Approccio alla prima ferrata

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Approccio alla prima ferrata

Messaggioda maxgio » 10/07/2019, 17:24

Ciao a tutti,
dopo aver svolto escursioni EE vorrei approciarmi alle prime vie ferrate.

Ho iniziato a farmi un briciolo di cultura leggendo tutta la sezione sicurezza del sito (vieferrate.it) e altri articoli SportOutdoor24.
Volevo chiedervi però consigli su come procedere sia per quanto riguarda la formazione necessaria (perché non penso che ciò che ho letto sia sufficiente a procedere) che la pratica perché davvero non ho idea...

Mi piacerebbe per Agosto andare in Trentino ed essere in grado di farne (so che è molto consigliato fare la prima in compagnia di un esperto).

Grazie in anticipo a tutti!
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Re: Approccio alla prima ferrata

Messaggioda gianverd » 10/07/2019, 18:41

maxgio ha scritto:Mi piacerebbe per Agosto andare in Trentino ed essere in grado di farne (so che è molto consigliato fare la prima in compagnia di un esperto).
Grazie in anticipo a tutti!

Benvenuto, iniza con La Fusetti sul Sasso di stria dal Passo Valparole, poi la Cod dei Boss a Col Gallina e vai avanti..
saluti
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Re: Approccio alla prima ferrata

Messaggioda Sergio da Gemona » 10/07/2019, 19:28

Sotto di me solitudini profondissime mirando
cauto sull'orlo di questa vetta m'inoltro...

Cautela, ci vuole cautela, che ci si arrivi su di una nuvola o seguendo un cavo.
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Re: Approccio alla prima ferrata

Messaggioda maxgio » 10/07/2019, 19:43

Grazie a tutti. Senza fretta :-)
Per questo ho anteposto la questione formativa.
Ora non possiedo nessuna conoscenza di arrampicata né di uso dell’attrezzatura se non da articoli.. Come mi consigliate di muovermi?
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Re: Approccio alla prima ferrata

Messaggioda dokkodo54 » 10/07/2019, 21:28

Per me la cosa migliore, Max, sarebbe che tu frequentassi un corso CAI di escursionismo avanzato in una delle sezioni a te vicine, con l'auspicio di trovare istruttori preparati e desiderosi di trasmettere l'amore per la Montagna, e non semplici "pataccati". Questi corsi sono anche l'occasione per far conoscenza con altri appassionati e magari organizzarsi per uscite in gruppo.
Il problema è che mi risulta che tali corsi vengano organizzati in primavera e perciò siano già terminati da un pezzo, nel qual caso ti toccherebbe aspettare l'anno prossimo...
L'alternativa è trovare qualcuno esperto (per davvero) disposto ad accompagnarti. Ti direi una guida alpina, ma anche no :lol:
Oppure il "fai-da-te". Ma, in quest'ultimo caso, il mio consiglio è di andarci davvero con i piedi di piombo.
Oh, per usare correttamente l'attrezzatura da ferrata non è che ci voglia poi 'sta gran scienza, eh.
Il problema piuttosto è acquisire quella consapevolezza che viene dall'esperienza, necessaria per muoversi con disinvoltura in "ambiente" e sapersela cavare anche in situazioni impreviste (e in Montagna l'imprevisto è sempre dietro l'angolo...).
Ma solo tu puoi sapere se questa è una strada per te percorribile,
Non conoscendoti, io posso solo dirti: per quest'anno continua con i percorsi EE e il prossimo anno fai il corso.

Buone Montagne,
dokkodo

P.S. la Col dei Bos per un neofita, eviterei...

P.P.S. Curiosità: Max, hai mai fatto la cresta della Balza degli Spicchi al Catria ?
"La via verso la cima è come il cammino verso se stessi, solitario" (Alessandro Gogna)
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Re: Approccio alla prima ferrata

