Via normale al Monte Civetta

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Via normale al Monte Civetta

Messaggioda Sky92 » 05/08/2019, 8:05

La stagione è al massimo dello splendore per il 2019, decido di voler fare il mio primo 3000... il Civetta mi salta subito in mente. Fra le vie umane io favorisco la normale alla Alleghesi e Tissi perchè oltre ai pezzi attrezzati ha qualche punto libero, e poi non c'avevo cazzi di passare per il Coldai detto onestamente.

Parcheggio a Malga Grava e inizio il sentiero nella stupenda ma breve strada forestale. Dove troverò un uomo che stava proprio caricando la teleferica con gli alimenti per il Rifugio Torrani!! gli chiedo indicazioni e mi dice di essere il supervisore e parente del gestore del rifugio Pordenone! Io lo ringrazio e mi saluta augurandomi buona salita

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Finisce tutto e si apre il meraviglioso anfiteatro del Civetta, rimango estasiaso!!

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Nel frattempo il supervisore aveva finito di caricare e come un TRENO mi raggiunge, io mi impegno e gli sto dietro per 15-20 minuti, poi mi devo arrendere e mi faccio seminare perchè non lo tengo proprio il suo passo :aaaemo: :aaaemo: :aaaemo: "sono molto piu' giovane ma cammino di meno" :aaaemo:

Raggiungo l'inizio della vera e propria normale, mi setto con imbrago, kit e caschetto. Siamo pronti!

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Finalmente al Torrani, rifugio a dir poco meraviglioso.
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Dal rifugio alla vetta sono 30-40 minuti di strada... mi riposo 15 minuti e decido di partire senza perdere tempo, non volevo rischiare che annuvolasse, non si sa mai.

Inizio a stare poco bene, seppur cuore e gambe siano perfetti io sto male... non capisco il perchè, però ho un presentimento. Stringo i denti e mi faccio forza fino alla vetta del mio primo 3000!

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Sono contento ma non troppo perchè sento che c'è qualcosa che non va... rimango 30 minuti in cima di 25 seduto su una roccia.

Scendo al Torrani ed i sintomi erano sonnolenza, leggero mal di testa, sensazione di vomito... inizio a capire da solo, poi chiedo parere agli esperti ovvero il gestore del rifugio ed il supervisore che confermano il mio pensiero. Male d'alta quota.

La mia idea iniziale era quella di pernottare a 3000m per fare un'esperienza completa, però abbiamo valutato insieme che per la mia saluta la cosa piu' giusta sarebbe stata quella di scendere.

Mi faccio la normale al ritroso e perdendo quota sto sempre meglio, i sintomi mi spariscono e torno in gran forma.

Dispiaciuto me ne torno a casa. Voi avete soluzioni, come posso migliorare il mio organismo a reggere la pressione dei 3000?
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Re: Via normale al Monte Civetta

Messaggioda gianverd » 05/08/2019, 9:15

Innazitutto complimenti per la scelta ponderata di scendere: non è da tutti rinunciare. Comunque hai fatto la normale. Secondo me il mal di quota puoi solo fartelo passare con un graduale avvicinamento a simili altezze.
P.s. sul fatto che non tenessi il passo del "gestore" del Torriani non ti preoccupare è successo anche a me in altre circostanze: sono quasi stambecchi quando salgono quelli del luogo. :D
saluti
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Re: Via normale al Monte Civetta

Messaggioda Xtreme » 05/08/2019, 18:16

Io sarei salito per la Tissi e sceso per la normale.
Peccato per il mal di montagna.
Prova a pernottare a 2000 - 2500 metri e poi salire un 3000 e vedere se va meglio. Fortunatamente qui a nord est ci sono molte belle cime sotto i 3 mila
Michele
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Re: Via normale al Monte Civetta

Messaggioda dokkodo54 » 05/08/2019, 18:29

Bravo Sky, la normale al Civetta è una gran bella salita. Complimenti per il tuo primo "3000".

Da quanto scrivi, il tuo mi pare proprio un caso di lieve "mal di montagna". Hai fatto bene a scendere e la prova è che scendendo di quota i sintomi sono spariti.

Può capitare se non si è abituati e non ci si è acclimatati a sufficienza prima di intraprendere una salita.
Inoltre non siamo tutti uguali. Ciascuno di noi reagisce in maniera diversa all' "aria sottile" (sappi che c'è chi ha problemi già sotto ai 2000...).

