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Caratteristiche

  • Facile
  • Complessivamente circa 4.00-4.30h più altri 30-40' per l’eventuale salita a Cima Bocche. Circa 50' il solo sentiero attrezzato.
  • - salita 600mt ca. da Passo Lusia.
    - altrettanto per la discesa.
  • - rifugio Passo di Lusia
    - rifugio la Rezila
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VALUTAZIONE FERRATA PHOTOGALLERY Relazione GOOGLE.MAPS

Sentiero Attrezzato del GRONTON

CRESTA del GRONTON

segnalato da MAURIZIO CELLI - 2013

Si tratta di un sentiero attrezzato che ripercorre il sentiero militare costruito dagli austriaci per collegare la cresta trincerata che, dalla forcella del Cajerin, giungeva sulla cima Gronton. Per la sua importanza strategica, gli austriaci avevano provveduto a rafforzare la cresta del Gronton con postazioni di mitragliatrici e trincee, nel timore di un attacco proveniente dalla sottostante val dei Laghi.

PERCORSO STRADALE

Il punto di partenza più comodo per il sentiero del Gronton è il Passo di Lusia, raggiungibile in auto o in funivia. Per arrivare in auto si parte da Moena-Tn. Si prende la strada per il passo di San Pellegrino e, dopo appena due chilometri, la si abbandona per imboccare, sulla destra, la deviazione per Passo Lusia (cartello turistico segnaletico). La strada, piuttosto ripida, è asfaltata solo nei primi metri, poi diventa sterrata ma comunque sempre agibile. Dopo circa 6 km si arriva al rifugio Passo di Lusia  situato in cima all’omonimo valico, nota meta sciistica nella stagione invernale. Qui si parcheggia l’auto. E’ possibile raggiungere il Passo anche dalla parte opposta mediante una sterrata che parte dalla località di Bellamonte in Val di Fiemme. Questa però è in condizioni molto peggiori rispetto alla strada che proviene da Moena e pertanto, al momento, se ne sconsiglia la percorrenza. E’ sempre comunque meglio informarsi presso il rifugio sulle condizioni delle strade che vi giungono dai due versanti. In alternativa, come detto, vi è la possibilità di raggiungere la zona del passo di Lusia anche mediante gli impianti di risalita provenienti da Moena. Attenzione, in questo caso, agli orari di apertura e di chiusura. Infine si può arrivare al rifugio, oppure direttamente alla partenza della via attrezzata del Gronton, anche combinando in vario modo i numerosi sentieri che partono dal fondovalle e dai passi di San Pellegrino e Valles.

AVVICINAMENTO

Dal rifugio Passo di Lusia -2.055mt- si segue il sentiero numero 633 in direzione di Cima Bocche e dei laghetti di Lusia (cartelli segnaletici). Il sentiero attraversa prati e pascoli normalmente utilizzati per l’alpeggio nella stagione estiva e per l’attività sciistica in quella invernale . Il percorso è sempre in leggera salita ma la pendenza non è mai accentuata e, pertanto, la camminata risulta molto gradevole. Attenzione perché nella parte iniziale il sentiero non è sempre molto evidente. Splendide le visuali sul vicino Lagorai , sui Monzoni, sul Latemar e sul Catinaccio . Suggestiva e caratteristica la Baita di Lastè , situata poco dopo l’arrivo degli skilift (questi invece rappresentano la nota stonata del percorso di avvicinamento). Arrivati alla Forcella Lusia ci si apre il bellissimo e selvaggio mondo dei laghetti di Lusia , mentre alla nostra destra si erge in tutta la sua imponenza il gruppo delle Pale di San Martino . Qui ignoriamo le tracce di sentiero che troviamo sulla nostra sinistra e scendiamo verso il lago di Lusia Inferiore, dove un cartello ci indica la direzione da prendere per il sentiero del Gronton (segnavia n.634) . Saliamo verso sinistra e in breve arriviamo all’attacco del sentiero attrezzato posto in corrispondenza della forcella di Cajerin (2.366mt - 1.20-1.30h dal rifugio).

