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Caratteristiche

  • Facile.
  • Complessivamente 7.30h (soste escluse).
  • Complessivamente in salita 1400mt.
  • - bivacco Donato Zeni 
    - rifugio Vallaccia fuori percorso ma raggiungibile in pochi minuti nel tratto dalla Costella alla Forcella Vallaccia
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 1.7
Esposizione 1.6
Varietà passaggi 2.6
Impegno fisico 3.1
Interesse paesaggistico 3.7
Numero votazioni 20
VALUTAZIONE FERRATA GALLERIA FOTOGRAFICA GOOGLE.MAPS 1- Via Normale su VIENORMALI.it2- Via Normale su VIENORMALI.it

Via Ferrata F. GADOTTI

SASSO delle 12 - SASS AUT - PUNTA VALLACCIA

segnalata da GIAN MICHELE GOZZI - 1998

L'itinerario è dedicato alla memoria di Franco Gadotti,alpinista di Trento caduto al Campanile Pradidali (Pale di San Martino) nel 1976 all'età di 21 anni. Nonostante le difficoltà tecniche moderate, per la lunghezza, dislivelli e la quasi completa assenza di punti d'appoggio è un itinerario che richiede di essere affrontato in eccellenti condizioni di forma;per gli stessi motivi è poco frequentato, e pertanto offre la possibilità,anche nei più affollati giorni di agosto,di passare una giornata solitaria in uno splendido ambiente al di fuori del caos di quasi tutti gli itinerari delle zone circostanti.

PERCORSO STRADALE

Da Pozza di Fassa si imbocca verso est la Valle di San Nicolò; in corrispondenza di un ponte sul Rio San Nicolò,dopo un paio di chilometri si incontra la Pensione Soldanella (1450mt),in prossimità della quale è possibile parcheggiare;si deve imboccare il sentiero che si inoltra nel bosco sulla destra prima del ponte.

AVVICINAMENTO

Si segue dapprima una comoda stradina senza dislivelli significativi e quasi parallela al Rio San Nicolò,quindi si prende decisamente verso S in direzione dellla Vallaccia,inerpicandosi ripidamente nel bosco verso e costeggiando ripetutamente il Rio Vallaccia (nell'agosto 1998 il letto del torrente era completamente devastato a causa delle eccezionali precipitazioni dei mesi precedenti,ed in alcuni punti occorreva fare molta attenzione per trovare l'itinerario). Si attraversa qualche ghiaioncello mentre la vegetazione si fa gradatamente più rada;a quota 1900mt circa, in corrispondenza di una zona con grossi massi, si incrocia il sentiero che, traversando dalla Valle dei Monzoni a E sotto il versante N del gruppo della Vallaccia,digrada poi a O,con varie alternative, verso la Val di Fassa.

