La cittadina di
Valmadrera-Lc,piccolo tempio
dell’alpinismo,presenta,partendo proprio dall’abitato,un
itinerario attrezzato tanto apprezzato dai locali quanto
poco reclamizzato.Si tratta del Sentiero delle Vasche,un
itinerario che riassume le bellezze dell’escursionismo,del
torrentismo e dell’alpinismo,restando sempre nell’ambito
delle difficoltà medio-basse.Il torrente Inferno,che scende
dalle ripide pareti dei monti soprastanti (Corno Birone,Monte
Rai,Monte Prasanto),nel suo corso ha scavato una forra di
sensazionale bellezza,che arriva proprio al limite
dell’abitato di Valmadrera,per la precisione nella frazione
Ceppo.L’itinerario è stato attrezzato solo nei punti
fondamentali e permette di visitare ed ammirare,oltre alle
bellezze della natura,dei giochi d’acqua,delle “vasche”
scavate,anche i resti delle opere dell’uomo che qui avevano
convogliato,creando piccole dighe,l’acqua del torrente
Inferno ad uso della ormai scomparsa filanda di Valmadrera.
AVVICINAMENTO
Dal centro di
Valmadrera,dove conviene
lasciare l’automobile (250mt),salire in direzione di S.
Tomaso.Alla prima curva in salita, invece di proseguire a
destra seguendo le indicazioni per San Tomaso,prendere la
strada a sinistra e seguirla fino ad arrivare in breve alla
frazione di Ceppo (290mt).Cartelli e segnavia indicano il
sentiero che scende sul greto del torrente Inferno.I primi
metri sono abbastanza coperti di vegetazione,ma ben presto
il fondo si fa roccioso e porta all’inizio vero e proprio
dell’itinerario
.
LA FERRATA
Il
percorso arriva alla prima cascata,chiamata Cascada de la
Presun (della Prigione)
,stupendo salto di una
trentina di metri.Qui il sentiero vira a sinistra (destra
idrografica),risalendo a raggiungere il sentiero che arriva
(ben segnalato) dalla chiesa di San Martino.Sempre tenendosi
sulla sinistra (nel senso di marcia),il sentiero torna
presto nel greto del torrente.A destra,sopra la Cascada de
la Presun, troviamo una prima possibilità di lasciare il
Sentiero delle Vasche e salire verso San Tomaso (bolli rossi
e segnavia 3).Segnalato con bolli bianco-rosso-gialli,piccoli
guadi del percorso ci fanno salire ora a destra, ora a
sinistra del corso d’acqua,permettendoci di osservare le
prime vasche, chiamate localmente “I Fopp” (Fopp di Tusann
,Fopp de l’Acqua Marcia
,Fopp Biasin
Fopp Negher
).Un guado un po’ più rocambolesco
(le difficoltà variano, ovviamente,a seconda della portata
d’acqua del torrente),ci porta a salire, aiutati anche da
alcune placchette per i piedi
,verso destra,salendo
prima un traverso reso sicuro da una catena
,poi una
sorta di cengetta ascendente con appoggi ed appigli scavati
nella roccia
.Arriviamo così ai Fopp de la Curva
,Fopp di Vif e Mort
, alla Cascada de la
Scaleta
e, finalmente,al Vascun
,stupenda
pozza che introduce ad una alta cascata,che merita una
visita prolungata per la sua rara bellezza.Sulla
destra, una scalinata in cemento
resa più sicura
da una catena metallica passamano
ed anche da
alcuni parapetti,porta a risalire il lato sinistro
idrografico della cascata, fino a portarsi al di sopra.Qui,a
destra, un sentiero permette di raggiungere in breve San
Tomaso,evitando la seconda e ben più difficile parte del
Sentiero delle Vasche.Il percorso prosegue ora
prevalentemente sulla destra del greto del torrente, con
continue superbe visioni sui giochi d’acqua, sulle pozze e
sulle cascatelle del torrente Inferno
,ma con
difficoltà maggiori: ad una prima traversata un po’ esposta,
assicurata
,fanno seguito un salto verticale di un
paio di metri,assicurato con una catena
,reso
difficile dal fatto che la roccia è molto bagnata;a questo
passaggio “di forza”,fanno seguito altri saltini,talora
attrezzati
,piccoli guadi e traversatine su roccia
che può essere molto viscida,fino al passaggio più “strano”
del percorso,ovvero il superamento di un masso granitico
che,liscio e levigato,viene superato di forza grazie anche a
due provvidenziali staffe e ad una catena
.Il
passo è comunque breve e il percorso, dopo questo piacevole
diversivo, non presenta altre difficoltà:un sentierino,sempre
ben segnalato,si alza sulla destra (nel senso della salita)
e,costeggiando il torrente,passando per una cengia
assicurata
,arriva ben presto ad uscire dalla
forra,arrivando al suo sbocco naturale nei pressi della
località chiamata Taja Sass,623mt
(un grosso masso
erratico un tempo usato per ricavare lastre di pietra
pregiata),dove il Sentiero delle Vasche ha termine.
DISCESA
Dal
Taja Sass,prendendo verso destra (nel senso di marcia),in
pochi minuti si raggiunge la località di San Tomaso ed il
Ristoro OSA e da qui, in una mezz’ora,si scende alla Cappelletta VARS e,successivamente,per strada asfaltata,in
breve, al centro ed al parcheggio. Volendo,è possibile
prendere il sentiero che va a sinistra e traversare a mezza
costa seguendo le indicazioni per San Martino,passando così
dal santuario prima di tornare all’auto.In ambedue i casi
calcolare meno di un’ora per la discesa.
CONSIDERAZIONI
Per la bellezza del posto la prima parte del Sentiero delle Vasche è
consigliabile e percorribile da tutti,compresi i bambini,
che potranno così fare le prime esperienze su sentieri
attrezzati facili e divertirsi senza pericoli vicino al
torrente.La seconda parte,per quanto
semplice,presenta, invece,alcuni brevi tratti in esposizione
ed alcuni passaggi di forza.In ogni caso,per quanto il
Sentiero sia nel suo complesso da valutare come “facile”,può
presentare difficoltà che variano a seconda della portata
d’acqua del momento,per cui sarà bene osservare il grado di
“bagnato” all’inizio del percorso.Fatto in condizioni
ottimali,comunque,resta un piacevolissimo passatempo da tre
ore,al fresco della forra ed ottimo per introdurre i neofiti
al mondo degli itinerari attrezzati.