AVVICINAMENTO
La ferrata
Campanili del Latemar permette una bella avventura in un
gruppo montuoso per gran parte ancora poco noto agli
escursionisti e ai ferratisti.Si parte dal paese di
Obereggen (1550mt) dove prendiamo la comoda seggiovia che
conduce a Oberholz (2090mt).Dalla stazione di arrivo
seguiamo il sentiero (segnavia n. 18) che sale dapprima con
tornanti,quindi in ambiente roccioso,alla Forcella dei
Camosci (nei giorni limpidi splendida visione delle Alpi
Centrali).Il sentiero non presenta particolari difficoltà ad
eccezione del canalino che permette l’accesso al
passo,comunque attrezzato con funi metalliche.Dalla Forcella
dei Camosci (2620mt-2.00h) dalla partenza-osserviamo verso
nord la cresta principale del gruppo del Latemar.Prendiamo
il sentiero che punta in questa direzione scendendo
brevemente nel selvaggio altipiano carsico della Valsorda
(2530mt),ignorando così il tracciato che dalla forcella
conduce verso sud al rifugio Torre di Pisa.Raggiunto il
bivio nel brullo altipiano saliamo a sinistra alla
pronunciata Forcella dei Campanili (2590mt–50' dalla
forcella-2,50h dalla partenza) dove per la prima volta
possiamo affacciarci sul versante nord del Latemar.
LA FERRATA
Indossata
l’imbragatura affrontiamo in salita obliqua la parete gialla
sulla destra;si prosegue con funi quasi orizzontali che
lasciano spazio a lunghi tratti di sentiero normale.Il
tracciato per cenge viene interrotto da due marcate forcelle
che vengono discese e risalite con l’ausilio di funi
fisse.Si prosegue per il pendio roccioso,quindi per larghe
cenge attrezzate con funi d’acciaio (troppo lente e
lunghe-estate 2003) fino al bordo di un ultimo
impressionante appicco che viene disceso per mezzo di una
lunga e verticale scala di ferro assai esposta.Si risale in
breve sulla ripida paretina soprastante per poi discendere
definitivamente,con le ultime funi d’acciaio della
ferrata,alla Forcella Grande,in coincidenza della quale
sorge il bivacco Mario Rigatti (2620mt-1.20h dall’inizio
della ferrata-4.15h dalla partenza).
DISCESA
Tolta l’imbragatura,per rientrare nel
modo più rapido,scendiamo per pochi minuti nel ghiaione
sotto la Forcella sino a individuare i segnavia che in breve
risalita a destra ci portano a traversare lungamente al di
sotto del tracciato della ferrata.Su sentiero normale
(segnavia n.18) si riguadagna il bivio nella conca di
Valsorda.Il sentiero prosegue ora seguendo a ritroso il
tracciato dell’andata,transitando quindi per la Forcella dei
Camosci e scendendo rapidamente fino alla stazione d’arrivo
della funivia (Oberholz).
CONSIDERAZIONI
Occorre osservare che l’intero percorso è
esposto a mezzogiorno quindi,nonostante la quota elevata,può
essere molto caldo nelle giornate estive più serene.Da
rilevare anche la totale assenza d’acqua sull’intero
percorso:occorre quindi partire con una buona scorta.Il
tracciato,se paragonato con altre ferrate delle
Dolomiti,risulta assai impervio,probabilmente per la lunga
marcia necessaria per raggiungere l’attacco.Non crediamo
quindi che potrà mai divenire un percorso molto popolare.Il
percorso come da noi proposto è l’unico infatti che permetta
la percorrenza della ferrata in un solo giorno senza dover
forzare eccessivamente con i tempi.Abbiamo purtroppo
rilevato (agosto 2004) il pessimo stato degli infissi in
alcuni punti posizionati troppo in basso rispetto a dove
necessario;si osservano inoltre lunghi tratti di fune
(8-10metri) privi di ancoraggi intermedi rendendo così
illusoria l’autoassicurazione.Tra i pregi della via,occorre
osservare che il tratto attrezzato non è troppo
lungo.Davvero spettacolari gli scorci verso nord offerti
dalle numerose forcelle che caratterizzano la ferrata.Nel
complesso una ferrata a prevalente sviluppo orizzontale (il
dislivello coperto dalla ferrata è quasi nullo),tecnicamente
di moderata difficoltà anche se a tratti piuttosto
esposta.La consigliamo anche a ferratisti con poca
esperienza.Più importante della tecnica è,in questo
percorso,la resistenza fisica al cammino,nel complesso
piuttosto lungo.
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