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Caratteristiche

  • Molto difficile con alcuni passaggi estremamente difficili.
    Ambiente severo.
  • 8.00h di cui 2.45h la ferrata.
  • 500mt di dislivello la sola ferrata per uno sviluppo di 800mt.
  • rifugio Cai Lissone.
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 4.4
Esposizione 4.3
Varietà passaggi 5
Impegno fisico 5
Interesse paesaggistico 4.3
Numero votazioni 64
VALUTAZIONE FERRATA PHOTOGALLERY Relazione PHOTOGALLERY EsternaGOOGLE.MAPS

Via Ferrata E. AROSIO

CORNO di GREVO

BY - VIEFERRATE.IT - 2005

PERCORSO STRADALE

Arrivare a Cedegolo-Bs e deviare, per chi è giunto dal lago d'Iseo, a destra per Andrista, Fresine e dopo circa 15 km Valle superato il quale si arriva tramite stretta e ripida stradina asfaltata (5km) a Malga Lincino in valle Adamè.

AVVICINAMENTO

Prendere il sentiero, per rifugio Cai Lissone,n.15 che parte al di là del torrente Poia e si sviluppa lungo le cosiddette "scale di Adamè": che porta al  -2002mt- in circa 45'. Dal rifugio, dove oltretutto lo scenario è favoloso, proseguire per lo stesso sentiero che porta al Forcellino Rosso -segnavia n.24- fino ad un bivio segnato su una grossa pietra bianca e dove vi si trova a destra l'indicazione per il Forcellino Rosso a sinistra verso il monte roccioso di Grevo e già si intravede la targa bianca in metallo dell'attacco della ferrata. La deviazione a sinistra in effetti porta inizialmente su un sentiero e poi su grosse pietre dove è necessario proseguire a balzi fino a trovare nuovamente una breve traccia di sentiero poco sotto l'attacco della via.

LA FERRATA

La ferrata supera un dislivello di circa 500mt lungo una cresta  che è formata da enormi massi granitici lisci con pochi appigli naturali mentre quelli artificiali sono una decina. All'attacco si incontra subito un bel salto verticale di 3-4mt  con successiva deviazione a destra. Inizia la crestina vera e propria da superare con passaggi su placche a 45° con un certo sforzo di braccia,fortunatamente nonostante la carenza di appigli naturali la roccia,se asciutta,crea buona aderenza con i piedi. Superato il  primo tratto si scende in una breve ansa rocciosa per risalire immediatamente trovandosi ad  affrontare nuovamente una lunga placca inclinata sulla sinistra della cresta . La maggior parte di placche inclinate è terminata ed iniziano i tratti più verticali  che costituiscono la parte destra (nel senso di progressione) della cresta, sono tratti simili tra loro ma la stanchezza inizia a farsi sentire. In una ferrata del genere non poteva mancare un camino  dove è indispensabile non avere uno zaino ingombrante ed al termine del quale a sinistra si trova un passaggio su una stretta cengia molto esposta che porta ad un lungo traverso . Il traverso è reso ancor più impegnativo dalla sua esposizione e dalla presenza di un paio di chiodi di fissaggio del cavo tranciati che rendono quest'ultimo particolarmente "ondeggiante" . Lo si supera comunque assistiti da 2 staffe metalliche che fanno parte di quella decina di appigli artificiali che si trovano complessivamente lungo la via. Il traverso conduce alla base di un lungo ed esposto salto verticale meno impegnativo di quel che sembra . Arrivati a questo traverso si è a circa 3/4 della via e forse è il caso di prendere fiato prima degli ultimi strappi in verticale da superare spesso in aderenza o con un pò di divertente arrampicata come nel caso dell'unico diedro . L'ultimo tratto della ferrata, circa 100mt di cavo,si percorre sulla sinistra della cresta, che a tratti si presenta come una lama di pietra, in aderenza ma praticamente in quota fino ad un ultimo facile salto verticale che porta al termine del cavo - circa 3.00h dall'attacco. Grandiosa la vista sul ghiacciaio dell'Adamello. La ferrata non porta alla cima del Corno di Grevo -2827mt- ma alcune decine di metri più sotto, la salita al Corno tuttavia non è proibitiva è necessario solo un passo sicuro non essendo più attrezzate le roccette.

