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Via Ferrata Catinaccio Antermoia

Vetta Antermoia

segnalato da Maurizio Tintori - 2002

  

PERCORSO STRADALE

Raggiungere la nota località turistica Vigo di Fassa prevalentemente da queste direzioni:

1 - provenendo dall’autostrada A22 del Brennero:

- uscita ORA/EGNA: SS 48 delle Dolomiti – Passo San Lugano – Val di Fiemme – Val di Fassa (distanza km 45)

- uscita BOLZANO NORD: SS241 Grande Strada delle Dolomiti – Passo Costalunga – Val di Fassa (distanza km 37)

2 - altri accessi: Moena SS 641 del Passo Fedaia, Canazei SS 48 del Passo Pordoi, Canazei SS 346 del Passo San Pellegrino, Canazei SS 242 del Passo Sella

 

AVVICINAMENTO

Da Vigo di Fassa con funivia fino al Rifugio Ciampediè per poi proseguire a piedi (circa 45 minuti) sul sentiero N° 540 fino al rifugio Gardeccia a quota 1965m. Da qui si prende l’ampia strada (sentiero n.546) che, attraverso la Valle del Vajolet, raggiunge in 40' alle Porte Neigre i rifugi Preuss e Vajolet a quota 2243m. Questi ultimi sorgono su un balcone roccioso, allo sbocco del Gartl, l’aspra conca rocciosa dalla quale s’innalzano le famose Tre Torri del Vajolet, Delago, Stabeler e Winkler. Su questa vallata si affacciano alcune delle cime più famose delle Dolomiti di Fassa: il Catinaccio con la sua scura parete striata dalle acque di fusione raccolte dal catino superiore, le frastagliate guglie del Larsec con i suoi caratteristici dirupi le Torri del Vajolet che si intravedono di tre quarti lungo il Gartl e in fondo, a chiudere la valle, il trapezio scuro del Catinaccio d'Antermoia che, con i suoi 3004m, è la cima più alta del gruppo. Si prosegue in direzione nord sul sentiero n.584 che corre sul bordo destro orografico, fino alla testata della valle. Qui, nei pressi del passo omonimo, sorge il piccolo rifugio del Passo Principe, a quota 2600m (1.15h da Gardeccia). Vale la pena effettuare una sosta per fare due chiacchiere con il simpatico gestore e bere qualcosa di caldo prima di affrontare la ferrata. Questo valico è infatti sempre battuto da venti gelidi e non è raro trovare temperature prossime allo zero anche in piena estate.

 

FERRATA

L’attacco della ferrata si trova pochi metri a monte del rifugio e segue nel suo percorso iniziale l’evidente cengia obliqua che taglia la sagoma della montagna. Superato un primo tratto in un camino-canale di rocce rotte e friabili,si perviene al passaggio più spettacolare dell’intera salita,una cengia esposta che,con qualche sali scendi e un tratto attrezzato con una scaletta ,conduce ad una forcella dalla quale si può godere una vista eccezionale . Da qui in avanti il percorso diviene più facile e la salita può essere effettuata in libera con divertente e sicura arrampicata su roccia generalmente buona. Il cavo metallico è comunque sempre presente. Un ultimo tratto verticale ,conduce alla cresta finale che,con un ampio semicerchio, porta alla croce di vetta . In questo tratto non vi sono assicurazioni fisse per cui è opportuno che i neofiti e i bambini siano assicurati con una corda. Il filo di cresta è infatti piuttosto largo,ma presenta una esposizione che può creare qualche problema a chi non è fermo di piede. Non è raro inoltre trovarla innevata anche in stagione avanzata. Il panorama dalla croce è indubbiamente superbo e spazia a 360° su tutte le Dolomiti. Nei giorni limpidi con vento da nord non potrete che restare in muta contemplazione davanti ad uno spettacolo del genere,ringraziando l’autore di questo meraviglioso affresco, in grado di riconciliare chiunque con la vita.