Evidentemente "al momento" la tua soglia personale di tollerabilità "a secco" (ipotizzo che tu sia partito dalla pianura e salito direttamente in vetta) si aggira intorno alle quote dove hai percepito i primi disturbi.
Scrivo "al momento" perchè tale soglia può variare a seconda delle condizioni di salute e dell'età, ma anche in base all'assuefazione.
Mi ricordo che, quando facevo attività "seria" :lol:, una volta partii dalla pianura per dormire al monte Viòz e a Pejo presi pure l'impianto di risalita. Quanto di peggio si possa fare, eppure non ebbi alcun problema perchè ero già abituato alla quota e il mio fisico ci si adattava molto rapidamente.

Quindi, se vuoi alzare la tua "soglia", ti consiglio di fare più attività in quota ma soprattutto di arrivarci in modo più graduale. E anche di dormirci più spesso, su in quota (rifugio o bivacco che sia, e non necessariamente a 3000 metri, va bene anche più in basso come ti ha testè scritto Xtreme...).
Scommetto che se tu avessi pernottato al Coldai, il giorno dopo avresti avuto meno problemi.
Sempre a mio parere, avresti avuto meno problemi anche se non ti fossi messo a fare il "fenomeno" (passami il termine), correndo dietro a chi in Montagna ci vive e lavora. Hai stressato troppo il tuo fisico con un'andatura per lui non sostenibile, e così ti ha presentato il conto.

Giusto per completezza, ci sono anche dei farmaci che possono aiutare per il mal di quota. Ma, sia per motivi "etici" che di opportunità, non ritengo sia il caso di approfondire qui questo tema.
Sei giovane e hai entusiasmo, non hai bisogno di prendere "scorciatoie". Devi solo imparare a gestirti e a conoscere meglio te stesso e la Montagna.
"Piccoli passi portano a grandi traguardi" [cit.]

Buone Montagne,
dokkodo
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Re: Via normale al Monte Civetta

Messaggioda Sky92 » 05/08/2019, 19:26

gianverd ha scritto:Innazitutto complimenti per la scelta ponderata di scendere: non è da tutti rinunciare. Comunque hai fatto la normale. Secondo me il mal di quota puoi solo fartelo passare con un graduale avvicinamento a simili altezze.
P.s. sul fatto che non tenessi il passo del "gestore" del Torriani non ti preoccupare è successo anche a me in altre circostanze: sono quasi stambecchi quando salgono quelli del luogo. :D


Xtreme ha scritto:Io sarei salito per la Tissi e sceso per la normale.
Peccato per il mal di montagna.
Prova a pernottare a 2000 - 2500 metri e poi salire un 3000 e vedere se va meglio. Fortunatamente qui a nord est ci sono molte belle cime sotto i 3 mila

L'anno scorso avvertii la stessa sensazione in vetta alla Cima d'Asta, mi riposai un pochino al Bivacco Cavinato ma niente, stavo leggermente male.... però riuscìì a mangiare qualcosina mi ricordo. Il stavo leggermente male era dato da 2850mt... Poi scesi, cenai e pernottai al rifugio Ottone Brentari a 2480mt e stavo benone.

dokkodo54 ha scritto:Bravo Sky, la normale al Civetta è una gran bella salita. Complimenti per il tuo primo "3000".

Da quanto scrivi, il tuo mi pare proprio un caso di lieve "mal di montagna". Hai fatto bene a scendere e la prova è che scendendo di quota i sintomi sono spariti.

Può capitare se non si è abituati e non ci si è acclimatati a sufficienza prima di intraprendere una salita.
Inoltre non siamo tutti uguali. Ciascuno di noi reagisce in maniera diversa all' "aria sottile" (sappi che c'è chi ha problemi già sotto ai 2000...).

Evidentemente "al momento" la tua soglia personale di tollerabilità "a secco" (ipotizzo che tu sia partito dalla pianura e salito direttamente in vetta) si aggira intorno alle quote dove hai percepito i primi disturbi.
Scrivo "al momento" perchè tale soglia può variare a seconda delle condizioni di salute e dell'età, ma anche in base all'assuefazione.
Mi ricordo che, quando facevo attività "seria" :lol:, una volta partii dalla pianura per dormire al monte Viòz e a Pejo presi pure l'impianto di risalita. Quanto di peggio si possa fare, eppure non ebbi alcun problema perchè ero già abituato alla quota e il mio fisico ci si adattava molto rapidamente.

