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Caratteristiche

  • Molto difficile  con alcuni passaggi estremamente difficili,meno impegnativa la seconda metà.
  • 2.00h ca. la ferrata mentre in discesa 30' il sentiero od in alternativa 40' il rientro attrezzato.
  • 200mt la sola ferrata con uno sviluppo di circa 550mt.
  • abitato di Mori
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 4.6
Esposizione 4.9
Varietà passaggi 4
Impegno fisico 2.7
Interesse paesaggistico 1
Numero votazioni 64
VALUTAZIONE FERRATA LEGGI I COMMENTIGOOGLE.MAPS

Via Ferrata OTTORINO MARANGONI

MONTE ALBANO

BY - VIEFERRATE.IT - 2006

AVVICINAMENTO

Raggiunto l'abitato di Mori-Tn,borgata ubicata a 7 km da Rovereto,sulla strada statale 240 che collega la Valle dell'Adige con il Lago di Garda. (a 5 min. dal casello di Rovereto Sud dell'autostrada A22 del Brennero) è possibile parcheggiare nel comodo ed ampio parcheggio costeggiante la statale stessa e raggiungere a piedi,attraversando il vecchio borgo,la chiesetta di Monte Albano da dove un breve sentiero ci porta all'attacco di questa impegnativa ferrata . Nel punto dell'attacco vi è un piccolo spiazzo con panca in legno dove indossare le imbragature ma sopratutto è consigliabile indossare subito se non addirittura prima ancora il casco in quanto ci si accorgerà poi che lo sviluppo della via porta gli escursionisti proprio sopra la zona in questione ed una eventuale caduta accidentale di oggetti o sassi potrebbe avere gravi conseguenze per chi si prepara a partire!!.

LA FERRATA

L'inizio è da subito molto impegnativo in quanto bisogna superare un salto di roccia levigata senza fune tranne un chiodo posizionato abbastanza in alto ed in posizione scomoda infatti,nonostante la targa metallica indichi l'inizio della ferrata  ,la fune si trova in realtà qualche metro più su per dare fin dall'inizio un segnale di difficoltà di questa via.Dopo avere superato questa difficoltà iniziale si traversa prima a destra  poi a sinistra per raggiungere un impegnativo camino  oltre il quale è possibile,in caso di necessità,lasciare la ferrata e ritornare tramite un breve sentiero sulla destra . Continuando si incontra sulla sinistra una bella placca verticale   attrezzata solo inizialmente con staffette metalliche per i piedi  mentre piegando successivamente sulla destra si affronta un traverso di media lunghezza (Traverso del Gufo)   molto esposto e con attrezzatura metallica al minimo tanto da poter ritenere questi uno dei punti più difficili della ferrata dove è richiesta notevole resistenza nelle braccia anche a causa della roccia estremamente levigata,caratteristica questa che accompagna in quasi tutta la via. Al termine del traverso in questione 2-3 staffe portano immediatamente alla base di un lungo tratto particolarmente verticale che nonostante sia in parte anch'esso attrezzato con staffe metalliche  è caratterizzato da alcuni passaggi impegnativi e richiede un certo sforzo di braccia. Superiamo questi metri esposto e verticali fino a raggiungere,con deviazione a sinistra,un breve e facile traverso dove la roccia permette eventualmente anche di sostare in attesa di aggirare con attenzione l'esposto spigolo  comunque ben supportati da alcuni pioli   in direzione di un nuovo tratto verticale anch'esso da non sottovalutare  pur con un comodo supporto iniziale rappresentato da una larga piastra metallica orizzontale dalla quale si nota la perpendicolarità rispetto al punto d'attacco della via . Pochi metri e nuovamente in diagonale verso sinistra con progressione non particolarmente impegnativa  in direzione di un secondo facile spigolo  superato il quale,dopo alcuni metri,si raggiunge finalmente una lunga e larga cengia che invita sicuramente ad una sosta ristoratrice. La ripartenza è da subito impegnativa in quanto la placca risulta particolarmente levigata e scivolosa con scarsi appoggi sulla roccia specie nella parte alta,quindi è necessario procedere con cautela cercando l'aderenza con gli scarponi   nonostante la presenza di alcuni pioli metallici nel tratto centrale; dopo circa 6-7mt si giunge su una brevissima crestina  e si prosegue tra alcuni massi in orizzontale in direzione di una lunga cengia    "spezzata" dal terzo ed ultimo spigolo della via,non difficile,ma prestando comunque cautela vista l'estrema esposizione che dà quasi la sensazione di "volare" sull'abitato di Mori. Pochi metri in salita in diagonale verso sinistra e ci si porta al libro delle firme dove però la via non è ancora terminata anzi,immediatamente un tratto particolarmente verticale e con attacco impegnativo  mette a dura prova le braccia specialmente ai non allenati; la fessura porta in un lungo diedro  attrezzato con molti pioli . Nonostante la verticalità,quest'ultimo tratto non è particolarmente impegnativo ma la stanchezza si fà ormai sentire quindi al termine è il caso di riposare presso un piccolo "balconcino"  prima di affrontare gli ultimi metri della via anch'essi ben attrezzati stavolta con comode staffe ma la roccia,nuovamente lucida e levigata  ,rende particolarmente precaria l'aderenza quindi è richiesto sicuramente un ultimo sforzo di braccia prima della piccola balconata recintata  a circa 600mt.

DISCESA

La discesa (ben segnalata) è lungo tranquillo sentiero 765 a sinistra -30'- mentre a destra vi è il sentiero attrezzato 765bis  che inizialmente supera un esposto traverso assolutamente non banale  ma finalmente con roccia non levigata,poi in leggera discesa con cavo come scorrimano  e per finire il tratto verticale ma ben gradinato  . Dopo circa 20' si procede per un breve tratto sopra alcuni massi,poi lungo facile sentiero nel bosco direttamente al punto d'inizio dove si può sostare nello spiazzo erboso attorno alla Chiesetta; 40' dal termine della via ferrata.

CONSIDERAZIONI

Nelle giornate estive l'esposizione solare è notevole. Nel complesso risulta tecnicamente più impegnativa la prima metà della via rispetto alla seconda anche se poi la minor difficoltà può venir "compensata" negativamente dall'eventuale stanchezza nelle braccia.