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Caratteristiche

  • Moderatamente difficile.
  • Salita circa 3.30h,totale escursione circa 6.00h.
  • Circa 850mt,compresi alcuni inevitabili saliscendi.
  • - rifugio Porta
    - rifugio Rosalba
    - bivacco Ferrario (Igloo di metallo, due panche in legno,sulla vetta della Grigna Meridionale)
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 1.2
Esposizione 1.5
Varietà passaggi 2.1
Impegno fisico 2.7
Interesse paesaggistico 3.2
Numero votazioni 21
VALUTAZIONE FERRATA PHOTOGALLERY Relazione PHOROGALLERY EsternaGOOGLE.MAPSVia Normale su VIENORMALI.it

Sentiero Attrezzato della DIRETTISSIMA

GRIGNA MERIDIONALE

segnalato da MAURIZIO TINTORI - 2002

PERCORSO STRADALE

Da Lecco prendere la strada per la Valsassina,giunti nel comune di Ballabio,prendere la deviazione a sinistra per il Pian dei Resinelli a 1280mt (ampio parcheggio).

AVVICINAMENTO

Lasciata l’auto raggiungere a piedi il rifugio Porta posto a 1426mt,seguendo le numerose indicazioni. Descrizione del percorso:alle spalle del rifugio Porta si prende il sentiero (segnavia n.8) che attraversa il Bosco Giulia.Usciti dal bosco si risale un pendio giungendo ad un bivio;ignorare la traccia in salita che sulla destra porta alla Cresta Cermenati e raggiunge la cima della Grignetta (via normale). Si prende invece il sentiero a sinistra (indicazioni) portandosi all’imbocco del Canalone Caimi. Dalla base del canalone proseguire verso ovest lungo l’evidente sentiero che risale una ripida costa erbosa. La vista spazia ad occidente sul lago di Como e sul massiccio del Monte Rosa. La traccia si fa più ripida e,in circa 30',porta a quota 1700mt ad una parete verticale attrezzata con catene. Qui inizia il sentiero della Direttissima.   