LA FERRATA

Il sentiero attrezzato del Gronton si snoda ai piedi dell’omonima cresta. Per quasi tutto il suo percorso il sentiero passa lungo cenge e camminamenti della prima guerra mondiale situati sul versante nord della montagna. Solo verso la fine (nel senso di marcia classico SW - NE) il sentiero sale sul filo di cresta. La roccia sulla quale si sviluppa è di tipo vulcanico. La cosa che più colpisce l’attenzione è la presenza continua di enormi blocchi rettangolari di roccia scura  i quali sono stati utilizzati dai militari austriaci, durante la Grande Guerra, per costruire il camminamento lungo il quale oggi passa la via attrezzata. Dalla forcella di Cajerin giriamo a destra (dritto si scenderebbe verso il rifugio la Rezila e la valle di San Pellegrino) e affrontiamo subito la prima esposta cengia attrezzata  che si esaurisce dopo poche decine di metri depositandoci sui sopracitati lastroni di roccia vulcanica. Li risaliamo, non senza fatica, fino al punto in cui il sentiero diventa una vera e propria scalinata . Intorno a noi sono presenti i resti delle postazioni della prima guerra mondiale. Dopo qualche decina di metri la pendenza del sentiero diminuisce e si riaffaccia su un altro tratto in cengia. Attraversiamo un ponticello di legno (fune metallica)  e ricominciamo a salire avendo sempre come sfondo i bellissimi panorami offerti dalle Dolomiti Fassane. Ancora alcuni metri lungo le solite caratteristiche pietre nere e arriviamo ad una discesa attrezzata abbastanza esposta che ci porta poi ad attraversare una piccola forcella. Passata questa, percorriamo un tratto di cengia attrezzata  , al termine della quale un’ulteriore ripida salita di conduce sul filo di cresta. Qui è doveroso fermarsi per ammirare il panorama che si apre sul versante meridionale del Gronton verso le Pale, il Lagorai e i laghi di Lusia . Non molto lontano da noi si trova il bivacco Gronton . Proseguiamo quindi per una cengia esposta e priva di attrezzature che, benchè molto facile, va affrontata con prudenza. È questo uno dei tratti più suggestivi di tutto l’itinerario  . Dalla cengia è possibile staccarsi in più punti per salire su alcuni pulpiti rocciosi dai quali si possono ammirare i magnifici scenari dolomitici che ci circondano. Un successivo breve tratto di cresta  ci conduce verso sinistra al termine del sentiero attrezzato (50' ca. da forcella Cajerin). Qui è presente un bivio. A destra si scende velocemente alla Forcella delle Bocche e all’omonimo bivacco. Proseguendo verso sinistra, invece (indicazione Gronton con vernice bianca su un sasso), arriviamo alla vetta del Gronton-2617mt. Fare attenzione perché il segnavia qui è presente soltanto all’inizio e poi si perde. Per ritornare al punto in cui termina il sentiero attrezzato è decisamente molto suggestivo attraversare i camminamenti che passano proprio all’interno delle trincee della prima guerra mondiale . La deviazione verso cima Gronton, con il passaggio nei resti delle trincee, è vivamente consigliata in quanto rappresenta una preziosa testimonianza di quella che fu la Grande Guerra su queste montagne, e non porta via più di 20 minuti. Ritornati al termine del sentiero attrezzato, come detto, scendiamo rapidamente alla forcella delle Bocche e all’omonimo ricovero -2.543mt- . Da qui, se non si è troppo stanchi, si consiglia di proseguire verso Cima Bocche -2.745mt- massima elevazione del gruppo Lusia-Bocche, salendo e riscendendo lungo sfasciumi a volte instabili ma mai impegnativi (30-40' ca.). Bellissima la visuale sui massicci dolomitici circostanti (Costabella, Pale, Civetta, Marmolada, Pelmo ecc.). Poco sotto la cima si trova il bivacco Jellici raggiungibile in circa 10 minuti dalla vetta.

