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Caratteristiche

  • Via ferrata mediamente difficile. Eccetto un passaggio più impegnativo della media e l'elevata esposizione di alcuni tratti anche non attrezzati.
  • - salita 3.00h.
    - discesa circa 1.30h.
  • 1020mt più qualche contropendenza per circa 100mt.
  • Fare attenzione che nella piccola frazione non si trovano esercizi commerciali, per cui eventuali rifornimenti vanno fatti o a Pisogne o in uno dei comuni limitrofi.
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 1.6
Esposizione 3
Varietà passaggi 1.6
Impegno fisico 3
Interesse paesaggistico 2.8
Numero votazioni 53
VALUTAZIONE DELLA FERRATA PHOTOGALLERY Relazione PHOTOGALLERY EsternaGOOGLE.MAPS

Sentiero Attrezzato TRENTAPASSI

CORNA TRENTAPASSI

VIEFERRATE.it - 2015

La Corna Trentapassi è un meraviglioso balcone a picco sul Lago d'Iseo che, a dispetto della sua quota modesta, offre un sorprendente panorama su vette Orobiche, Adamello, Prealpi Bresciane, fino alla Pianura Padana ed agli Appennini. Il versante ovest cade quasi a piombo sul Lago di Iseo con ripidissimi costoni erbosi, mentre il versante Nord presenta una cresta che dai ripidi prati del versante ovest porta all'anticima Nord e poi alla cima vera e propria a 1248mt d'altitudine. Lungo la cresta sommitale, negli anni '90 il CAI Pisogne ha allestito un breve sentiero attrezzato per nulla banale e di sicura soddisfazione per gli amanti dei percorsi "di sapore antico" e di soddisfazione fisica ed estetica. L’itinerario, peraltro, è stato riattrezzato e messo in maggiore sicurezza nella tarda primavera del 2008.

PERCORSO STRADALE

Punto di partenza per questa gita è Toline -220mt- frazione di Pisogne-Bs raggiungibile sia da Nord che da Sud con la superstrada che collega Brescia e la Val Camonica. Si esce allo svincolo di Pisogne nei pressi dell'uscita/ingresso galleria Trentapassi seguendo le indicazioni per il centro e pochissimi metri dopo per Toline. Entrati nella piccola frazione si trova un comodo parcheggio, alla sinistra, per poche auto in prossimità di un campetto da calcio.

AVVICINAMENTO

Il percorso parte quasi subito dopo il parcheggio: attraversato il piccolo centro della frazioncina, si gira a destra per via Canale e dopo alcune decine di metri si incontra un ponticello dove si trovano le i primi cartelli indicatori dei percorsi . Seguiamo la stradina che volge a destra (indicazione Corno Trentapassi-Difficile, segnavia CAI 212) e subito in salita ci si dirige verso ovest per superare un paio di vallette in docile e costante pendenza . Dopo una ventina di minuti e dopo aver osservato alcuni piacevoli torrioni calcarei prima nascosti, si arriva sui ripidissimi costoni occidentali del monte, a picco sul lago . Il sentiero volge ora a sinistra, in direzione est, puntando direttamente a superare la serie di piccoli cocuzzoli che spuntano dal costone occidentale. Qui il sentiero è davvero ripido e nelle giornate più calde si fa sentire parecchio l'umidità che sale dal lago. Proseguendo sempre ripidamente il sentiero diventa ancora più ardito, una scivolata potrebbe diventare esiziale, terminerebbe dopo alcune centinaia di metri, trattandosi di costoni ripidissimi senza arbusti tali da poter consentire l'arresto di una eventuale caduta. Dopo circa un'ora e mezzo di erta risalita che, per fortuna, permette di guadagnare rapidamente quota, si incontra, a circa 1000mt, un boschetto riposante con una sorta di baracca. Dopo aver rifiatato, la pendenza e l'esposizione riprendono, lasciando spazio alle prime roccette che, in breve, portano alla cresta nord. Si notano le attrezzature del percorso attrezzato quindi, nei pressi di un tratto di sentiero pianeggiante , è consigliabile indossare l'equipaggiamento di sicurezza in quanto dopo alcune roccette si raggiunge l'attacco della Via . Da notare che durante questa lunga risalita di avvicinamento si incontrano varie segnaletiche indicanti la ferrata .