LA FERRATA

Indossato il casco (ed eventualmente imbrago e kit da ferrata), risalire la parete in arrampicata anche senza l’ausilio delle catene (questo vale per l’intero itinerario,i più bravi potranno cimentarsi in questa scommessa: percorrere tutto il giro senza utilizzare appigli e appoggi artificiali,sempre con un occhio alla vostra incolumità, mi raccomando!). Si giunge ad un traverso che porta ad un evidente camino lungo quale ci si cala nel sottostante canale detritico del Caminetto Pagani *. Eccoci ora al secondo traverso molto esposto e reso ancora più impegnativo dalla presenza di un paio di chiodi di fissaggio del cavo tranciati che rendono quest'ultimo particolarmente "ondeggiante". Con l’aiuto di due scale metalliche si supera il passaggio del Caminetto Pagani. Attenzione,i più robusti potrebbero rimanere incastrati nello stretto intaglio roccioso! Oltre questo suggestivo passaggio,il sentiero scende verso sinistra per proseguire poi lungo la cengetta Ferrari a destra a guadagnare una sella. Il percorso,da questo tratto in poi,è stato attrezzato nell’estate del 2002 con una fune metallica con guaina in gomma,che ha sostituito le vecchie catene. In questo tratto,porre attenzione in caso di neve o gelo. Dopo la sella il panorama si apre sulle innumerevoli torri e guglie calcaree,che hanno reso celebre la Grignetta,lungo le quali si snodano le più belle ed ardite via di arrampicata di tutto il gruppo. Si cala ancora per portarsi,con una serie di saliscendi attrezzati,al largo Canalone dei Piccioni*,oltre il quale si sale alla Selletta del Campaniletto. Di fronte si innalza il gruppo del Fungo, con le celebri guglie della Lancia,Torre,Fungo,Campaniletto e Portineria. Si prosegue ora in piano fino a raggiungere il Canalone di VaI Tesa. Da questo punto è possibile effettuare una deviazione di circa un ora,seguendo il sentiero Giorgio fino al Colle Garibaldi e quindi al rifugio Rosalba. Da qui si ritorna poi al Colle Garibaldi e successivamente al Colle Valsecchi (vedi cartina).Il nostro percorso prosegue invece sulla destra (segnavia n.11,indicazioni Alta via delle Grigne) lungo l’evidente canale roccioso, proseguimento del canalone di Val Tesa,denominato Canalone dell’Angelina. Si prende a salire lungo placche rocciose e facili paretine con divertente arrampicata, fino ad incrociare a quota 1850mt circa,il sentiero Cecilia. Vale la pena a questo punto soffermarsi ad ammirare il lavoro di madre natura. Dalla cima del canale,girandosi verso valle,abbiamo alla nostra destra i due capolavori di pietra della Guglia Angelina e dell’Ago Teresita,quest’ultimo ardito indice di roccia puntato verso il cielo . Sul fondo del canale si staglia contro il verde dei boschi sottostanti,il gruppo del Fungo. Alle nostre spalle abbiamo la cresta Segantini il cui dentellato profilo è ben visibile anche dalla pianura lombarda. A questo punto si prosegue verso sinistra fino ad un evidente intaglio e da qui si scende compiendo un delicato traverso verso destra (attenzione in caso di neve) fino a raggiungere le rocce basali della Cresta Segantini a quota 1900mt circa. Siamo nei pressi del Colle Valsecchi. In direzione Nord,appare ora la tetra e poco invitante val Scarettone,che percorreremo fino a raggiungere la cresta che congiunge le due Grigne. Si scende quindi per un canale che conduce ad una cengia attrezzata con catene. Si risale un serie di camini successivi,tutti ottimamente attrezzati nei punti più esposti,e si scende nuovamente fino a raggiungere il fondo detritico della Val Scarettone*. Seguendo i vari bolli rossi e le frecce dipinte si prosegue sino a raggiungere una evidente traccia che risale la valle a zig-zag per concludersi sotto ad una parete di roccia attrezzata con catene. In inverno in caso di neve abbondante il pericolo di valanghe è in questo tratto elevatissimo. Causa l'orientamento a Nord Ovest è facile trovare neve e ghiaccio anche in stagione avanzata,nel qual caso i ramponi diventano un complemento irrinunciabile.Non sono pochi gli escursionisti che,in questo punto, hanno perso la vita. Al termine della parete rocciosa si sbuca alla Bocchetta del Giardino,a quota 2004mt,la vista spazia ora sul versante orientale del gruppo,e sono visibili a sinistra il Grignone con il rifugio Brioschi,posto in prossimità della vetta,e la parete nord della Grignetta a destra. Si prosegue a destra in direzione sud est,stando sul filo di cresta e puntando alla evidente spaccatura del Canalino Federazione. Dalla parte opposta,direzione nord,il sentiero prosegue lungo la cresta che congiunge le due Grigne lungo la Traversata Alta,fino al Buco di Grigna,massima depressione posta a quota 1800mt tra la Grigna Meridionale e la Grigna Settentrionale. Giunti alla base del Canalino Federazione,lo si risale seguendo le numerose indicazioni in vernice rossa. Anche qui i più bravi lo faranno “in libera”.Siamo quasi alla fine del tratto in salita,il canalino sbocca alla selletta Federazione a quota 2124mt,sotto alle rocce della cuspide terminale della Grignetta,la dove queste si congiungono alla Cresta Sinigaglia (che percorreremo in discesa). Dalla selletta Federazione,risalire a destra l’evidente canale e la parete successiva attrezzati con catene,fino all’anticima . Da quest’ultima si scende per pochi metri in un camino e si risale infine l’ultima paretina verticale attrezzata,che sbuca in vetta alla Grigna Meridionale ,proprio a lato dell’Igloo metallico (detto l’Ufo,per l’evidente somiglianza con i famosi oggetti volanti) del bivacco Bruno Ferrario . A seconda della stagione,quello che potrete trovare sulla vetta della Grignetta può variare con infinite sfumature tra due estremi. Se siete veramente bravi e siete giunti sin qui con tanta neve e in pieno inverno,potrete godere di una immacolata calotta con immense cornici verso Nord,in compagnia di pochi arditi che come voi hanno sfidato le insidie del gelo.

