PERCORSO STRADALE
Da
Lecco
prendere la strada per la Valsassina,giunti nel
comune di Ballabio,prendere la deviazione a sinistra per il
Pian dei
Resinelli
a 1280 metri (ampio parcheggio).
AVVICINAMENTO
Lasciata l’auto raggiungere a piedi il rifugio Porta posto a
1426mt,seguendo le numerose indicazioni.Descrizione del
percorso:alle spalle del rifugio Porta si prende il sentiero
(segnavia n.8) che attraversa il Bosco Giulia.Usciti dal
bosco si risale un pendio giungendo ad un bivio;ignorare la
traccia in salita che sulla destra porta alla Cresta
Cermenati e raggiunge la cima della Grignetta (via
normale).Si prende invece il sentiero a sinistra
(indicazioni) portandosi all’imbocco del Canalone Caimi.
Dalla base del canalone proseguire verso ovest lungo
l’evidente sentiero che risale una ripida costa erbosa.La
vista spazia ad occidente sul lago di Como e sul massiccio
del Monte Rosa.La traccia si fa più ripida e,in circa
30',porta a quota 1700mt ad una parete verticale attrezzata
con catene.Qui inizia il sentiero della Direttissima.
LA FERRATA
Indossato il casco (ed eventualmente
imbrago e kit da ferrata),risalire la parete in arrampicata
anche senza l’ausilio delle catene (questo vale per l’intero
itinerario,i più bravi potranno cimentarsi in questa
scommessa: percorrere tutto il giro senza utilizzare appigli
e appoggi artificiali,sempre con un occhio alla vostra
incolumità,mi raccomando!).Si giunge ad un traverso che
porta ad un evidente camino lungo quale ci si cala nel
sottostante canale detritico del Caminetto Pagani *.Eccoci
ora al secondo traverso molto esposto e reso ancora più
impegnativo dalla presenza di un paio di chiodi di fissaggio
del cavo tranciati che rendono quest'ultimo particolarmente
"ondeggiante"
.Con
l’aiuto di due scale metalliche si supera il passaggio del
Caminetto Pagani.Eccoci ora al secondo traverso molto
esposto e reso ancora più impegnativo dalla presenza di un
paio di chiodi di fissaggio del cavo tranciati che rendono
quest'ultimo particolarmente "ondeggiante"
.Attenzione,i
più robusti potrebbero rimanere incastrati nello stretto
intaglio roccioso! Oltre questo suggestivo passaggio,il
sentiero scende verso sinistra per proseguire poi lungo la
cengetta Ferrari a destra a guadagnare una sella.Il
percorso,da questo tratto in poi,è stato attrezzato
nell’estate del 2002 con una fune metallica con guaina in
gomma,che ha sostituito le vecchie catene.In questo
tratto,porre attenzione in caso di neve o gelo.Dopo la sella
il panorama si apre sulle innumerevoli torri e guglie
calcaree,che hanno reso celebre la Grignetta,lungo le quali
si snodano le più belle ed ardite via di arrampicata di
tutto il gruppo.Si cala ancora per portarsi,con una serie di
saliscendi attrezzati,al largo Canalone dei Piccioni*,oltre
il quale si sale alla Selletta del Campaniletto.Di fronte si
innalza il gruppo del Fungo, con le celebri guglie della
Lancia,Torre,Fungo,Campaniletto e Portineria.Si prosegue ora
in piano fino a raggiungere il Canalone di VaI Tesa.Da
questo punto è possibile
effettuare una deviazione di circa un
ora,seguendo il sentiero Giorgio fino al Colle Garibaldi e
quindi al rifugio Rosalba.Da qui si ritorna poi al Colle
Garibaldi e successivamente al Colle Valsecchi (vedi
cartina).Il nostro percorso prosegue invece sulla destra
(segnavia n.11,indicazioni Alta via delle Grigne) lungo
l’evidente canale roccioso, proseguimento del canalone di
Val Tesa,denominato Canalone dell’Angelina.Si prende a
salire lungo placche rocciose e facili paretine con
divertente arrampicata, fino ad incrociare a quota 1850mt
circa,il sentiero Cecilia.Vale la pena a questo punto
soffermarsi ad ammirare il lavoro di madre natura.Dalla cima
del canale,girandosi verso valle,abbiamo alla nostra destra
i due capolavori di pietra della Guglia Angelina e dell’Ago
Teresita, quest’ultimo ardito indice di roccia puntato verso
il cielo
.Sul
fondo del canale si staglia contro il verde dei boschi
sottostanti,il gruppo del Fungo
.Alle
nostre spalle abbiamo la cresta Segantini il cui dentellato
profilo è ben visibile anche dalla pianura lombarda.A questo
