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Caratteristiche

  • Moderatamente difficile.
  • - attacco 3.00h da rif. Berti / 4.00h da Giralba
    - ferrata 3.00h + 1.00h al rif. Carducci
    - discesa 2.20h a Giralba
  • - attacco 600mt da rif. Berti / 1450mt da Giralba
    - 200mt + 150mt al rif. Carducci
    - discesa 1200mt a Giralba
  • - rifugio Carducci
    - rifugio Berti
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VALUTAZIONE FERRATA PHOTOGALLERY Relazione GOOGLE.MAPS

Via Ferrata  CENGIA GABRIELLA

DOLOMITI di SESTO

segnalata da MICHELE MARTIN - 2015

La cengia Gabriella collega il Ciadin de Stalata al rifugio Carducci in Val Giralba Alta. E' la naturale prosecuzione della ferrata Roghel che dal rifugio Berti traccia un diretto superamento tra le Guglie di Stalata ed i Campanili di Popera con ripida discesa nel Ciadin di Stalata ad incrociare il sentiero n.109 che sale dal sottostante bivacco Battaglion Cadore. Il percorso asseconda una larga cengia che costeggia il fianco est del monte Giralba di Sotto per contornarne la propaggine meridionale e portarsi nel versante ovest a collegare sfalsate cenge intermedie per scendere infine nella parte alta della Val Giralba Alta, poco sotto il rifugio Carducci. Pur non presentando eccessivi dislivelli il tracciato comporta diversi saliscendi e va tenuto in considerazione l'approccio alla ferrata che implica in ogni caso una precedente fatica.

PERCORSO STRADALE

Due le opzioni per l'accesso alla ferrata:
1- dal rifugio Berti e la ferrata Roghel, ci si porta dal Comelico a Padola quindi in direzione Valgrande sino al termine della stradina al parcheggio presso il rifugio Lunelli.
2- da Auronzo si esce di poco dal centro paese sino alla deviazione a destra per Pian de la Velma; sino al termine della stradina, sterrata nel tratto finale, agli spiazzi terminali dove si parcheggia.

AVVICINAMENTO

1- dal rifugio Lunelli si sale in 1.00h ca. al rif. Berti  quindi a risalire il ghiaione per la ferrata Roghel che sale tra le Guglie di Stalata ed i Campanili di Popera in ambiente suggestivo fino alla forcella delle Guglie Oltre questa si scende sul versante opposto  lungo le attrezzature ad incrociare nel Ciadin sottostante il sentiero che proviene dal vicino bivacco Battaglion Cadore . Al bivio si prosegue in quota verso la parete del monte Giralba di Sotto dove, nei pressi di un colatoio di sfasciumi e neve residua, si trovano le prime attrezzature 2400mt - 3.00h .
2- si risale tutta la Val Giralba Bassa sino al Pian delle Salere - 1365mt - quindi si traversano le larghe ghiaie del Rio Giralba verso est ad approcciare la parte finale della Val Bastioi . La si lascia subito a sinistra su ripido pendio di mughi e si risale la fiancata destra della Val Stalata con almeno tre brevi ma facili tratti attrezzati in ambiente grandioso . Sopra lo sbarramento roccioso finale si tocca il biv. Battaglion Cadore 2219mt  ed a seguire la breve risalita ad incrociare il sentiero di discesa della ferrata Roghel. Al bivio a sinistra brevemente sino all'attacco della ferrata nei pressi di un colatoio di sfasciumi e neve residua 2400mt - 4.00h .

