|
La Via ferrata Eterna risulta ufficialmente chiusa dal 2005
per mancanza di manutenzione ma nonostante ciò risulta
essere,ad oggi (2011),piuttosto frequentata. Di conseguenza
all'alta frequentazione,la relazione viene aggiornata per
una migliore conoscenza dello stato attuale pur continuando
a SCONSIGLIARNE ASSOLUTAMENTE LA PERCORRENZA.
PERCORSO STRADALE
Si raggiunge da
Canazei-Tn
o da Rocca Pietore il
Passo Fedaia e si lascia
l'auto nel parcheggio antistante il rifugio Fedaia posto sul
lato est del bacino artificiale.
AVVICINAMENTO
Si segue un sentierino dal
parcheggio -Est- (senza indicazioni di partenza, tuttavia si
troveranno presto chiari segnavia bianco/rossi) che si
abbassa per una trentina di metri per poi innalzarsi a
risalire una conca,tenendosi a SE del Sass del Mul
-2301mt- .
Uno sguardo verso l'alto ci permette di farci un'idea del
percorso
che ci attende. L'attacco, contraddistinto da una targa in
bronzo con la dicitura "Ferrata Brigata Alpina Cadore" è a
sinistra di una grande F
sbiadita sulla
roccia.
LA FERRATA
Si supera una facile balza rocciosa.
Idealmente si può dividere la ferrata in tre parti: la parte
bassa della lastronata,quella alta e la cresta. In questa
prima parte alcuni cavi sono danneggiati,interrotti o
mancanti
,tuttavia la roccia è qui
abbastanza buona. Per godere appieno della gita è quindi
necessario avere una buona tecnica del II° grado NON
ASSICURATO che permette l'accesso alla lastronata (Lastia
della Serauta). Questa andrà seguita per circa 150 metri di
sviluppo a cui seguiranno una cresta lunga 1300mt su
800 metri di dislivello con una pendenza media del 100% (45°
puri). Si attraversa quindi verso sinistra per accedere ai
lastroni
. In un paio di punti il cavo
metallico è sostituito da un grosso cordino in canapa. Si
prosegue lungo il cavo,ancora interruzioni di questo
e fittoni molto distanziati, anche di 25/30 metri.
L'inclinazione non esasperata
fa si che,salvo qualche passaggio
,il
cavo serva solo per autoassicurazione o per mero aiuto.
Attenzione sempre alla distanza tra i fittoni
. Un colletto,a due terzi circa della placconata,permette
di rifiatare prima dell'accesso alla parte superiore della
stessa,più inclinata e friabile
.
Il cavo piega gradualmente a sinistra. Circoscritta una
guglia a NO,si arriva ad un profondo intaglio di cresta
che si supera in spaccata
e permette di accedere alla
parete ovest della cresta: prestare attenzione lungo tutta
quest'ultima parte a causa della cattiva qualità della
roccia
.
La cresta si sviluppa,a tratti molto affilata ed esposta,
per circa 1300mt e va percorsa in un alternarsi di
saliscendi
che risultano faticosi e sotto il filo in
parete ovest
quasi sempre in vista
della falsamente vicina stazione di Serauta
. La difficoltà è acuita dal fatto
che,oltre all'esposizione,i due tratti chiave sono da
percorrere in discesa. Il cavo è comunque sempre presente e
ben ancorato,anche se talvolta è lasco e non ha una
disposizione ottimale
. Si arriva così
(dopo circa 1.30-1.40h) al primo dei due passaggi chiave:
una liscia placca molto esposta che va scesa verso destra
. La disposizione del cavo è buona ma
non ottimale,i fittoni sono invece piuttosto distanti
. Si perviene ad un altro intaglio di cresta
che si scende per il successivo punto chiave: un diedro
fessura, che appare più brutto del dovuto
. Si scende aiutandosi con i fittoni della Prima guerra
Mondiale avendo assolutamente cura di saggiarli. Anche in
questo punto il cavo e la distanza tra gli ancoraggi
costringe a qualche equilibrismo. Le difficoltà terminano
quindi alla base di questo diedro che ci deposita su di una
comoda e rassicurante cengia
che
conduce alla Zona Sacra di Serauta. Uno sguardo all'indietro
rende ragione dell'affaticamento
.
Merita la visita a questi luoghi con i resti di guerra .
DISCESA
Tre opzioni:
1-
per funivia sino a Malga Ciapela
però sconsigliabile poichè in
qualche modo bisogna poi tornare al Passo di Fedaia.
2- per il
vallone d'Antermoia che,senza indicazioni e con sentiero
malagevole,a tratti impraticabile,scende sino ad
incontrare,sopra la baita del Gigio a 1600mt la strada per
il passo Fedaia.
3-
per la
pista da sci (portare,anche per puro scrupolo,ramponi) . Per traccia si scende quindi alla
stazione superiore degli skilift
prestando attenzione nell'ultimo tratto al ghiacciaio
ricoperto di ghiaia
. Da qui,seguendo
la strada in '45 minuti si riesce al rifugio al Passo. Causa il forte ritiro del ghiacciaio
della Marmolada,in particolar modo in questo punto,la
situazione può cambiare di anno in anno occorre quindi
valutare con attenzione il percorso e non seguire in maniera
meccanica le tracce dei precedenti alpinisti.
CONSIDERAZIONI
All'attacco della lunga ferrata un
scritta avvisa della severità del percorso "molto difficile,6.00h".E' una via per alpinisti esperti,si svolge
in ambiente di alta montagna,ed è da tener presente che
lungo la via non vi è nessun punto di appoggio sino al
rifugio Serauta,inoltre la via non offre alcuna possibilità
di uscita intermedia, una volta iniziata è quindi necessario
arrivare alla fine. Inoltre è bene sapere che le attrezzature
sono malconce,i cavi sono spesso lenti e le distanze tra i
singoli fissaggi sono eccessive. Attenzione anche alla serie
di fittoni lungo il canalino,non permette possibilità di
errore per la pericolosa posizione degli stessi in caso di caduta. La discesa lungo il ghiacciaio
può richiedere l'uso di
piccozza e ramponi.
-CHIUSURA VIA
FERRATA-Link
TORNA MENU' RELAZIONI
|