L'alta via Bepi Zac si sviluppa,nella prima
parte,lungo la cresta di Costabella e ripercorre un aereo e
importante itinerario storico della Prima Guerra Mondiale. Nella
seconda parte il
percorso prosegue fino alla forcella Laghet,con maggior
carattere alpinistico ,da dove diparte il sentiero
-607- di rientro verso il rifugio Fuchiade .
PERCORSO STRADALE
Si parte dal passo
S.Pellegrino
(1919mt),raggiungible
con accesso stradale Moena in Val di
Fassa o da Falcade nella Valle del Biois.
AVVICINAMENTO
Lungo il sentiero n.604 si sale fino al
passo Le Selle dove sorge l'omonimo rifugio
,passando
dal rifugio Paradiso -2130mt- in circa 1.30h. Qui ha inizio
l'alta via Bepi Zac
. L'avvicinamento può eventualmente
essere abbreviato utilizzando gli impianti di risalita Costabella
con partenza sempre dal passo S.Pellegrino.
LA FERRATA
Con il sentiero n.637 si sale ripidamente
lasciandosi alle spalle il rifugio
,aiutati anche,in
un breve tratto franoso,dal
cavo metallico come scorrimano,verso la cresta. Tutta
questa catena montuosa fu teatro di durissimi combattimenti
tra italiani e austriaci durante il primo conflitto mondiale
1914-18.A testimonianza di tutto ciò,lungo tutto il percorso
troviamo resti di opere belliche come trincee,baracche,scale
e passatoie in legno,postazioni per ricovero di persone e
munizioni. Un vero museo all'aperto che nel silenzio di
questi luoghi fa pensare molto alla a ciò che accadde. Terminata
la breve e ripida salita, si prosegue lungo questo
sentiero di cresta

incontrando fin da subito alcuni panoramici passaggi
,
delle gallerie di
guerra (in alcuni casi utile una torcia)
fino ad arrivare al Lastel Picol
(2697mt);la vista da qui è a 360 gradi,si incontrano tutti i
gruppi dolomitici della val di Fassa;il Latemar il
Catinaccio il Sasso Piatto il Sella la Marmolada e i Monzoni. Si
avanza verso est,sulla linea che fu il fronte,in direzione
del Lastel Gran (2713mt) e la cima Campagnaccia
(2737mt).Prima di arrivare a quest'ultima si affronta
una serie di saliscendi
intorno alla quota di 2650-2700mt
attraverso numerose rovine del fronte.Si
incontra una
piccola paretina di circa 3mt che si vince grazie a 2 pioli
ed alle funi metalliche
,alcune
passerelle
,una
scala in legno
una crestina
affilata lunga una quindicina di
metri
arrivando così alla base di un breve ma ripido tratto
lungo il quale,a sinistra,si
devia
per cima Campagnaccia
-2737mt. Si lascia la cima in direzione est
scendendo nella pianeggiante
sella Banc di Campagnaccia -2685mt- dalla quale è possibile abbandonare l'itinerario seguendo le indicazioni per la
seggiovia (primo rientro)
. Attraversata
la piana,la Bepi Zac prosegue in salita inizialmente
superando il largo crinale,poi attraverso una traccia di
sentiero nel ghiaione
raggiungendo a quota 2759mt cima Costabella ove si trova una
postazione di mitragliera austriaca
. Ci
si allontana dalla cima
per raggiungere poi,in breve discesa,un salto roccioso da
superare tramite l'ausilio di una grossa scala in legno
ed alcuni cavi di sicurezza che permettono di ridiscendere
dal lato opposto
. Una
prima galleria
,una
lunga crestina attrezzata
ed una seconda galleria piuttosto
buia
conducono
su un pianoro
; anche qui segni
della grande guerra e una targa a ricordo dei molti soldati
austriaci fatti prigionieri dagli italiani dopo una furiosa
battaglia dal quale in leggera discesa e per sentiero si arriva ai
piedi del Sass De Costabella (osservatorio italiano)
. Qui
una variante (consigliato)
permette,attraverso un
canalino facile e attrezzato di salire
e raggiungere una passerella
di legno
di un paio di metri sopra uno strapiombo che conduce
all'interno dell'osservatorio
dove è stato allestito un
museo con foto e testimonianze dell'epoca piuttosto cruenti. Terminata
l'eventuale visita al museo si prosegue nel lato opposto
rispetto alla salita ed attraverso alcune roccette
attrezzate
,una lunga fessura gradinata
ed una serie di scale di legno
si raggiunge il termine della prima parte della Bepi Zac
