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Tempo di percorrenza
Difficile.Itinerario alpinistico con pericoli obiettivi e passi di II° grado non protetti.
Tempo di percorrenza

-4.30h all'attacco

-1.30h la ferrata.

-discesa 1.30h al rif. Barbellino e 2.30h a Valbondione

Dislivello
1530mt all'attacco + 406mt per la ferrata.
Punto di appoggio

-abitato di Valbondione

-rifugio Antonio Curò al Barbellino

-rifugio Barbellino al Lago Naturale del Barbellino

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Links
Difficoltà tecniche 3.4 
Esposizione 4
Varietà passaggi 2.6
Impegno fisico 4.3
Interesse paesaggistico 4
Numero votazioni 3
 
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Titolo
 

VIA FERRATA Guerino Rossi


PIZZO STRINATO

segnalataci da LUCA CALVI-Luglio 2008
foto by LUCA CALVI,ELIO COLOMBO,FABIO LOCATELLI
 
 

AVVICINAMENTO

Da Valbondione,in Val Seriana (attenzione ai parcheggi) salire per l'ampio e lungo sentiero (ampiamente segnalato),mai troppo ripido eccezion fatta per la variante diretta finale,che in poco più di due ore e mezza porta al bacino artificiale del Barbellino ed al rifugio Antonio Curò (1895). Da qui,per ampio e panoramico sentiero in circa un'ora si raggiunge il rifugio Barbellino presso il lago naturale del Barbellino,al centro di una stupenda conca dominata dalla evidente ed elegante cuspide del Pizzo Strinato ,del Monte Torena,delle cime di Caronella,del Pizzo del Diavolo di Malgina,del Pizzo Recastello e del monte Costone.Dal rifugio è evidente la linea sulla quale è stata sviluppata la ferrata :dapprima al centro della parete Nord per poi portarsi allo spigolo Nord-Est e da qui raggiungere la cima. Poco sotto il rifugio una tabella indica la morena da risalire,per sfasciumi e rari segnavia rossi più qualche ometto,che in circa un'ora porta,piuttosto faticosamente ,all'attacco della ferrata ,al centro della parete,in una zona di rocce inclinate ma chiaramente umide e friabili.

LA FERRATA

La ferrata Guerino Rossi  inizia con una lunga risalita su rocce inclinate ,piuttosto friabili, con passaggi di I° e II° grado UIAA ,attrezzate con una catena ad ancoraggi abbastanza distanti.Le difficoltà non sono mai eccessive,a parte qualche saltino reso insidioso dalla roccia per nulla saldissima ed un salto un po' più verticale ;ben presto le roccette lasciano spazio ad una lunga risalita di ripidissimo terreno sfasciumoso ed erboso sul quale può venir utile utilizzare la catena per un miglior equilibrio ed una più rapida risalita.Arrivati ad un evidente roccione,la catena termina per ricomparire una decina di metri più a destra ,costringendo i salitori ad una traversata per nulla difficile,ma su terreno scivoloso,friabile e un tantino esposto.Ritrovata la catena,si continua alternando roccette friabili ad alcuni tratti piacevoli di I grado, fino a giungere al di sotto di una evidente parete che sembra sbarrare l'accesso allo spigolo In questo punto,su una specie di cengione,è facile che la neve permanga a lungo, facendo scomparire la catena per una ventina di metri.Sarà opportuno, allora, seguire a sinistra (nel senso di salita) una sorta di canalino sfasciumoso che porta ad aggirare il nevaietto e riprendere la ferrata all'altezza del diedrino che segna il punto di maggior difficoltà tecnica della ferrata .Il diedro viene superato con una salita in opposizione di qualche metro (III + UIAA),per poi piegare a sinistra su una sorta di spigolone che presto diventa una spalla sfasciumosa ed erbosa intervallata da alcuni salti di roccia mai troppo difficili .Dopo alcuni metri di risalita su roccia sempre infida, la catena lascia il posto ad un lungo canapone assicurato con dei prusik su maglie rapide inserite in fix sufficientemente saldi.E' il segno che siamo arrivati sul fantastico, elegante, esposto ed entusiasmante spigolo Nord-Est che, con difficoltà continue di II e III grado UIAA risale un primo torrione per abbassarsi brevemente a prendere la parte finale dello spigolo, qui estremamente aereo .Poco sotto la cima le attrezzature terminano e,dopo alcuni metri, si incontra sull'anticima una croce con il libro di vetta .Occorre adesso attraversare una cresta molto esposta ed affilata ,senza alcuna attrezzatura, con passaggi di I° e II° grado su rocce molto friabili.Dopo pochi minuti ci troverà vicini all'ometto che indica il punto più alto del Pizzo Strinato-2836mt- a godere di un panorama a 360° che comprende,oltre alle Orobie, l'Adamello, la Presanella,l'Ortles, il Bernina,il Disgrazia ed i monti della Val Masino.

DISCESA

Dalla sottile cresta sommitale seguire gli ometti ed i rari e non sempre perfettamente visibili segni rossi che conducono in discesa per alcuni metri,per poi traversare a sinistra a prendere la cresta che collega il Pizzo Strinato al Monte Costone attraverso la Forcella del Lago .La cresta Sud-Ovest inizia come uno spigolo vero e proprio e presenta numerosi passaggi esposti di I grado la cui vera difficoltà è rappresentata dalla friabilità della roccia.Passo sicuro e occhi aperti sono un obbligo.Dopo una mezz'oretta di delicata discesa si giunge alla Forcella del Lago,da dove, seguendo i segnavia rossi ora più visibili, si attraversano i fianchi Occidentali del Pizzo Strinato fino a poter scendere nella Valle del Lago ,seguendo la quale in un'altra ora si torna al rifugio Barbellino,da dove si tornerà a Valbondione lungo il percorso fatto al mattino.

CONSIDERAZIONI

Anche se assicurata,la via ferrata Guerino Rossi mantiene intatte le proprie caratteristiche di via alpinistica:lunghezza notevole all'attacco,dislivello notevole se fatta in giornata (può consigliabile il pernottamento al rifugio Barbellino),roccia per nulla solida,necessità di sapersi muovere con passo sicuro su difficoltà fino al III°+ e,dulcis in fundo, passi non protetti,esposti, in cresta,di I° e II° grado UIAA.Una vera esperienza alpinistica con tutti i crismi del caso,distante dalle cosiddette “ferrate di concezione moderna”.Per amanti della solitudine e dei grandi panorami,comunque,il Pizzo Strinato rappresenta una meta da ambire e di sicura soddisfazione.

 

 

 

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