punto si prosegue verso sinistra fino ad un evidente
intaglio e da qui si scende compiendo un delicato traverso
verso destra (attenzione in caso di neve) fino a raggiungere
le rocce basali della Cresta Segantini a quota 1900mt
circa.Siamo nei pressi del Colle Valsecchi.In direzione
Nord,appare ora la tetra e poco invitante val Scarettone,che
percorreremo fino a raggiungere la cresta che congiunge le
due Grigne.Si scende quindi per un canale che conduce ad una
cengia attrezzata con catene.Si risale un serie di camini
successivi,tutti ottimamente attrezzati nei punti più
esposti,e si scende nuovamente fino a raggiungere il fondo
detritico della Val Scarettone*.Seguendo i vari bolli rossi
e le frecce dipinte si prosegue sino a raggiungere una
evidente traccia che risale la valle a zig-zag per
concludersi sotto ad una parete di roccia attrezzata con
catene.In inverno in caso di neve abbondante il pericolo di
valanghe è in questo tratto elevatissimo.Causa
l'orientamento a Nord Ovest è facile trovare neve e ghiaccio
anche in stagione avanzata,nel qual caso i ramponi diventano
un complemento irrinunciabile.Non sono pochi gli
escursionisti che,in questo punto, hanno perso la vita.Al
termine della parete rocciosa si sbuca alla Bocchetta del
Giardino,a quota 2004mt,la vista spazia ora sul versante
orientale del gruppo,e sono visibili a sinistra il Grignone
con il rifugio Brioschi,posto in prossimità della vetta,e la
parete nord della Grignetta a destra.Si prosegue a destra in
direzione sud est,stando sul filo di cresta e puntando alla
evidente spaccatura del Canalino Federazione.Dalla parte
opposta,direzione nord,il sentiero prosegue lungo la cresta
che congiunge le due Grigne lungo la Traversata Alta,fino al
Buco di Grigna,massima depressione posta a quota 1800mt tra
la Grigna Meridionale e la Grigna Settentrionale.Giunti alla
base del Canalino Federazione,lo si risale seguendo le
numerose indicazioni in vernice rossa. Anche qui i più bravi
lo faranno “in libera”.Siamo quasi alla fine del tratto in
salita,il canalino sbocca alla selletta Federazione a quota
2124mt,sotto alle rocce della cuspide terminale della
Grignetta,la dove queste si congiungono alla Cresta
Sinigaglia (che percorreremo in discesa).Dalla selletta
Federazione,risalire a destra l’evidente canale e la parete
successiva attrezzati con catene,fino all’anticima
.Da
quest’ultima si scende per pochi metri in un camino e si
risale infine l’ultima paretina verticale attrezzata,che
sbuca in vetta alla Grigna Meridionale
,proprio
a lato dell’Igloo metallico (detto l’Ufo,per l’evidente
somiglianza con i famosi oggetti volanti) del bivacco Bruno
Ferrario
.A
seconda della stagione,quello che potrete trovare sulla
vetta della Grignetta può variare con infinite sfumature tra
due estremi.Se siete veramente bravi e siete giunti sin qui
con tanta neve e in pieno inverno,potrete godere di una
immacolata calotta con immense cornici verso Nord,in
compagnia di pochi arditi che come voi hanno sfidato le
insidie del gelo.
DISCESA
La discesa avviene per la cresta Sinigaglia.Si ridiscende
quindi il breve tratto roccioso sino al Canalino Federazione
e seguendo l’evidente cresta rocciosa in direzione sud-est,
si arriva in breve alla Bocchetta dei Venti a quota
2065mt.Poco oltre,scendere nel canale a sinistra attrezzato
con catene e riprendere dopo pochi metri il filo di cresta
al Saltino del Gatto.A questo punto si è sotto i
contrafforti delle pareti orientali dei Magnaghi,altro
celebre gruppo delle Grigne.Da qui sono possibili due
varianti per la discesa,la prima consigliata in caso di
forte innevamento:
1- Seguire la cresta Sinigaglia
tenendosi sulla sinistra, quindi scendere cercando di
seguire il più possibile il filo di cresta,passando sotto al
Torrione Fiorelli*.Da qui,dopo aver superato uno spuntone di
roccia con una lapide,proseguire sino ad un evidente buco
nel terreno e scendere nel letto del canalone
Porta.Attraversare il canale detritico e seguire il sentiero
a mezza costa che,attraverso boschi,raggiunge il rifugio
Porta.
