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Caratteristiche

  • Una prima sezione moderatamente difficile ed alcuni, pochi, passaggi nelle sezioni successive difficili o quantomeno un pò più impegnativi della media generale. Può stancare le braccia il frequente utilizzo del cavo nel caso non si voglia rischiare utilizzando la roccia instabile.
  • - attacco 20'
    - Via ferrata 2.15h se si procede con la cautela richiesta.
    - 45' discesa
  • - 400m ca. Via ferrata
    - 150m attacco
    - 800m sviluppo cavo
    - 1200m sviluppo intera Via.
  • rifugio Nasego
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 3
Esposizione 3
Varietà passaggi 3
Impegno fisico 2.5
Interesse paesaggistico 2
Numero votazioni 24
VALUTAZIONE FERRATAGOOGLE.MAPS

Via Ferrata NASEGO

CORNA di SAVALLO

BY - VIEFERRATE.IT - 2011

PERCORSO STRADALE

Lungo la SS.237, in Valle Sabbia,si raggiunge il comune di Nozza-Bs dal quale si devia con chiara indicazione in direzione dell'abitato di Casto (6km). Si attraversa il centro di quest'ultimo in direzione di Lodrino-Bs, dopo alcuni tornanti si lascia la SS.237 deviando a destra per la frazione di Briale. Si attraversa quest'ultima imboccando una stradina molto stretta e dissestata seguendo le varie indicazioni per il rifugio Nasego - località Comero. Dopo alcuni km si giunge ad una staccionata presso la quale, sulla sinistra, si trova un piccolo spiazzo (possibilità di parcheggio) ed alla destra una cancellata in legno con indicazione di un capanno. Proseguendo invece in auto ancora alcuni minuti si raggiunge (consigliato) il grande parcheggio con tettoia, punto di partenza più utilizzato per il rifugio Nasego.

AVVICINAMENTO

Lasciata l'auto presso il grande parcheggio con tettoia,si percorre sentiero in direzione dell'evidente torrione roccioso seguendo le frecce rosse con scritto FERRATA NASEGO. La parte finale dell'avvicinamento si svolge lungo un largo sentiero  tracciato appositamente per raggiungere l'attacco della via. In circa 20' dall'auto si raggiungono le attrezzature  a quota 1020m ca. Prima di raggiungere l'attacco si incrocia il sentiero che sale dal più piccolo parcheggio incontrato alla staccionata.

