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Tempo di percorrenza
-Difficile la prima parte (sino alla cresta)
-Molto difficile la cresta.
Tempo di percorrenza

 Salita:
- passo Fedaia-attacco 30-35'
- attacco-intaglio di cresta: dalle 2.00 alle 3.00h secondo la velocità di arrampicata su tratti non assicurati
- fine cresta-zona Sacra: 1.40-2.00h
 Discesa
- zona sacra-funivia: 10-15'

- prima funivia poi a piedi sino al passo Fedaia 2.30h

- per pista da sci 1.30-2.00h
- per Vallon d'Antermoia 2.30-3.00h

Dislivello
Salita:
- passo-attacco: in discesa 30-50mt poi salita 150mt
- attacco-intaglio cresta: 800mt
- saliscendi cresta: circa 150mt salita e 150mt discesa.
Discesa
- discesa per pista da sci 825mt
- per vallone 1300mt circa in discesa + 300mt in risalita
- per funivia 600mt in risalita.
Punto di appoggio

- rifugio Fedaia 

- rifugio Serauta

- funivia Marmolada

Punto di appoggio
0462-602535 
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Difficoltà tecniche 3.8
Esposizione 4.3
Varietà passaggi 3.1
Impegno fisico 4.7
Interesse paesaggistico 5
Numero votazioni 7
 
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Titolo
 

VIA FERRATA ETERNA -CHIUSURA VIA FERRATA- Link


PUNTA SERAUTA

segnalataci da PAOLO CORENGIA-Agosto 2011
 
 

La Via ferrata Eterna risulta ufficialmente chiusa dal 2005 per mancanza di manutenzione ma nonostante ciò risulta essere,ad oggi (2011),piuttosto frequentata. Di conseguenza all'alta frequentazione,la relazione viene aggiornata per una migliore conoscenza dello stato attuale pur continuando a SCONSIGLIARNE ASSOLUTAMENTE LA PERCORRENZA.

PERCORSO STRADALE

Si raggiunge da Canazei-Tn o da Rocca Pietore il Passo Fedaia e si lascia l'auto nel parcheggio antistante il rifugio Fedaia posto sul lato est del bacino artificiale.

AVVICINAMENTO

Si segue un sentierino dal parcheggio -Est- (senza indicazioni di partenza, tuttavia si troveranno presto chiari segnavia bianco/rossi) che si abbassa per una trentina di metri per poi innalzarsi a risalire una conca,tenendosi a SE del Sass del Mul -2301mt- . Uno sguardo verso l'alto ci permette di farci un'idea del percorso che ci attende. L'attacco, contraddistinto da una targa in bronzo con la dicitura "Ferrata Brigata Alpina Cadore" è a sinistra di una grande F sbiadita sulla roccia.

LA FERRATA

Si supera una facile balza rocciosa. Idealmente si può dividere la ferrata in tre parti: la parte bassa della lastronata,quella alta e la cresta. In questa prima parte alcuni cavi sono danneggiati,interrotti o mancanti ,tuttavia la roccia è qui abbastanza buona. Per godere appieno della gita è quindi necessario avere una buona tecnica del II° grado NON ASSICURATO che permette l'accesso alla lastronata (Lastia della Serauta). Questa andrà seguita per circa 150 metri di sviluppo a cui seguiranno una cresta lunga 1300mt  su 800 metri di dislivello con una pendenza media del 100% (45° puri). Si attraversa quindi verso sinistra per accedere ai lastroni . In un paio di punti il cavo metallico è sostituito da un grosso cordino in canapa. Si prosegue lungo il cavo,ancora interruzioni di questo e fittoni molto distanziati, anche di 25/30 metri. L'inclinazione non esasperata fa si che,salvo qualche passaggio ,il cavo serva solo per autoassicurazione o per mero aiuto. Attenzione sempre alla distanza tra i fittoni . Un colletto,a due terzi circa della placconata,permette di rifiatare prima dell'accesso alla parte superiore della stessa,più inclinata e friabile . Il cavo piega gradualmente a sinistra. Circoscritta una guglia a NO,si arriva ad un profondo intaglio di cresta che si supera in spaccata e permette di accedere alla parete ovest della cresta: prestare attenzione lungo tutta quest'ultima parte a causa della cattiva qualità della roccia . La cresta si sviluppa,a tratti molto affilata ed esposta, per circa 1300mt e va percorsa in un alternarsi di saliscendi   che risultano faticosi e sotto il filo in parete ovest quasi sempre in vista della falsamente vicina stazione di Serauta . La difficoltà è acuita dal fatto che,oltre all'esposizione,i due tratti chiave sono da percorrere in discesa. Il cavo è comunque sempre presente e ben ancorato,anche se talvolta è lasco e non ha una disposizione ottimale . Si arriva così (dopo circa 1.30-1.40h) al primo dei due passaggi chiave: una liscia placca molto esposta che va scesa verso destra . La disposizione del cavo è buona ma non ottimale,i fittoni sono invece piuttosto distanti . Si perviene ad un altro intaglio di cresta che si scende per il successivo punto chiave: un diedro fessura, che appare più brutto del dovuto . Si scende aiutandosi con i fittoni della Prima guerra Mondiale avendo assolutamente cura di saggiarli. Anche in questo punto il cavo e la distanza tra gli ancoraggi costringe a qualche equilibrismo. Le difficoltà terminano quindi alla base di questo diedro che ci deposita su di una comoda e rassicurante cengia che conduce alla Zona Sacra di Serauta. Uno sguardo all'indietro rende ragione dell'affaticamento . Merita la visita a questi luoghi con i resti di guerra .

DISCESA

Tre opzioni:

 

1-  per funivia sino a Malga Ciapela però sconsigliabile poichè in qualche modo bisogna poi tornare al Passo di Fedaia.

2- per il vallone d'Antermoia che,senza indicazioni e con sentiero malagevole,a tratti impraticabile,scende sino ad incontrare,sopra la baita del Gigio a 1600mt la strada per il passo Fedaia.

3-  per la pista da sci (portare,anche per puro scrupolo,ramponi) . Per traccia si scende quindi alla stazione superiore degli skilift prestando attenzione nell'ultimo tratto al ghiacciaio ricoperto di ghiaia . Da qui,seguendo la strada in '45 minuti si riesce al rifugio al Passo. Causa il forte ritiro del ghiacciaio della Marmolada,in particolar modo in questo punto,la situazione può cambiare di anno in anno occorre quindi valutare con attenzione il percorso e non seguire in maniera meccanica le tracce dei precedenti alpinisti.

CONSIDERAZIONI

All'attacco della lunga ferrata un scritta avvisa della severità del percorso "molto difficile,6.00h".E' una via per alpinisti esperti,si svolge in ambiente di alta montagna,ed è da tener presente che lungo la via non vi è nessun punto di appoggio sino al rifugio Serauta,inoltre la via non offre alcuna possibilità di uscita intermedia, una volta iniziata è quindi necessario arrivare alla fine. Inoltre è bene sapere che le attrezzature sono malconce,i cavi sono spesso lenti e le distanze tra i singoli fissaggi sono eccessive. Attenzione anche alla serie di fittoni lungo il canalino,non permette possibilità di errore per la pericolosa posizione degli stessi in caso di caduta. La discesa lungo il ghiacciaio può richiedere l'uso di piccozza e ramponi.

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