Messaggioda maxgio » 10/07/2019, 22:09

dokkodo54 ha scritto:Per me la cosa migliore, Max, sarebbe che tu frequentassi un corso CAI di escursionismo avanzato in una delle sezioni a te vicine, con l'auspicio di trovare istruttori preparati e desiderosi di trasmettere l'amore per la Montagna, e non semplici "pataccati". Questi corsi sono anche l'occasione per far conoscenza con altri appassionati e magari organizzarsi per uscite in gruppo.
Il problema è che mi risulta che tali corsi vengano organizzati in primavera e perciò siano già terminati da un pezzo, nel qual caso ti toccherebbe aspettare l'anno prossimo...
L'alternativa è trovare qualcuno esperto (per davvero) disposto ad accompagnarti. Ti direi una guida alpina, ma anche no :lol:
Oppure il "fai-da-te". Ma, in quest'ultimo caso, il mio consiglio è di andarci davvero con i piedi di piombo.
Oh, per usare correttamente l'attrezzatura da ferrata non è che ci voglia poi 'sta gran scienza, eh.
Il problema piuttosto è acquisire quella consapevolezza che viene dall'esperienza, necessaria per muoversi con disinvoltura in "ambiente" e sapersela cavare anche in situazioni impreviste (e in Montagna l'imprevisto è sempre dietro l'angolo...).
Ma solo tu puoi sapere se questa è una strada per te percorribile,
Non conoscendoti, io posso solo dirti: per quest'anno continua con i percorsi EE e il prossimo anno fai il corso.

Buone Montagne,
dokkodo

P.S. la Col dei Bos per un neofita, eviterei...

P.P.S. Curiosità: Max, hai mai fatto la cresta della Balza degli Spicchi al Catria ?


Ciao Dokkodo, grazie per la risposta così esaustiva.
Inizio dal fondo dicendo che non ho fatto la cresta della Balza degli Spicchi del Catria. Sul Catria ho fatto il sentiero 69 (https://www.pesarotrekking.it/monte-cat ... ro-69.html) e sul Nerone il sentierio 1 (https://www.pesarotrekking.it/monte-ner ... ero-1.html) che mi è piaciuto tantissimo.

Per quanto riguarda me, escluderei il fai-da-te anche se avrei una voglia matta di "partire", perché per quanto abbia passione ho sensibilità all'altezza (anche per questo sono spinto a farlo, come sfida oltre che per ammirazione e amore per la montagna), ma forse è più opportuno un accompagnamento di un esperto all'inizio o come mi indicavi un corso CAI di escursionismo avanzato.

Per la guida alpina, perché me la consigli e non me la consigli? :-D

L'uso dell'attrezzatura come dici tu non necessita di chissà quale preparazione, tuttavia avendo letto diversi itinerari ho trovato che spesso ci sono parti verticali o quasi che necessitano l'arrampicata anche se presente l'aiuto della fune metallica. Quindi mi chiedo: è necessaria una base di conoscenza di arrampicata? O negli itinerari facili si impara piano piano?

Grazie ancora
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Re: Approccio alla prima ferrata

Messaggioda Tranquillo » 11/07/2019, 13:45

Difficile quantificare, ma diciamo che almeno la metà dei frequentatori di ferrate (parlo delle frequentazioni estive) a guardarli non si direbbe affatto che sappia arrampicare nel senso che uno come te immagina sia necessario saper fare per salire una ferrata. Diciamo che sa tirarsi sul cavo e che non è molto disturbata dall’ esposizione: tutto qui (e purtroppo è poco, come provano i numerosi incidenti che si verificano). In sostanza, saper arrampicare, nel vero senso della parola, evidentemente non sembra essere sempre indispensabile (non in tutte le ferrate voglio dire).

Questo, però, non vuol dire che andarci senza saperlo fare sia cosa buona e giusta e anche priva di rischi superiori a quelli che corre anche chi lo sa fare. Se vai al mare e ti piace fare il bagno, saper nuotare almeno quanto basta per tornare a riva da una cinquantina di metri è più che raccomandabile, no? Lo stesso (ma forse anche di più) vale per la montagna.

Sfortunatamente, come accade per qualunque attività che richieda una qualche abilità pratica (intesa come il possedere le capacità di affrontare un certo tipo di situazione e non come l’essere un fuoriclasse) puoi leggere anche una decina di manuali sull’ argomento senza con questo riuscire a fare un solo passo avanti verso la realtà che è quella che conta e restando altresì curioso, come lo sei ora, di provare. Le informazioni (sapere i perché e i percome) oltre la pura dialettica accademica vanno accompagnate, in questo caso, dalla prova pratica che ti dà modo di soddisfare la curiosità e allo stesso tempo di comprendere quei perché e quei percome, diventando così, man mano, esperto.

