Via Alpinistica Roberto Fava

Percorsi non attrezzati,su roccia od in ambiente Alpinistico.

Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda fedipos » 31/05/2015, 4:47

Ma è possibile che se dico una roba io sia prendere in giro? Io non ho preso in giro nessuno, ho detto che è un terreno minato.
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Fitman » 31/05/2015, 6:30

Via Alpinistica Roberto Fava

vi ricordo che la discussione era un'altra... :nooemo: altrimenti, chi apre queste pagine, si deve sorbire tutt'altre cose, non inerenti l'argomento... :maaemo:
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Fitman » 31/05/2015, 7:24

appenninista ha scritto:Con lo scopo di far conoscere le bellezze dell'Appennino parmense propongo questo itinerario localizzato nell'Alta Val Parma.
La via alpinistica in questione la si potrebbe definire sentiero alpinistico in quanto alterna tratti di arrampicata ad altri in cui si cammina seguendo una labile traccia contrassegnata da ometti ben posizionati. Il percorso alpinistico corre lungo la Cresta dello Sterpara formata da una serie di torrioni, alture e gendarmi rocciosi. I tratti di arrampicata sono ben serviti da spit e le difficoltà variano dal II° al IV°.
Partiti dalla località Lagdei (raggiungibile da Parma passando per Langhirano, Corniglio e Bosco) si arriva in 40 minuti circa al Rifugio Mariotti al Lago Santo e si continua per il sentiero 723 diretto alla sella del Marmagna. Ad un primo bivio (cartelli) si lascia a destra il 729 e al bivio successivo, posto appena dopo il primo, si abbandona il sentiero 723 seguendo quello diretto alla Sella dello Sterpara e al Passo delle Guadine. Giunti in prossimità di un cartello con scritto "Via Alpinistica Roberto Fava" si lascia anche questo sentiero e ci si inoltra nel bosco seguendo una labile traccia che in breve conduce in un panoramico pendio cosparso di massi d'arenaria e cespugli di mirtilli. Il primo tratto di cresta è già evidentissimo e per raggiungerlo si seguono gli ometti che conducono a destra al culmine del pendio e, successivamente, ad una sella all'interno del bosco. Da qui occorre svoltare a sinistra raggiungendo l'inizio della via alpinistica (due spit di sosta). Il primo risalto presenta in successione: una breve placchetta incisa da una netta fessura, una crestina piuttosto rotta e un estetico e verticale spigolo dotato di ottimi appigli (III°; diversi spit). Dalla sommità è necessario seguire (o meglio intuire) una poco evidente traccia nell'erba che conduce all'interno di un fitto boschetto. Seguendo i puntuali ometti si giunge alla base del secondo risalto: un bellissimo torrione. Lo si scala dapprima salendo una bella e appigliata placca, a destra del filo, per poi seguire quest'ultimo con divertente arrampicata (III°-; diversi spit).
Dalla cima del torrione si scende ripidamente contornando sulla destra un risalto caratterizzato da fessure e un foro nella roccia. Dopo aver ripreso la dorsale si rientra nel bosco giungendo alla base del terzo risalto, il più impegnativo, anche se breve. Lo si supera, all'inizio, traversando delicatamente a destra sfruttando una stretta cornice, per poi salire direttamente e con un passaggio impegnativo (IV°) raggiungere un foro nella roccia da cui si vede lo spigolo sud della Roccabiasca. Si continua tenendosi appena a sinistra del filo guadagnando la sommità (IV°, poi III°; molto breve e abbondantemente servito da spit). Una pietraia, un tratto di bosco e un ripido pendio precedono il quarto risalto: un caratteristico gendarme roccioso. Lo si scala direttamente tenendosi a sinistra dello spigolo e con un passo non banale si afferra una fessura verticale che conduce fuori dalle difficoltà (III°+; molto breve; diversi spit). Dall'aerea sommità si discende con attenzione una placca per poi rientrare all'interno del bosco. Da questo momento il percorso diviene meno interessante. Proseguendo lungo la dorsale si scavalcano due alture e si giunge ai piedi del quinto risalto. Lo si sale seguendo inizialmente una friabile crestina e, successivamente, una facile fenditura (II°; roccia non buona; diversi spit). Ora non resta che seguire la dorsale e dopo aver superato una paretina, salendo la faccia destra del diedro-fessura che la incide, si arriva sull'ultima quota della cresta. Da qui si scende nel bosco (tracce e contrassegni assenti) seguendo l'ampia dorsale e congiungendosi con il sent. 723B (le carbonaie) che seguito a sinistra conduce ad un bivio: a destra si fa ritorno a Lagdei e a sinistra a Lago Santo.

