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Caratteristiche

  • Moderatamente difficile con un passaggio finale difficile. Attenzione comunque ad alcuni passaggi non banali!!.(traverso iniziale)
  • - 1.10h per l'attacco
    - 30' la ferrata 
    - 1.10h la discesa all'auto.
  • Salita complessiva 650mt di cui 100mt ca.
  • rifugio G. Pirlo allo Spino
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Media valutazioni

Difficoltà tecniche 2.7
Esposizione 2.3
Varietà passaggi 2
Impegno fisico 1.8
Interesse paesaggistico 1.3
Numero votazioni 46
VALUTAZIONE FERRATA VALUTAZIONE FERRATA GALLERIA FOTOGRAFICA GOOGLE.MAPS

Via Ferrata SPIGOLO della BANDIERA

MONTE SPINO

BY - VIEFERRATE.IT - 2013

PERCORSO STRADALE

Da Gardone Riviera o da Salò (dipende dal senso di provenienza lungo la costa Gardesana,si sale su strada panoramica,che a tornanti porta all'abitato di San Michele. Tramite indicazioni si sale al ristorante "Colomber",quindi si imbocca la strada a sinistra dello stesso,che dopo pochi metri diventa sterrata e malmessa,e la si percorre tutta (3-4km;attenzione strada molto dissestata) arrivando così in località Verghere (525mt). Nella parte finale della strada sterrata vi è la possibilità di parcheggiare ai lati della stessa sfruttando alcuni slarghi.

AVVICINAMENTO

Si parcheggia,e seguendo le indicazioni per il rifugio Pirlo (segnavia n.1) si sale,mai troppo ripidamente,costeggiando e guadando varie volte il torrente Barbarano,tenendo sempre la destra nei vari bivi che si incontrano,sino a giungere ad un bivio (960mt-30'-) con frecce segnavia . Prendere a sinistra il ripido sentiero per abbandonarlo dopo circa 5' quando si giunge ad una nuova segnaletica ,presso la quale risulta comodo imbragarsi,che indica a sinistra l'attacco della via attrezzata (1.10h)   alla base dello Spigolo della Bandiera (90mt di parete,attrezzata dal CAI di Salò seguendo una via di 3° aperta nel lontano 1966).

LA FERRATA

Si attacca traversando sulla sinistra superando 2mt privi di appoggi per i piedi    quindi in aderenza per giungere alla base   della linea di salita dello spigolo sicuramente affilata e verticale nella prima parte mentre diventa più facile e banale nella seconda. Si affrontano i pochi metri iniziali in verticale  per "piegare" poi verso il primo punto di sosta . Nuovamente in verticale   lungo una linea di salita che non sempre offre immediati appoggi per i piedi e quindi è necessario progredire con cautela studiando con calma i passaggi che seppur molto brevi non sono mai banali. Dopo i primi metri lo spigolo diventa più gradinato    e l'eventuale arrampicata più godibile giungendo così dopo alcuni minuti nel tratto dove è più evidente la "lama" dello spigolo . Si supera il tratto senza particolari difficoltà con il cavo metallico teso ed in ottime condizioni  e ci si trova di fronte al punto chiave della ferrata rappresentato da una fessura sporgente      dove l'unico spuntone metallico presente risulta troppo alto per essere veramente d'aiuto quindi per raggiungerlo è necessaria una notevole trazione sul cavo servendosi anche come appoggio dello spuntone roccioso presente alla sinistra dell'escursionista e che serve come primo gradino d'attacco al passaggio che comunque si supera in pochi movimenti  trovandosi così in piena crestina  sempre attrezzata con cavo. Uno sguardo alle nostre spalle,prima di proseguire, ci mostra il sentiero di discesa  che parte dal rifugio e che è stato incrociato all'ultimo bivio per la ferrata mentre il proseguo del nostro percorso comporta il superamento di pochi gradoni di roccia   con le attrezzature metalliche che terminano lasciando posto ad un breve sentiero  che in pochi minuti raggiunge la bandiera  da cui trae il nome la ferrata. Giunti alla bandiera si vede,a pochi metri,il rifugio Pirlo allo Spino (1165mt). La cima del Monte Spino (1485mt) è eventualmente da qui raggiungibile tramite ripido sentiero n.4 in 45' ed adeguatamente segnalato.

DISCESA

Il ritorno avviene tramite sentiero ma con 2 possibilità iniziali:
 
1- dal rifugio è possibile,così come indicato,iniziare il sentiero di discesa "variante ripida" ma comunque non particolarmente impegnativo e che porta vicino all'attacco della ferrata per poi proseguire sullo stesso tratto di sentiero percorso in salita.
2- dal rifugio si seguono le chiare indicazioni per il monte Pizzocolo e San Michele con percorso inizialmente in quota e panoramico fino ai prati  del vicino osservatorio ornitologico. Interessante la visuale completa dell'intero percorso dall'attacco della ferrata fino al rifugio   . Dall'osservatorio si scende lungo l'evidente sentiero fino alla vicina segnaletica che a destra indica la discesa verso San Michele; la si inizia ma dopo pochi metri ad un bivio senza indicazioni è necessario proseguire a sinistra lungo il sentiero che costeggia il grande abbeveratoio mentre tenendo la destra si ritorna in direzione del rifugio e ci si ricongiunge alla variante ripida che parte dal rifugio stesso. Si prosegue lungo sentiero mai particolarmente ripido fino a ritrovare il punto in cui lo abbiamo lasciato durante la salita.

CONSIDERAZIONI

La ferrata in questione risulta essere,a dispetto della fama,assolutamente non banale dal punto di vista tecnico anche se l'estrema brevità comporta un impegno fisico contenuto.  
- segnalazione di Daniele Rossini (BS) -
Dal rifugio è possibile proseguire il tour delle Creste della Marmera  (tracce di sentiero,con indicazioni presenti ,ma poco visibili,il percorso per buona parte si svolge in cresta e in esposizione,quindi richiede piedi ben saldi). Raggiunta da prima la cima dello Spino in 45' sono poi ritornato al bivio trovato in salita,e mi son diretto verso il Buco del Gatto,per tracce di sentiero,che scendendo ripidamente (molto utili i bastoncini),portano in 30' al Buco del Gatto (1310mt),dove per filo di cresta e in piena esposizione,ci si dirige verso il passo del Buco del Tedesco (1230mt-1.00h). Qui giunti si scende per un canale dove si raggiunge la base delle belle placche  della parete S delle Marmere,dove si trovano alcune vie d'arrampicata. Si perviene ad un bivio con segnavia, lasciamo la destra che scende a Collio,in Val Sabbia,tenendo la sinistra,verso il rifugio Pirlo. Si prosegue,alternando tratti a mezzacosta,a strappi in salita,dove la fatica e il caldo cominciano a farsi sentire giungendo finalmente dopo 1.00h alle spalle del rifugio. Gita faticosa (dal rifugio,e per buona parte del tragitto,si cammina sotto il sole),ma appagante,con tratti in grande esposizione,dove è raro incontrare gente (proprio per la sua difficoltà),ma dalla cresta si dominano entrambe le valli,che da S a N,racchiudono il gruppo delle Marmere.