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Tempo di percorrenza
Moderatamente difficile.
Tempo di percorrenza
In tutto 6-7.00h di cammino delle quali 1.20h di sola ferrata.
Dislivello
Escursione in quota.
Punto di appoggio
-rifugio Torre di Pisa
-bivacco M.Rigatti
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Difficoltà tecniche 1.6
Esposizione 2.3
Varietà passaggi 2
Impegno fisico 3.2
Interesse paesaggistico 4.1
Numero votazioni 12
 
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Titolo
 

VIA FERRATA DEL LATEMAR


CAMPANILI del LATEMAR

segnalataci da DAVIDE & RUBEN ONOFRI-Agosto 2004
 
 

AVVICINAMENTO

La ferrata Campanili del Latemar permette una bella avventura in un gruppo montuoso per gran parte ancora poco noto agli escursionisti e ai ferratisti.Si parte dal paese di Obereggen (1550mt) dove prendiamo la comoda seggiovia che conduce a Oberholz (2090mt).Dalla stazione di arrivo seguiamo il sentiero (segnavia n. 18) che sale dapprima con tornanti,quindi in ambiente roccioso,alla Forcella dei Camosci (nei giorni limpidi splendida visione delle Alpi Centrali).Il sentiero non presenta particolari difficoltà ad eccezione del canalino che permette l’accesso al passo,comunque attrezzato con funi metalliche.Dalla Forcella dei Camosci (2620mt-2.00h) dalla partenza-osserviamo verso nord la cresta principale del gruppo del Latemar.Prendiamo il sentiero che punta in questa direzione scendendo brevemente nel selvaggio altipiano carsico della Valsorda (2530mt),ignorando così il tracciato che dalla forcella conduce verso sud al rifugio Torre di Pisa.Raggiunto il bivio nel brullo altipiano saliamo a sinistra alla pronunciata Forcella dei Campanili (2590mt–50' dalla forcella-2,50h dalla partenza) dove per la prima volta possiamo affacciarci sul versante nord del Latemar.  

LA FERRATA

Indossata l’imbragatura affrontiamo in salita obliqua la parete gialla sulla destra;si prosegue con funi quasi orizzontali che lasciano spazio a lunghi tratti di sentiero normale.Il tracciato per cenge viene interrotto da due marcate forcelle che vengono discese e risalite con l’ausilio di funi fisse.Si prosegue per il pendio roccioso,quindi per larghe cenge attrezzate con funi d’acciaio (troppo lente e lunghe-estate 2003) fino al bordo di un ultimo impressionante appicco che viene disceso per mezzo di una lunga e verticale scala di ferro assai esposta.Si risale in breve sulla ripida paretina soprastante per poi discendere definitivamente,con le ultime funi d’acciaio della ferrata,alla Forcella Grande,in coincidenza della quale sorge il bivacco Mario Rigatti (2620mt-1.20h dall’inizio della ferrata-4.15h dalla partenza).

DISCESA

Tolta l’imbragatura,per rientrare nel modo più rapido,scendiamo per pochi minuti nel ghiaione sotto la Forcella sino a individuare i segnavia che in breve risalita a destra ci portano a traversare lungamente al di sotto del tracciato della ferrata.Su sentiero normale (segnavia n.18) si riguadagna il bivio nella conca di Valsorda.Il sentiero prosegue ora seguendo a ritroso il tracciato dell’andata,transitando quindi per la Forcella dei Camosci e scendendo rapidamente fino alla stazione d’arrivo della funivia (Oberholz).

CONSIDERAZIONI

Occorre osservare che l’intero percorso è esposto a mezzogiorno quindi,nonostante la quota elevata,può essere molto caldo nelle giornate estive più serene.Da rilevare anche la totale assenza d’acqua sull’intero percorso:occorre quindi partire con una buona scorta.Il tracciato,se paragonato con altre ferrate delle Dolomiti,risulta assai impervio,probabilmente per la lunga marcia necessaria per raggiungere l’attacco.Non crediamo quindi che potrà mai divenire un percorso molto popolare.Il percorso come da noi proposto è l’unico infatti che permetta la percorrenza della ferrata in un solo giorno senza dover forzare eccessivamente con i tempi.Abbiamo purtroppo rilevato (agosto 2004) il pessimo stato degli infissi in alcuni punti posizionati troppo in basso rispetto a dove necessario;si osservano inoltre lunghi tratti di fune (8-10metri) privi di ancoraggi intermedi rendendo così illusoria l’autoassicurazione.Tra i pregi della via,occorre osservare che il tratto attrezzato non è troppo lungo.Davvero spettacolari gli scorci verso nord offerti dalle numerose forcelle che caratterizzano la ferrata.Nel complesso una ferrata a prevalente sviluppo orizzontale (il dislivello coperto dalla ferrata è quasi nullo),tecnicamente di moderata difficoltà anche se a tratti piuttosto esposta.La consigliamo anche a ferratisti con poca esperienza.Più importante della tecnica è,in questo percorso,la resistenza fisica al cammino,nel complesso piuttosto lungo.

 

 

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