AVVICINAMENTO
Raggiunto
l'abitato di Mori-Tn,borgata ubicata a 7 km da
Rovereto,sulla strada statale 240 che collega la Valle
dell'Adige con il Lago di Garda. (a 5 min. dal casello di
Rovereto Sud dell'autostrada A22 del Brennero) è possibile
parcheggiare nel comodo ed ampio parcheggio costeggiante la
statale stessa e raggiungere a piedi,attraversando il
vecchio borgo,la chiesetta di Monte Albano da dove un breve
sentiero ci porta all'attacco di questa impegnativa ferrata
.Nel
punto dell'attacco vi è un piccolo spiazzo con panca in
legno dove indossare le imbragature ma sopratutto è
consigliabile indossare subito se non addirittura prima
ancora il casco in quanto ci si accorgerà poi che lo
sviluppo della via porta gli escursionisti proprio sopra la
zona in questione ed una eventuale caduta accidentale di
oggetti o sassi potrebbe avere gravi conseguenze per chi si
prepara a partire!!.
LA FERRATA
L'inizio è da subito molto impegnativo in quanto bisogna
superare un salto di roccia levigata senza fune tranne un
chiodo posizionato abbastanza in alto ed in posizione
scomoda infatti,nonostante la targa metallica indichi
l'inizio della ferrata
,la
fune si trova in realtà qualche metro più su per dare fin
dall'inizio un segnale di difficoltà di questa via.Dopo
avere superato questa difficoltà iniziale si traversa prima
a destra
poi a sinistra per raggiungere un impegnativo camino
oltre il quale è possibile,in caso di necessità,lasciare la
ferrata e ritornare tramite un breve sentiero sulla destra
.Continuando
si incontra sulla sinistra una bella placca verticale
attrezzata solo inizialmente con staffette metalliche per i
piedi
mentre piegando successivamente sulla destra si affronta un
traverso di media lunghezza (Traverso del Gufo)
molto esposto e con attrezzatura metallica al minimo tanto
da poter ritenere questi uno dei punti più difficili della
ferrata dove è richiesta notevole resistenza nelle braccia
anche a causa della roccia estremamente
levigata,caratteristica questa che accompagna in quasi tutta
la via.Al termine del traverso in questione 2-3 staffe
portano immediatamente alla base di un lungo tratto
particolarmente verticale che nonostante sia in parte
anch'esso attrezzato con staffe metalliche
è caratterizzato da alcuni passaggi impegnativi e richiede
un certo sforzo di braccia.Superiamo questi metri esposto e
verticali fino a raggiungere,con deviazione a sinistra,un
breve e facile traverso dove la roccia permette
eventualmente anche di sostare in attesa di aggirare con
attenzione l'esposto spigolo
comunque ben supportati da alcuni pioli
in direzione di un nuovo tratto verticale
anch'esso da non sottovalutare
pur con un comodo supporto iniziale rappresentato da una
larga piastra metallica orizzontale dalla quale si nota la
perpendicolarità rispetto al punto d'attacco della via
.Pochi
metri e nuovamente in diagonale verso sinistra con
progressione non particolarmente impegnativa
in direzione di un secondo facile spigolo
superato il quale,dopo alcuni metri,si raggiunge finalmente
una lunga e larga cengia che invita sicuramente ad una sosta
ristoratrice.La ripartenza è da subito impegnativa in quanto
la placca risulta particolarmente levigata e scivolosa con
scarsi appoggi sulla roccia specie nella parte alta,quindi è
necessario procedere con cautela cercando l'aderenza con gli
scarponi
nonostante la presenza di alcuni pioli metallici nel tratto
centrale;dopo circa 6-7mt si giunge su una brevissima
crestina
e si prosegue tra alcuni massi in orizzontale in direzione
di una lunga cengia
"spezzata" dal terzo ed ultimo spigolo della via,non
difficile,ma prestando comunque cautela vista l'estrema
esposizione che dà quasi la sensazione di "volare"
sull'abitato di Mori.Pochi metri in salita in diagonale
verso sinistra e ci si porta al libro delle firme dove però
la via non è ancora terminata anzi,immediatamente un tratto
particolarmente verticale e con attacco impegnativo
mette a dura prova le braccia specialmente ai non
allenati;la fessura porta in un lungo diedro
attrezzato con molti pioli
.Nonostante
la verticalità,quest'ultimo tratto non è particolarmente
impegnativo ma la stanchezza si fà ormai sentire quindi al
termine è il caso di riposare presso un piccolo "balconcino"
prima di affrontare gli ultimi metri della via anch'essi ben
attrezzati stavolta con comode staffe ma la
roccia,nuovamente lucida e levigata
,rende
particolarmente precaria l'aderenza quindi è richiesto
sicuramente un ultimo sforzo di braccia prima della piccola
balconata recintata
a circa 600mt slm.
DISCESA
La La discesa (ben segnalata) è lungo tranquillo sentiero
765 a sinistra -30'- mentre a destra vi è il sentiero
attrezzato 765bis
che inizialmente supera un esposto traverso
assolutamente non banale
ma finalmente con roccia non levigata,poi in leggera
discesa con cavo come scorrimano
e per finire il tratto verticale ma ben gradinato
.Dopo
circa 20' si procede per un breve tratto sopra alcuni
massi,poi lungo facile sentiero nel bosco direttamente al
punto d'inizio dove si può sostare nello spiazzo erboso
attorno alla Chiesetta;40' dal termine della via ferrata.
CONSIDERAZIONI
Nelle giornate estive l'esposizione solare è notevole.Nel
complesso risulta tecnicamente più impegnativa la prima metà
della via rispetto alla seconda anche se poi la minor
difficoltà può venir "compensata" negativamente
dall'eventuale stanchezza nelle braccia.