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Caratteristiche

  • Via ferrata difficile.Più continua per difficoltà tecniche ed esposizione dell’allestimento precedente. Sconsigliata per principianti.
  • - da 1.00h ad 1.15h per la ferrata.
    - con punto di partenza Alpe Oneda circa 4.00h.
    - punto di partenza Gajum 5.30h
  • - circa 150mt la sola ferrata.
    - da 670 a 870mt a seconda del luogo di partenza.
  • - esercizi commerciali a Canzo oppure a Valbrona.
    - ristoranti a Gajum.
    - ristoro all’Alpe Oneda.
    - rifugio Terz’Alpe.
    - rifugio SEV Pianezzo.
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 2.8
Esposizione 2.5
Varietà passaggi 2.5
Impegno fisico 2.4
Interesse paesaggistico 2.7
Numero votazioni 31
VALUTAZIONE FERRATA PHOTOGALLERY Relazione GOOGLE.MAPS

Via Ferrata del VENTICINQUENNALE

CORNO OCCIDENTALE

segnalata da LUCA CALVI - 2008

Il Corno Occidentale  è il più alto dei 4 Corni di Canzo e si erge a guardia di Canzo ad Ovest e Valbrona a Nord. Sui suoi versanti Ovest e Sud un paio di decenni fa è stata tracciata una via ferrata a cura del CAI Canzo. La ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo è stata riattrezzata sempre dal CAI di Canzo nel 2008 con consistenti cambiamenti che l’hanno resa molto più continua nel percorso e nelle difficoltà. La parte centrale,tra la placca difficile e la scala e,soprattutto, la parte finale, sono state ridisegnate e seguono un percorso ben più difficile ma più avvincente e sicuro per quanto riguarda il pericolo di sassi. Il nuovo allestimento prevede ora la presenza di una catena moschettonabile,un cavo inguainato e, solo nei punti di maggior difficoltà,di alcuni (pochissimi) pioli. In alcuni punti strategici sono stati inoltre aggiunti o appoggi scavati o appoggi naturali “resinati” alla parete. La sensazione, ora, è quella di percorrere una via importante, per superare la quale si affrontano placchette,roccette,cenge,traversate e alcuni strapiombetti. Al di là dell’aumento di difficoltà dell’itinerario,a guadagnarci di sicuro è stata la continuità e la bellezza dello stesso. Per escursionisti esperti e pratici di percorsi attrezzati la ferrata del Venticinquennale adesso risulta essere ben più attraente ed interessante di quanto lo era con il pur interessante allestimento precedente. Da sconsigliare,invece,a principianti e persone con poca pratica di ferrate..

PERCORSO STRADALE - AVVICINAMENTO

Per arrivare all’attacco della via ferrata del Venticinquennale ci sono varie possibilità:
 
1- da Canzo-Co raggiungere la località Gajum (possibilità di parcheggio non illimitate). Da qui salire al rifugio Terz’Alpe o per il sentiero geologico (che segue il torrente Ravella) o per il sentiero che passa dalla Prim’Alpe e dalla Second’Alpe (ruderi).Raggiunto l’ottimo rifugio Terz’Alpe,seguire i segnavia che si dirigono a Nord alla Colma di Pianezzo. Il sentiero,ripido ma ben tracciato,in circa 45 minuti porta alla Colma di Pianezzo. Poco prima del Crocefisso,sulla destra,segnavia indicano la ferrata del XXVennale e portano a destra a superare un ghiaione fino all’attacco della via ferrata (targa commemorativa) . Da Gajum calcolare 1.30-1.45h. E’ anche possibile dalla Prim’Alpe o dalla Second’Alpe salire alla Colma di Pianezzo per un sentiero che si alza e porta direttamente al Crocefisso,da dove si scende in breve all’attacco.
2- da Valbrona-Co salire con l’auto all’Alpe Oneda (possibilità di parcheggio limitate).Oltrepassare la sbarra e seguire la strada,asfaltata prima,cementata poi e da ultimo sterrata,che in circa 1.00h porta alla località di Pianezzo. Invece di proseguire lungo la mulattiera, che salendo a sinistra conduce al rifugio SEV, prendere il sentiero a destra al cui imbocco sono poste due frecce che indicano la Direzione "Terz'alpe/Gajum" . Per chi arriva dall'alpe Oneda la deviazione è riconoscibile perché posta all'inizio di una strada sterrata che conduce ad un grosso casolare (edificio a 100mt dall'imbocco della strada). Giunti alla Colma di Pianezzo (crocifisso Ligneo), scendere a sinistra prima di un evidente masso, con indicati i segnavia e seguire il sentiero che costeggia il ghiaioncino. L'attacco della Ferrata è circa a metà della parete sud". Dall’Alpe Oneda calcolare circa 1.15h.
3- è anche possibile portarsi all’attacco da Valmadrera,passando per l’Acqua del Foo e la Colma di Ravella,seguendo il Sentiero Panoramico e poi portandosi all’attacco della ferrata come dal Terz’Alpe.Calcolare almeno 2.15h.