LA FERRATA

Contrariamente a quello che spesso si incontra lungo le vie ferrate,i primi metri sono molto più semplici del resto della Via. Il cavo funge da scorrimano e si obliqua a sinistra in leggera salita  . Si nota immediatamente che la qualità della roccia non è delle migliori e tende piuttosto a sgretolarsi. Dopo una decina di metri il cavo prosegue con verticalità leggermente più accentuata   incontrando il primo breve salto verticale ma ancora piuttosto appoggiato   . Gli appigli sono molti ed il passaggio non crea particolari difficoltà. Si traversa brevemente a sinistra, si attraversa una forcelletta prativa e si attacca una serie di "innocui" gradoni di roccia   al termine dei quali un breve traverso  porta ad una seconda serie di facili gradoni misti a roccia e arbusti     . Pochi metri oltre i quali ci si trasferisce ad un successivo torrione roccioso attraverso un percorso caratterizzato da erba e terriccio    con il cavo metallico che rimane comunque fin qui ininterrotto. La placca si presenta piuttosto verticale e, qui, di roccia compatta. In effetti il primo impatto visivo la rende ben più impegnativa di quello che poi è realmente . Si inizia con breve traverso a destra  e si sale a zig zag con i piedi che trovano sempre buoni appoggi e all'occorrenza, in aiuto, anche alcuni pioli metallici      . Nella parte alta della placca, il cavo traversa da prima a destra  poi a sinistra   in direzione di uno spigolo  dal quale si fuoriesce su traccia di sentiero lungo il quale termina momentaneamente il cavo . Per la prima volta dall'attacco non si è accompagnati dalle attrezzature, del resto si tratta di risalire un pendìo erboso  in direzione dell'evidente parete rocciosa passando, nella parte alta, all'interno della vegetazione . Si supera un breve canalino franoso al di là del quale si ritrova il cavo metallico  che identifica l'inizio della seconda sezione della Via ferrata. I primissimi metri sono piuttosto verticali  ma la roccia appigliata e la presenza di pioli  aiutano la progressione, ci si infila letteralmente tra la parete ed una pianta  e si traversa in diagonale a sinistra  portandosi sulla linea di salita nuovamente verticale del cavo ; qui la via assume caratteristiche di difficoltà maggiori rispetto alla prima sezione pur rimanendo comunque contenute ed assumendo una tipologia di progressione sicuramente più divertente della precedente. Gli "strappetti" verticali, piuttosto brevi, si alternano a comodi punti di sosta per alcune decine di metri          . Questa seconda sezione termina con alcuni "innocui" gradoni finali       . Come detto, termina la sezione  quindi termina il cavo  e si prosegue in direzione del vicino torrione, lo si ignora aggirandolo alla destra e si risale l'affannoso pedìo erboso (scivoloso se umido) in direzione della terza sezione,al momento senza particolari segnalazioni o tracce ma il cavo è già visibile . Si "attacca" la placca piuttosto levigata, immediatamente si traversa a sinistra risultando indispensabile l'utilizzo della serie di pioli  . Dopo alcuni metri il traverso termina e ci si ritrova a camminare in pratica su una traccia di sentiero attrezzato su fondo erboso   passando all'interno di una gola,pochi passi in discesa, sempre in esposizione mantenendosi anche qui agganciati al cavo  in quanto una scivolata avrebbe sicuramente conseguenze tragiche vista la tipologia del terreno. Raggiunto il versante opposto della gola, con continuità di cavo, si ritrova un esposto traverso attrezzato   con nuova serie di pioli  che porta ad un cengia "scavata" nella roccia  ed uno spigolo finale  oltre il quale una lunga serie di salti rocciosi porta al termine della terza sezione     . Nuovamente si attraversano i prati  con traccia per ora ancora quasi inesistente ma direzione piuttosto evidente vista la vicina parete che in breve si raggiunge . Il ritorno del cavo ci ricorda che inizia la quarta sezione del percorso attrezzato, si sale immediatamente in verticale  senza particolari difficoltà, la grande quantità di appigli favorisce una divertente arrampicata   anche se purtroppo i piedi si trovano talvolta ad appoggiare su zolle di terreno instabile  ; si esce a sinistra e si traversa per una decina di metri con cavo che funge come scorrimano, si aggira la base del torrione    e si raggiunge nuovamente un salto verticale che richiede un impegno maggiore rispetto alla media della Via e che la roccia appigliata contribuisce a rendere divertente   . Pochi metri più sopra, un masso alla base di una fessura,contribuisce a creare anche un effetto suggestivo di questo tratto , ci si porta sul masso e sulla sinistra della fessura,nel verso di progressione, si supera un primo passaggio verticale che richiede trazione sul cavo  ed alcuni gradoni   che anticipano un pulpito panoramico  dal quale, più in basso,si vede lo sviluppo del sentiero  che con una deviazione rispetto al nostro percorso porta direttamente al rifugio Nasego. Il cavo prosegue a lungo orizzontale ed aggira, alla base, la parete rocciosa   accompagnando l'escursionista all'interno di una suggestiva "bocchetta" lungo la quale l'andamento pressochè orizzontale del cavo non deve indurre a sganciarsi da quest'ultimo in quanto,nuovamente, il fondo erboso può essere particolarmente insidioso  . Dopo questo tratto di trasferimento, il cavo sale in diagonale, verso destra,alternando tratti di facile roccia a tratti erbosi    , poi traversa in sostenuta esposizione a sinistra   e si aggira lo spigolo  dietro il quale, il cavo,in rapida e brevissima salita , determina la fine della quarta sezione . Si avanza ora senza attrezzature scendendo inizialmente pochi metri su roccette instabili  portandosi sul sottostante sentiero  sovrastati dalla cima di vetta dalla quale si è separati dalla quinta e ultima sezione. Il sentiero erboso si trasforma in una larga cengia rocciosa, panoramica  dove si avanza in scioltezza avvicinandosi inevitabilmente all'inizio dell'ultimo troncone attrezzato  rappresentato da una prima serie di passaggi verticali su roccia abbastanza compatta    poi ritornano i soliti gradoni talvolta instabili  ed un nuovo tratto su erba di trasferimento   al vicino torrione. La vetta è ormai sopra di noi, ci si stacca dal sentiero,che prosegue in direzione della vetta, con un deciso salto verticale    si arriva alla forcelletta presso la quale, a destra, si vede il vecchio cavetto della via normale  e dopo aver superato alcune roccette attrezzate    si esce in prossimità della grande croce di vetta   a quota 1436mt.

DISCESA

Da prima lungo la crestina sommitale, poi attraverso prati si raggiunge in circa 15' il vicino rifugio Nasego dal quale si vede a valle il punto di partenza da raggiungere attraverso i 3 sentieri possibili a seconda che si scelga una soluzione più diretta o più tranquilla. Da tralasciare, ad un bivio, l'evidente quarto sentiero che si allontana dalla valle in direzione di Lodrino.

Segnaliamo la possibilità di tornare al parcheggio -quello con tettoia- dopo la sezione n.1 tramite un canalone che ci si ritrova sulla sinistra non appena comincia l'attacco per la sezione n.2. Non è segnato da nessun cartello ma non ci si può sbagliare, è un susseguirsi di rocce smosse, ghiaia e foglie della durata di circa 15 minuti che finisce a pochi metri dall'attacco della sezione n.1. Poichè per arrivare al rif. Nasego è obbligatorio superare tutte le sezioni attrezzate, in caso di necessità è possibile utilizzare questa via per tornare al punto di partenza.