2- Dal Saltino del Gatto,tenersi sulla destra e scendere
lungo la traccia che costeggia il margine orientale dei
torrioni Magnaghi fino ad una evidente piazzola di
atterraggio degli elicotteri e una cabina metallica ad uso
del Soccorso Alpino.Da qui piegare decisamente a destra e
raggiungere la bocchetta dei Prati fino ad incrociare il
profondo solco roccioso del Canalone Porta.Questo itinerario
consente di ammirare l’itifallica verticalità del Sigaro
Dones,famoso salame di roccia sulle cui pareti si sono
cimentati i grandi nomi dell’alpinismo italiano.La cima del
sigaro è sormontata da una croce rossa visibilissima anche
dalla cima della Grignetta.Non è raro scorgere sulla sua
faccia orientale cordate impegnate su questo mito di
pietra.Attraversato il canale si prosegue a mezza
costa,superando in successione alcuni canali e
colatoi,facendo attenzione in caso di neve o gelo*.Il
sentiero,noto come Traverso per i Magnaghi,consente di
raggiungere in breve tempo la via di discesa che proviene
dalla Cresta Cermenati che si incrocia a circa 1800mt di
quota.Da qui si scende rapidamente per la via normale al
rifugio Porta.
CONSIDERAZIONI
Il sentiero attrezzato della
Direttissima è uno dei più suggestivi percorsi dell’intero
arco alpino.Sebbene non presenti,in condizioni normali,
difficoltà estreme,va affrontato con giusta preparazione e
concentrazione,in quanto presenta diversi tratti esposti e
con roccia a volte friabile. Nel Settembre 2002 è stato
oggetto di una manutenzione,con la sostituzione in molti
tratti del cavo guida.L’itinerario qui descritto è solo una
delle molteplici varianti che si possono
effettuare,scegliendo come base questo celebre percorso.Il
consiglio è quello di scegliere una giornata limpida per
gustare appieno l’incredibile panorama di vette godibile
dalla cima della Grigna,anche se un filo di nebbia o foschia
dona a questo ambiente di guglie e torri calcaree un fascino
del tutto particolare.In presenza di neve abbondante (cosa
non rara in inverno nelle Grigne) o ghiaccio, questo
itinerario diviene alpinistico e può presentare difficoltà
oggettive,quali distacco di valanghe,caduta di pietre o
scariche nei punti segnati con un asterisco*.In tali
condizioni è meglio non effettuare questo percorso se non si
è in possesso di una buona tecnica su ghiaccio e neve e
comunque non prima di essersi ben informati presso le locali
stazioni delle guide alpine, sulle reali condizioni della
montagna.Il periodo consigliato va da maggio a novembre,
considerando che nei mesi caldi, data la vicinanza del lago,
è più probabile trovare nebbia o foschia.Personalmente
preferisco la stagione autunnale o invernale, condizioni
della neve permettendo, perché è più facile trovare giornate
limpide e il percorso è meno affollato, specialmente nelle
giornate feriali, durante le quali è possibile godere
appieno di questo ambiente suggestivo e selvaggio.Quota
massima:2180mt vetta Grigna Meridionale.Una particolare nota
è riservata al gestore del piccolo e ormai leggendario
ristoro che sorgeva su questa vetta,il mitico Guido.Questo
personaggio,che ormai fa parte della Grigna stessa,come le
guglie e i gracchi,da ben cinquant’anni veniva quassù con
cadenza quasi giornaliera,lungo gli 800mt di dislivello
della Cresta Cermenati,portando una enorme gerla carica di
bottiglie,pane,salumi,caffè e libagioni varie,che poi
rivende ai turisti nel suo celebre ristoro. Quest’ultimo era
costituito da una serie di anfratti,naturali ed
artificiali,che Guido aveva attrezzato a banco da
bar,completamente all’aperto,con panche ricavate in modo
abile sfruttando le rocce esistenti,il tutto completato da
una gettata in cemento (non proprio estetica) che fungeva da
anfiteatro.Non mancava una vetusta affettatrice a manovella
che Guido utilizzava per i suoi salami e che esibiva al
pubblico con malcelato orgoglio.Il suono del corno che
echeggiava per le Grigne era il segnale che il bar apriva e
Guido era presente al suo posto! Non si poteva
sbagliare,Guido era quello color del mogano,sempre in
calzoni corti per esibire le gambe muscolose,anche quando si
sbacchettava per il freddo.Ormai purtroppo tutto ciò fa solo
parte della storia della Grigna.Sebbene non
indispensabile,è meglio avere con se il set da
ferrata.Indispensabile è invece il casco,in quanto il
percorso si snoda sotto le più famose vie di arrampicata
della Grigna e non è raro avere sopra la testa parecchia
gente che arrampica e “scarica”.
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