Lo Zucco di
Sileggio (1368mt) è la montagna che si erge sopra Mandello
del Lario. Eccezionale punto panoramico sul Lago
stesso,sulle montagne che lo circondano,sulle Grigne,presenta,nelle
giornate terse, un panorama che comprende,oltre alle
montagne citate,il Rosa e gli altri 4000 tra Italia e
Svizzera. Il fianco sud-ovest presenta un itinerario
attrezzato di cresta che, passando per lo Zucco di Tura
(1051mt) e lo Zucco di Morterolo (1157mt),porta con una
ferratina senza particolari difficoltà tecniche alla cima. La
quota relativamente bassa,il buono stato e la buona
disposizione delle attrezzature,le ottime segnalazioni e le
numerose possibilità di "fuga" fanno di questo itinerario
una gita gettonata e gettonabile in quasi ogni stagione. Recentemente (2007) proprio sotto la vetta,subito a
Nord,è stato eretto un Bivacco fisso,utile per gli
escursionisti in caso di maltempo o per chi volesse passare
la notte per vedere i giochi di luce che un´alba su questo
belvedere può offrire.
PERCORSO STRADALE
Dalla Statale che collega
Lecco a Colico-Sondrio uscire ad Abbadia
Lariana ed entrare a
Mandello del Lario. Seguire
in centro le indicazioni per Somana fino alla fine
della strada,raggiungendo così la piccola frazione di
Sonvico (390mt),parcheggio con non grande disponibilità
di posti).
AVVICINAMENTO
Seguire gli abbondanti segnavia ed i
cartelli che,passando per il paese,ci dirigono verso la Via
Crucis (segnavia n.15) che,in pendenza continua ma mai
eccessiva
,in
circa 40 minuti porta all’ex ricovero ed alla chiesa di
Santa Maria
. Si
segue ancora per pochi metri il sentiero n.15 che continua
per la Val d´Era fino a trovare a sinistra un cartello
che indica il sentiero 17b-Zucco di Sileggio cresta
sud-ovest. Si sale per tracce ben più ripide fino ad un
ripiano con teleferica posto proprio sopra la chiesa di
Santa Maria e si volge verso nord,per ripidissime
tracce. Inizia qui (10' da Santa Maria) la salita che ci
porterà a scavalcare lo Zucco di Tura
,lo
Zucco di Morterolo e,infine,lo Zucco di Sileggio.
LA FERRATA
Partiti dal
ripiano con teleferica,con ottimi segnavia a minio e paline
di color celeste,dopo circa 30',ormai sulla cresta sud dello
Zucco di Tura (prima delle tre elevazioni che
toccheremo),incontriamo un primo,facilissimo tratto di
roccette
,al
limite inferiore del I grado UIAA attrezzato con catene
,cui
segue un altro tratto di sentiero ripido ed una seconda
placchetta appoggiata
,anch´essa
di I° grado ed attrezzata con catena. In questi punti,poco
esposti,non si sente la necessità di assicurarsi e le
roccette offrono appigli e appoggi che rendono la salita
molto più agevole che a far trazione sulla catena. Dopo un
ulteriore tratto di ripido sentiero inizia un tratto
attrezzato ben più lungo ed esposto che,pur non presentando
difficoltà tecniche,si svolge tra roccette e pendii erbosi
che presentano anche pietrisco e terriccio,quindi piuttosto
infidi e che "caldeggiano" l´idea di indossare imbrago,kit e
caschetto. Circa 100mt di catena accompagnano
l´escursionista,che farà, comunque,bene a non utilizzare le
catene se non per l´autoassicurazione: le catene,infatti,
pensate più per garantire sicurezza in caso di neve o
bagnato,sono piuttosto lasche e non si prestano alla
risalita "di braccia". In poco tempo,tuttavia,le prime
difficoltà finiscono e ci si trova sulla piatta cima dello Zucco di Tura (1051mt),da dove possiamo osservare la
prosecuzione dell’itinerario proprio di fronte a noi. Il
sentiero scende leggermente ad Est,per pochi metri,ad
incontrare a destra una possibile deviazione,ampiamente
segnata e con un cavo metallico teso per assicurare e
facilitare l´eventuale discesa verso la Val d´Era. Dal bivio
si sale a prendere un´altra traccia,anch´essa ripida, che in
breve ci porta sulla vetta dello Zucco di Morterolo