Per far questo e anche per quella bazzecola che è l‘evitare di trovarti in una situazione potenzialmente difficile che non riesci a prevedere ora (anche solo la paura dell’esposizione, per dire) e che potrebbe arrivare finanche a mettere a rischio la tua vita, l’unica cosa saggia da fare (se non lo hai gratuito) è pagare il biglietto per un’accompagnatore professionista (guida alpina) magari in condivisione con un’altra persona (in due a volte si è anche in troppi). Ne trovi pressoché in qualsiasi località.

Fatta così, la prova è la più sicura e anche la più immediata perché per il corso CAI, appunto come ha detto Dokko, è tardi se la cosa ti preme a breve. Se è una guida vive la montagna da tempo, ha superato un duro tirocinio formativo e ha passato esami specifici per cui è certamente preparata per guidarti in una ferrata. Assicurati che sia una persona tranquilla e non un esibizionista che purtroppo ci sono e non fanno al caso tuo. Vacci cauto con gli amici perché ce ne sono di preparatissimi, ma anche di come te che hanno solo già provato, non sanno arrampicare e, peggio, non sanno parecchie altre cose fondamentali della montagna. E poi si tirano sul cavo come quelli di cui ho detto all’inizio, quindi …
Tranquillo
 
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Re: Approccio alla prima ferrata

Messaggioda dokkodo54 » 11/07/2019, 20:14

Max, ho poco da dire in più oltre associarmi all'intervento di Tranquillo, di una chiarezza esemplare come sempre.

A mio parere, la conoscenza della tecnica di arrampicata aiuta la progressione in ferrata ma non è strettamente necessaria.
In ferrata, la presenza costante del cavo è spesso ausilio sufficiente a sopperire alla mancanza di tecnica del percorritore, consentendo di trazionare invece che sfruttare al meglio appigli e appoggi. Ovviamente questa progressione "tarzanesca" :lol: sottopone a un maggior sforzo gli arti superiori e questo si rischia di pagarlo salato, soprattutto se la ferrata è lunga e verticale.
Attenzione, inoltre, a non confondere la progressione in arrampicata con quella in ferrata. In ferrata non si arrampica, ma si può utilizzare la tecnica di arrampicata per una progressione più efficiente.

Quanto alle guide alpine, ti ha ben ragguagliato Tranquillo. Solitamente sono molto preparate e questo, unitamente al fatto d'aver pagato, induce spesso il cliente a spegnere il cervello e avvidarvisi totalmente, col risultato di imparare poco o nulla. E poi, salvo casi particolari, difficilmente una guida avrà fra i propri obbiettivi il rendere autonomo il suo cliente.

Ti vedo molto combattuto, Max, fra la tua "voglia matta" e la "paura" (o vogliamo meglio chiamarla prudenza ?) di affrontare la tua prima ferrata. E questa è una buona cosa, perchè la "voglia" ti spinge a "fare", ma la prudenza ti frena nel fare il passo più lungo della gamba.
Ecco, è proprio nel trovare il giusto equilibrio fra "voglia" e "prudenza" che si svolge gran parte del gioco di questa meravigliosa passione.
Ti ribadisco il mio consiglio, Max, con l'augurio che tu possa trovare il tuo equilibrio e fare le scelte per te più giuste.

Buone Montagne,
dokkodo

P.S. Bellissimo il sentiero 69 del Catria, percorso oramai tanti anni fa. Ancora mi ricordo la fatica a salire alcuni tratti veramente ripidi... :lol:
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Re: Approccio alla prima ferrata

Messaggioda gianverd » 12/07/2019, 9:09

dokkodo54 ha scritto:In ferrata, la presenza costante del cavo è spesso ausilio sufficiente a sopperire alla mancanza di tecnica del percorritore, consentendo di trazionare invece che sfruttare al meglio appigli e appoggi. Ovviamente questa progressione "tarzanesca" :lol: sottopone a un maggior sforzo gli arti superiori e questo si rischia di pagarlo salato, soprattutto se la ferrata è lunga e verticale.

Quoto e sottoscrivo...
saluti
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Re: Approccio alla prima ferrata

Messaggioda maxgio » 12/07/2019, 13:08

Grazie a tutti per le risposte così chiare ed esaustive, apprezzo molto l'interesse a l'attenzione!

