Via Alpinistica Roberto Fava

Percorsi non attrezzati,su roccia od in ambiente Alpinistico.

Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda dokkodo54 » 27/05/2015, 12:41

Vabbè che allora ero (più) giovane, ma dire che erano quattro doppie mi sembra una vanteria poco credibile... :lol: :lol: :lol:

Per questo mi sembra più probabile che fossero due mezze.
Quindi, che c'azzecca sta corda fra il secondo e il terzo ? :mmemo:
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Arterio Lupin » 27/05/2015, 14:12

Dokko...

La buona pratica insegna che un buon primo di cordata osservi il secondo ed il terzo per assicurarli, soprattutto in tratti con "traversi".

Se vedi che la foca (il secondo, quello meno esperto) combina una cazzata come quella (potenzialmente pericolosa) il bravo primo di cordata provvede con adeguati segnali acustici a far sistemare il tutto (ovvero tira quattro madonne e gli fa rimettere la corda del terzo dentro al moschettone del rinvio...).

Tutto qua. Poco importa che siano gemelle o doppie... Ciò che il vecchio smerigliapalle voleva dire è semplicemente che c'è stata una grossa mancanza id attenzione da parte del primo di cordata. Purtroppo sono proprio queste dimenticanze sul "facile" a creare i peggiori disastri...

Tutto qua.

:-)
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda fedipos » 27/05/2015, 16:37

Dunque, io devo limitare le madonne agli incompetenti, giusto. Però ,caro Dokko, memorizza che sotto il profili tecnico con me non c'è spazio per nessuno.
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Laustorre » 27/05/2015, 20:20

Dokko....Fedipos è uno,per capirci,che intanto che ti cazzia
perché stai scendendo su una doppia,su un armo passato in clessidra fatto con un doppio inglese a regola d'arte,mosco chiuso e provato.....solo che hai dimenticato di salire con tutto il tuo peso sull' armo per provare se tiene...è solo questo meriterebbe discussione a parte...litiga con un paio di guide che al fianco nostro stanno facendo manovre e litiga con tutti quelli che al primo lancio lo sfiorano con una 70 metri da 10,2......e al secondo non gridano "corda".....e tu li....attaccato come un pirla che non sai se taglierà la corda e ti farà volare di sotto...o magari ti sputa in un occhio 5 metri sopra di te.
Vedi tu..... :okkemo: :okkemo:
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda dokkodo54 » 27/05/2015, 20:40

Arterio Lupin ha scritto:Tutto qua. Poco importa che siano gemelle o doppie... Ciò che il vecchio smerigliapalle voleva dire è semplicemente che c'è stata una grossa mancanza id attenzione da parte del primo di cordata. Purtroppo sono proprio queste dimenticanze sul "facile" a creare i peggiori disastri...


Sacrosanto, Arterio (soprattutto per la parte relativa allo smerigliapalle... :lol: ).
Però la disattenzione, devo ammetterlo, fu essenzialmente mia (anche se anch'io avevo il mio daffare, mentre salivo).
Il capo non credo neanche che lo potesse vedere, il secondo, dalla sosta.
Ma l'ho pagata, eccome. Farmi quel traverso con la prospettiva di 20 metri di pendolo legato a una mezza corda, non è stato per nulla piacevole.
Me li sono fatti in silenzio, dopo aver messo la paura sotto controllo e maledetto me stesso per non essere stato abbastanza attento.
I "segnali acustici", come li chiami tu, al secondo di cordata, sono partiti non appena arrivato in sosta e passato il fiatone. Credo che da quelle parti ancora si senta l'eco, vivaddio!

