AVVICINAMENTO
Da
San Martino di
Castrozza-Tn
la cabinovia del Colverde e la funivia della
Rosetta (entrambe recentemente rinnovate) conducono in circa
mezz’ora alla stazione a monte (2633mt) alle pendici della
Rosetta,da cui in pochi minuti di comoda discesa si
raggiunge il rifugio Pedrotti (2581mt),punto di partenza
dell’itinerario e di tante splendide escursioni nel gruppo
delle Pale.Dal rifugio si imbocca in direzione E il sentiero
n.707-709;ben presto si giunge alla biforcazione tra i due
segnavia e si mantiene la destra seguendo il n.709;si
attraversa il selvaggio e sconfinato altipiano delle Pale,un
ondulato mare di roccia nel quale l’orientamento,non
elementare,è garantito da numerosi ometti di pietre (ci sono
anche i segnavia biancorossi,per la conformazione del
terreno già poco evidenti in condizioni meteorologiche
normali,pressochè invisibili in caso di nebbia o
maltempo);si risale verso destra lo zoccolo della Cima Tomè
su facili placche inclinate,fino a calare alla fine sul
Passo Pradidali Basso (2658mt-1.10h).Si prosegue lungo il
n.709,trascurando tutte le altre deviazioni laterali,in
discesa verso la Val Pradidali lungo una serie di ampi
gradoni,dapprima per sfasciumi e roccette in alcuni punti un
po’ delicati,quindi per sentiero più agevole che conduce al
Lago Pradidali (2242mt;negli ultimi anni sempre quasi
asciutto) e,con un ultimo lieve strappo in salita,al rifugio
Pradidali (2278mt-50'-2.00h).In alternativa,dal rifugio
rosetta si imbocca in direzione S il sentiero n.702
e,oltrepassato dopo pochi minuti il Passo di Roda
(2572mt),si comincia a scendere per una lunga sequenza di
tornanti e,con un’ultima traversata,si raggiunge l’erboso
Col delle Fede (2278mt-1.00h).Proseguendo,si abbandona il
sentiero n.702 (che scende sulla destra verso San Martino di
Castrozza) per imboccare verso sinistra il sentiero n.715
che,passando sotto alla Pala di San Martino e sullo zoccolo
della Cima Immink,conduce fino al Passo di Ball
(2443mt-45'-1.45h-qui si stacca,sulla destra,il sentiero
attrezzato Nico Gusella);da qui in breve si scende al
rifugio Pradidali (2278mt-15'-2.00h).La seconda alternativa
è tecnicamente più impegnativa (alcuni sia pur semplici
tratti attrezzati),ma decisamente consigliabile in caso di
scarsa visibilità (il rifugio Pradidali è accessibile anche
dal Cant del Gal in Val Canali-1180mt-in circa 3.00h).Dal
rifugio Pradidali si imbocca il sentiero n.739
e,oltrepassata la baracca della teleferica,si discende
nell’angusto ed oscuro Vallon di Pradidali fino a
raggiungere l’attacco della ferrata del Porton (2200mt
ca.-40'-2.40h).
LA FERRATA
Si attacca lo zoccolo della
Cima di Ball,salendo subito una parete verticale su gradini
metallici per un centinaio di metri,cui segue un tratto di
salita verso sinistra,un tratto quasi in traversata sempre
verso sinistra e quindi un delicato ultimo tratto in
discesa, tutti ottimamente attrezzati con cavo metallico e
qualche piolo/gradino,fino a scendere sul fondo del profondo
canalone detritico che separa la Cima di Ball dal Sass Maor.Si
risale faticosamente il canalone, e superando l’ultimo
ripido tratto con una scaletta inclinata appoggiata sugli
sfasciumi terminali ed accostata alla parete di sinistra,si
raggiunge alla fine la Forcella del Porton
(2480mt-1.20h-4.00h);poco oltre,da destra, proveniente dal
Passo di Ball attraverso la Forcella Stephen,giunge anche il
sentiero attrezzato Nico Gusella.Dal Porton ci si avvia in
discesa continuando a seguire il segnavia n.739;si trascura
nel punto più basso la diramazione verso destra che scende
lungo la Val de la Vecia (segnavia n.739b;utile come via di
fuga verso valle in caso di maltempo,ma con alcuni non
banali tratti attrezzati nella parte bassa in corrispondenza
della ferrata de la Vecia) per continuare a risalire per
semplici ghiaie fino alle prime rocce,sulle quali si
continua in traversata fino ad incontrare i primi infissi
della ferrata del Velo.Si prosegue lungo lo zoccolo delle
pareti settentrionali del Sass Maor e della Cima della
Madonna,su tratti ottimamente attrezzati prevalentemente con
cavo metallico e senza variazioni apprezzabili di quota,fino
ad un tratto in discesa per canalini ed una ripida paretina
che consentono di aggirare la base dello Spigolo del
Velo.Con gli ultimi infissi e senza particolari
difficoltà,si raggiunge una terrazza ghiaiosa e,per un
ultimo tratto di sentiero in salita,il rifugio del Velo
(2358mt-1.00h-5.00h).
RITORNO
Dal
rifugio del Velo si imbocca il sentiero n.713-721
che,trascurata poco oltre la diramazione verso sinistra per
il sentiero attrezzato Camillo Depaoli (segnavia n.734-3.00h
ca. ai Prati Fosne-1350mt-in Val Canali- alcuni brevi e
divertenti tratti attrezzati),scende dapprima per ghiaie
nella conca del Cadinot,quindi per le rocce
costantemente bagnate della Lasta Moia,parzialmente
attrezzate con corrimano in cavo metallico,conducendo
rapidamente nel Cadin di Sora Ronz;si trascura la
diramazione del sentiero n.713 sulla sinistra che scende
alla Malga Zivertaghe (sita a circa a 1400mt-2.30h dal rifugio
del Velo),e si prosegue verso N lungo il sentiero
n.721,oltrepassando in breve l’innesto da destra del
sentiero n.739b che scende dalla Val de la Vecia
proveniente dai pressi del Porton (1950mt
ca.-30'-5.30h);costeggiando la base dei versanti O della
Cima di Ball e della Cima di Val di Roda,si giunge infine a
San Martino di Castrozza proprio in corrispondenza della
stazione a valle della cabinovia Colverde proprio dove era
iniziata l’escursione (1466mt-2.30h-8.00h).
CONSIDERAZIONI
La
Forcella del Porton,che si apre squadrata e misteriosa lungo
la cresta che raccorda la Cima di Ball ed il Sass Maor,rappresenta
per l’escursionista un fantastico crocevia di percorsi
attrezzati:il sentiero attrezzato Nico Gusella,la ferrata
della Vecia,la ferrata del Porton e la ferrata del
Velo;questi ultimi due percorsi,nella sequenza qui
indicata,rappresentano l’itinerario più classico che l’attraversa.Di
seguito viene descritto l’itinerario classico generalmente
percorso da chi sceglie di rientrare in giornata al punto di
partenza;la fitta rete di sentieri ed i numerosi rifugi
della zona consentono comunque accessi alternativi e
remunerative varianti (alcune di queste accennate nella
descrizione del percorso).
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