LA FERRATA

Inizia il sentiero attrezzato che, seppur breve (circa un'ora) e con un dislivello contenuto (poco più di cento metri), ha uno sviluppo e caratteristiche non disprezzabili e, soprattutto, vario. Le prime catene portano a superare con una spaccatina un piccolo intaglio (usare appoggi ed appigli naturali, a tenersi sulla catena si farebbero movimenti innaturali) per dirigersi verso una scaletta che adduce ad un caminetto di II grado UIAA . Si esce dal breve camino e da un piccolo pulpito ci si porta a sinistra lungo una sorta di cengia ascendente che risale lateralmente un canalino un po' sporco di terra. Si guadagnano delle roccette frastagliate in bella cresta ed aggirando uno spigolo si traversa prima una placca obliqua poi si ridiscendono pochi metri verso una forcellina dalla quale si "stacca" una bella parete verticale . Questo tratto verticale, nonostante le difficoltà piuttosto contenute, rappresenta probabilmente il tratto tecnicamente più interessante di quelli attrezzati presenti e la sua verticalità contrasta non poco con la definizione di "sentiero attrezzato" dato alla Via che tuttavia offre anche alcuni interessanti e divertenti passaggi tra alcune roccette non attrezzate. Si inizia allora la risalita mentre alle nostre spalle fa bella mostra di sé la crestina appena percorsa , come anticipato, i passaggi non sono impegnativi e l'abbondanza di appigli, la roccia è praticamente gradinata, agevola e diverte nella progressione raggiungendo così dopo una decina di metri l'uscita presso una serie di gradoni-massi rocciosi . Si prosegue ora a sinistra tra massi ed arbusti in discreta esposizione sempre comunque assicurati in direzione di uno speroncino di roccia -passaggio di II° grado- che può essere considerato il passaggio più impegnativo del percorso infatti per la prima volta in tutta la Via è necessario "tirare" sulla catena in una situazione di estrema esposizione anche se la brevità del passaggio non dovrebbe comportare grosse difficoltà. Superato questo "ostacolo" a sorpresa, ci si ritrova su di una cengia erbosa che in pochi metri conduce all'inizio di una cresta semi erbosa che si risale seguendo la sua linea di minor resistenza costituita da una serie di facili roccette -I° grado- non sempre attrezzate (vari segnavia) ed a tratti piuttosto esposte in vista della croce di vetta dell'anticima Nord . Il tortuoso percorso fra le roccette porta ad una forcellina sotto l'anticima dalla quale si stacca una esile cengia estremamente esposta che aggirando parzialmente la parete a picco sul lago porta al costoncino finale e quindi al crocefisso ligneo dell'anticima Nord . Il proseguimento alla vetta principale non vede la presenza di attrezzature metalliche quindi in effetti è possibile, approfittando anche di un attimo di sosta, riporre nello zaino imbrago e set per seguire poi i segnavia che, a dispetto dell'impressione iniziale che porterebbe a proseguire diritto lungo la cresta, portano in discesa a destra rispetto al senso di salita all'anticima perdendo una cinquantina di metri di quota ad una selletta da dove riprende la salita verso la cima principale della Corna lasciando alle spalle la bella cresta e caratteristica cresta dell'anticima . A metà salita si può o continuare per cresta, con roccette mai superiori al I° grado , oppure deviare a sinistra per sentiero ben segnato e, arrivati ad una piccola sella, girare a destra e seguire il sentiero per la vetta che giunge da Cusato (utile in caso di condizioni poco favorevoli sulla cresta, estremamente esposta anche se facile). Sulla cima croce di vetta e libro delle firme . Come già sottolineato, interessante il panorama caratterizzato in particolare dall'ampia e suggestiva veduta sul lago d'Iseo .