LE FERRATE

Ci si alza sulle prime funi a superare un canalino ed a seguire una facile cengia che aggira uno spigolo . La cengia, in falsopiano, contorna la parete di destra alternando tratti attrezzati ad altri sprotetti ma facili . Si scendono alcuni metri su ghiaie meno stabili ma su passi relativamente sicuri anche dove la traccia appare più esigua . Una lunga cengia orizzontale si delinea alla vista sulla precipitante parete a sinistra anche se il colpo d'occhio fà più impressione che nel percorrerla  . Ancora qualche contenuto saliscendi meno lineare  ma nel complesso non difficoltoso e la spettacolare cengia continua il suo lungo aggiramento delle verticali pareti  . In questo tratto non ci sono attrezzature ma la percorrenza non presenta esposizioni particolari   . Le funi si ripresentano su una breve placca da traversare  per terminare presto prima dell'ennesima cengia in falsopiano dalla quale si apre la veduta su un torrione tra la parete a destra ed una cima secondaria a sinistra . Si scendono alcuni metri sulle funi, quindi si asseconda una cengia in una rientranza  per traversare ora su tratto attrezzato più esposto ma singolare, inizialmente sotto il tetto della parete su rocce e sabbie scure  . A seguire un traverso su facili placche e cengette che si alzano lasciando a sinistra il singolare torrione avvistato in precedenza  . Si risale un pendio erboso sin sotto la chiara parete che si contorna ancora sotto i tetti spioventi seguendo le attrezzature . E' questo il tratto più spettacolare, esposto e precipitante seppur sempre ben assicurato  . Lo si termina aggirando uno spigolo  ed a risalire ancora le funi  assecondando una successiva rientranza con alcuni passi tecnici su cengia rocciosa   . Le funi riprendono il traverso   e quindi in decisa salita su facili roccette appigliate a riprendere una successiva e più alta cengia  . Questa conduce alla base di un camino scalinato dove le funi guidano la risalita   sul soprastante colle erboso dove apre il panorama verso la Croda dei Toni ed il rifugio Carducci 2450mt ca. - 1.50h . Si asseconda la parete basale su comoda e panoramica cengia in falsopiano  per un lungo tratto e ci si porta sopra un rilevante salto di roccia dove riprendono le funi  . Con tratti verticali e brevi traversi si scendono diversi metri   sino ad un marcato intaglio da cui parte l'ultima discesa su un largo seppur ripido canale di sassi e ghiaie spesso ancora innevato, magari parzialmente, ad inizio stagione . Dopo i primi metri è possibile aiutarsi nella discesa con l'aiuto di una corda ancorata sul lato sinistro del canale,   utile soprattutto nei tratti dove il terreno risulta più infido e sconnesso sino al termine del faticoso canale 2200mt ca. - 0.50h.

DISCESA

Il sentiero scende ora con pendenze più tranquille  ad incrociare il 103 proveniente dalla Val Giralba  ed eventualmente a salire le ultime ormai faticose rampe sino al soprastante rif. Carducci 2297mt - 0.50h. Se si intende ritornare al PP di Pian de la Velma è possibile anticipare l'incrocio con il suddetto sentiero tagliando all'altezza della base del monte Giralba di Sopra su lingue di ghiaie  ed i successivi prati, portandosi verso il torrente ad incrociare il segnavia n.103 presso una svolta . Lo si segue in piacevole discesa rientrando all'ombra dell'alta vegetazione lungo i numerosi tornantini della Val Giralba Alta che qui si rivela nella sua isolata bellezza. Più sotto si incrocia il bivio della salita presso Pian de le Salere dove, tra i mughi presso il sentiero, si può sostare alla Baita de le Salere 1365mt - 1.10h. Come per la salita si discende ora la Val Giralba Bassa traversando il greto pi?? sotto e seguendo il corso del torrente nella parte terminale dove il sentiero dovesse risultare mancante, quindi nel bosco presso gli spiazzi dei parcheggio a Pian de la Velma 960mt - 0.50h.

CONSIDERAZIONI

Il percorso della Cengia Gabriella è tanto spettacolare quanto impegnativo considerandone il preventivo accesso, in ogni caso lungo, pur non presentando difficoltà particolari. La ferrata viene interamente percorsa sotto il sole e presenta le salite più accentuate verso la fine del percorso. Nella parte mediana si trovano i tratti più esposti ma comunque sempre ottimamente tracciati ed attrezzati. I paesaggi sulle cime della zona sono sempre immensi. Il senso descritto è quello più comunemente percorso soprattutto in considerazione della concatenazione con la ferrata Roghel e va comunque sempre tenuto presente che il collegamento tra i rifugi Berti e Carducci richiede una buona preparazione data la lunghezza e l'impegno.