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Via Ferrata al Monte Procinto

segnalata da Gian Michele Gozzi - 2004

 

PERCORSO STRADALE

Il punto di partenza è l’Albergo Alto Matanna,situato in una conca erbosa ai piedi del versante meridionale del Monte Nona,raggiungibile in poco meno di un’ora da Lucca seguendo la strada per la Garfagnana che percorre la valle del fiume Serchio, girando a sinistra in corrispondenza di Diecimo ed oltrepassando Pescaglia e la sua frazione di Pascoso (da qui indicazioni per Matanna);l’ultimo tratto di strada è a tratti stretto e ripido,ma comunque asfaltato ed in buone condizioni;è disponibile un ampio piazzale per il parcheggio;nonostante il nome,l’Albergo Alto Matanna non fornisce servizio di albergo ma solo di bar e ristorante.

AVVICINAMENTO

Sul retro dell’edificio si imbocca il sentiero n.5 che sale puntando verso nord ovest e lungo una verde ed ampia conca prativa conduce al Callare di Matanna (1130mt-15'),tra il Monte Nona ed il Monte Callare;da qui si scende verso destra in direzione nord, dapprima con alcuni tornanti quindi traversando sotto l’aggettante parete occidentale del Monte Nona;si abbandona il sentiero n.5 quando questo gira a sinistra per scendere verso il rifugio Forte dei Marmi,proseguendo diritti sotto la parete con un breve strappo finale di risalita alla Foce del Procinto (1000mt-40'-50'),che si attraversa grazie ad un caratteristico ponticello in legno che consente di guadagnare la cengia circolare detta Cintura del Procinto;si imbocca la cengia verso sinistra e,con un ultimo tratto in salita tra gli alberi si raggiunge l’attacco della ferrata,caratterizzato da numerose lapidi commemorative (1020mt circa-5'-1.00h);può comunque valer la pena di fare il giro completo della Cintura, imboccando la cengia verso destra invece che verso sinistra e percorrendola integralmente in senso antiorario (circa 20' per il periplo completo,con dislivelli pressochè insignificanti).

LA FERRATA

La ferrata inizia con una scaletta metallica,installata per la prima volta nel 1954,quindi si prosegue per il primo terzo dell’itinerario lungo una parete abbastanza compatta sulla cui roccia è stata scalpellata,con sapiente andamento,una lunga fila di ampi gradini;questo tratto di via è costantemente accompagnato da una catena a sinistra e da un cavo metallico a destra,da utilizzare in maniera intensiva insieme ai numerosi pioli infissi nella roccia per la generale assenza di buoni appigli naturali per le mani;la salita non è faticosa ma dopo qualche metro l’esposizione e la sensazione di essere isolati sulla roccia si fanno abbastanza impressionanti.Il tratto successivo,integralmente accompagnato da catena metallica,inizia in un canalino che si attacca salendo verso sinistra con uno dei pochi passaggi dotato di appigli ed appoggi quasi completamente naturali;si prosegue in salita nella vegetazione,superando qualche breve risalto roccioso reso più agevole da numerosi gradini scavati,fino ad imboccare una cengia ampia ma esposta che,traversando la parete verso sinistra, conduce all’ingresso del canalone terminale.Si entra con decisione nel canalone mantenendosi sulla destra,e sempre in presenza di una catena metallica lo si risale, sfruttando alternativamente il fondo del canale oppure superando qualche bella paretina sulla destra dove i vari passaggi sono comunque resi meno impegnativi dai gradini scavati;si esce infine nel boschetto sommitale del Procinto (ultimi tratti di sentiero dotati di mancorrente in cavo metallico),con un paio di tornanti in modesta pendenza si esce dalla vegetazione e,percorrendo gli ultimi pochi metri allo scoperto,si raggiunge il cucuzzolo sommitale con croce metallica e libro di vetta (1177mt-40'-1.40h).La vetta è abbastanza ampia e molto panoramica,con splendide viste soprattutto sul gruppo delle Panie e sul Monte Corchia;il Mar Tirreno sembra comunque a due passi.

DISCESA

Per la stessa via percorsa in salita si rientra alla base del Procinto (20'-2.00h) e ripercorrendo a ritroso l’itinerario dell’andata,si attraversa nuovamente il Callare di Matanna e si fa rientro all’Albergo Alto Matanna (1.00h-3.00h).In alternativa è possibile concatenare il presente itinerario con la ferrata del vicino Monte Forato:una volta scesi dalla vetta,si attraversa il ponticello sulla Foce del Procinto e ci si cala immediatamente a destra per una breve rampetta erbosa che conduce sotto al ponte,proprio all’imbocco del canale che separa il Procinto dal Monte Nona;lo si segue in discesa verso nord e,dove si allarga,si piega a destra costeggiando la parete dell’avancorpo settentrionale del Monte Nona;quando si intravedono delle tracce verso sinistra,si piega decisamente verso valle fino a raggiungere,in taluni punti senza via obbligata nella vegetazione,il sentiero n.6 che si imbocca verso destra; dopo pochi metri si oltrepassa una conca con alcuni manufatti dell’acquedotto (Fonte Moscoso,800mt,punto più basso dell’itinerario) e,dopo avere trascurato alcune diramazioni laterali,si giunge al punto in cui si congiunge a destra dall’alto il sentiero n.109 proveniente dalla Foce delle Porchette;da qui si veda la relazione della ferrata del Monte Forato (circa 1.00h dalla Foce del Procinto a Foce di Petrosciana);tale concatenamento consente di percorrere uno splendido itinerario di circa 6.00h di cammino effettivo e circa 1000 metri di dislivello complessivo. 
CONSIDERAZIONI

Il Procinto (1177mt) costituisce certamente la più caratteristica struttura rocciosa di tutte le Alpi Apuane: un torrione squadrato alto circa 150 metri,strapiombante su tutti i lati ed appoggiato su un basamento roccioso poco più largo,che dà origine ad una singolare cengia boscosa (la Cintura) che gira tutt’attorno al torrione;sulla cima si trova un caratteristico boschetto detto Giardino.Si ritiene che il monte sia stato salito per la prima volta da alcuni boscaioli locali nel 1848,ma la prima salita sportiva è attribuita a Aristide Bruni (cui è dedicato il sentiero di accesso) e C. Dinelli,con le guide E. Bertozzi,E. e G. Evangelisti,il 17 novembre del 1879;proprio questa via fu attrezzata nel 1893 a cura della sezione fiorentina del CAI,continuando a rimanere l’unico itinerario di salita fino al 1933.La via è facile e non presenta passaggi tecnici di particolare impegno,tuttavia alcuni punti sono particolarmente esposti;la roccia è molto solida nel tratto inferiore,mentre nella parte alta si fa più rotta ed occorre fare molta attenzione a non scaricare sassi;l’itinerario sale in maniera abbastanza diretta,superando un dislivello di circa 150 metri interamente attrezzati.Per la bassa quota e l’esposizione favorevole,con adeguate condizioni meteorologiche è un itinerario che si presta benissimo ad essere percorso anche nei mesi invernali.