 

DISCESA

La discesa può avvenire per la stessa via di salita (per chi ha fretta), oppure per il facile versante nord-est. Quest’ultimo non presenta molte difficoltà ed è attrezzato solo in alcuni punti. Bisogna però sempre prestare la massima attenzione in quanto è comunque sempre molto esposto. Chi opta per quest’ultima via, dispone di tre ulteriori scelte: Giunti alla base della parete (Conca di Antermoia), ci sono tre possibilità in ordine di lunghezza. 1- Prendere a destra l’evidente traccia e risalire per ghiaie al vicino Passo di Antermoia a quota 2770m. Da qui ci si affaccia di nuovo sulla valle del Vajolet e si può scendere, bordeggiando le pareti meridionali del Catinaccio di Antermoia, al rifugio Passo Principe, tornando a Gardeccia per la strada dell’andata. 2- Dal Passo di Antermoia seguire le poco evidenti tracce che portano in direzione sud al Passo Scalieret a quota 2790m. Dal passo seguire una evidente cresta che in pochi minuti conduce alla croce di vetta della cima Scalieret a quota 2900m. Questo percorso, insolito e poco frequentato, vi permetterà di godere di un po’ di solitudine al di fuori degli affollati percorsi del gruppo del Catinaccio. Dalla croce di vetta scendere in direzione ovest senza traccia obbligata, seguendo le deboli tracce presenti lungo il ghiaione. Alcuni ometti indicheranno a volte la via. Si giunge così al Passo delle Pope. La via segue ora la dirupata vallata nel cuore del Larsec, selvaggia e solitaria, che conduce in una ampia e piatta valle verdeggiante che, in un simile paesaggio lunare, non ci si aspetta di trovare. A questo punto si è in vista del lago Secco e si raggiunge brevemente il Passo delle Scalette a quota 2348m, lungo il sentiero n.583 che proviene dal Passo di Lausa. Un breve ed attrezzato gradino roccioso conduce in un canale che sfocia su un balcone roccioso sotto al Gran Cront. Attraverso macchie di mughi e criceti il sentiero porta velocemente al rifugio Gardeccia. 3- L’ultima alternativa, consiste nel raggiungere il Lago di Antermoia e successivamente il rifugio Antermoia a quota 2500m. Questa lunga e un po’ faticosa digressione, permette comunque di visitare uno degli angoli più belli e suggestivi del gruppo Antermoia, nella tradizione ladina, è il nome della bellissima ninfa che abitava nelle acque del lago del "Giardino delle Rose" (Rosengarten) ovvero il Catinaccio. Innumerevoli sono le leggende ladine ambientate sulle rive e nelle acque di questo stupendo laghetto alpino. Un lago, ed il rifugio che porta lo stesso nome, deliziosamente appartati in questa zona settentrionale del Catinaccio. Attorno al lago fanno corona numerose cime: quelle della Catena del Lago e la Croda dei Cirmei. Il rifugio sorge a poche decine di metri dalle sponde del lago. Dopo una sosta ristoratrice prendere il sentiero n.583 che conduce al Passo di Lausa a quota 2700mt e lungo l’omonima valle al Passo delle Scalette e quindi a Gardeccia.

 

CONSIDERAZIONI

Questa ferrata, insieme alla Santner, costituisce una autentica nave scuola. Possiamo definirla tale,in quanto possiede tutte le caratteristiche che rendono una via ferrata bella e remunerativa: non presenta difficoltà estreme,si svolge in un ambiente spettacolare e suggestivo, offre dei tratti di arrampicata divertente e sicura, percorre spettacolari e panoramiche cenge, giunge in vetta ad una montagna che, per la quota e la posizione,rappresenta un balcone dalla vista eccezionale. Il periodo consigliato è da fine Giugno ad Ottobre,preferire giornate limpide per godere dello stupendo panorama dalla vetta mentre è da evitare in caso di maltempo per il forte pericolo di fulmini e, data la quota, per l’elevata probabilità, anche in Luglio e Agosto, di neve e ghiaccio. Indispensabile il casco e il kit da ferrata. Se vi portate neofiti o bambini meglio avere una corda per assicurarli nel tratto finale di cresta dove mancano totalmente assicurazioni fisse.