Caratteristiche

Media valutazioni

Difficoltà tecniche 2.1
Esposizione 2
Varietà passaggi 2.4
Impegno fisico 3
Interesse paesaggistico 3.6
Numero votazioni 25
VALUTAZIONE FERRATA GOOGLE.MAPS

Sentiero Attrezzato BEPO DE MEDIL

PALA di MESDì

segnalato da GIANMICHELE GOZZI - 2003

Nel 1930 la guida Giuseppe De Silvestro,per molti anni gestore del rifugio Gardeccia,aprì ed attrezzò questo bellissimo itinerario che consente con poca difficoltà di raggiungere il cuore del Larsec con un percorso alternativo al classico Sentiero delle Scalette. Negli anni gli infissi sono stati gravemente danneggiati,soprattutto per la presenza di neve e ghiaccio fino a stagione inoltrata,e non ripristinati in quanto l’itinerario non costituiva una delle mete classiche del gruppo;fino a poco tempo fa gli infissi erano diventati praticamente inservibili e solo da qualche anno le attrezzature sono state rinnovate. L’antico “Sentiero Gardeccia” e ora denominato,in ricordo del suo ideatore,“Sentiero Bepo de Medil” come indicato sul cartello, posto immediatamente sul retro del rifugio Gardeccia,che indica l’inizio del percorso .

PERCORSO STRADALE

Il rifugio Gardeccia (1948mt) è raggiungibile in circa 20' coi minibus che partono da Pera di Fassa in corrispondenza della stazione a valle delle seggiovie del Vajolet (prima corsa alle 7.30 circa,in agosto la frequenza delle corse è ottima ma in alcuni momenti di punta fatica a smaltire rapidamente l'afflusso di escursionisti).

AVVICINAMENTO

Sul retro del rifugio si attraversa immediatamente il devastato letto del rio Soial,quasi sempre asciutto in estate;salendo subito decisamente verso N (a destra si stacca il sentiero del Larsec che porta al passo delle Scalette),si risale la Val Vaiolet mantenendosi sotto i selvaggi dirupi di Larsec; zigzagando tra i prati il sentiero porta alla base di un torrione squadrato (qui,da sinistra,si innesta il sentiero che proviene dai rifugi Vaiolet e Preuss),che si aggira sul retro verso destra per imboccare la conca dominata a sinistra dalla parete SE della Palaccia e a destra dalla cresta O della Pala di Mesdì; su un fondo molto accidentato di massi,rocce rotte e ghiaie si risale la conca,che diventa sempre più angusta fino a diventare uno stretta gola;sulla destra si apre uno stretto e selvaggio canale che risale la cresta O: qui inizia il tratto attrezzato dell’itinerario (1.10h).

LA FERRATA

Si imbocca il canale incontrando quasi subito il cavo metallico; si sale mantenendosi prevalentemente al centro o sulle placche di destra, facendo attenzione alla roccia a tratti piuttosto friabile; non è infrequente,soprattutto ad inizio stagione,la presenza di neve e ghiaccio che potrebbero anche richiedere l’uso di piccozza e ramponi;alcuni passaggi richiedono inoltre qualche dote di arrampicata,soprattutto dove il cavo è un po’ lasco e potrebbe muoversi eccessivamente per effetto delle trazioni di braccia;si raggiunge quindi la base di un diedrino alto 5 metri:lo si risale con bella spaccata per uscire nuovamente alla luce del sole e guadagnare il filo della cresta (fine del tratto attrezzato-30'-1.40h). Da qui si prende la cresta verso sinistra,si sale per facili serpentine,si attraversa un primo passaggio delicato ed un secondo,in corrispondenza di una zona di scure rocce vulcaniche,per oltrepassare il quale occorre chinarsi per passare sotto un soffitto da qui un tratto di facili (ma friabili) roccette conduce ad una caratteristica insellatura dalla quale si vede per la prima volta la Conca del Larsec; si prosegue lungo la cresta,qui costituita da pendii ghiaiosi la cui ripidità si attenua gradualmente,si lascia sulla sinistra un caratteristico dente roccioso e si raggiunge la cima,caratterizzata da una croce di legno che fu piantata il giorno dell’inaugurazione ufficiale del percorso e benedetta da Don Tita Soraruf,uno dei massimi esponenti di sempre dell’alpinismo nel gruppo del Larsec,in memoria dei caduti di tutte le guerre (2758mt-40'-2.20h). Dalla cima e dalla parte terminale della cresta si possono godere meravigliose viste sulla conca del Gartl,sulle Torri del Vaiolet e sul Catinaccio,oltre che spaziare su gran parte delle Dolomiti Fassane.

DISCESA

Per la discesa,si torna indietro fino alla caratteristica insellatura descritta nella salita,e da qui si prende il pendio ghiaioso sulla destra (fianco nord) che,con stretti e ripidi tornanti,porta in pochi minuti alla erbosa Conca del Larsec (l'itinerario di discesa ripercorre la via Normann-Neruda/Wagner del 1885);si prosegue tenendo la destra fino al passo delle Scalette (2348mt-50'-3.10h) e da qui,per l'omonimo sentiero attrezzato (qualche facile roccetta ed un breve tratto di corde metalliche,preceduto da uno strapiombino ben attrezzato con qualche gradino metallico),si raggiunge la fascia dei mughi che,con un lungo traverso a mezza costa lungo la Val Vaiolet conduce nuovamente al rifugio Gardeccia (1949mt-1.30h-4.40h).In alternativa, giunti alla conca del Larsec si può girare a sinistra per raggiunere in breve tempo il passo delle Pope e da qui proseguire per altri itinerari.