LA FERRATA

Il percorso è a questo punto sbarrato da un risalto roccioso che si supera sulla destra per un tratto attrezzato con corda metallica per alcune decine di metri su placche inclinate,spesso bagnate ed un po' delicate ma non difficili; da qui,in breve,si raggiunge il Bivacco Donato Zeni (2090mt-1.40h fin qui) su una verde terrazza erbosa proprio in mezzo alla V formata a sinistra (O) dalla poderosa bastionata E della Cima delle Undici, al vertice (S) dalla Punta Vallaccia e a destra (E) dalla successione (da N verso S) del Sasso delle Dodici, Sass Aut, Sas da Stengia e Mezza Luna. Ci si rivolge quindi a destra verso il versante ENE del Sass Aut, lungo il quale,partendo pochi metri sopra il bivacco,si sviluppa il tratto più tecnico di tutto l'itinerario che si dipana per strutture rocciose molto varie e sempre ben attrezzate, inframmezzate a tratti erbosi; alcuni passaggi sono molto esposti e richiedono assenza di vertigini,ma non presentano difficoltà eccessive; il tratto più impegnativo è rappresentato dall'uscita di un canale/camino lungo una paretina attrezzata con pioli e corda metallici; per una rampa ghiaiosa si giunge ad una caratteristica forcelletta (2390mt ca.) che si affaccia su di un ampio anfiteatro detritico il cui lato E,di fronte,scende dal Sasso delle Dodici,ora ben visibile;si scende qualche metro e si attraversa per detriti risalendo fino ad un'insellatura (2405mt) della cresta erbosa che separa il Sasso delle Dodice dal Sass Aut,che si percorre senza difficoltà verso N raggiungendo in brevissimo tempo la croce sulla cima del Sasso delle Dodici (2443mt-3.10h fin qui).Dalla cima si domina la Val di Fassa, che appare lontanissima,e si gode di un bellissimo panorama da O a NE, in particolare sul gruppo del Catinaccio. Si ripercorre la cresta verso S, oltrepassando l'insellatura e trascurando sulla destra il sentiero che consente di calare verso la Val di Fassa; quando la cresta si fa rocciosa, la si segue mantenendosi sulla sinistra di essa e, attraverso un canale delicato (possibilità di neve a inizio stagione) e salti di roccia ben assicurati, si raggiunge la sommità erbosa del Sass Aut (2555mt-3.50h fin qui).L'ampiezza del pianoro erboso sommitale è veramente sorprendente ed assolutamente insospettabile dal fondovalle;frequenti gli avvistamenti di camosci. Si prosegue ancora verso S in discesa lungo i verdi prati che conducono all'imbocco di uno scosceso canalone in discesa (assicurazioni;attenzione:il primo tratto è molto sporco di terra e sdrucciolevole,soprattutto dopo qualche giorno di maltempo) che si incassa profondamente tra due pareti sormontate da un alto soffitto costituito da grosse lastre e blocchi incastrati:si tratta del Bus del Diaol,uno dei punti più caratteristici di tutto l'itinerario;usciti dal tunnel naturale,si prosegue ancora meno ripidamente fino alla base della gola (2380mt ca.) dove terminano le attrezzature metalliche. Si prosegue quindi la marcia,in taluni punti abbastanza faticosamente, salendo per zone per lo più detritiche, traversando verso S sotto il Sass de Stengia e la Mezza Luna; si oltrepassa il circo detritico della Busa di Baranchiè attraverso l'omonima Forcella di Baranchiè (2550mt ca.),e sempre attraverso detriti si guadagna ad una selletta la cresta S percorrendo la quale si raggiunge la Punta Vallaccia (2637mt-5.30h fin qui); magnifici panorami sulla sottostante profonda gola della Vallaccia,e a 360° sui tutti i gruppi montuosi fassani, sulle Pale di San Martino e sul Lagorai. Si ridiscende verso SE prevalentemente per pendio erboso, mirando al caratteristico costone erboso della Costella (2529mt-5.40h fin qui), che rappresenta un importante crocevia di sentieri ed il punto di separazione tra le rocce sedimentarie del sottogruppo della Vallaccia e le rocce vulcaniche caratteristiche dell'adiacente sottogruppo dei Monzoni; si prende a sinistra e, puntando presto verso N,si scende mantenendosi addossati alla parete E della Punta Vallaccia; sulla destra si trascura un sentiero,dapprima ripido e poi con pendenze più dolci,che conduce comunque in pochi minuti al Rifugio Vallaccia (2275mt) e, attraverso i verdi prati di Gardeccia,alla Valle dei Monzoni lungo la quale è possibile rientrare alla Valle di San Nicolò (con eventuale servizio di autobus dalla Malga Monzoni a quota 1862mt fino a circa 1600mt);si sale quindi alla Forcella Vallaccia (2468mt-6.00h fin qui) tra la Punta Vallaccia ed il Sasso delle Undici (in questo tratto possibilità di salita al Sasso delle Undici (2550mt) per evidenti e facili tracce sulla destra,20' circa). Ci si tuffa sul nel canalone della Vallaccia attraverso un meraviglioso ghiaione (sassi di grandezza uniforme e profondità abbastanza costante,ideale per chi, con ancora un po' di energia,abbia voglia di percorrerlo a salti,facendo tuttavia attenzione ai rari escursionisti in risalita;possibilità di neve ad inizio stagione) e si raggiungono in breve i pianori erbosi che conducono al Bivacco Donato Zeni (2090mt-6.20h fin qui).Attraverso il percorso di salita si raggiunge il parcheggio in prossimità della Pensione Soldanella (1450mt-7.30h fin qui),dove termina l'escursione. Itinerario molto faticoso, da affrontare solo in eccellenti condizioni di forma.