DISCESA

La discesa inizia 2-3mt più in là rispetto a dove è terminato il cavo. Sulla destra si vede la fune di discesa ancorata ad un grosso masso che scende rapidamente lungo roccette abbastanza insidiose ed instabili per circa 50mt. Terminato il cavo,a sinistra,si superano in discesa 2mt di roccia non attrezzata e ci si "incammina" sempre a sinistra per un ripido canalino di roccette che sembra con vista verso il lago di Malga Bissina ed in circa 20' si giunge sul sentiero che a sinistra porta al rifugio Val di Fumo mentre a destra per il nostro Forcellino Rosso - 2621mt. Qui è d'obbligo una sosta per visitare i resti militari della Prima Guerra Mondiale quando il forcellino era zona di confine e prendere fiato in vista della discesa verso il rifugio,discesa che per i primi 200mt è faticosa ed impegnativa a causa della presenza di una ripida traccia lungo un canale molto franoso mentre poi su facile sentiero riporta al bivio segnalato su pietra ed incontrato alla salita e successivamente al rifugio Cai Lissone - 1.30h dal Forcellino. 

CONSIDERAZIONI

I primi 300mt di cavo sono stati completamente sostituiti all'inizio della stagione 2017 inoltre è stata recentemente rifatta tutta la segnaletica con le classiche "bandierine" bianco-rosse che sono le uniche da seguire se si vuole avere un itinerario certo e sicuro fino al passo di Forcel Rosso.