Questo per ribadire che l'attenzione non è mai troppa e il rischio di pestare una merda è sempre dietro l'angolo.
E cercare di imparare dagli errori per non commetterli più, perchè se la prima volta magari ti va fatta bene, non è affatto detto che ti vada altrettanto bene la seconda.

fedipos ha scritto:Dunque, io devo limitare le madonne agli incompetenti, giusto. Però ,caro Dokko, memorizza che sotto il profili tecnico con me non c'è spazio per nessuno.


fedipos, non ho nessuna intenzione di giocare con te a chi ce l'ha più lungo in fatto di tecnica.
E questo per due semplici ragioni:
1) Sono sicuro che ne sai più di me. Non ho bisogno di memorizzarlo e non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo.
2) Sarebbe inutile per te, per me, e anche per chi ci legge

E adesso che ho "innaffiato" un pò il tuo ego, chiedo a te di memorizzare una cosa.
Quando scrivo di una mia esperienza, ti chiedo la cortesia di darmi credito quanto basta per saperla raccontare per come effettivamente si sono svolti i fatti.
Nella fattispecie, se dico che il secondo di cordata ha tolto entrambe le corde, la sua e la mia, dal rinvio, è perchè è così.
Punto.
Ciascuno di noi era legato a una mezza corda, il capo è salito legato a entrambe e mettendo entrambe nei rinvii.
Non c'era nessuna corda fra il secondo e il terzo (che ero io).

Poi magari, se avrai voglia, prima o poi mi spiegherai questa faccenda della corda fra il secondo e il terzo nella progressione della cordata a tre componenti, perchè non sono sicuro di aver capito bene.

Un saluto a tutti e due,
dokkodo
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Fitman » 28/05/2015, 12:23

appenninista ha scritto:Con lo scopo di far conoscere le bellezze dell'Appennino parmense propongo questo itinerario localizzato nell'Alta Val Parma.
La via alpinistica in questione la si potrebbe definire sentiero alpinistico in quanto alterna tratti di arrampicata ad altri in cui si cammina seguendo una labile traccia contrassegnata da ometti ben posizionati. Il percorso alpinistico corre lungo la Cresta dello Sterpara formata da una serie di torrioni, alture e gendarmi rocciosi. I tratti di arrampicata sono ben serviti da spit e le difficoltà variano dal II° al IV°.
Partiti dalla località Lagdei (raggiungibile da Parma passando per Langhirano, Corniglio e Bosco) si arriva in 40 minuti circa al Rifugio Mariotti al Lago Santo e si continua per il sentiero 723 diretto alla sella del Marmagna. Ad un primo bivio (cartelli) si lascia a destra il 729 e al bivio successivo, posto appena dopo il primo, si abbandona il sentiero 723 seguendo quello diretto alla Sella dello Sterpara e al Passo delle Guadine. Giunti in prossimità di un cartello con scritto "Via Alpinistica Roberto Fava" si lascia anche questo sentiero e ci si inoltra nel bosco seguendo una labile traccia che in breve conduce in un panoramico pendio cosparso di massi d'arenaria e cespugli di mirtilli. Il primo tratto di cresta è già evidentissimo e per raggiungerlo si seguono gli ometti che conducono a destra al culmine del pendio e, successivamente, ad una sella all'interno del bosco. Da qui occorre svoltare a sinistra raggiungendo l'inizio della via alpinistica (due spit di sosta). Il primo risalto presenta in successione: una breve placchetta incisa da una netta fessura, una crestina piuttosto rotta e un estetico e verticale spigolo dotato di ottimi appigli (III°; diversi spit). Dalla sommità è necessario seguire (o meglio intuire) una poco evidente traccia nell'erba che conduce all'interno di un fitto boschetto. Seguendo i puntuali ometti si giunge alla base del secondo risalto: un bellissimo torrione. Lo si scala dapprima salendo una bella e appigliata placca, a destra del filo, per poi seguire quest'ultimo con divertente arrampicata (III°-; diversi spit).
Dalla cima del torrione si scende ripidamente contornando sulla destra un risalto caratterizzato da fessure e un foro nella roccia. Dopo aver ripreso la dorsale si rientra nel bosco giungendo alla base del terzo risalto, il più impegnativo, anche se breve. Lo si supera, all'inizio, traversando delicatamente a destra sfruttando una stretta cornice, per poi salire direttamente e con un passaggio impegnativo (IV°) raggiungere un foro nella roccia da cui si vede lo spigolo sud della Roccabiasca. Si continua tenendosi appena a sinistra del filo guadagnando la sommità (IV°, poi III°; molto breve e abbondantemente servito da spit). Una pietraia, un tratto di bosco e un ripido pendio precedono il quarto risalto: un caratteristico gendarme roccioso. Lo si scala direttamente tenendosi a sinistra dello spigolo e con un passo non banale si afferra una fessura verticale che conduce fuori dalle difficoltà (III°+; molto breve; diversi spit). Dall'aerea sommità si discende con attenzione una placca per poi rientrare all'interno del bosco. Da questo momento il percorso diviene meno interessante. Proseguendo lungo la dorsale si scavalcano due alture e si giunge ai piedi del quinto risalto. Lo si sale seguendo inizialmente una friabile crestina e, successivamente, una facile fenditura (II°; roccia non buona; diversi spit). Ora non resta che seguire la dorsale e dopo aver superato una paretina, salendo la faccia destra del diedro-fessura che la incide, si arriva sull'ultima quota della cresta. Da qui si scende nel bosco (tracce e contrassegni assenti) seguendo l'ampia dorsale e congiungendosi con il sent. 723B (le carbonaie) che seguito a sinistra conduce ad un bivio: a destra si fa ritorno a Lagdei e a sinistra a Lago Santo.