LA FERRATA

La ferrata del Venticinquennale inizia salendo di pochi metri sul pilastro Ovest del Corno Occidentale di Canzo . Da qui, catena e cavo con guaina ci guidano in una traversata ascendente verso sinistra fino alla base di quella che nell’allestimento precedente era il passaggio chiave della via,ovvero la placca liscia e quasi verticale . Fino a qui si può tranquillamente salire in arrampicata (assicurandosi al cavo) con difficoltà di II e III grado UIAA. La placca liscia è stata adesso “addomesticata” con la creazione di alcuni appoggi per i piedi che ne facilitano la risalita. Dopo la placca,un canalino ci guida in direzione della parete Sud.  Mentre nell’allestimento precedente,però,la ferrata andava a prendere un sentierino alla base della parete sud,la nuova ferrata del Venticinquennale prosegue ora seguendo un canalino  che porta ad una sorta di fessura,il cui superamento è facilitato da un paio di pioli . Segue una prima traversata verso destra ,in direzione Sud-Est,fino ad uno spigoletto di pochi metri ,il cui superamento senza l’ausilio della catena prevede un po’ di tecnica alpinistica. Un’ulteriore traversata ascendente ed il superamento di un piastrino appoggiato ma liscio ,seguito da un altro saltino quasi strapiombante ,ci portano all’inizio di una lunga traversata oramai in parete Sud ,al di sopra della cengia erbosa sulla quale correva il vecchio allestimento. La traversata è abbastanza lunga e segue un sistema di piccole cenge,talvolta quasi inesistenti (in un paio di punti la parete risulta essere sporgente e la traversata può risultare faticosa per le braccia),e piccoli ma pepati saltini, talora facilitati da staffe . Dopo una placchetta ascendente particolarmente liscia,i cavi e le catene ci guidano alla scala ,nuova e meno verticale della precedente,alla cui uscita ci attende uno strapiombetto inatteso,cui fa seguito una risalita su roccette  e,poi, una sorta di sentierino,sempre assicurato ,che ci porta alla base dell’ultima difficoltà,ovvero il superamento del pilastrino finale . Il pilastro sostituisce in questo nuovo allestimento il vecchio percorso, che seguiva una sorta di canale-diedro non sempre al sicuro da eventuali sassi smossi. Il pilastro presenta una serie di piccoli strapiombetti successivi,uno dei quali particolarmente liscio,serviti da poche ma utilissime staffe per chi non avesse voglia di cimentarsi su difficoltà di arrampicata superiori al III + UIAA. Dopo l’ultimo strapiombino  la parete si abbatte e, dopo pochi metri,le attrezzature finiscono sulla Cresta Ovest dell’Anticima del Corno Occidentale di Canzo. Dall’uscita della ferrata seguire i segnavia rossi verso la cima ,a destra (Est). Resta da superare in discesa un piccolo intaglio ostico (Passo della Vacca),traversare con attenzione (punto un po’ esposto) a riprendere il filo della cresta che,in breve,porta alla croce di vetta del Corno,a 1373mt . Nonostante la quota bassa, l’itinerario ed i panorami sul lago di Como e sulle montagne circostanti,a 360°,dal Rosa agli Appennini.Dalle Alpi Svizzere alle Orobie,danno la sensazione di essere saliti su una grande montagna.

DISCESA

Per la discesa ci sono due possibilità:
1- dalla vetta seguire i segnavia rossi in direzione Nord,scendendo ad un canalino con difficoltà di I grado UIAA ma piuttosto esposto ,alto una decina di metri, che deposita su un secondo canalino  alla cui base troviamo un meraviglioso presepe ligneo . Da qui,un sentiero un po’ scivoloso porta rapidamente alla Forcella dei Corni,tra il Corno Occidentale e quello Centrale e,in pochi minuti, in direzione Nord,al rifugio SEV Pianezzo,da dove è possibile rientrare alla base per la via scelta per la salita;
2- per chi non avesse voglia di affrontare l’esposta discesa del canalino Nord,è possibile percorrere a ritroso (sempre con attenzione) la Cresta Ovest  ripassando dall’intaglio del Passo della Vacca  e,seguendo i segnavia, arrivare alla fine della Cresta  a prendere un canalino  che,senza alcuna difficoltà,deposita sui ghiaioncini alla base della parete Nord-Ovest del Corno,da dove in un minuto si è al Crocefisso ed in dieci minuti al rifugio SEV.

CONSIDERAZIONI

Si raccomanda assolutamente l’uso di imbrago,set da ferrata e caschetto, così come si sconsiglia la percorrenza dell’itinerario ai principianti. I Corni di Canzo inoltre,sono una delle mete preferite per le gite domenicali, quindi consigliamo chiunque percorra questo itinerario nei giorni festivi di mettere in conto la possibilità di trovare ben poche possibilità di parcheggio ai punti indicati e,soprattutto,di trovare moltissima gente sulla cima e sui sentieri che vi ci portano.