Quindi, se vuoi alzare la tua "soglia", ti consiglio di fare più attività in quota ma soprattutto di arrivarci in modo più graduale. E anche di dormirci più spesso, su in quota (rifugio o bivacco che sia, e non necessariamente a 3000 metri, va bene anche più in basso come ti ha testè scritto Xtreme...).
Scommetto che se tu avessi pernottato al Coldai, il giorno dopo avresti avuto meno problemi.
Sempre a mio parere, avresti avuto meno problemi anche se non ti fossi messo a fare il "fenomeno" (passami il termine), correndo dietro a chi in Montagna ci vive e lavora. Hai stressato troppo il tuo fisico con un'andatura per lui non sostenibile, e così ti ha presentato il conto.

Giusto per completezza, ci sono anche dei farmaci che possono aiutare per il mal di quota. Ma, sia per motivi "etici" che di opportunità, non ritengo sia il caso di approfondire qui questo tema.
Sei giovane e hai entusiasmo, non hai bisogno di prendere "scorciatoie". Devi solo imparare a gestirti e a conoscere meglio te stesso e la Montagna.
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Ciao Dokko, i primi sintomi ho iniziato ad accursarli in maniera molto lieve dai 2800mt circa, arrivato al rifugio a 3000 mi riposai un pochino.... quel pochino seduto tranquillo mi fece stare meglio e per via di alcune cose scritte nel post sono corso in vetta al Civetta passando da 2984mt a 3220 quello è stato lo sforzo significativo.

Mi avevano consigliato di rimanere tranquillo, di mangiare e pernottare al rifugio e la mattina seguente di salire in vetta, non li ho ascoltati, mi sono rovinato parzialmente l'esperienza. :maaemo:

Comunque grazie, seguirò il tuo consiglio di pernottare. Penso di aver capito anche il resto, sopratutto di non correre dietro agli stambecchi umani :aaaemo:
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Re: Via normale al Monte Civetta

Messaggioda Lariano » 06/08/2019, 15:31

Bravo Sky92 complimenti!!
Bella salita e anche una bella "mazzata" dal punto di vista del dislivello.
Per quanto riguarda il mal di montagna o meglio la mancata abitudine alla quota, non essendo un medico né un esperto in fisiologia, posso solo raccontarti le mie esperienze, personali o dei miei compagni di gita.
Se si parte dalla pianura e si arriva in giornata a 3000m siamo di fronte a un bel salto, dal tuo nickname mi pare di capire che sei giovane ma a noi vecchietti molti medici lo sconsigliano.
Cosa fare?
Fare quota nell'arco dell'anno, mano a mano che la stagione avanza salire di quota, anche l'inverno con sci o ciaspole può servire.
Tenere una andatura il più possibile regolare e cadenzata i fuori soglia sono difficili da recuperare.
Idratarsi con molta attenzione.
Non esagerare con il cibo per non appesantirsi inutilmente.
Spezzare la gita dormendo in un rifugio.(Dal mio punto di vista se il rifugio è troppo in alto non aiuta anzi una brutta notte è un bel viatico per una pessima giornata)
Ricordati che ognuno di noi ha una sensibilità diversa alla quota è importante sapersi "tarare".
L'allenamento non aiuta a prevenire questo malessere e su questo siamo tutti d'accordo, però se uno è stanco morto ecco che potrebbe risentire maggiormente della quota.
Niente di nuovo sotto il sole.
Ciao e buone montagne.
Lariano
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Re: Via normale al Monte Civetta

Messaggioda Sky92 » 07/08/2019, 9:12

Lariano ha scritto:Bravo Sky92 complimenti!!
Bella salita e anche una bella "mazzata" dal punto di vista del dislivello.
Per quanto riguarda il mal di montagna o meglio la mancata abitudine alla quota, non essendo un medico né un esperto in fisiologia, posso solo raccontarti le mie esperienze, personali o dei miei compagni di gita.
Se si parte dalla pianura e si arriva in giornata a 3000m siamo di fronte a un bel salto, dal tuo nickname mi pare di capire che sei giovane ma a noi vecchietti molti medici lo sconsigliano.
Cosa fare?
Fare quota nell'arco dell'anno, mano a mano che la stagione avanza salire di quota, anche l'inverno con sci o ciaspole può servire.
Tenere una andatura il più possibile regolare e cadenzata i fuori soglia sono difficili da recuperare.
Idratarsi con molta attenzione.
Non esagerare con il cibo per non appesantirsi inutilmente.
Spezzare la gita dormendo in un rifugio.(Dal mio punto di vista se il rifugio è troppo in alto non aiuta anzi una brutta notte è un bel viatico per una pessima giornata)
Ricordati che ognuno di noi ha una sensibilità diversa alla quota è importante sapersi "tarare".
L'allenamento non aiuta a prevenire questo malessere e su questo siamo tutti d'accordo, però se uno è stanco morto ecco che potrebbe risentire maggiormente della quota.
Niente di nuovo sotto il sole.
Ciao e buone montagne.
Lariano

Grazie. Quest'anno volevo fare la normale alla Tofana di Rozes, ci andrò in maniera piu' tranquilla verso la sommità. Rimarrò tranquillo al rifugio per del tempo.