DISCESA

La discesa può avvenire in 3.00h,evitando la cima, direttamente dal sentiero n.15,oppure dalla cima per il sentiero n.25 che in 1.30h porta al rifugio Bogani e da qui in 1.00h al parcheggio. Il primo tratto del sentiero n.25h attrezzato con catene e successivamente, in alcuni tratti con una fune,perchè è molto facile trovare neve e ghiaccio, essendo esposto a nord. Dopo questo primo tratto ripido (dislivello di circa 400 metri), il sentiero si fa più semplice e meno ripido, fino a raggiungere il Bogani.

CONSIDERAZIONI

Quote e tempi intermedi:
- Pensione Soldanella (1450mt) - Bivacco Donato Zeni (2090mt): 1.40h
- Bivacco Donato Zeni (2090mt) - Sasso delle Dodici (2443mt): 1.30h
- Sasso delle Dodici (2443mt) - Sass Aut (2555mt): 40'
- Sass Aut (2555mt) - Punta Vallaccia (2637mt): 1.40h
- Punta Vallaccia (2637mt) - Costella (2529mt): 10'
- Costella (2529mt) - Forcella Vallaccia (2468mt): 20'
- Forcella Vallaccia (2468mt) - Bivacco Donato Zeni (2090mt): 20'
- Bivacco Donato Zeni (2090mt) - Pensione Soldanella (1450mt): 1.10h

