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Caratteristiche

  • Moderatamente difficile.
  • - dalla partenza all'attacco 2.30h
    - percorso attrezzato 2.10h
    - discesa al punto partenza 2.30h
  • - dalla partenza all'attacco 1000mt
    - percorso attrezzato 200mt
    - discesa al punto partenza 1150mt
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VALUTAZIONE FERRATA PHOTOGALLERY Relazione GOOGLE.MAPS

Sentiero Attrezzato R. COSTACURTA

Monte TEVERONE

segnalata da MICHELE MARTIN - 2013

Il Teverone, seconda cima più alta dell'Alpago dopo il Col Nudo, è la principale montagna che si affaccia sulla conca e ben visibile a chi percorre l'autostrada verso Ponte nelle Alpi. Sul ripido versante ovest si snoda la diretta via normale mentre la verticale parete nord-est viene attraversata dal percorso della ferrata che collega la forcella Bassa dietro il Teverone alla prima forcella presso il monte Fagoreit. Il percorso, che è parte integrante dell'Alta Via 7, si articola lungo suggestivi ed esposti saliscendi affacciati sulla Val Cialedina. Il completamento della ferrata è avvenuto nel 1979 dalla sezione di Vittorio Veneto ed è stata dedicata alla memoria del socio Rino Costacurta. Si tratta di un percorso atipico per una ferrata ma impegnativo ed offre esposizioni indirette senza impegnare eccessivamente. E' stato recentemente ed ottimamente ripristinato dopo una tempranea chisura e presenta solo alcuni ancoraggi da risistemare dove la resina ha perso la presa, peraltro lungo tratti più comodi ed agevoli.

PERCORSO STRADALE

Sull'autostrada da Vittorio Veneto a Belluno si esce al casello di Fadalto-S.Croce, si segue la statale sinistra lago fino al bivio a destra per Paludi-Tignes-Pieve d'Alpago. A centro paese seguire le indicazioni per Plois e quindi le indicazioni per rifugi e Dolada. Arrivati in località Carota la strada curva a destra sino alla poco distante deviazione a sinistra per il rifugio Dolada. Prendere a destra su mulattiera stretta ma in discrete condizioni. Il fondo, non più asfaltato, guida a lungo a nord verso il Venal di Montanes senza tornanti in falsopiano; dopo una curva a destra il fondo ritorna brevemente asfaltato, quindi al cartello di divieto a sinistra scendere qualche metro a destra dove poco prima di casera Stabili si lascia l'auto su alcuni spiazzi ed una comoda tettoia (1050 m).

AVVICINAMENTO

A fianco della tettoia riprendere, aggirando in salita casera Stabili, la mulattiera con segnavia 965 AV6 e seguirla velocemente per pochi minuti fino al suo termine presso l'abbandonata casera Scalet Bassa-1169mt. Seguire ancora la comoda mulattiera con segnavia ancora per pochi minuti e dopo un altare ed una tabella su albero si devia a destra ad oltrepassare il greto ed entrare nel bosco. Si resta ora protetti dall'ombra delle piante e coperti al sole dal largo massiccio del Teverone Si risale, senza peraltro pendenze eccessive, il Venal di Montanes su terreno anche umido fin dove la vegetazione si apre a ridosso di una parete con una grande nicchia e nei pressi di esaurienti tabelle direzionali, presso i ruderi (peraltro scomparsi) della casera Scalet Alta (1763mt - 1.10h) . Poco sopra, alla successiva tabella, seguiamo a destra le indicazioni per forcella Bassa dietro il Teverone e ferrata Costacurta. Dopo alcuni passi su roccette aggiriamo un pendio scendendo per qualche metro e superando due dorsali erbose dirigendoci verso la scura parete del Lastramor . Su chiari segnavia e su buon terreno assecondiamo la parete alla nostra destra risalendo il non ripido e largo canale che ci porta senza particolari pendenze sull'ampia e verde forcella Bassa dietro il Teverone (1928mt - 1.00h) . Suggestiva veduta sulla sottostante Val Cialedina e sulla strapiombante parete nord-est del Teverone dove traversa la ferrata  . Dalla forcella ci si alza su esigue tracce verso sud alla base delle rocce poco distanti e delle quali se ne aggira a destra la base verso un chiaro segnavia dell'AV7 . Sulle ghiaie dei tornanti e ripide balze ci si alza all'ombra ancora sul versante Alpago per ritornare presto sulla linea di cresta alla luce ed alla base dell'attacco della ferrata Costacurta (2030mt - 0.20h) .