CONSIDERAZIONI

Solo un passaggio di primo grado superiore nella salita attrezzata lungo il canalone;attenzione alle rocce friabili (è una caratteristica del Larsec); nel 2003 vi era una totale assenza di neve e ghiaccio nel canalone; i cavi erano nuovi e ben fissati (spesso con anelli attorno a grosse clessidre),presentavano pochissime sfilacciature ma spesso erano un po' laschi (mai,tuttavia,in modo problematico); l'ultimo chiodo sull'intaglio che sbuca sulla cresta era saltato per effetto di un fulmine lasciando pertanto penzolare la fune metallica,e quindi l’ultimo diedrino di 5 metri è stato affrontato senza l'ausilio di attrezzature;informarsi comunque al Gardeccia sullo stato degli infissi e sulle condizioni di innevamento.

Commenti   

0 #9 Filippo Chiozzotto 2016-08-29 09:23
Percorsa il 26/08/2016 nuovamente e questa volta in discesa... Le condizioni della parte alta e del tratto attrezzato sono pressoché invariate, tuttavia il canale di accesso da Gardeccia è completamente franato e risulta alquanto pericoloso... Sconsiglio quindi di intraprendere il percorso...
Citazione
0 #8 Filippo Chiozzotto 2015-01-23 00:00
Percorsa il 11/08/2013 e confermo lo stato precario del cavo, lasco ed in alcuni punti staccato dagli infissi... Non è comunque sfilacciato in modo da rendere pericoloso il suo utilizzo per aiutarsi nella progressione... Per altro, l'unico passaggio veramente ostico è facilitato dalla presenza di un gradino metallico... Non lo considererei tanto un percorso alpinistico, quanto escursionistico per (molto) esperti... Di sicuro non è da considerarsi una ferrata e un po' di esperienza alpinistica non guasta... Il set da ferrata è pressoché inutile, molto più utile eventualmente uno spezzone di corda... Il cartello che indica il sentiero dietro il Rif. Gardeccia è stato abbattuto e cancellato (ma non rimosso?!), tuttavia il percorso rimane segnalato da bolli rossi, evidenti per quanto non recenti... Anche il gestore del rifugio tende a sconsigliare il percorso (lo ha fatto anche con noi) e, considerato il tipo di frequentazione medio del gruppo in questo periodo, non mi sento di dargli torto... Tuttavia si tratta di un'itinerario molto bello e suggestivo, che permette di raggiungere una cima dal panorama eccezionale, in cui la solitudine è a mio modo di vedere un valore aggiunto... Se si è dotati di passo sicuro, merita di essere percorso...
Citazione
0 #7 Michele Caliari 2015-01-23 00:00
Ho ripetuto questa ascensione nel luglio del 2012 dopo ca. 15 anni. Oggi come allora il sentiero viene sconsigliato e questo credo accada a causa del sovraffollamento nel gruppo, anche di escursionisti non esperti. Il sentiero è facile anche se non banale. Ambiente severo. Incontrato nessuno. Bellissima gita. Attenzione a organizzare per tempo il rientro: la conca del Larsec è deserta e sia il Passo delle Pope che le Scalette non sono confortevoli in caso di temporale.
Citazione
0 #6 Dario Brunetti 2015-01-23 00:00
05/08/2011 Che al momento non sia fattibile per le attrezzature in cattivo stato ci può stare,però dal punto di vista tecnico la parte,peraltro molto breve,attrezzata è piuttosto semplice. Il resto sono roccette di I° molto "appoggiate" e piuttosto affannose.Percorsa nel settembre 2010.
Citazione
0 #5 Antonio Giovinazzo 2015-01-23 00:00
30/07/2011 Sconsigliato dal gestore del rifugio Gardeccia e anche da quello del passo Principe. Neve e mal tempo hanno rovinato i cavi e a detta di entrambi è alpinistico non certo una ferrata segnata facile.
Citazione
0 #4 Francesco Sensi 2015-01-23 00:00
Ho percorso il sentiero attrezzato il 9 Agosto 2010, è bellissimo il paesaggio che si puo ammirare mentre si sale lungo il sentiero,Il Catinaccio, le Torri del Vajolet sembra di poterle toccare.Lungo il tragitto ho incontrato solo due persone e questo dovrebbe far capire di essere immersi completamente nella natura.Per tornare ho fatto il passo delle scalette.Attenzione in alcuni punti non è banale: Buone escursioni a tutti.
Citazione
0 #3 Francesco Sensi 2015-01-23 00:00
Bel sentiero attrezzato che con notevole fisico porta in una zona delle Dolomiti, meno frequentata rispetto ai sentieri che salgono verso il Catinaccio.Fatta il 14708/2010, durante tutta l'escursione ho incontrato solo due persone.La mini ferrata tecnicamente non è difficile.Molto bello anche il panorama con vista sul Catinaccio e le Torri del Vajolet da un versante e la spianata dei Larsec dall'Altra. Consigliata a tutti.
Citazione
0 #2 Gabriella Stevani 2015-01-23 00:00
Percorso molto bello e vario da affrontarsi con esperienza alpinistica.Paesaggi sempre diversi e bellissimi.
Citazione
0 #1 Marco Valfrh 2015-01-23 00:00
Il canale da risalire prima del breve tratto ferrato è molto faticoso.Difficile trovare anche il cavo.La ferrata è ridotta ad un breve percorso di 20 minuti,poi una lunga e faticosa risalita per tratti non attrezzati (passi di 1° grado,roccia spesso molto friabile).La vista sulla conca del Gartl è veramente spettacolare, specie sulle Torri.In definitiva, una bella gita panoramica ma faticosa e senza attrattive arrampicatorie.
Citazione

Aggiungi commento