Dal rifugio Lagazuoi si scende nel vallone fino a forcella
Lagazuoi. Si prosegue sino a forcella Travenanzes. Si gira a
sinistra contornando per sentiero le ripide le ghiaie
orientali (lato Tofane) del monte Lagazuoi Grande sino a
forcella Gasser Depot (cartelli 2633mt). Si valica la
forcella e si sale sulla sinistra. In prossimità della sella
(a sinistra
)
si prosegue a destra per il canalone ghiaioso che scende da
selletta Fanes
. Lo si segue per un pezzo. Quando
cominciano ad intravedersi le ghiaie rosse si può scorgere
sulla sinistra una serie di ometti su di una cengia
inclinata
. Si imbocca la cengia e si è sulla prima
grande cengia
che fascia questo versante della cima Fanis sud (ometti sia sulla destra che sulla sinistra) tempo
circa 15-20 minuti dal bivio per il bivacco sulla sella.
LA FERRATA
Arrivati sulla cengia la si segue verso sinistra per ometti.
La cengia, facile (se ne intravede lo sviluppa nel terzo
inferiore)
,è assicurata con cavi. Questa parte è in
comune con la via ferrata Tomaselli, che in questo punto è
poco difficile. Arrivati ad un salto verticale si ignora la
cengia che prosegue (sbarramento in legno
) e sulla
destra si segue il cavo che verticalmente porta ad una
seconda cengia una ventina di metri sopra la precedente. A
questo punto la ferrata Tomaselli prosegue a destra, noi a
sinistra. Un segno sbiadito rosso (difficilmente
individuabile) indica la via Veronesi con freccia (quota
circa 2720mt). Un ometto, che abbiamo ingrossato, conferma
l'indicazione. Si segue quindi la cengia nel suo sviluppo,
attrezzata
sino ad un canalino franoso (assicurato)
che scende di qualche metro. Si risale dall'altra
parte, si segue un canale ghiaioso e si merita una selletta con ometto
A questo punto si saluta il
traffico e si comincia a volare. Si entra nell'anfiteatro
ghiaioso
, sempre seguendo l'evidente cengia. In
pochi minuti si è all'ingresso di una grotta (10-15'
dall'attacco quota circa 2780mt). La grotta (pila perché fa
una brusca curva!) trafora per un centinaio di metri il
monte e sbuca su di una cengia
che verso destra
conduce con tranquillità (cavo) e dopo aver disceso un
caminetto inclinato sulle ghiaie settentrionali della
visibile selletta Fanis
. Tornati all'anfiteatro si
prosegue la cengia sulla destra in lieve salita. Si supera
una splendida quinta attrezzata che pare sospesa nel vuoto
. La cengia con modestissimi saliscendi va
quindi seguita fedelmente
(e con attenzione)
godendosi uno dei momenti più belli in assoluto. Nei punti
più delicati
(che sono in due-tre) è comunque
ottimamente attrezzata. Si arriva in un quarantina di minuti
(20' dalla grotta), su di una sella tra (quota circa 2800mt)
Cima Scotoni e Cima Fanis di Mezzo
preceduta da un
grosso ometto
, proprio sopra il Gran Portale dei Fanes (visto dal Lagazuoi fa impressione
). Dalla
sella che altro non è che un lungo spallone roccioso che
collega la cima di Fanes di mezzo con al cima Scotoni
(e che ho battezzato sella Scotoni) due possibilità di
discesa.
DISCESA
Anche per la discesa due principali possibilità:
1- (per forcella da Lech) arrivati sulla sella tra
Cima Scotoni e Cima Fanis di Mezzo si scende per ghiaie
(nel tratto centrale sono un poco scivolose
) in ultimo piacevoli
e si perviene alla
forcella del Lech
(30'-320mt). Da qui si scende in
direzione nord verso il lago Lagazuoi
. Circa a quota
2300mt c’è un bivio al quale si può scegliere si sceglie: a
destra per Capanna Alpina 1720mt attraverso il rifugio Scotoni (1.30-2.00h-600mt altra macchina/servizio navetta
per il Falzarego) a sinistra si scende un'altra cinquantina
di metri per poi risalire a forcella Lagazuoi (circa 350mt
di dislivello comunque ben distesi
) 1.30h dalla
forcella da Lech, 2.00h da forcella Scotoni. Da qui ci si
cala in 40 minuti al passo Falzarego.
2- (per la stessa alta via,consigliata)
si ritorna per la stessa
via sino alla prima cengia incontrata in salita (che è la
seconda che si trova in discesa!). A questo punto si
contorna la cima Fanis sud
e si esce su di un canale ghiaioso che scende da Selletta
Fanis. Lo si segue proseguendo poi per la forcella Gasser
Depot (2663mt), Travenanzes (2507mt), Falzarego.
CONSIDERAZIONI
Dal rifugio Lagazuoi si può vedere già
bene lo sviluppo del percorso
nei due terzi superiori
della parete. La via è facile, evitando il primo pezzo della Tomaselli a Cima Fanis sud. Richiede però fermezza di piede
ed assenza di vertigini. Il sentiero è ben tracciato e reso
sicuro da cordini nei punti più scabrosi. Questo però non
vuol dire che va affrontato con leggerezza, l’esposizione è
notevole, anche se la cengia è larga. Uno scivolone avrebbe
conseguenze gravissime. Da evitare con ghiaccio e
neve. Sconsiglio di salire alla selletta Fanis (2830mt)
per poi scendere per il Ciadin di Fanes un tempo occupato da
un nevaio, ora da un franoso e ripido ghiaione. Comunque
arrivando voltando a sinistra e cercando di perdere meno
quota (sono sufficienti una cinquantina di metri per
individuare un sentiero non segnalato ma con ometti) si
arriva verso la base della parete sulla dove segni rossi
portano a una fessura obliqua con ottimo cavo che permette
di salire su una cengia stabile e attrezzata
. In
breve si arriva all'ingresso della galleria
(un poco
più bassa di selletta Fanis) che fora da parte e parte la
cresta di Fanes
. Usciti dalla galleria si è al
grosso catino pensile (40-45' dalla selletta
). Qui
si gira a destra. Ci si perde la parte iniziale!.Consiglio
questa soluzione in concatenamento con la Tomaselli. Infatti
scendendo alla selletta Fanes è relativamente immediato
l’accesso all’alta via.