CONSIDERAZIONI

Questa nuova ferrata ha uno sviluppo piuttosto lungo e come tipologia di percorso ricorda per certi versi alcune Vie ferrate del Lecchese. Il cavo si interrompe in modo tale da suddividere la Via in 5 sezioni talvolta collegate tra loro da terreno erboso che però diventa piuttosto scivoloso se bagnato. Chi ha ideato lo sviluppo della Via ha sicuramente creato un percorso piuttosto interessante dal punto di vista della varietà dei passaggi e questo in particolare dopo le prime sezioni. Stessa cosa non si può invece dire per la qualità della roccia che in vari tratti è risultata essere piuttosto instabile tanto più che vi è una gran quantità di materiale detritico lungo il percorso. Le placchette e i vari salti verticali che teoricamente sarebbero ricchi di appigli poi in pratica non danno fiducia nel loro utilizzo così come gli appoggi per i piedi. Sicuramente la progressione richiede molta cautela nei movimenti soprattutto, ma non solo, se seguono altri escursionisti.

Commenti   

+2 #7 Luca 2018-09-08 11:26
Percorsa il 09/09/2018, ferrata piacevole ma da non sottovalutare. Di difficoltà media ma con dentro un paio di passaggi molto faticosi, personalmente li ho trovati molto più impegnativi dei passaggi duri sul Corno Rat o Medale. Percorsa di un paio d'ore dall'attacco alla vetta. La consiglio a tutti anche se è una di quelle ferrata dove non si arrampicata, si passa tutto il tempo a tirare il cavo.
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-1 #6 Leonardo 2017-11-12 10:30
Percorsa il 11/11/2017
bella giornata di sole percorsa in 3,30 ore con soste per fotografie di turno, ferrata varia e divertente, nella seconda parte c'è un tratto in verticale e nella quarta e quinta parte alcuni passaggi dove mi sono dovuto attaccare al cavo per salire, attenzione alla roccia in alcuni punti friabile, consigliata
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0 #5 Paolo 2017-09-30 19:46
Percorsa il 30/09/2017 Intervengo solo per precisare che le segnalazioni per uscire dalla serie di ferrate, che indicano il sentiero per il rifugio, iniziano solamente dopo la fine della terza...quindi una seconda alla fine della quarta...l'ultima logicamente in vetta. Bella, varia...
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+1 #4 Mauro 2017-08-19 11:50
Percorsa il 18/08/2017
sono 5 ferrate in sequenta dalle quali si può uscire a piacere basta seguire i cartelli che indicano il rifugio , percorsa in 3 ore fermandosi a fare foto e video , abbastanza impegnativa ma non troppo , divertente e molto varia come tipologia di passaggi , i tratti 2 e 4 sono i più divertenti e pesanti dal punto di vista fisico , attenzione alle rocce instabili sopratutto nel primo tratto.
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+2 #3 Giorgi Maurizio 2016-04-18 13:51
Percorsa il 16/04/2016
nel sito www.ferratecasto.it di cui fa parte anche la Nasego si parla di 5 ferrate singole in sequenza tra loro e dalle quali si puo uscire a piacimento. Personalmente non sono riuscito a individuare uscite certe nelle prime tre ferrate/tronconi, confermo invece le uscite fra la terza e la quarta e fra la quarta e la quinta ferrata(sentierini poco visibili ed esposti). Lunga la prima sezione anche se piu' abbordabile delle altre che presentano verticalita' ed esposizioni maggiori.
Le difficolta' maggiori sono dovute soprattutto alla friabilita' della roccia. Non sfruttando appieno gli appoggi per mancanza di fiducia ho ecceduto sull'uso delle braccia stancandomi eccessivamente.
Classificare la ferrata completa di media difficolta' secondo me e' forse un po' poco realistico. Numerosi tratti molto verticali esposti anche se con supporti artificiali non ne diminuiscono le difficolta'.
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+1 #2 Umberto 2015-08-24 20:49
Percorsa il 08/2015 bella piu delle aspettative!!!! i tempi di andata e ritorno della ferrata variano molto da persone a persone, io e ettore partendo dal parcheggio coperto alle 9 tra una foto e l'altra e un video,vedi ettore rossignoli ferrata nasego siamo tornati alla 11.40!.
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+2 #1 Ernesto 2015-07-19 15:33
Percorsa il 07/2015 Bella escursione in un ambiente caratteristico nonostante la relativa quota, facilmente raggiungibile e ben indicato il percorso, il tempo di percorrenza a mio parere è di almeno 3/3.30 ore con un allenamento medio, le 2.15 ore segnalate nella relazione sono, a mio parere, per atleti più che preparati che di sicuro non si fermano un minuto ad osservare il panorama ma procedono in modo spedito.
Se fatta in estate è opportuno essere alla partenza per le ore 6.00, così da evitare un ulteriore fatica dovuta all'innalzamento della temperatura durante il percorso.

P.S. Giunti al cancello chiuso a molla, per la recinzione di animali, proseguire con l'auto fino alla tettoia indicata nella relazione.
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