PERCORSO STRADALE
Il punto di
partenza dell'escursione è la località Frassenè (1084mt-ValCordevole)
raggiungibile da
Agordo
dirigendosi poi in direzione
Agordino,passo Cereda oppure è raggiungibile da
Fiera di Primiero (Val Cismon)
procedendo poi sempre in direzione passo Cereda dal quale è
necessario poi scendere alcuni chilometri fino ad arrivare
alla località in questione. Raggiunta la piccola località di
Frassenè è possibile parcheggiare l'auto presso i parcheggi
adiacenti l'impianto di risalita o presso il centro del
paese.
.
AVVICINAMENTO
La prima tappa dell'escursione è
rappresentata dall'accogliente rifugio Scarpa (1735mt)
raggiungibile a piedi tramite il sentiero n.771 in circa
2.00h oppure,se funzionante,tramite la seggiovia con arrivo
presso i prati di malga Losch a pochi metri sotto il rifugio
da dove già si vede l'intero percorso
dell'escursione:a sinistra l'esposta parete della
ferrata,la cima dell'Agnèr ed il lungo canalone di
discesa. Proprio dalla sella presso la malga si seguono le
indicazioni e si risale il ripido pendio erboso fino ad un
breve tratto pianeggiante che si lascia per proseguire in
salita verso le vicine roccette (indicazione ferrata).Si
arriva alla base della parete dove presso un bivio le frecce
sul masso indicano di proseguire a sinistra giungendo presto
all'attacco della ferrata a quota 1945mt dopo circa 45' di
cammino dal rifugio. In verità l'attacco della via è distante
ancora alcuni minuti di cammino dopo cioè aver superato
alcune facili roccette
ed alcuni tratti attrezzati
mentre alla nostra destra è possibile vedere il lungo
nevaio che costeggeremo al ritorno
. Eccoci
finalmente ai piedi della parete dove l'indicazione di via
difficile e pericolosa ci indica ufficialmente l'inizio
della ferrata a quota 2040mt.
LA FERRATA
Le prime funi partono tese e verticali
,dopo
alcuni metri traversano a destra
e si estendono verso la base di un camino
dove è richiesto un certo impegno nonostante la roccia salda
che permette una buona presa
e la presenza di alcuni pioli metallici
. Usciti
dal camino si traversa brevemente a destra
con il cavo utilizzato solo come scorrimano e già si
vede la fessura da affrontare possibilmente con uno zaino
non troppo capiente
. La
via si apre e l'esposizione aumenta
,a
dire il vero ci troviamo proprio nel tratto più esposto ma
non per questo il più impegnativo,si prosegue mantenendo
sempre abbastanza elevato il livello d'esposizione mentre la
verticalità,anche se non eccessiva,aiuta a guadagnare metri
fino al primo vero punto di sosta
che è bene sfruttare in quanto da qui inizia l'ultima
parte della ferrata dove vi sono le maggiori
difficoltà. Proseguiamo prima a sinistra poi nuovamente in
verticale
con alcuni passaggi delicati
verso la base della placca finale molto impegnativa
attrezzata non a caso anche con dei pioli
di cui si sente veramente il bisogno terminando così
la ferrata all'altezza delle Laste (2265mt). Il termine
dell'escursione è ancora lontano,ora il prossimo obiettivo è
il bivacco Biasin raggiungibile seguendo le indicazioni
giallo-rosse presenti sulla roccia. Si guadagna terreno
superando facili roccette
alternate a tracce di sentiero
sempre in lieve ma costante esposizione e con alcuni
tratti attrezzati là dove il terreno si fà un pò più
instabile
,in
particolare poco dopo l'uscita dalla placca finale della
ferrata ci si trova a dover superare un traverso di 4-5metri
inclinato,esposto e con fondo abbastanza levigato
che risulta molto pericoloso in caso di roccia
bagnata e comunque è consigliabile assicurare i più timorosi
con alcuni metri di corda utilizzando i 2 chiodi presenti
all'inizio e poco sopra il termine del tratto in
questione. Dopo circa 1 chilometro di cammino si arriva in
vista del rosso bivacco,si scende leggermente la conca
detritica e si attraversa la parte alta del canalino
friabile che non è altro che l'inizio del grande canalone
che troveremo,innevato,più tardi a valle
. Pochi
metri in salita verso la Forcella del Pizzon e poi a destra
per gradoni di roccia
ed eccoci arrivati al bivacco Giancarlo Biasin a
quota 2650mt ed a circa 1.30h di cammino dal termine della
ferrata. Dalla Forcella già si gode di un bellissimo panorama
su buona parte del Gruppo delle Pale di San Martino
ma per avere una visuale migliore sul resto delle
Dolomiti e le strapiombanti Pale di San Lucano
completando al meglio l'intera salita è necessario,ma
non obbligatorio,proseguire l'escursione verso la cima del
monte Agnèr. Subito a monte del bivacco (percorso sempre
segnalato con sv.rossi) partono in ripida salita gradoni di
roccia attrezzata portando allo spigolo sinistro,poi
traversando verso ovest lungo tracce di sentiero e brevi
cenge
,inizia
una esposta e facile salita per placchette,passaggi di
arrampicata di I° e II° e brevi tratti
attrezzati con una crestina terminale di facili
roccette. Dopo circa 40' si è così in cima all'Agnèr (2872mt)
con strepitosa veduta Dolomitica
.