PERCORSO ATTREZZATO

L'attacco supera un canalino roccioso appena verticale e quindi tra le pale erbose sul versante friulano. Si aggira il costone del Lastramor e ci si riporta sul versante veneto all'ombra . A ridosso della parete ci si alza su terreno umido seguendo i cavi a prendere una cengia esposta dapprima in decisa salita quindi in temporaneo falsopiano . Ancora in salita su tornanti assicurati ad una cengia superiore . Si aggira ancora uno spigolo e ci si riaffaccia sulla Val Cialedina potendo scorgere lo sviluppo della ferrata sulla verticale parete nord-est del Teverone . Ora in breve discesa su roccette e zolle erbose per esili ma solide cenge fino ad un breve quanto verticale salto roccioso su placca per una decina di metri ma con pochi e sufficienti appoggi  , seguito da una rampa diagonale in discesa su belle roccette  . Segue un'ulteriore modesta discesa su cengia erbosa esposta ad aggirare uno spigolo aereo sin sotto un tetto roccioso ma su comoda sosta . Ancora in discesa su un breve tratto su rocce e quindi una successiva rampa inclinata che può presentare qualche passo bagnato ed ancora una calata diagonale su un canalino friabile dove la fune richiede un impegno maggiore per le braccia ; conviene in questo tratto appoggiare sul filo dello spigolo roccioso dove lo scarpone tiene molto meglio che all'interno del canalino. Al termine della rampa è ben visibile un ultima breve discesa verso una sottostante verde cengia che si sviluppa in falsopiano e dopo un'ennesima rampa inclinata si scende una più comoda cengia verso un'agevole sosta presso "I Giardini"-1.00h. Si prosegue per cenge assicurate ora più agevoli ma sempre in discreta esposizione quindi per un successivo tratto erboso in falsopiano. Dietro di noi il percorso fatto . Una breve interruzione del cavo anticipa una cengia su sassi e mughi , ma ora in salita alternando brevi tratti in falsopiano al superamento di balze rocciose  . Dopo una bella cengia aerea ci si cala per qualche metro su un'altra sottostante che si allarga man mano che si scende per riprendere , poco oltre dove ripiana, l'esigua esposizione anche se brevemente . Ci si rialza ancora su passi più comodi per un facile tratto non attrezzato seguito subito dalla ripresa delle funi. Ora su facili roccette ed un solo passo verticale peraltro risolvibile facilmente quindi in decisa risalita su ghiaie, ma comodi scalinamenti. Qualche passo in discesa e poi ancora in decisa salita su sassi e per un tratto ancora sul verde sempre lungo la fune . Siamo ora alla base di uno scuro canalino friabile ma ben scalinato ed attrezzato  . Con attenzione per le ghiaie presenti lungo il tratto, si risale il ripido canale a terminare la ferrata sbucando sull'aperta soprastante forcella a ridosso del monte Fagoreit (2094mt - 1.10h) . Panorami sul Friuli e l'Alpago con le cime dove corre l'Alta Via 7   .

DISCESA

Dalla forcella ci si cala a sud seguendo i segnavia n.932 per buon tratto su scalinamenti tra il verde quindi su roccette e sassi . E' questo un tratto tanto fastidioso quanto faticoso essendo il fondo a tratti instabile e ripido. Seguendo i camminamenti ci si dirige alla base del Campanile di Collass per prenderne il lato sinistro e continuare in ripidità anche su lingue di ghiaie che possono risultare più scorrevoli . Si ridiscende il tratto sino ad una larga pietraia dove il segnavia si perde per riprendere poco più sotto anche se ormai in vista della sottostante casera Venal (1260mt - 1.00h)  . Scendere a Casone Crosetta poco sotto in una decina di minuti ,seguire la carrozzabile fino al primo bivio e da qui a destra per il sentiero Alpago Natura. Passare le costruzioni di Roncadin,alcune isolate stalle e seguire la stradina fino al secondo tornante a sinistra da cui,verso destra,prosegue il sentiero Alpago Natura (segnale giallo/blu su sasso). Con breve ma ripida salita si lascia casera Polsa più alto a destra quindi a sinistra si scende a Degnona (1100mt - 50'). A destra oltre i verdi pascoli e seguendo la mulattiera in discesa tralasciando un primo insignificante bivio a sinistra. Dopo il taglio di un corso asciutto in discesa nel bosco a seguire a sinistra la mulattiera che si esaurisce sulla stradina; ora a destra praticamente in piano verso il Venal di Montanes sino ad una curva sul torrente che superatolo sul ponte riporta al parcheggio a casera Stabili (1050mt - 0.30h) .

CONSIDERAZIONI

Ferrata impegnativa in ambiente spettacolare e sempre su scenari verticali. Senza eccessive verticalità nel passo ma con percorso strapiombante in Val Cialedina. Alcuni passaggi esposti ma nel complesso su saliscendi lungo rampe, placche e cenge ben disegnate. Accesso all'attacco lungo ma non troppo faticoso. Ferrata ben costruita e disegnata nello sviluppo; solo alcuni fittoni nella seconda parte (lungo i traversi più comodi) risultano mobili per l'inconsistenza della resina. Percorso da affrontare solo con tempo asciutto ed in buone condizioni evitando i periodi troppo caldi. L'esposizione anche se indiretta è continua ed offre uno scenario intrigante alla traversata. La discesa a casera Venal è fastidiosa data la natura del terreno mentre il lungo rientro al punto di partenza è molto più piacevole lungo le mulattiere del sentiero Alpago Natura. Attenzione al bivio presso il secondo tornante (segnale giallo/blu su un sasso a sinistra) tra casone Crosetta e Degnona.