DISCESA

La discesa avviene per la cresta Sinigaglia. Si ridiscende quindi il breve tratto roccioso sino al Canalino Federazione e seguendo l’evidente cresta rocciosa in direzione sud-est, si arriva in breve alla Bocchetta dei Venti a quota 2065mt. Poco oltre,scendere nel canale a sinistra attrezzato con catene e riprendere dopo pochi metri il filo di cresta al Saltino del Gatto. A questo punto si è sotto i contrafforti delle pareti orientali dei Magnaghi,altro celebre gruppo delle Grigne. Da qui sono possibili due varianti per la discesa,la prima consigliata in caso di forte innevamento:
1- Seguire la cresta Sinigaglia tenendosi sulla sinistra, quindi scendere cercando di seguire il più possibile il filo di cresta,passando sotto al Torrione Fiorelli*. Da qui,dopo aver superato uno spuntone di roccia con una lapide,proseguire sino ad un evidente buco nel terreno e scendere nel letto del canalone Porta. Attraversare il canale detritico e seguire il sentiero a mezza costa che,attraverso boschi,raggiunge il rifugio Porta.
2- Dal Saltino del Gatto,tenersi sulla destra e scendere lungo la traccia che costeggia il margine orientale dei torrioni Magnaghi fino ad una evidente piazzola di atterraggio degli elicotteri e una cabina metallica ad uso del Soccorso Alpino. Da qui piegare decisamente a destra e raggiungere la bocchetta dei Prati fino ad incrociare il profondo solco roccioso del Canalone Porta. Questo itinerario consente di ammirare l’itifallica verticalità del Sigaro Dones,famoso salame di roccia sulle cui pareti si sono cimentati i grandi nomi dell’alpinismo italiano.La cima del sigaro è sormontata da una croce rossa visibilissima anche dalla cima della Grignetta. Non è raro scorgere sulla sua faccia orientale cordate impegnate su questo mito di pietra. Attraversato il canale si prosegue a mezza costa,superando in successione alcuni canali e colatoi,facendo attenzione in caso di neve o gelo*. Il sentiero,noto come Traverso per i Magnaghi,consente di raggiungere in breve tempo la via di discesa che proviene dalla Cresta Cermenati che si incrocia a circa 1800mt di quota.Da qui si scende rapidamente per la via normale al rifugio Porta.

CONSIDERAZIONI

Il sentiero attrezzato della Direttissima è uno dei più suggestivi percorsi dell’intero arco alpino. Sebbene non presenti,in condizioni normali, difficoltà estreme,va affrontato con giusta preparazione e concentrazione,in quanto presenta diversi tratti esposti e con roccia a volte friabile. Nel Settembre 2002 è stato oggetto di una manutenzione,con la sostituzione in molti tratti del cavo guida. L’itinerario qui descritto è solo una delle molteplici varianti che si possono effettuare,scegliendo come base questo celebre percorso. Il consiglio è quello di scegliere una giornata limpida per gustare appieno l’incredibile panorama di vette godibile dalla cima della Grigna,anche se un filo di nebbia o foschia dona a questo ambiente di guglie e torri calcaree un fascino del tutto particolare. In presenza di neve abbondante (cosa non rara in inverno nelle Grigne) o ghiaccio, questo itinerario diviene alpinistico e può presentare difficoltà oggettive,quali distacco di valanghe,caduta di pietre o scariche nei punti segnati con un asterisco*. In tali condizioni è meglio non effettuare questo percorso se non si è in possesso di una buona tecnica su ghiaccio e neve e comunque non prima di essersi ben informati presso le locali stazioni delle guide alpine,sulle reali condizioni della montagna. Il periodo consigliato va da maggio a novembre considerando che nei mesi caldi,data la vicinanza del lago,è più probabile trovare nebbia o foschia. Personalmente preferisco la stagione autunnale o invernale,condizioni della neve permettendo,perché è più facile trovare giornate limpide e il percorso è meno affollato,specialmente nelle giornate feriali, durante le quali è possibile godere appieno di questo ambiente suggestivo e selvaggio. Quota massima: 2180mt vetta Grigna Meridionale. Una particolare nota è riservata al gestore del piccolo e ormai leggendario ristoro che sorgeva su questa vetta,il mitico Guido. Questo personaggio,che ormai fa parte della Grigna stessa,come le guglie e i gracchi,da ben cinquant’anni veniva quassù con cadenza quasi giornaliera,lungo gli 800mt di dislivello della Cresta Cermenati,portando una enorme gerla carica di bottiglie,pane,salumi,caffè e libagioni varie,che poi rivende ai turisti nel suo celebre ristoro. Quest’ultimo era costituito da una serie di anfratti,naturali ed artificiali,che Guido aveva attrezzato a banco da bar,completamente all’aperto,con panche ricavate in modo abile sfruttando le rocce esistenti,il tutto completato da una gettata in cemento (non proprio estetica) che fungeva da anfiteatro. Non mancava una vetusta affettatrice a manovella che Guido utilizzava per i suoi salami e che esibiva al pubblico con malcelato orgoglio. Il suono del corno che echeggiava per le Grigne era il segnale che il bar apriva e Guido era presente al suo posto!. Non si poteva sbagliare,Guido era quello color del mogano,sempre in calzoni corti per esibire le gambe muscolose,anche quando si  sbacchettava per il freddo. Ormai purtroppo tutto ciò fa solo parte della storia della Grigna. Sebbene non indispensabile,è meglio avere con se il set da ferrata. Indispensabile è invece il casco,in quanto il percorso si snoda sotto le più famose vie di arrampicata della Grigna e non è raro avere sopra la testa parecchia gente che arrampica e “scarica”.