Commenti   

+1 #45 Luca 2018-09-24 13:16
Percorsa il 23/09/2018 Più che una ferrata nel senso classico del termine, si tratta di una via di arrampicata di media difficoltà su una cresta spettacolare. Necessario sapere usare i piedi in aderenza sull'ottimo granito e non avere problemi con l'esposizione. Utili e consigliate per affrontare al meglio la salita le scarpette da arrampicata, mi hanno permesso di non appendermi praticamente mai al cavo ed godermi le due ore abbondanti di divertente arrampicata.
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+1 #44 Emanuele 2018-09-17 18:57
Percorsa il 16/09/2018. Vista la descrizione, e le recensioni me la aspettavo decisamente più dura. Sicuramente nn per principianti (diventa dura se si usa solo la catena), se si arrampica un pochino è decisamente fattibile. Interessante soprattutto perché percorre tutta la cresta.
Sicuramente territorio interessante x i resti della guerra, per i panorami diciamo che sono soggettivi.
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0 #43 Francesco Rossi i 2018-09-08 19:39
Percorsa il 08/9/2018. Tempo perfetto. Descrizione accurata e pertinente a ciò che poi si riscontra sulla via,con una buona preparazione fisica ci si mette sicuramente meno che 8 ore,resta comunque una ferrata lunga e impegnativa. Guanti categorici vista l’ombra che fino alla parte finale accompagna il percorso(partendo dal rifugio Lissone) che rende roccia umida e il cavo gelido (magari in estate piena questo non accade). Panorama bellissimo,traccia ben evidente. Bella ferrata,sicuramente non da neofiti
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0 #42 Dario Sangalli 2018-08-28 15:30
Percorsa il 22-08-2018.. in compagnia di tre amici credo che la ricorderemo molto bella spettacolare però a metà percorso abbiamo preso un leggera pioggia.. la situazione è decisemante cambiata ,
Le difficoltà ci hanno unito e portato in vetta un grazie ai miei amici Dario 1-M
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0 #41 Dario Fass 2017-12-16 15:21
Percorsa il 09/2017 Mia seconda esperienza in tema di vie ferrate (la prima 10 gg prima, ferrata Santner sul Catenaccio). Posto stupendo e ferrata/escursione decisamente impegnativa. Mi aspettavo una ferrata dura (grazie a questo sito) e dura è stata! Partito alle 7 dal parcheggio sono rientrato alle 13.30. Ho corso sia in salita (avevo promesso a mia moglie che l'avrei fatta solo se avevo qualcuno dietro... avevo paura di arrivare all'attacco tardi) che in discesa (dovevo rientrare presto). Una padre con figlio bresciani mi hanno permesso di mantenere la promessa :-). Ho percorso la ferrata con le scarpette da arrampicata, sono state d'aiuto in numerose occasioni. Senza sarebbe stata davvero dura!!!Nonostante arrampico un po (al tempo in realtà da 5 mesi) ho dovuto mestamente tirare sulla fune in parecchi passaggi (come nel diedro che era parecchio umido). La vista (in una giornata magnifica come quella che ho incontrato) è magnifica. La discesa non è banale!
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0 #40 Lorenzo 2017-08-30 07:13
Fatta il 17/08/2017 partendo da malga Lincino. Alle 9.00 ero in cima dopo aver sudato sette camicie per il caldo e per le difficoltà della ferrata. Veramente tosta e spettacolare. Vista la distanza tra gli ancoraggi un cordino per prusik può tornare utile per superare in sicurezza alcuni passaggi. Nel complesso una gita molto impegnativa.
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+1 #39 Andrea 2017-08-07 07:32
Percorsa il 05/08/2017. Per molti ma non per tutti. Bellissima e panoramica con alcuni punti da fare in aderenza molto esposti, meglio essere abituati. Avere qualche nozione di arrampicata aiuta a fare meno fatica presentando diversi punti nei quali la tentazione di attaccarsi al cavo è forte ma giocandosela un po' si passa lo stesso. Ferrata lunga che presenta proprio fine alcuni dei passaggi più faticosi per cui meglio essere abbastanza allenati per non arrivare cotti alla fine. Il panorama però è meraviglioso e merita ogni singola goccia di sudore versato. Il rientro presenta solo una trentina di metri di cavo per il resto è sentiero per cui arrivati in cima è fatta.
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+7 #38 Jack 2017-08-06 20:39
Percorsa il 08/2017 La grevo è la ferrata x eccellenza!!! niente a vedere con le "pareti" attrezzate come pisetta..mori...ecc..
La grevo ha un attrezzatura molto lasca...i resinati si muovono tutti anche se di recente ristrutturazione! niente vie di uscita e con soli 10 staffe x i piedi e passaggi molto ostici sei sempre in constante esposizione il tutto in un ambiente SEVERISSIMO 2800mt la vetta!!! pensateci bene prima di cimentarvi in questa opera d'arte chiamata ferrata del Grevo!
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0 #37 Roberto 2017-07-31 04:52
Percorsa il 30/7/2017, favolosa, offre una vista per tutto il percorso da sogno, sconsigliata a chi è alle prime armi, passaggi esposti e non alla portata di tutti, ho portato Delle scarpette e devo dire che hanno aiutato molto, specialmente nei pezzi in aderenza! La consiglio a chi cerca una ferrata che abbia qualcosa in più rispetto alle altre.
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+1 #36 Massimo 2017-07-24 15:01
Percorsa il 23/07/2017 Rieccomi sulla ferrata, dopo 15 anni,sempre bellissima,molto esposta con tratti impegnativi e a volte di forza,sicuramente la più difficile e impegnativa della zona, da non sottovalutare,l'ideale è farla con le scarpette,ma fattibile anche con una pedula leggera. PS. i primi 300mt sono stati riattrezzati in modo eccellente,sostituiti cavo e fittoni resinati.
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