Commenti   

-6 #7 Diego 2016-10-16 13:53
Percorsa il 16/10/2016 giro fatto in 5 ore.. parete Nord bagnata e con qualche traccia di neve... discesa fino a fondovalle fatta in 45 min. Non ho trovato difficoltà se non due passaggi su rocce bagnate... giro lungo ma non difficile. Per salire in qualsiasi montagna bisogna avere un certo allenamento(io non camminavo da tre settimane) la cosa più importante in montagna e specie in questo giro sono calzature consone e suole in buono stato. La recensione è dettagliata e molto precisa.
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+7 #6 Francesco 2016-10-03 20:23
Percorsa il 12/07/2016 Itinerario molto impegnativo e faticoso; ATTENZIONE: per persone ben allenate, non prinipianti o escursionisti occasionali!! L'avvicinamento risulta essere già assai faticoso, per la ripidità e la lunghezza. Il tratto attrezzato presenta alcuni passaggi difficoltosi e rischiosi, come un passaggio su una roccia ad angolo con il vuoto sotto e alcuni tratti in scivolosa discesa. Persenta anche un paio si brevi salite nel tratto finale che spremono per bene i muscoli e per concludere, finita la ferrata, vi attende un ghiaione tanto lungo e ripido quanto impossibile da camminarci. "Moderatamente difficile"? Direi che il giudizio lo ha dato una persona parecchio allenata.
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+5 #5 Francio73 2016-10-02 21:22
Percorso il 07/2016, sarò sintetico: lasciate perdere principianti o escursionisti saltuari, in quanto è fisicamente assai duro. L'avvicinamento è ripido e impegnativo, la ferrata ha alcuni passaggi in discesa e salita tutt'altro che semplici che richiedono attenzione. Il tratto in discesa dopo la ferrata, inizia con erba che se umida è scivolosa peggio del ghiaccio, seguito poi da un ben ripido e instabile ghiaione, che se non siete allenati vi farà volare spesso e volentieri a gambe all'aria. Giudizio "moderatamente difficile" a mio avviso molto ingannevole e scritto da una persona che di ferrate ne fa spesso.
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+6 #4 Diego 2016-09-26 20:08
Percorsa il 26/09/2016, confermo che il percorso si sviluppa su luoghi solitari e selvaggi. Il percorso è molto impegnativo, filo all'inizio della ferrata il sentiero continua semore a salire. La ferrata è esposta e nella parte finale è molto difficile perchè per un lungo pezzo è in discesa e la roccia è levigata. Il sentiero di discesa è impegnativo perchè si sviluppa su sassi e zolle di terra. Fate attenzione all'ultimo bivio prima del ponte di arrivo perchè non è segnalata la strada da prendere. Il giro complessivo è lungo circa 19km e il dislivello + tot e comprensivo di sali-scendi pari a 1545m, noi ci abbiamo messo 6,5 ore.
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+15 #3 Ilaria 2016-08-21 12:12
Percorsa il 19/08/2016 Si tratta di un luogo molto solitario e selvaggio. La ferrata di per sé non è difficile e il percorso è segnalato in maniera eccellente ma è doveroso far presente che la difficoltà aumenta considerano fattori come il faticoso avvicinamento,la costante esposizione, alcuni fittoni allentati o staccati e i cavi non sempre tesi, il tratto non attrezzato ed esposto e soprattutto il terreno: zolle di terra e sassi che in diversi punti si staccano sotto i piedi. Personalmente ritengo che oltre a non essere un percorso adatto al ferratista senza esperienza alpinistica,si può considerare l’intero giro difficile e non moderatamente difficile (assurdo paragonare la difficoltà complessiva a quella di una Col dei Bos ad esempio). Infine il nostro gps ha segnalato un dislivello + tot e comprensivo di sali-scendi pari a 1545m. Detto ciò, consiglio vivamente questa gita a chi come noi cerca paesaggi incontaminati e fuori dal turismo di massa. L’Alpago è una zona meravigliosa.
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+1 #2 Giampietro 2015-07-14 13:01
Percorsa il 03/07/2015
Confermo quanto scritto nella relazione e da chi mi ha preceduto.
A mio avviso è un percorso adatto a chi ama i luoghi solitari e un selvaggi. La ferrata non è difficile, anzi, per me la discesa è stata la parte più impegnativa perchè è molto ripida e assolutamente non camminabile.
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-4 #1 Maurizio Fontanelle 2015-06-11 13:00
Percorsa il 02/06/2015 innanzitutto un bravo al relatore che ha scritto una relazione molto precisa e completa. Io ho trovato tutto il giro piuttosto faticoso, ancorchè per nulla difficile dal punto di vista tecnico. Molto solitario per quanto riguarda gli essere umani, ma popolato di numerose presenze animali, camosci in particolare ce ne sono tanti. Bella la vista sulla val Ciadelina, quando si arriva in forcella prima di iniziare il sentiero attrezzato. Il sentiero stesso è a posto, salvo un paio di chiodi allentati ma che non creano problemi; una buona parte del tratto si può percorrere senza assicurazione. In totale, con diverse fermate e senza strafare, c'ho messo 7 ore.
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