(1157mt). Il percorso attrezzato che ci attende per
completare l´ascesa diventa ora evidente: sulla parete dello Zucco di Sileggio
sono ben visibili due scale,il cavo e la catena. Prima di
arrivare alle scale,tuttavia,bisogna superare un passaggino
divertente e simpatico,una fessura-camino di tre-quattro
metri
che richiede un minimo di attenzione nel saper trovare gli
appoggi alla partenza e per la quale le catene presenti
risultano in realtà fuorvianti: tenendosi un po´ a destra
rispetto a quanto la catena sembra suggerire,seguendo la
salita naturale della fessura camino,il passaggio si
risolve con due passi di poco più di un secondo grado UIAA. Dopo questo piacevolissimo passaggio,in breve si giunge
alla base delle due scale
,la
prima delle quali un po´ strapiombante,la seconda un po´ più
appoggiata,unite da una barra di ferro che facilita il
passaggio da una scala all’altra. Al termine delle
scale,ancora poche decine di metri di roccette attrezzate
,poi
altri cinque-dieci minuti di salita per ripida traccia con
davanti la grande croce metallica
che segna,a circa due dalla chiesa di Santa Maria,la fine
della salita e la possibilità di gustarsi,col
riposo,panorami che sembrano infiniti.
DISCESA
Scesi dalla
cima in direzione N,dopo aver lasciato a destra il bivacco
Sforza
,inaugurato
nel 2007 a ricordo di un personaggio che tanto ha fatto per
lo sviluppo della zona,si incontrano presto i segnavia che
indicano la possibilità di scendere,con ripida traccia,
verso Ovest (via più rapida per tornare a Sonvico). Tempo
permettendo,conviene scendere fino alla Bocchetta di Verdascia e da qui continuare prima verso E e poi verso S
per il sentiero 17a seguendo le indicazioni “Somana”. Un
sentiero ben tracciato,molto ripido all’inizio,porterà
velocemente alla Casera di Angiolitt ed alle case di Era
Alta. Altri cartelli indicatori ci indicano di continuare la
discesa verso Sud,al di sopra della Val d´Era. Dopo un tratto
pianeggiante,al termine del quale incontriamo il sentiero
che scende dallo Zucco di Tura, incontrato durante la
salita,il sentiero si abbasserà fino a ricongiungersi con il
sentiero n.15,percorso all´andata,poco prima della chiesa di
Santa Maria,da dove,in al massimo un´altra mezz´oretta di
riposante camminata per un totale di circa due ore di
discesa,si torna a Sonvico.
CONSIDERAZIONI
Escursione impegnativa,in
quanto i sentieri,molto ripidi,se da un lato permettono di
prendere velocemente quota, dall´altro risultano,tuttavia,
abbastanza faticosi. La ferratina dello Zucco di Sileggio è
da considerarsi poco difficile (facile con un paio di
passaggi moderatamente difficili),anche se lo superamento
delle due scale può fare "impressione" ad eventuali
neofiti.Nel complesso,un´escursione molto
piacevole,gratificante per il fisico e, soprattutto, per gli
occhi:i panorami-se la giornata è tersa-permettono di
osservare da un punto privilegiato il Grignone,la Grignetta,i
monti lariani e,a distanza ma molto ben distinguibili il
Rosa,il Cervino ed i 4000 svizzeri,fino a riconoscere,a
Nord,la piramide del Finsteraarhorn.Ideali per questo tour
sono sicuramente primavera ed autunno.
Partendo di buon mattino ed avendo abbastanza ore-luce a
disposizione,si può proseguire la cavalcata di cresta
seguendo i segnavia dell’Alta Via delle Grigne: dalla
Bocchetta di Verdascia si risale verso Nord fino alla
Bocchetta di Calivazzo; da qui,si riprende a salire verso la
cima del Monte Pilastro (1827mt),che si raggiunge tramite un
altro tratto attrezzato ma non difficile. Dalla sommità del
Monte Pilastro si scende poi alla Bocchetta di Prada e da
qui,in discesa,si passa per l’Alpe di Calivazzo,Era Alta e
da qui fino a Sonvico seguendo il percorso indicato poc’anzi. Un
giro di cresta della durata totale di 9 ore di sicura
soddisfazione per escursionisti allenati.