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Via Ferrata "Stella Alpina" Monte Agnèr agosto 2004
PERCORSO STRADALE Il punto di partenza dell'escursione è la località Frassenè (1084mt-ValCordevole) raggiungibile da Agordo dirigendosi poi in direzione Agordino,Passo Cereda oppure è raggiungibile da Fiera di Primiero (Val Cismon) procedendo poi sempre in direzione Passo Cereda dal quale è necessario poi scendere alcuni chilometri fino ad arrivare alla località in questione.Raggiunta la piccola località di Frassenè è possibile parcheggiare l'auto presso i parcheggi adiacenti l'impianto di risalita o presso il centro del paese. AVVICINAMENTO La prima tappa dell'escursione è rappresentata dall'accogliente rifugio Scarpa (1735mt) raggiungibile a piedi tramite il sentiero n.771 in circa 2.00h oppure,se funzionante,tramite la seggiovia con arrivo presso i prati di malga Losch a pochi metri sotto il rifugio da dove già si vede l'intero percorso dell'escursione:a sinistra l'esposta parete della ferrata,la cima dell'Agnèr ed il lungo canalone di discesa.Proprio dalla sella presso la malga si seguono le indicazioni e si risale il ripido pendio erboso fino ad un breve tratto pianeggiante che si lascia per proseguire in salita verso le vicine roccette (indicazione ferrata).Si arriva alla base della parete dove presso un bivio le frecce sul masso indicano di proseguire a sinistra giungendo presto all'attacco della ferrata a quota 1945mt dopo circa 45' di cammino dal rifugio.In verità l'attacco della via è distante ancora alcuni minuti di cammino dopo cioè aver superato alcune facili roccette ed alcuni tratti attrezzati mentre alla nostra destra è possibile vedere il lungo nevaio che costeggeremo al ritorno.Eccoci finalmente ai piedi della parete dove l'indicazione di via difficile e pericolosa ci indica ufficialmente l'inizio della ferrata a quota 2040mt. LA FERRATA Le prime funi partono tese e verticali,dopo alcuni metri traversano a destra e si estendono verso la base di un camino dove è richiesto un certo impegno nonostante la roccia salda che permette una buona presa e la presenza di alcuni pioli metallici.Usciti dal camino si traversa brevemente a destra con il cavo utilizzato solo come scorrimano e già si vede la fessura da affrontare possibilmente con uno zaino non troppo capiente.La via si apre e l'esposizione aumenta,a dire il vero ci troviamo proprio nel tratto più esposto ma non per questo il più impegnativo,si prosegue mantenendo sempre abbastanza elevato il livello d'esposizione mentre la verticalità,anche se non eccessiva,aiuta a guadagnare metri fino al primo vero punto di sosta che è bene sfruttare in quanto da qui inizia l'ultima parte della ferrata dove vi sono le maggiori difficoltà.Proseguiamo prima a sinistra poi nuovamente in verticale con alcuni passaggi delicati verso la base della placca finale molto impegnativa attrezzata non a caso anche con dei piol di cui si sente veramente il bisogno terminando così la ferrata all'altezza delle Laste (2265mt).Il termine dell'escursione è ancora lontano,ora il prossimo obiettivo è il bivacco Biasin raggiungibile seguendo le indicazioni giallo-rosse presenti sulla roccia.Si guadagna terreno superando facili roccette alternate a tracce di sentiero sempre in lieve ma costante esposizione e con alcuni tratti attrezzati là dove il terreno si fà un pò più instabile,in particolare poco dopo l'uscita dalla placca finale della ferrata ci si trova a dover superare un traverso di 4-5metri inclinato,esposto e con fondo abbastanza levigato che risulta molto pericoloso in caso di roccia bagnata e comunque è consigliabile assicurare i più timorosi con alcuni metri di corda utilizzando i 2 chiodi presenti all'inizio e poco sopra il termine del tratto in questione.Dopo circa 1 chilometro di cammino si arriva in vista del rosso bivacco,si scende leggermente la conca detritica e si attraversa la parte alta del canalino friabile che non è altro che l'inizio del grande canalone che troveremo,innevato,più tardi a valle.Pochi metri in salita verso la Forcella del Pizzon e poi a destra per gradoni di roccia ed eccoci arrivati al bivacco Giancarlo Biasin a quota 2650mt ed a circa 1.30h di cammino dal termine della ferrata.Dalla Forcella già si gode di un bellissimo panorama su buona parte del Gruppo delle Pale di San Martino ma per avere una visuale migliore sul resto delle Dolomiti e le strapiombanti Pale di San Lucano completando al meglio l'intera salita è necessario,ma non obbligatorio,proseguire l'escursione verso la cima del monte Agnèr.Subito a monte del bivacco (percorso sempre segnalato con sv.rossi) partono in ripida salita gradoni di roccia attrezzata portando allo spigolo sinistro,poi traversando verso ovest lungo tracce di sentiero e brevi cenge,inizia una esposta e facile salita per placchette,passaggi di arrampicata di I° e II° e brevi tratti attrezzati con una crestina terminale di facili roccette.Dopo circa 40' si è così in cima all'Agnèr (2872mt) con strepitosa veduta Dolomitica. DISCESA Ritornati al bivacco per la stessa via di salita si inizia la discesa verso sud lungo il pendìo roccioso parallelamente al canalone che divide l'Agnèr dai Lastei su terreno a tratti roccioso in altri levigato e sdrucciolevole.Circa 20' di cammino e si raggiunge il bivio (2435mt) dove il sv.giallo porta (sinistra) a valle lungo la via normale mentre il sv.rosso (destra) scende alla base del canalone lungo stretti tornanti su fondo detritico,pendii erbosi e tratti attrezzati talvolta ripidi (la stanchezza si fa sentire!) fino allo spigolo finale che "precipita",attrezzato,allo sbocco del canalone terminando così là dove,se percorsa all'inverso,inizia la nuova via normale attrezzata (1985mt) a circa 2.00h dal bivacco.Ci troviamo ancora alla sinistra del canalone quindi è necessario attraversare l'impervio terminale costituito da grossi massi e residui di precedenti valanghe oppure dal manto nevoso se la stagione lo concede per riportarci molto velocemente alla destra del canalone stesso e quindi nuovamente sul sentiero di ritorno verso il rifugio Scarpa in coincidenza anche con l'arrivo della via normale (non attrezzata) lasciata precedentemente al bivio. CONSIDERAZIONI
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