcheggiata. Abbiamo percorso l'itinerario in 12h comprese le soste. La salita é lunga, ma la discesa lo é ancora di piu viste le condizioni di affaticamento in cui si arriva alla vetta e la non banalita di molti passaggi della via normale. Da fare solo con tempo assolutamente stabile e muniti di torcia frontale per l'ultimo tratto dal Tivan a Pecol che potreste trovarvi ad affrontare al buio. Per chi volesse spezzare l'itinerario in due giorni consigliata tappa al rifugio Torrani. Esperienza sicuramente indimenticabile che ha ripagato pienamente l'impegno fisico richiesto.
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+2 #65 ZALUNARDO GIUSEPPE 2020-08-17 14:48
Percorsa il 11/08/2020 dopo averla fatta 38 anni fa , panorama suggestivo , divertente , ottima la manutenzione . State attenti nella discesa per la via normale , alcune modifiche hanno lasciato segnali in tratti dismessi che traggono in inganno .
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+5 #64 Adrian 2019-10-28 21:24
Percorsa il 27/10/2019 con partenza alle 7 da Malga Gavra e arrivo al attacco della ferrata (difficilmente trovabile per mancanza della segnaletica) alle 9. Condizioni meteo eccezionali con temperature estive. L'ultimo tratto della ferrata innevato con tratti di cavo praticamente sommersi dalla neve, però con molta cautela siamo arrivati in cima alle ore 13. Discesa percorsa per la via normale arrivando al punto di partenza alle ore 17 per un totale complessivo di 10 ore. Giro fantastico ma molto, molto faticoso.
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+3 #63 Riccardo 2019-07-13 20:41
Percorsa il 13/07/2019. Volevo seganalare la totale inesistenza di qualsivoglia cartello indicativo (trovati rotti e lasciati a terra). Le tracce su roccia sono al 70% difficilmente visibili e l'indicazione sul grande masso della ferrata è "interpretabile" riguardo la direzione da prendere. Attacco ferrata nascosto e difficilmente trovabile (noi abbiamo proseguito per molto prima di rendercene conto perdendo 1 ora). Non esiste una traccia in vernice indicante il numero del sentiero. Concludo dicendo che la sella schenal de bech è distante minimo 30 min dalle prime parti "attrezzate" ed ovviamente non è segnalata. State attenti a calcolare i tempi; sono molto lunghi. Per difficoltà e lunghezza sconsiglio caldamente un'escursione in giornata.
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+4 #62 Gabriele 2018-07-09 13:21
Percorsa il 09/07/2018. Bellissima ferrata in un ambiente severo e maestoso, di grande soddisfazione. Itinerario molto lungo e faticoso, discesa infinita e non banale, da fare con molta attenzione. A mio avviso i tratti attrezzati sulla via normale per numero, continuità del cavo e dislivello verticale sono da considerarsi una vera e propria ferrata.
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+5 #61 Filippo Piantini 2017-09-01 09:10
Percorsa il 28/08/2017. Via molto lunga dove necessita'buona resistenza fisica. Sono salito per la Alleghesi e sceso per la normale anche quella da nn sottovalutare. Da stare attenti alle segnalazioni che in alcuni punti sono praticamente scomparse. Confermo... grande il gestore del rifugio Torriani.
Panorami stupendi che conpensano la fatica.
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0 #60 Adriano Bigon 2017-08-06 08:33
Percorsa il 04/08/2017 partendo da Malga Grava. Dalla cima del Civetta si ha una vista incredibile. Ferrata lunga anche se non particolarmente difficile. Lungo il ritorno anche perchè il terreno è particolarmente insidioso. Con pause varie per mangiare e ammirare il paesaggio abbiamo impiegato circa 11 ore. Grande il gestore del Torriani.
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+1 #59 Anna Pessi 2017-07-10 18:27
Percorsa il 08/07/2017 Ferrata molto bella e panoramica, ben attrezzata e non difficile salvo l'impegno fisico per dislivello, sviluppo e quota. La discesa da rif. Torrani per EE da affrontare con molta precauzione. Alcuni tratti attrezzati su via normale.
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+2 #58 Anna Pessi 2017-07-10 13:38
Percorsa il 08/07/2017. Bellissima ferrata non difficile a livello tecnico ma impegnativa x dislivello e sviluppo. Molto atrezzata con fune in acciaio e pioli. Bellissimo l ambiente per panorama circostante e dalla vetta. Da non sottovalure la discesa al rif Torrani e dalla via normale. Sentiero su ghiaiace salti rocciosi attrezzati. Piuttosto lungo anche il rientro al rif. Coldai. Mettere in conto 10 ore.
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