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Tempo di percorrenza
Moderatamente difficile con un tratto un pò più impegnativo; lunghi tratti in arrampicata libera (I° grado e uno breve di II°).
Tempo di percorrenza
-dall'Alpe di Siusi al rifugio Tires 2.00h
-da Bagni di Lavinia Bianca al rifugio Tires 3.00h
-il solo percorso attrezzato 2.00h.
Dislivello
dal rifugio Tires alla cima 220mt ca.
Punto di appoggio
-rifugio Alpe di Tires
-rifugio Bolzano
Punto di appoggio
0471-704270
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Titolo
 

VIA FERRATA MAXIMILIAN


DENTI di TERRAROSSA

segnalataci da STEFANO BENEDINI-Ottobre 2011
 
 

Ferrata, che unisce il rifugio Alpe di Tires con l’altipiano dello Sciliar passando prima per il Dente di Terrarossa e poi dalla cima di Terrarosa uniti da un’affilata cresta, è uno splendido percorso con panoramiche vedute sul gruppo del Catinaccio. Questo percorso non sarà particolarmente gradito ai ferratisti puri, in quanto è attrezzato piuttosto scarnamente e richiede disinvoltura su terreni esposti ma non attrezzati. Va però detto che l’escursionista ben preparato non troverà grandi difficoltà e si potrà godere questa appagante attraversata.

PERCORSO STRADALE


1- Proveniendo da nord,uscita autostrada A22 Chiusa - Altipiano dello Sciliar/Alpe di Siusi, SS12 fino Ponte Gardena poi direzione Castelrotto; con provenienza da sud,uscita autostrada A22 Bolzano nord - Altipiano dello Sciliar/Alpe di Siusi, SS12 fino a Prato Isarco poi direzione Alpe di Siusi. Per l`accesso all´Alpe di Siusi serve un`apposito permesso di transito.

2- Arrivo a Bolzano nord uscita autostrada oppure lungo la strada statale. Da qui proseguire in direzione nord seguendo le indicazioni per Tires. Arrivo a Tires in ca. 20 minuti.

AVVICINAMENTO

Il rifugio Alpe di Tires -2441mt- può essere sostanzialmente raggiunto in due modi:

1- dall’Alpe di Siusi,in poco meno di 2.00h, attraverso la forcella di Terra Rossa-2490mt. Attenzione alla strada di accesso all’Alpe,che è chiusa al traffico dalle ore 9.00 alle 17.00. Nell'orario di chiusura si può salire in funivia o con bus.

2- da Bagni di Lavinia Bianca-1180mt, attraverso la valle del Ciamin ( una delle più suggestive e selvagge valli dell’Alto Adige) in 3.00h. Questo avvicinamento è più lungo e faticoso e porta ad un giro di circa 9-10 ore però il paesaggio visto è molto appagante. Nel tratto chiamato "Buco dell’Orso", poco prima del rifugio Tires, ci sono alcuni punti attrezzati ma di banale difficoltà. Dal rifugio Tires è ben visibile il canale che ci permetterà di raggiungere il Dente di Terrarossa . Per facile sentiero in circa dieci minuti dal rifugio si è all’attacco della ferrata .

LA FERRATA

Si comincia per facili roccette attrezzate che in breve tempo ci portano a risalire il ripido canale sotto la cima. Attenzione a non smuovere sassi nel canale. Le attrezzature nello stesso sono discontinue ma in ogni caso facili. In breve si sbuca ad una forcella con splendida vista sull’Alpe di Siusi. Da qui si rimonta il fianco della montagna ogni tanto agevolati dalla fune metallica e in breve si giunge in cima al Dente di Terrarosa -2653mt- (30 minuti dall’attacco) splendido panorama sul Sassolungo e su tutto il percorso della ferrata ancora da compiere,che da questa postazione privilegiata mette in risalto la cresta affilata che andremo a percorrere. Da qui si scende per poco tempo fino a passare sotto ad un singolare passaggio a mo’ di "portone nella roccia" . A breve distanza ci troviamo a percorrere,in discesa,una paretina attrezzata abbastanza esposta e ripida . La corda è poco tesa ma gli appoggi per mani e piedi non mancano; ovvio che chi non è abituato ad affrontare percorsi attrezzati in discesa a prima vista potrebbe trovarsi intimorito; ma come detto scendendo gli appigli non mancano. Passato questo divertente passaggio le corde finiscono e per l’intero tratto di cresta non le incontreremo più. Ora si prosegue appunto per la cresta a tratti molto stretta passando a volte a sinistra a volte a destra di spuntoni di roccia . In alcuni punti il crinale della cresta ricade bello a picco sulla valle. Numerosi passaggi in libera di I° grado in questo tratto; però se si ha dimestichezza il percorso è molto divertente ed appagante. Circa a metà ci troviamo di fronte al punto chiave del percorso: la discesa di un camino. E’ un salto ripido di circa 2 metri e mezzo. Da sopra può incutere timore ma un volta girati e facendo contrapposizione con le braccia sui due lati del camino stesso si notano molti appigli. L’unico aiuto è una vecchia corda di canapa ancorata alla parete (questo passaggio è di II° grado). Dopo questo punto si prosegue ancora per la cresta ,in continuo saliscendi,incontrando sempre qualche breve e facile passo in arrampicata libera. Giunti alla forcella sotto la cima di Terrarossa (nostra prossima tappa) c’è la possibilità di abbandonare il nostro percorso scendendo verso sinistra per ripido canale e tornare sul sentiero che collega il rifugio Tires al rifugio Bolzano (si giunge all'innesto del sentiero del "Buco dell’Orso"). Ora in risalita,a tratti attrezzata,si raggiunge la cresta della cima Terrarossa e per gli ultimi gradoni attrezzati si giunge quasi in cima (targa fine ferrata o inizio in senso opposto); in breve si raggiunge la cima con panorama gradevolissimo (2.00h ca. da rifugio Alpe di Tires) .

DISCESA

Dalla cima per facile sentiero,in circa 10 minuti,si giunge al bivio col frequentatissimo sentiero che collega i due rifugi dell’altipiano. Per rientrare all’Alpe di Siusi si prosegue in direzione rifugio Bolzano; poco prima dello stesso si gira a destra sul sentiero dei turisti che in meno di due ore vi riporterà all’Alpe. Per tornare ai Bagni di Lavina Bianca,invece,si va fino al rifugio Bolzano da dove si prende il sentiero n.2 che attraverso la ripida ma suggestiva valle dell’Orsara riporta alla macchina (dalla cima 3.30-4.00h). Oppure al bivio si va a sinistra (direzione Tires) e in circa 20 minuti si raggiunge il bivio del sentiero di salita del mattino (Buco dell’Orso).

CONSIDERAZIONI

La parte attrezzata della ferrata non presenta grandi difficoltà tecniche a parte nel tratto di discesa dal Dente di Terrarossa (più impegnativo ma corto). L’esposizione lungo la cresta non attrezzata,a tratti è notevole ma non deve intimorire troppo. Per diminuire le difficoltà oggettive si può percorrere il sentiero Maximilian al rovescio,così si percorrerà il caminetto e la paretina in salita.

 

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