Penso di aver confuso la progressione in arrampicata con quella in ferrata.
Pensavo fosse quasi indispensabile avere competenza in arrampicata, anche perché pensavo che in parete verticale si potesse salire solo arrampicandosi.
Ad ogni modo mi è chiaro il concetto, porterei avanti entrambe le cose considerando che come dici tu Tranquillo: non indispensabile ma non per questo non consigliato.
Chissà, poi un giorno arriverò anche ad arrampicarmi :-) Senza mai mettere comunque il carro davanti ai buoi.

Proprio per la necessità di accompagnare la pratica alle informazioni vorrei iniziare questa estate, appunto con una guida alpina che condividerei con la mia compagna che con me vuole condividere questo "percorso".
Come hai detto anche tu Dokkodo cercherò di evitare guide con caratteri esibizionisti, sia perché eseguirei solamente ordini senza imparare, sia perché personalmente non mi trovo con questo tipo di caratteri e rischierei di aver buttato tempo e soldi.
Cercherò ad ogni modo nel caso in cui ci vada di non "spegnere il cervello" per apprendere il più possibile.

Dokkodo hai ragione, sono combattuto tra la forte voglia di partire e la consapevolezza che queste cose non si possono affrontare con arroganza; inoltre sono un tipo molto riflessivo.
Tuttavia non vorrei aspettare di nuovo un anno, ti spiego...
Tutto iniziò l'anno scorso in Agosto, dopo che avendo fatto una parte del percorso (non avevo scarpe per nulla adatte e decisi di tornare indietro) dal Piz Boè al Sass Pordoi ed aver sentito le emozioni di piccole esposizioni (nulle direte voi :-D) su un panorama mozzafiato e viste le indicazioni per la ferrata del Piz de Lech andai a vedere con forte curiosità su Internet le foto pensando: "se queste esposizioni da escursione mi provocano queste emozioni, chissà che 'figata' deve essere affrontare una ferrata, o addirittura arrampicarsi..."
Mi iniziò ad attirare tanto... un misto di rispetto, paura, stupore.. non sapre come spiegarlo... Ma bellissimo, come innamorato, davvero. Tanto da iniziare a fermare quasi tutte le persone che vedevo con un casco e una corda in vita :-)
Il mattino seguente corsi a comprare delle scarponi adatti, degli Asolo, se non altro per affrontare i percorsi EE che iniziai successivamente a fare nella mia zona (Marche) con l'idea che avrei iniziato ad entrare nel mondo delle vie ferrate.
All’inizio con grande entusiasmo iniziai a pensare all’arrampicata (ovviamente iniziando da zero), poi ridimensionai gli obiettivi, almeno nel “breve” termine.
Tuttora nonostante abbia sensibilità all’altezza sento un bisogno di avvicinarmi alle montagne e salire di quota, di avere un po' di esposizione, di sentire quel brivido.. non so piegarlo bene ma insieme all’amore per la montagna mi ha portato qua a scrivervi :-)
Penso non sia solo adrenalina, altrimenti avrei già mollato l'idea...
Dall’anno scorso poi apparte escursioni non ho fatto i corsi che avrei voluto fare e mi ritrovo di nuovo qua "senza nulla in mano".
Scusate il dilungamento ma per questo non vorrei rifare lo stesso errore dell’anno scorso, far passare del tempo senza iniziare nulla con questa "voglia matta" come dici tu Dokkodo.

Ci ho pensato Dokkodo questi giorni, forse il compromesso giusto tra cautela e passione nel mio caso, è iniziare con una ferrata non troppo impegnativa insieme ad una guida alpina, senza togliere nulla al discorso formativo.
Dovrei avere in giornata un contatto di qualche guida dell'Alta Badia perché vorrei iniziare durante una vacanza sulle Dolomiti in Agosto, se non altro se dovessi poi cambiare idea avrò avuto comunque qualche informazione in più.
Pensavo all’Alta Badia ma se mi consigliate altre zone ditemi pure, mi piace molto anche la Val di Fassa!

Dokkodo, eh sì alcuni tratti del sentiero 69 sono impegnativi a livello di fiato :-D Bellissimo.
Anche il sentiero 1 non scherza ed è stupendo passando per la Balza Forata.
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