Commenti   

0 #41 Marco Paredi 2016-08-15 19:30
Percorsa il 15/08/2016..è stata la mia prima volta,ferrata molto bella con dei bei passaggi chiave da non sottovalutare ,la partenza subito in verticale con degli appigli molto arrampicabili, la traversata è stata a dire poco adrenalinica, bella a strapiombo.
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0 #40 Dario Poggioli 2015-01-23 00:00
Percorsa il 23/11/2014 Ferrata breve ma molto intensa.Bellissima la parete iniziale e il lungo traverso.Bei passaggi tecnici se usi solo appigli naturali. Ottima roccia. Sconsigliata ai principianti.Panorama stupendo. Ci si diverte veramente.
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+2 #39 Dario Cafagna 2015-01-23 00:00
Rifatta ieri 28 Settembre 2014. Scrivo queste righe per ricordare Sig.Gabriele Fedrigo che ha perso la vita pochi minuti dopo la mia salita (non lo conoscevo, ma sentita la notizia sono rimasto abbastanza turbato) al Passo della Vacca, pressochè alla fine del percorso. R.i.P.
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+1 #38 Boris Mosconi 2015-01-23 00:00
Percorsa il 12/05/2014 , questa ferrata per la quinta volta. Segnalo che è asportato dalla roccia il fittone n° 50 che collega il cavo di sicurezza (si trova sul traverso a una decina di metri prima della scala).
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0 #37 Luca Mancuso 2015-01-23 00:00
Percorsa il 09/05/2014 Per noi che siamo partiti da Valmedrera proseguendo per la ferrata 30 Osa,poi giu fino a Terzalpe e poi su fino alla ferrata del venticinquennale, dobbiamo dire che non è stata proprio una passeggiata. Forse la stanchezza nelle braccia ha aumentato di molto il grado di difficoltà.Tutto sommato è una ferrata bella e varia, da rifare sicuramente!!!!
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+1 #36 Christian Colombo 2015-01-23 00:00
Percorsa il 09/05/2014 Percorso ben pensato nello sviluppo ma con una catena troppo grossa, dove i moschettoni faticano a scorrere (specie sul primo tratto dove manca il cavo guainato). Nel contesto comunque un bel tracciato con punti da non sottovalutare per difficoltà. La vista dalla cima del corno merita davvero!
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0 #35 Marcello Guarnieri 2015-01-23 00:00
Percorsa il 23/04/2014. Ferrata che mi ha dato delle belle soddisfazioni. L'esposizione non è troppa, ma è forse un po' troppo faticosa per proporla a un principiante. Il vero problema è la dimensione della catena: a volte il set faceva davvero fatica a scorrere e il rischio è di rimanere impigliati a metà di un movimento. Per il resto attrezzata molto bene e su difficoltà contenute. Consiglio l'avvicinamento da Gajum (che è un sentiero sterrato) rispetto a quello da Valbrona (che è una strada asfaltata).
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0 #34 Luca Lorenzetti 2015-01-23 00:00
Percorsa il 31/08/2013 Ferrata che parte subito decisa e verticale, con ottimi appigli arrampicabili; all'inizio la catena è molto grossa e i moschettoni faticano a scorrere, poi inizia il cavo inguainato e la situazione migliora notevolmente. Dopo la prima parte verticale inizia un lungo e molto esposto traverso, è il settore che mi ha creato più difficolta. Non sempre sono presenti appigli per i piedi, talvolta bisogna buttarsi fuori e lavorare in aderenza con i piedi. Dopo il traverso c'è una scala leggermente strapiombante e l'ultimo impegnativo tratto verticale che con qualche difficoltà ci porterà in cresta. Qua un aereo saliscendi ci porterà alla croce di vetta del Corno Occidentale. Ferrata bella e varia, ma molto impegnativa ed esposta, a mio avviso abbastanza difficile.
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+1 #33 Alberto Sartori 2015-01-23 00:00
Percorsa il 31/08/2013 Ferrata molto bella, placca iniziale ricca di appigli che rendono più bella la salita e quasi inutile l'uso della catena. Traverso pepato e ultimo torrione altrettanto emozionante.
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+2 #32 Sara Bartoli 2015-01-23 00:00
Percorsa il 16/09/2012 Non sapevamo che erano state apportate modifiche e l'abbiamo affrontata pensando ad una ferrata abbastanza semplice e invece ci siamo trovati in qualche difficoltà soprattutto sulla nuova traversata (faticosa per le braccia in alcuni punti) e (però lo sapevamo) sulla parete di inizio. Ma piano piano siamo arrivati in cima con gran soddisfazione anche per il paesaggio spettacolare!!
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