DISCESA

Per la discesa seguire il sentiero, ottimamente tracciato, semplice e più dolce , che, passando per una anticima orientale sulla quale campeggia una croce nota come Croce di Toline, prosegue in direzione est fino a giungere su di una sella a circa 900mt di altitudine. Qui incontriamo i segnavia che indicano la possibilità di scendere verso sud a Zone, verso Est alla Croce di Zone oppure verso Nord alla frazione di Sedergnò ed a Toline. Quest'ultimo sentiero, il più rapido per tornare al punto di partenza, si snoda per un bellissimo costone boscoso non privo di insidie per un tratto non breve, quando lo stesso sentiero risulta essere molto ripido, scivoloso e con non pochi punti esposti. In circa un'ora si raggiunge un bivio : prendendo la traccia a sinistra si raggiunge in breve l'abitato di Sedergnò, da dove, per fastidiosissima carrozzabile cementata, si torna al ponte dove avevamo preso il sentiero alla partenza ed in due minuti all'auto. Per chi volesse allungare la gita è consigliabile traversare dalla selletta prima descritta in una quarantina di minuti alla Croce di Zone e da qui, lungo il tracciato dell'antica Strada Valeriana, scendere a Sedergnò, magari fermandosi a visitare la chiesa di San Bartolomeo allungando i tempi della discesa di circa 1.00h.

CONSIDERAZIONI

Una piccola considerazione generale sul percorso è d'obbligo: si tratta di un itinerario senza problemi per quanto riguarda le difficoltà tecniche opposte dal sentiero attrezzato (max. passaggi di II° grado UIAA), ma che presenta un sentiero d'accesso estremamente ripido e molto pericoloso in quanto non permette in alcun modo la possibilità di scivolare. Un passo falso potrebbe rivelarsi esiziale. Per quanto riguarda, di nuovo, la ferratina, dobbiamo far notare che le attrezzature risentono degli anni e di un certo risparmio nell'allestimento, per cui non sono mai sovrabbondanti,anzi…Presenza di alcuni passaggi esposti, con roccette di primo grado, non assicurati e che prevedono, quindi, passo fermo e sicurezza senza attrezzature artificiali. Detto questo, per escursionisti esperti con un minimo di esperienza alpinistica, il presente è un itinerario gratificante dal punto di vista dell'impegno fisico, della varietà dei panorami e dei tipi di terreno da affrontare...Una sorta di percorso di alpinismo di “scoperta”,di stampo “classico",a due passi dal Lago di Iseo ed a mezz'ora da Brescia, degno di ben maggior considerazione da parte di escursionisti ed alpinisti.