DISCESA

Dalla forcella delle Bocche riprendiamo il sentiero n.633 e proseguiamo verso sud in direzione della selvaggia conca nella quale si trovano i laghi Superiore e Inferiore di Lusia . Li costeggiamo sul loro versante meridionale e, dopo essere passati di fianco al bivacco Redolf -2.333mt- , posto proprio in riva al lago Inferiore di Lusia, ritorniamo al punto in cui si trova la deviazione col cartello per la via attrezzata del Gronton. Da qui ripercorriamo il sentiero dell’andata prima in breve salita e poi , sempre lungo il sentiero n.633, in discesa verso il Passo di Lusia e l’omonimo rifugio (1.30-1.40h ca. da Forcella Bocche; 4.00-4.30h ca. dall’inizio del percorso, più i tempi per l’eventuale salita a Cima Bocche).

CONSIDERAZIONI

Chi nel sentiero del Gronton cerca una via ferrata, rimane certamente deluso. I tratti attrezzati sono pochi, molto facili e brevi. Rimarrà invece molto soddisfatto chi va alla ricerca di un percorso più esposto e tecnico di una normale camminata, in un ambiente suggestivo e che regala panorami veramente bellissimi. La zona di Lusia-Bocche, infatti, è isolata dal resto delle grandi catene che la circondano e quindi la visuale verso le montagne vicine non è preclusa da nulla. Il territorio in cui si snoda questo sentiero è ancora abbastanza selvaggio (fa parte del parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino), malgrado si trovi in prossimità dei più rinomati caroselli sciistici della Val di Fassa e dell’Alpe di Lusia. Di particolare suggestione le testimonianze della prima guerra mondiale presenti su tutto il percorso. E’ possibile, come già detto, abbinare la via attrezzata del Gronton ad uno o più dei numerosi sentieri che salgono dai passi e dalle vallate circostanti. Il sentiero del Gronton è particolarmente adatto al neofita che vuole prendere confidenza con l’esposizione, vista la sua facilità e la relativa brevità dello stesso. Tuttavia non va sottovalutato e, specie in presenza di neve o vetrato, va affrontato con la consueta prudenza. Il sentiero può essere percorso anche nel senso opposto rispetto a quello indicato nella presente relazione.

Commenti   

0 #5 Davide e Marta 2017-09-17 10:23
Percorsa il 14/09/2017 Bella escursione: siamo partiti da fondo valle (inizio strada per Passo Lusia, quindi circa 1.200 metri di dislivello), ma con l'auto volendo è possibile raggiungere il passo e limitare così i tempi di percorrenza. Sentiero sempre interessante e suggestivo, pochi i tratti attrezzati ma nessun problema per chi in montagna ha già maturato esperienza. Trovata un po' di neve fresca (no ghiaccio) dopo la prima metà del sentiero e nebbia. Meglio percorrere l'itinerario con tempo stabile per godersi il panorama. Bello anche il ritorno passando per i laghi di Lusia in ambiente ancestrale.
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+1 #4 Riccardo 2017-08-14 07:10
Percorso il 09/08/2017. Il cavo è stato tolto lungo quasi tutto il percorso (rimangono solo i chiodi di ancoraggio alla parete): il sentiero è molto esposto e risulta quindi rischioso e non adatto a principianti, nonostante non sia in sè impegnativo tecnicamente. Da evitare decisamente il senso di percorrenza in discesa (partendo dalla forcella Bocche).
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+1 #3 Stefania 2016-08-22 09:59
Percorso il 21/08/2016. I tratti con il cavo sono pochissimi, il resto del sentiero non è attrezzato ma con attenzione si affronta abbastanza facilmente se si ha un po' di esperienza di sentieri esposti. Molto interessante dal punto di vista storico e geologico. Bella gita defaticante a fine vacanza o come intervallo tra un giorno di ferrata e un altro.
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+4 #2 Michele Martin 2015-01-23 00:00
Percorsa il 09/2013 - Più dell'aspetto tecnico (facile) è interessante per l'aspetto storico delle postazioni e dei camminamenti. La zona al termine del s.a. - bivacco Redolf e laghetti di Lucia) è spettacolare. Anche la salita a cima Bocche offre uno dei migliori panorami sulle Dolomiti.
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+6 #1 Elia Ardizzoni 2015-01-23 00:00
Percorsa il 24/09/2013 Non so se fosse in manutenzione ma non c'era un metro di cavo, rendendo il tutto un cammino esposto e pericoloso.
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