DISCESA
Ritornati al bivacco per la stessa via di salita si inizia
la discesa verso sud lungo il pendìo roccioso
parallelamente al canalone che divide l'Agnèr dai
Lastei su terreno a tratti roccioso in altri levigato e
sdrucciolevole. Circa 20' di cammino e si raggiunge il bivio
(2435mt) dove il sv.giallo porta (sinistra) a valle lungo la
via normale mentre il sv.rosso (destra) scende alla base del
canalone lungo stretti tornanti su fondo detritico,pendii
erbosi e tratti attrezzati talvolta ripidi
(la stanchezza si fa sentire!) fino allo spigolo
finale che "precipita",attrezzato,allo sbocco del canalone
terminando così là dove,se percorsa all'inverso,inizia la
nuova via normale attrezzata (1985mt) a circa 2.00h dal
bivacco. Ci troviamo ancora alla sinistra del canalone quindi
è necessario attraversare l'impervio terminale costituito
da grossi massi e residui di precedenti valanghe oppure dal
manto nevoso se la stagione lo concede
per riportarci molto velocemente alla destra del
canalone stesso e quindi nuovamente sul sentiero di ritorno
verso il rifugio Scarpa in coincidenza anche con l'arrivo
della via normale (non attrezzata) lasciata precedentemente
al bivio.
CONSIDERAZIONI
1-La
ferrata,in buona parte sviluppata in linea
verticale,richiede molta attenzione nel non far cadere
sassi.
2-Potrebbero
risultare utili 20mt di corda per assicurare nei vari tratti
esposti,che l'intera escursione offre,i più insicuri anche
se non è certo una salita da consigliare a persone
insicure. Risulta comunque altamente sconsigliabile
percorrere la via in caso di tempo malsicuro in quanto sia
la ferrata che la salita all'Agnèr e la discesa finale
risulterebbero estremamente pericolose se fatte su roccia
bagnata!!.
3-La
discesa richiede un ulteriore chiarimento anche perchè i
vari testi presenti sul mercato non sono molto chiari a tal
riguardo: dal bivacco si inizia la discesa tenendosi a
sinistra sotto le pareti terminali stando attenti a non
camminare dove il fondo è coperto da ghiaia scivolosa. Questo
primo tratto della discesa è contrassegnato con segnavia
rosso mentre al bivio vi è l'indicazione (giallo) per la
valle,si tratta della via normale che collega il rifugio
Scarpa al bivacco senza dover percorrere la ferrata. Se al
bivio si sceglie il percorso di destra (segnavia rosso e più
breve) si scende costeggiando in buona parte il canalone su
fondo più impegnativo del precedente con alcuni tratti
attrezzati da percorrere indossando ancora imbrago e casco
anche perchè il percorso può essere interessato da caduta
massi specialmente se dall'alto seguono altri
escursionisti. Quest'ultima è in effetti la seconda via
normale ed attrezzata che collega il rifugio Scarpa all'Agnèr
ed è di più recente costruzione della prima (gialla al
bivio) anche se ormai è datata 1994. In alternativa a queste
2 vie di discesa segnalate e consigliate vi è una terza
possibilità che consiste nel percorrere il canalone innevato
equipaggiati quantomeno con ramponi anche se in questo caso
è consigliabile consultarsi con il rifugista riguardo lo
stato di innevamento. Percorrendo la via di discesa di destra
(rossa) che costeggia il canalone è possibile in vari punti
accedere,tramite una brevissima discesa di pochi metri lungo
facili roccette,al nevaio. Nell'agosto di quest'anno (2004)
quando è stata percorsa la via,al termine della normale
discesa attrezzata si è reso necessario percorrere ancora
una ventina di metri lungo il tratto terminale del canale
ancora innevato quindi anche in questo caso sono risultati
utili i ramponi.