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Via Ferrata dei Finanzieri

Colàc

Segnalataci da Maurizio Tintori

 

AVVICINAMENTO

Da Alba di Canazei-Tn,a piedi o con la funivia del Ciampac (partenze ogni 30’) si raggiunge la stazione a monte della funivia 2060mt.Si percorre un breve tragitto in discesa fino ad un laghetto artificiale e poi si segue un breve sentiero che si snoda a zig zag sul ghiaione che porta all'attacco della ferrata (2150mt).

LA FERRATA

I primi metri sono facili e invitanti,ma la vera personalità di questa via non tarda a manifestarsi.Un lungo diedro abbattuto si apre sul fianco della montagna, ben visibile anche dal basso, aperto e pronto a ricevere tutto quello che cade dall’alto.Come se non bastasse le placche d'appoggio sono perennemente bagnate dallo sgocciolio che proviene dai tetti soprastanti.Si segue la rampa rimanendo sempre a ridosso della parete verticale.Dopo una breve discesa si risale un tratto più ripido che porta alla base del passaggio chiave.Per evitare il tratto più esposto alla caduta delle pietre,i simpatici finanzieri,hanno deciso di attrezzare una variante, molto verticale e strapiombante,che risale per circa 100mt una serie di camini.In verità il lavoro è ben fatto,attrezzato con gradini metallici in tutta la sua lunghezza.L’unico problema è nella notevole, anzi, notevolissima e spaventosa esposizione in cui ci si viene a trovare!.Subito dopo la parete si appoggia e si riprende a salire per brevi salti e paretine non troppo impegnativi.Qui bisogna prestare la massima attenzione alla caduta di sassi dalla parte superiore della via. L'ideale sarebbe non avere nessun alpinista troppo sopra di voi.In verità,percorrere tutta la ferrata senza smuovere neppure un sasso è impresa veramente ardua.Il vero rischio che si corre sul Colàc è quello di essere mitragliati dall'artiglieria!.Un ultimo salto piu’ ripido permette di accedere al canale terminale e poi verso sinistra si raggiunge l’intaglio della cresta terminale.Una breve cresta conduce direttamente alla croce di vetta a quota 2713mt.Questa cima,lungi dall’essere una meta storica, è comunque un bel balcone nel cuore del massiccio della Marmolada,dalla sua vetta, con un mirabile colpo d’occhio a 360° sulla Val di Fassa,si possono scorgere tutte le sue cime più famose.Da occidente a oriente,la Roda di Vael, Catinaccio, l’Antermoia,il Larsec,i Denti di Terra Rossa,il gruppo del Sasso Lungo, con il Sasso Piatto, la Punta Grohman e le Cinque Dita.Lo sguardo indugia poi sui gruppi del Sella,del Boè,il Viel del Pan il Lago Fedaia il Vernel e,infine, maestosa, con il suo versante alpinisticamente più famoso, la sud della Marmolada che lascia intravedere la cresta Ovest e la cupola di ghiaccio della Punta Penia,massima elevazione delle Dolomiti.Il fantastico giro tondo di vette prosegue con le cime di Ombretta,il Sasso Vernale,la Cima Uomo,le creste di Costabella con i Lastei,per terminare a sud con la Punta Vallaccia e le cime Undici e Dodici,mi scuseranno i monti non nominati,ma sono andato a memoria.

DISCESA

Dalla cima si scende per roccette un ripido canale attrezzato,per poi passare sul versante est che,sempre per canali scoscesi,conduce in modo vertiginoso e rapido, vista l’inclinazione,fino alla base della strapiombante parete est del Colàc.Da questo versante,che è quello che si osserva risalendo la Val Contrin,il Colàc acquista tutto il fascino delle più nominate pareti dolomitiche.A questo punto si hanno tre possibilità: seguire il sentiero che porta alla Forcia Neigra (dal colore delle rocce di origine eruttiva) e da qui o scendere al Ciampac lungo la valle soprastante le piste da sci,oppure traversare i pendii erbosi sotto la Croda Nera e il Sasso di Rocca per raggiungere il Passo S.Nicolò e quindi la Val Contrin.Questo itinerario è molto lungo ma remunerativo dal punto di vista paesaggistico e “gastronomico”.Si passa infatti per la malga Contrin dove si puo degustare una ricca varietà di torte e yogurt fatti sul posto.Terza e più rapida possibilità,gettarsi a capofitto nel ghiaione che sovrasta la sottostante Val Contrin,per sbucare,500mt più sotto,sul sentiero che si ricongiunge alla strada che scende dalla malga Contrin e dal rifugio omonimo che porta ad Alba.