La Corna Trentapassi (o Corno Trentapassi) è un meraviglioso
balcone a picco sul Lago d'Iseo che offre,oltre ad un
panorama notevolissimo su Orobie,Adamello,Prealpi
Bresciane,Orobie,vedute che arrivano alla Pianura Padana ed
agli Appennini.Il versante ovest cade quasi a piombo sul
Lago di Iseo con ripidissimi costoni erbosi, mentre il
versante Nord presenta una cresta che dai ripidi prati del
versante ovest porta all'anticima Nord e poi alla cima vera
e propria a 1248mt d'altitudine. F. Camerini (Prealpi
Bresciane,CAI-TCI 2004,pp.150-152) scrive:“Vista da N,dalla
Valle Camonica appare quasi come uno sparviero dove la vetta
principale è la testa e due anticime costituiscono la
sommità delle ali “.Su
questa cresta negli anni '90 il CAI Pisogne ha allestito un
sentiero attrezzato per nulla banale e di sicura
soddisfazione per gli amanti dei percorsi "di sapore antico"
e di soddisfazione fisica ed estetica.L’itinerario,peraltro,è
stato riattrezzato e messo in maggiore sicurezza nella tarda
primavera del 2008.
PERCORSO STRADALE
Punto di partenza per questa gita è Toline (220mt
s.l.m.),frazione di
Pisogne-Bs,località raggiungibile sia da
Nord che da Sud con la superstrada che collega Brescia e la
Val Camonica. Si esce allo svincolo di Pisogne seguendo le
indicazioni per il centro e pochissimi metri dopo per Toline.Entrati
nella piccola frazione troviamo un parcheggio per poche auto
in prossimità di un campetto da calcio.
AVVICINAMENTO
Il percorso parte quasi subito dopo il
parcheggio:attraversato il piccolo centro della frazioncina,
si gira a destra per via Canale e dopo alcune decine di
metri si incontra un ponticello dove si trovano le i primi
cartelli indicatori dei percorsi.Seguiamo il sentiero che
volge a destra (indicazione Corno Trentapassi -
Difficile,segnavia CAI 212) e subito in salita ci si dirige
verso W per superare un paio di vallette in docile e
costante pendenza
.Dopo una ventina di minuti e dopo
aver osservato alcuni piacevoli torrioni calcarei prima
nascosti,si arriva sui ripidissimi costoni occidentali del
monte,a picco sul lago.Il sentiero volge ora a sinistra,in
direzione est, puntando direttamente a superare la serie di
piccoli cocuzzoli che spuntano dal costone occidentale.Qui
il sentiero è davvero ripido e l'umidità che sale dal lago
si fa sentire
.Proseguendo sempre ripidamente il
sentiero diventa ancora più ardito,una scivolata potrebbe
diventare esiziale, terminerebbe dopo alcune centinaia di
metri,trattandosi di costoni ripidissimi senza arbusti tali
da poter consentire l'arresto di una eventuale caduta
.Dopo circa un'ora e mezzo di erta risalita che, per
fortuna, permette di guadagnare rapidamente quota,si
incontra,a circa 1000mt, un boschetto riposante con una
sorta di baracca-mangiatoia.Dopo aver rifiatato,la pendenza
e l'esposizione riprendono
,lasciando spazio alle
prime roccette che,in breve,portano alla cresta nord con ben
visibile la croce che segna la meta della gita.