Ottima relazione, concordo con tutto. Ne ho viste altre relazioni, che parlano di IV+, di scarpette!, di scendere dalla selletta prima della cima principale!, ma la tua è la migliore!
Ps: penso (sono un neofita in campo alpinistico...), che un tracciato scandito solo da alcuni discreti bolli (anche no...), sarebbe stata un'idea naturalisticamente migliore; la ricerca del modo di proteggersi (l'unico punto in cui ci sarebbe stato uno spit è la placca compatta del terzo risalto), e la scelta dei passaggi migliori, alpinisticamente più remunerativo! E' un mio parere...
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda appenninista » 31/05/2015, 8:19

Fitman ha scritto:Ottima relazione, concordo con tutto. Ne ho viste altre relazioni, che parlano di IV+, di scarpette!, di scendere dalla selletta prima della cima principale!, ma la tua è la migliore!
Ps: penso (sono un neofita in campo alpinistico...), che un tracciato scandito solo da alcuni discreti bolli (anche no...), sarebbe stata un'idea naturalisticamente migliore; la ricerca del modo di proteggersi (l'unico punto in cui ci sarebbe stato uno spit è la placca compatta del terzo risalto), e la scelta dei passaggi migliori, alpinisticamente più remunerativo! E' un mio parere...



Ti ringrazio!
Sono contento che la mia relazione ti sia stata d'aiuto.
Anni fa (2010) il sentiero alpininstico era in parte segnato con bolli rossi che poi con gli anni sono sbiaditi. In effetti in alcuni punti il percorso da seguire non è immediato, specialmente dopo il primo risalto. Sono pienamente d'accordo che la via alpinistica poteva essere più remunerativa lasciando spazio alla ricerca dei passaggi e anche all'uso di protezioni veloci: la placchetta del terzo risalto sembra quasi un brevissimo mono-tiro tipo falesia. Come avrai notato dopo il quarto risalto non esiste nessun contrassegno per marcare il percorso anche se il perdersi è difficile in quanto è sufficiente seguire la dorsale. Soprattutto dopo il quinto risalto ci sarebbe stato bisogno di un qualche contrassegno (ometti o "discreti" segni di vernice). Considera che la paretina che incontri successivamente e che devi superare, se non vuoi scendere sulla sinistra per il ripido pendio boscoso (scelta sconsigliabile!), non è menzionata in nessuna relazione e costituisce la logica continuazione in quanto una volta raggiunta l'ultima quota è sufficiente scendere per la comoda dorsale boscosa e ricongiungersi con il sentiero delle "Carbonaie".
In sintesi la "Via Alpinistica Roberto Fava" è un percorso che andrebbe migliorato (meno spit e un minimo di contrassegni in più nella seconda parte del percorso).
Ultima modifica di appenninista il 31/05/2015, 8:41, modificato 1 volta in totale.
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Campioncino » 31/05/2015, 8:35

Fedipos scusa ma avevo frainteso le tue parole! Pensavo che tu stessi schersando...
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Fitman » 31/05/2015, 8:43

appenninista ha scritto:
Fitman ha scritto:Ottima relazione, concordo con tutto. Ne ho viste altre relazioni, che parlano di IV+, di scarpette!, di scendere dalla selletta prima della cima principale!, ma la tua è la migliore!
Ps: penso (sono un neofita in campo alpinistico...), che un tracciato scandito solo da alcuni discreti bolli (anche no...), sarebbe stata un'idea naturalisticamente migliore; la ricerca del modo di proteggersi (l'unico punto in cui ci sarebbe stato uno spit è la placca compatta del terzo risalto), e la scelta dei passaggi migliori, alpinisticamente più remunerativo! E' un mio parere...


In sintesi la "Via Alpinistica Roberto Fava" è un percorso che andrebbe migliorato (meno spit e un minimo di contrassegni in più nella seconda parte del percorso).

Purtroppo, una volta fatti i buchi...è come quando dismettono le seggiovie-funivie, tolgono quello che è facile da togliere, ma le torri-pali ecc. rimangono li a ricordo degli errori umani; e le ferite rimangono aperte!

alcune foto https://plus.google.com/u/0/photos/1149 ... 5377353921
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda fedipos » 31/05/2015, 8:55

E' mancato all'affetto dei suoi cari:
1) Il senso della montagna.
2) Il piacere di interpretare un percorso.
3) La capacità di ragionare su quello che uno sta facendo.
4) La valutazione delle proprie capacità.
5) L'umiltà di saper dire: " io sono una foca e senza bolli rossi, spit, ecc. non sono neanche capace a trovare un boschetto per fare la cacca".
Dalla 6 alla 10 ve li risparmio. Vi rendete conto oppure no?
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda appenninista » 31/05/2015, 21:23

Fitman ha scritto:alcune foto https://plus.google.com/u/0/photos/1149 ... 5377353921



Gran belle foto!
Complimenti per il giro che avete fatto! Purtroppo il crinale era "incappucciato" dalle nubi.
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Re: Via Alpinistica Roberto Fava

Messaggioda Fitman » 31/05/2015, 21:50

appenninista ha scritto:
Fitman ha scritto:alcune foto https://plus.google.com/u/0/photos/1149 ... 5377353921



Gran belle foto!
Complimenti per il giro che avete fatto! Purtroppo il crinale era "incappucciato" dalle nubi.

Grazie! La nebbia saliva copiosa dalla Toscana, purtroppo! Ma, comunque, una bella gita, nel complesso; sono rimasto incantato dal Lago Santo e dalla posizione del Rif.Mariotti; sarebbe il posto ideale per una forumata...
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