indicativamente, i risalti, al massimo, quanto saranno alti? Per sapere che corda portare...
Grazie
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda appenninista » 28/05/2015, 14:05

Fitman ha scritto:indicativamente, i risalti, al massimo, quanto saranno alti? Per sapere che corda portare...
Grazie


Indicativamente i risalti non superano i 50 metri. Il primo è quello più lungo ma puoi sostare prima dell'inizio dello spigolo verticale. L'ultimo, il quinto risalto, è tra i più lunghi e anche in questo caso vi è la possibilità di sostare prima della fenditura di uscita: qualche metro di II°. Nella media i risalti saranno di circa 20-25 metri ma forse anche meno.
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Fitman » 28/05/2015, 14:32

appenninista ha scritto:
Fitman ha scritto:indicativamente, i risalti, al massimo, quanto saranno alti? Per sapere che corda portare...
Grazie


Indicativamente i risalti non superano i 50 metri. Il primo è quello più lungo ma puoi sostare prima dell'inizio dello spigolo verticale. L'ultimo, il quinto risalto, è tra i più lunghi e anche in questo caso vi è la possibilità di sostare prima della fenditura di uscita: qualche metro di II°. Nella media i risalti saranno di circa 20-25 metri ma forse anche meno.

Grazie!
E' probabile che un giretto, sabato, venga a farmelo. :sciemo:
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda appenninista » 28/05/2015, 19:03

Fitman ha scritto:E' probabile che un giretto, sabato, venga a farmelo.



Ottimo!

Un'ultima cosa riguardo alla lunghezza dei risalti: il terzo e il quarto sono molto brevi, forse 10 o 15 metri massimo. Per quanto concerne i tempi: 40/45 min. per arrivare al Lago Santo, altri 25 min. per arrivare all'inizio della via alpinistica, mentre per la cresta la tempistica, come potrai immaginare, è piuttosto variabile.
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Fitman » 28/05/2015, 19:36

appenninista ha scritto:
Fitman ha scritto:E' probabile che un giretto, sabato, venga a farmelo.



Ottimo!

Un'ultima cosa riguardo alla lunghezza dei risalti: il terzo e il quarto sono molto brevi, forse 10 o 15 metri massimo. Per quanto concerne i tempi: 40/45 min. per arrivare al Lago Santo, altri 25 min. per arrivare all'inizio della via alpinistica, mentre per la cresta la tempistica, come potrai immaginare, è piuttosto variabile.

Grazie per le informazioni; una volta scesi di nuovo al Lago Santo pensavamo di risalire sui crinali per riempire la giornata, hai qualche dritta per un anello partendo dal lago?
Senza diventar matto, s'intende!
Idea: col 719 al Passo delle Guadine; crinale fino al Monte Fosco e discesa a Lagdei...

Ps: ho la mappa locale...
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