Commenti   

+4 #22 Federico Muzic 2016-08-05 16:04
Percorsa il 29/07/2016 partendo dalla malga Crocifisso. Poco prima della Baita Manzoni, indicazioni sentiero 635 De Luca, che in mezza costa arriva nel tratto terminale del vallone (poco prima del primo tratto atrezzato sotto il bivacco)allungando di poco ma risparmiando un sacco di energia. Ferrata completamnete messa a nuovo,la prima parte fino a cima 12, quasi un sentiero attrezzato, unico tratto leggermnete tecnico il traverso iniziale. La discesa dal Sass Aut nell'altro canalone, leggermente più mpegnativa, prestare attenzione per i neofiti ma tranquilla. Eliminato il passaggio nel Buco del Diavolo, ora lo si aggira passando su roccette trasversali, in questa parte terreno più sdrucciolevole. Poi risalita alla Vallacia e discesa al rifugio Vallacia. Panorama di ampio respiro su Cima 12.
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+3 #21 Christian 2016-06-26 16:36
Percorsa il 25/06/2016 il tracciato è panoramicamente stupendo: bellissima cima 11 e 12, si vede poco distante Latemar, Catinaccio Sella/Pordoi, Marmolada. La ferrata è in condizioni stupende, tutto nuovo. La difficoltà della ferrata in se è bassissima, può essere considerato un facile sentiero attrezzato. Non abbiamo incontrato nessuno fino alla forcella della Costela a parte socievoli marmotte che ci hanno salutato lungo il percorso. Siamo tornati passando dalla malga Monzoni, che vi consiglio per qualità dei piatti e simpatia(ottima la panna).
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+1 #20 Marco Pisa 2015-01-23 00:00
Percorsa il 16/09/2014. Ferrata riaperta. Dal Bivacco Zeni al Sasso delle Dodici percorso invariato con attrezzatura ben tenuta. Dal Sasso delle Dodici al canalone del Bus Dal Diaval, sostituito tutto il cavo e ancoraggi. La discesa del Bus dal Diaval è stata totalmente rivista; ora si sciende sul lato sinistro del canalone, a metà via della parete, con una ferrata in discesa molto divertente e appigliata. Alcuni passaggi impongono ai principianti di guardare bene gli appoggi disponibili per un'agevole discesa. L'ultimo tratto di ferrata è caratterizzata da una serie di staffe che conducono in una stretta forcella che si discende con facilità giungendo su un piano con una bellissima vista su Soraga e Moena. Da qui si può scegliere se scendere per percorrere la ferrata Sass Aut (Dx) o proseguire per il lungo e faticoso ghiaione (SX) che si ricongiunge col sentiero che porta alla Forcella Costela. Consiglio di Partire dalla Baita Monzoni, per il sentiero 635 in quanto il suo sviluppo è pressochè in piano con leggeri saliscendi. Le energie risparmiate si possono spendere per visitare ogni angolo di questo percorso.
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0 #19 Dino Montemaggi 2015-01-23 00:00
Percorsa il 09/2014 la parte che scende, che io e mia moglie abbiamo percorso nei primi giorni di settembre 2014, da Sass Aut è stata ricostruita completamente, non passa più nel canalone che porta alaa Busa del Diavolo, ma si snoda sulla cerniera di sx scendendo del canalone stesso. La via è assai più bella ma anche più impegnativa della precedente ed è composta da circa 13 tratti corda attrezzata. Fare attenzine e massima concetrazione.
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-5 #18 Marco Pisa 2015-01-23 00:00
Percorsa il 18/09/2012 Da tratto di Cima Codici alla forcela della Costela la ferrata è stata chiusa per sicurezza, sono stati asportate le funi. Possibile deviszione su sentiero n° 630 in direzione Vigo, Soraga, Pozza. Segnaletica non chiara.
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0 #17 Massimo Michelini 2015-01-23 00:00
Percorsa il 08/2012 Ferrata facile con un paio di passaggi di media difficoltà, in particolare la discesa nel "buco del diavolo". Nel tratto mediano tra la Cima 12 e il Sas Aut tratto di sentierino esposto non ferrato: fare attenzione, meglio assicurare a se stessi eventuali bambini. Nel complesso piuttosto faticosa ma appagante per il bel paesaggio e la tranquillità.
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0 #16 Dario D. 2015-01-23 00:00
Percorsa il 1/8/2012 Non e' una via ferrata. Al massimo, si puo' considerare un sentiero attrezzato lungo, scivoloso, faticoso e buio. La vista si apre solo in alto. Fare solo dopo le altre.
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0 #15 Giampaolo Peccolo 2015-01-23 00:00
Percorsa luglio 2012 In avvicinamento alla ferrata ci sono cartelli che la indicano come "chiusa" proprio per il problema a cui si riferisce uno dei commenti qui pubblicati. Sentite due persone del posto, che ci hanno dato rassicurazioni, l'abbiamo fatta comunque ed effettivamente abbiamo trovato un tanto esagerata l'ordinanza di chiusura: leggendola, sembrava fosse franata l'intera ferrata! Invece tutto il problema sono 6-7 metri di corda, sopra il Bus del Diaol, che a causa di una scarica di fango sono finiti interrati. Ma SE il clima è secco, e la terra è dura, ci si cammina sopra senza troppe difficoltà, ed è fattibilissimo. C'è in giro di molto peggio, quanto a punti pericolosi. Attenzione!, quanto sopra non esclude A) che chi ci va lo fa a suo rischio; B) che se è venuta giù pioggia (caso in cui a mio avviso non si dovrebbe MAI essere in giro a ferrate, qualsiasi essa sia) il punto potrebbe diventare molto scivoloso; C) che credo di parlare a persone adulte, normalmente esperte. La ferrata è facile, lunga il giusto (conviene salire dal sentiero a fianco del Rifugio Monzoni "Lello", non dal sentiero di fronte alla Pensione Soldanella, come dicono del resto tutte le guide), lo scenario è molto vario e non ci annoia mai. Una piacevole scoperta.
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0 #14 Pietro Scacchi 2015-01-23 00:00
Ordinanza del comune di Pozza di Fassa che interdisce la ferrata a partire da Cima 12 in direzione Sass Aut e per tutta la lunghezza della restante ferrata per manutenzione straordinaria.
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0 #13 Fabio Trevisani 2015-01-23 00:00
24/09/2011 Solitaria; splendidi panorami; facile; interessante il passaggio sotto i massi pensili. Il 24/09/2011 la parte alta del canalone del Bus del Diaol era totalmente franato e piuttosto pericoloso. Alcune corde fisse erano state divelte e c'erano 20-30 cm di fango molto mobile, con alcuni sassi instabili. Fare molta attenzione!.
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