Seppur io sia quasi 90kg mi tengo leggero, per il cibo io mi porto degli scatolati leggeri con delle verdure, carboidrati leggeri come la curcuma, farro conditi da un pò di tonno. Di solito mangio poco in montagna, però ogni tanto al rifugio quando il piu' è fatto mi concedo qualcosa :naaemo:
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Re: Via normale al Monte Civetta

Messaggioda coach » 26/08/2019, 16:04

Ciao a tutti, molto bella la normale del Civetta.
L'ho percorsa circa 1 mese fa (i miei secondi 3000) in discesa, pensavo meno impegnativa (cioè non credevo ci fossero diversi tratti attrezzati).
Sono partito da Pecol, salito per il Coldai, Alleghesi e poi sceso per la normale e sceso a Pecol senza ripassare per il Coldai, mi sembra per passo Tenente (spero di non sbagliarmi).

Spero di non essere OT, ma recenti infarti a conoscenti (entrambi con vomito in quota) mi ci fanno pensare... come riconoscere un infarto da un mal di montagna?
Fino ad ora non ho mai avuto sentori, a parte un po' di "fiatone"... c'è un modo per poter arrivare preparati in questi casi?
C'è qualche lettura o altro?
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Re: Via normale al Monte Civetta

Messaggioda Laustorre » 27/08/2019, 1:26

Ciao Coach, si siamo OT ma brevemente e se vuoi sposta la discussione in posto " idoneo"...
Il mal di montagna non è una patologia nel senso stretto del termine.E' la parte finale di una serie di concause, tutte o quasi con una serie di step è allarmi che " avvisano" di quello che ti potrebbe accadere/ sta accadendo.Non esiste un organo che si " ammala" di altitudine, ma una serie di patologie in essere diverse,fattori diversi, che uniti scatenano il malessere.Mortale a volte,si, ma evitabile.
L'infarto.
Su internet troveresti tutto e il contrario di tutto sulla patologia.Che può avere avvisaglie più o meno certe, ma che come la casistica ci insegna, stroncano dal giovane sportivo sul campo, al giovane nel sonno, al l'anziano che legge il giornale sulla panchina.Quindi se la domanda è' mi devo preoccupare?....NI....nel senso...ho voglia di farmi un controllo generale( come ho fatto io alla soglia dei 50). Tutto ok....soliti fattori di rischio, certi o meno( per alcuni la pressione a 140 e' prossima a un disastro, in un centro cardiologico si fanno una risata, specie se accompagnata da bradicardia come nel mio caso...) stile di vita, sport e movimento, fattori ereditari un sacco di "attenzione"....Come dice il Fedipos in altro post, ci portano a fare una vita da malato, per poi morire sani.
Vuoi "levare" quella sorta di preoccupazione? Controllo generale con ticket al centro cardiologico( 200 euro circa completo), quello da non far e' "leggere" su Internet.A meno che tu non voglia occuparti davvero della cosa, allora inizia a studiare...ti si aprirà' un mondo.
Ciao
Laustorre
 
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Re: Via normale al Monte Civetta

Messaggioda SHERPA61 » 27/08/2019, 8:06

sempre OT...
forse.....sul Mal di Montagna potrei anche dire qualcosa.....ma aspetto lo faccia qualcuno dall alto dei suoi appennini.... :lol: :lol:

e con tutto il rispetto per gli Appennini sia chiaro...(ma non per quel "qualcuno")....

quello che ha cennato Laus è corretto.... ma sarà il 10 (?) % del tutto.

quota è quota......e non ci sono santi ne regole che contano.

a 3.000 metri (per la mancanza di pressione .....non per l'ossigeno in se...ok..??) c'è il 20 % di ossigeno in meno... (a spanne)
a 4.000 metri ne manca il 35 %
a 5.000 metri siamo sul meno 45%
a 5.416 (sul thorong la :lovemo: ) a meno 50 % minimo......
e cosi via......

e una cosa è stare un giorno a 3.000....e una farne una 15ina tra 3 e 5.000 metri....

namasté
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