Commenti   

+1 #15 Ermes 2016-06-15 22:04
Percorsa a metà giugno 2016. Il giorno infrasettimanale con totale assenza di altri escursionisti ed il temporalaccio imminente, hanno reso ancor più affascinante il paesaggio dantesco della Grignetta. Guglie ardite svettano tra le nubi, improvvise e fugaci schiarite colorano il lago, bagliori di luce tra i camini, qualche camoscio rompe il silenzio assoluto muovendo le rocce... Il percorso non presenta alcuna difficoltà, in brevi tratti è moderatamente esposto ma sempre ben attrezzato. E' molto vario e pur essendo discretamente lungo non annoia e non risparmia momenti di stupore.
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0 #14 Tiziano Bellemo 2015-01-23 00:00
Percorsa il 06/2013 Ferrata percorsa in un giorno di fine giugno, infrasettimanale. Non abbiamo trovato nessuno e abbiamo potuto conservare i nostri ritmi senza essere rallentati o messi sotto pressione da altri escursionisti. La ferrata è, a mio avviso, molto facile. Occorre comunque fare attenzione e utilizzare l'attesa tura a causa di terreno friabile con un minimo di esposizione.
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0 #13 Luca Lorenzetti 2015-01-23 00:00
Percorsa il 08/06/2013. Sentiero bellissimo che si svolge tra le stupende guglie della grignetta. Personalmente l'ho trovato un po' impegnativo ma non molto rischioso, comunque è possibile utilizzare il kit da ferrata per chi è alle prime armi, il casco invece è consigliato a tutti. Strepitoso il tratto che inizia dal caminetto Pagani e prosegue tra guglie e torrioni, è considerato il tratto più bello delle prealpi! Sentiero davvero meraviglioso.
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0 #12 Marco V. 2015-01-23 00:00
Percorsa il 22/09/2012 Attenzione alla caduta di sassi in vari punti, specie se ci sono escursionisti in discesa (es. al Canalino Federazione). Possibile quasi dappertutto percorrere i tratti attrezzati in libera, per un ferratista di medio livello. Un po' affollata la salita dell'ultimo passo alla cima principale. Da consigliare senza dubbio: panorama splendido, sia per l'ambiente grugnesco (prati, creste e guglie dolomitiche), sia per la vista sui gruppi circostanti.
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0 #11 Riccardo Paganessi 2015-01-23 00:00
Percorsa il 20/06/2012 Bellissimo sentiero sopratutto fatto concatenando Direttissima , sentiero Giorgio , sentiero Cecilia ed arrivo al bivacco Ferrario.L'ambiente in cui sei immerso ti fa dimenticare in tempo reale la fatica . Da fare con almeno un minimo di preparazione fisica . Da ripetere nelle molteplici varianti assolutamente.
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0 #10 Maria Cristina Ruggieri 2015-01-23 00:00
09/10/2011 Percorso attrezzato di difficoltà contenute, tuttavia da affrontare con la dovuta attenzione, come del resto la maggior parte dei sentieri della Grigna. Dal punto di vista paesaggistico è veramente un bellissimo giro, non eccessivamente lungo che offre scorci veramente particolari.
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+2 #9 Paolo Uri 2015-01-23 00:00
Più che una ferrata è un sentiero escursionistico di classifica EE. Notevole lo sviluppo e l'interesse paesaggistico.
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+1 #8 Massimo 2015-01-23 00:00
La ferrata la classificherei facile, per mancanza oggettiva di difficoltà. Si tratta perlopiù di camminare. Eccellente comunque il paesaggio.
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0 #7 Claudio 2015-01-23 00:00
Sentiero attrezzato molto divertente anche se un po' faticoso.Non richiede l'uso di attrezzatura da ferrata.Opportuno indossare il casco.Panorami bellissimi.
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0 #6 Donato 2015-01-23 00:00
Lungo e magnifico sentiero attrezzato.Percorribile anche in inverno ma con la dovuta esperienza e la massima attenzione.
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