Commenti   

0 #28 Marco Bertoli 2018-10-01 06:59
Percorsa il 08/2018. Ottimi panorami sul lago d'Iseo. Avvicinamento lungo e a tratti, a mio parere, abbastanza rischioso,soprattutto attraversamento di pendii erbosi su sentierino estremamente esposto senza sicura. La ferrata è semplice. L'unica difficoltà sta nel fatto che non sono funi in acciaio, ma catene a volte troppo lasche. Prestare attenzione a che non si incastrino sulle rocce per poi staccarsi di colpo durante la loro sollecitazione in salita. Discesa molto ripida. Se andate in estate fate scorta di acqua perchè non esistono sorgenti sul percorso.
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+1 #27 Ben Cremona 2018-08-18 14:08
Percorsa il 17/08/2018 in solitaria, è molto bella, avvicinamento tramite sentiero ripido e in parte esposto, ferrata tranquilla con alcuni passaggi di II°, quando si arriva in cima ci si trova circondati da un panorama mozzafiato!
La consiglio per persone esperte e ben allenate, non vi è consentito scivolare lungo alcuni tratti dell'avvicinamento.
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-2 #26 Emanuele Mosca 2017-05-22 14:39
Percorsa il 21/05/2016. Ferrata molto bella, super panoramica in una bellissima giornata senza foschia. L'attacco si raggiunge con un sentiero abbastanza ripido dopo 700 metri di dislivello. La ferratina non è particolarmente impegnativa, presenta solo un passaggio di II grado con una roccetta sporgente su paretina esposta. Prestare attenzione invece al sentiero tra l'anticima nord e la cima che presenta tratti molto esposti senza catene di assicurazione (richiede piede fermo e attento).
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+1 #25 Marsetti Bruno 2017-04-10 20:26
Percorsa il 09/04/2017 insieme al socio Danilo. Di impegnativo solo avvicinamento. Ferrata semplice ma molto panoramica stancante la discesa su strada cementata spacca gambe saluti.
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+3 #24 Sergio Staffiere 2017-03-13 09:46
Percorsa il 12/03/2017 in compagnia di mia moglie Cecilia. Ferrata molto gradevole, con roccette di I grado arrampicabili con divertimento. Adatta anche ai meno esperti, presenta solo un paio di passaggi un po' più difficili rispetto al resto. Il primo, subito dopo la scaletta d'attacco, richiede il superamento di un piccolo camino con appigli per mani e piedi un po' distanziati. Per superarlo è utile salire fino all'ultimo piolo della scala e tirare di catena. Il secondo, a metà percorso, è costituito dallo speroncino di roccia di II grado segnalato nella relazione. A prima vista sembrerebbe possibile aggirare lo spigolo restando in cengia, ma così non è. E' necessario scavalcare. Noi lo abbiamo fatto puntando il piede destro nell'unico appiglio disponibile e, tirando con entrambe le mani la catena, "slanciando" il sinistro alla sommità dell'ostacolo. Il sentiero di avvicinamento all'attacco, molto ripido e scosceso, e quello lungo la via del ritorno a Toline, richiedono attenzione.
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0 #23 Silvia 2016-08-01 13:09
Percorsa il 07/2016 Molto panoramica , consigliata a chi si avvicina al mondo delle ferrate da principiante. Mi permetto di segnalare questa graziosa possibilità di alloggio in zona http://casaalpinazone.it/bb-casa-alpina/
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0 #22 Roberto Milani 2015-01-23 00:00
Percorsa il 11/01/2015. Condivido le valutazioni precedenti sulla pericolosità del sentiero di salita, che però ho trovato perfettamente segnalato, con diversi bolli e cartelli. Come descritto nella relazione, la ferrata non ha particolari difficoltà tecniche, l'impegno fisico maggiore è per arrivare all'attacco. Consigliata per il panorama che si gode dalla Corna Trentapassi.
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0 #21 Giuseppe Gennari 2015-01-23 00:00
Percorsa il 09/03/2014. Condivido quanto già letto: panorami stupendi,varietà di passaggi e appagante pienamente: il corpo e lo spirito ringraziano. Non sono un veterano,ne' un esperto ma tengo a sottolineare il discorso sicurezza:la pericolosità sta nell' avvicinamento sui prati scoscesi;di per sè la ferrata è varia e divertente, ma il lungo avvicinamento sui pratoni non consente il minimo errore:assolutamente proibito scivolare.Da praticare solo dopo alcuni giorni di asciutto (erano 5 gg che non pioveva, ma in alcuni punti la fanghiglia non mancava)e ritengo di non poterla consigliare con bambini: la loro sicurezza viene prima del loro divertimento (secondo me).Per quanto riguarda lA FAMIGERATA capanna mangiatoia,viste tutte le segnalazioni,mi sono permesso di ispezionare un po' la zona incriminata: i riferimenti di Dotti Matteo(giugno 2013) sono assolutamente corretti (GRAZIE!!):al castagno e alla pietra piatta tenete a DX e state in mezzo al bosco sul crinale; se andate a sx ci sono comunque segnavia nuovi che vi riportano 30 o 40 mt più avanti di nuovo a dx sulla traccia corretta MA TENETE OCCHI E TESTA in funzione. Se siete sulla traccia giusta all' uscita dal boschetto vedrete segnavia nuovi PER CIECHI(sono enormi) su una roccia e sulla parte alta di un vecchio paletto in legno(SEMPRE SUL CRINALE,NON SUL VERSANTE DI SINISTRA). Suppongo che qualcuno,a forza di lamentele,abbia provveduto: cielo terso e piede fermo a tutti!
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+3 #20 Giorgio Lebosi 2015-01-23 00:00
Percorsa il 27/10/2013...torno a commentare dopo aver letto atre relazioni ... è urgente che si provveda subito a segnalare il sentiero dopo il famoso boschetto !!!!!! a pensarci bene e sentendo poi il parere di chi abita in zona .. abbiamo rischiato grosso domenica scorsa ... mi chiedo chi ha tracciato questo sentiero ??? irresponsabile è l'unico aggettivo citabile qui !!
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0 #19 Nicola De Cicco 2015-01-23 00:00
Percorsa il 12/07/2013 nonostante gli avvertimenti del bivio non segnalato, dopo la capanna di legno mi sono trovato su sentieri ripidi e pericolosi, dove ho esaurito le forze e la lucidità necessaria per affrontare la ferrata. Ma a cosa serve segnalare le anomalie se poi nessuno interviene?
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