ed in particolare si può dire che termina la sezione più
interessante dal punto di vista storico e sicuramente meno
impegnativa.In breve un facile sentiero
porta alla forcella del Ciadin
che per molti rappresenta talvolta il termine
dell'escursione poichè da qui parte il sentiero di rientro
per il passo San Pellegrino mentre l'alta via prosegue con
caratteristiche diverse così come indicato dalla segnaletica
"sentiero per esperti" in direzione del gruppo Cima
dell'Uomo .Una prima cengia
,alcune
facili roccette non attrezzate,una stretta fessura che
può obbligare a togliere uno zaino ingombrante
portano alla base di una lunga placca attrezzata con cavo e
pioli
non particolarmente impegnativa ma sicuramente più "tosta"
dei passaggi fin qui incontrati .All'uscita dalla placca si
risalgono alcune roccette
in direzione di una seconda placca,la si costeggia
fino a raggiungere un brevissimo diedro attrezzato con pioli
,pochi
metri su fondo detritico e si raggiunge un tratto verticale
attrezzato anch'esso con cavo e pioli nella parte iniziale
. Il
cavo termina lungo una cengia
che conduce,dopo la risalita di un canalino franoso
,nei pressi della Punta delle Vallate -2840mt-,dalla quale
inizia una lunga serie di saliscendi piuttosto affannosi talvolta
in cresta
altre volte sotto pareti strapiombanti di cima Ciadin e la
Torre California
fino ad una serie di roccette attrezzate
. La
prossima meta è vicina,ancora alcuni saliscendi su passaggi
esposti
e facili roccette non attrezzate in un breve
susseguirsi di forcellette ed eccoci alla forcella di Cima
dell'Uomo -2850mt- dove si trova una baracca in legno
residuato della Guerra. Lasciata la forcella,dopo alcune
decine di metri si trova da prima la deviazione per la
normale a Cima dell'Uomo -3010mt- (andata e ritorno 2.00h
ca.-passaggi di I-II° non attrezzati eccetto alcuni chiodi
metallici per autoassicurazione),la discesa verso passo San
Pellegrino (iniziale traccia di sentiero piuttosto ripida e
scivolosa poi lungo canalone detritico fino ai prati) oppure
terza possibilità seguire l'indicazione sulla roccia per
Fuchiade superando su una passerella uno spigolo (cavi),
affrontando alcuni saliscendi non assicurati e sbucando
infine su un facile ghiaione che si percorre in orizzontale
fino a quando i segnavia non portano a risalire un ripido
canale (cavi) che in alto mostra uno spettacolare masso
incastrato. A questo punto, a causa di un interruzione del
canale, vi è il passaggio chiave di tutta la via, costituito
da una paretina di una decina di metri, verticale e molto
spesso bagnata; il passaggio si risolve di forza utilizzando
il cavo e 3 pioli e comunque non è affatto semplice. Superato
questo punto, si passa una spaccatura traversando su pioli e
poi si termina la risalita del canale sbucando ad una
forcelletta; brevissima discesa per lo più attrezzata e si
raggiunge la forcella del Laghet (circa 3.00h dalla Forcella
del Ciadin, 50' dalla Forcella dell'Uomo).
DISCESA
Attraverso il sentiero segnato n.607 in
1.15h al rifugio Fuchiade dal quale è possibile procedere
verso valle per il passo oppure traversare per prati
raggiungendo la stazione a monte della seggiovia.
CONSIDERAZIONI
Riassumendo sinteticamente il tutto
possiamo dividere l'escursione in 2 parti distinte:
1-Itinerario Passo Selle-Forcella
Ciadin-discesa ai prati. Grande interesse
storico,tecnicamente piuttosto facile ed impegno fisico
piuttosto ridotto. La tempistica di questa sezione varia
molto a seconda del tempo che si dedica alla visita delle
varie postazioni militari.
2-Itinerario Forcella Ciadin-Forcella
Laghet-rifugio Fulchiade.Maggior interesse alpinistico,
tecnicamente più impegnativo in particolare per i vari
tratti esposti spesso non attrezzati e fondo scivolo per
presenza di materiale detritico. Impegno fisico notevole in
particolare se abbinato alla prima parte.
Da notare che la salita a cima
dell'Uomo,anche se segnalata lungo l'alta via,è
un'escursione a sè quindi non obbligatoria la cui scelta
deve essere opportunamente valutata.