LA FERRATA
Indossato l'imbrago ed il set da ferrata inizia il sentiero
attrezzato che,seppur breve (circa un'ora) e con un
dislivello contenuto (poco più di cento metri),ha uno
sviluppo non disprezzabile e, soprattutto,vario.Le prime
catene
portano a superare con una spaccatina un
piccolo intaglio
(usare appoggi ed appigli
naturali,a tenersi sulla catena si farebbero movimenti
innaturali) per dirigersi verso una scaletta che adduce ad
un caminetto di II grado UIAA
.Portatisi verso
sinistra lungo una sorta di cengia ascendente si deve
aggirare,in traversata obliqua ed ascensionale
,uno speroncino di roccia (altro passaggio di II° grado) che
adduce ad un canalino un po' sporco di terra
.Segnavia e catene indicano la continuazione del percorso
che, seguendo la linea di minor resistenza della
cresta,giunge ad una serie di roccette,facili (I grado UIAA)
ma esposte e senza assicurazioni
,superate le quali
un costoncino erboso e terroso con qualche roccetta infida
porta all'ultima catena
prima dell'anticima Nord
della Corna Trentapassi (bel crocefisso ligneo e ottimo
panorama
).Dall'anticima,dopo aver riposto nello
zaino imbrago e set,seguire i segnavia che portano per roccette e sentiero in discesa
per una cinquantina
di metri ad una selletta da dove riprende la salita verso la
cima principale della Corna
.A metà salita si può
o continuare per cresta,con roccette mai superiori al I°
grado UIAA,oppure deviare a sinistra per sentiero ben
segnato e,arrivati ad una piccola sella,girare a destra e
seguire il sentiero per la vetta che giunge da Cusato (utile
in caso di condizioni poco favorevoli sulla
cresta,estremamente esposta anche se facile).Sulla cima
croce di vetta, libro delle firme e panorami a go-go
.
DISCESA
Per la discesa seguire il sentiero, ottimamente
tracciato,semplice e più dolce, che, passando per una
anticima orientale sulla quale campeggia una croce nota come
Croce di Toline, prosegue in direzione est fino a giungere
su di una sella a circa 900mt di altitudine.Qui incontriamo
i segnavia che indicano la possibilità di scendere verso sud
a Zone,verso Est alla Croce di Zone oppure verso Nord alla
frazione di Sedergnò ed a Toline. Quest'ultimo sentiero, il
più rapido per tornare al punto di partenza,si snoda per un
bellissimo costone boscoso non privo di insidie per un
tratto non breve,quando lo stesso sentiero risulta essere
molto ripido, scivoloso e con non pochi punti esposti.In
circa un'ora si raggiunge un bivio:prendendo la traccia a
destra si raggiunge in breve l'abitato di Sedergnò,da
dove,per fastidiosissima carrozzabile cementata, si torna al
ponte dove avevamo preso il sentiero alla partenza ed in due
minuti all'auto.Per chi volesse allungare la gita è
consigliabile traversare dalla selletta prima descritta in
una quarantina di minuti alla Croce di Zone e da qui,lungo
il tracciato dell'antica Strada Valeriana, scendere a
Sedergnò,magari fermandosi a visitare la chiesa di San
Bartolomeo.Come tempi di percorrenza, indicherei in 3.00h la
salita e in 2.00h la discesa,fermo restando che i panorami e
la voglia di far foto allungheranno non di poco i tempi
stessi.
CONSIDERAZIONI
Una
piccola considerazione generale sul percorso è d'obbligo:si
tratta di un itinerario senza problemi per quanto riguarda
le difficoltà tecniche opposte dal sentiero attrezzato (max.
passaggi di II° grado UIAA),ma che presenta un sentiero
d'accesso estremamente ripido e molto pericoloso in quanto
non permette in alcun modo la possibilità di scivolare.Un
passo falso potrebbe rivelarsi esiziale.Per quanto riguarda,
di nuovo, la ferratina, dobbiamo far notare che le
attrezzature risentono degli anni e di un certo risparmio
nell'allestimento, per cui non sono mai sovrabbondanti,anzi…Numerosi
sono, inoltre, i punti esposti, con roccette di primo grado,
non assicurati e che prevedono,quindi,passo fermo e
sicurezza senza attrezzature artificiali.Detto questo, per
escursionisti esperti con un minimo di esperienza
alpinistica,il presente è un itinerario favoloso,
gratificante dal punto di vista dell'impegno fisico,della
varietà dei panorami e dei tipi di terreno da
affrontare...Una sorta di percorso di alpinismo di
“scoperta”,di stampo “classico",a due passi dal Lago di Iseo
ed a mezz'ora da Brescia,degno di ben maggior considerazione
da parte di escursionisti ed alpinisti.