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Tempo di percorrenza

Molto difficile.

Tempo di percorrenza

-45' attacco

-2.10h ferrata

-1.15h discesa tramite sentiero.

Dislivello
Complessivamente salita 673mt da Mandres (800mt da Pecol) di cui 365mt la sola ferrata.
Punto di appoggio
-funivia del Faloria
-stazione intermedia di Mandres
-rifugio Faloria
Punto di appoggio
0436-2517
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Difficoltà tecniche 4
Esposizione 5
Varietà passaggi 4
Impegno fisico 4
Interesse paesaggistico 3
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Titolo
 

VIA FERRATA SCI CLUB 18


MONTE FALORIA
segnalataci da ALESSANDRO CAMARIN & ALBERTO PIOVESAN-Giugno 2011
 
 

La via ferrata "Sci Club 18" è un percorso attrezzato di recente apertura (agosto 2009),chiamata in tal nome per rendere omaggio allo Sci Club omonimo,il Club di sciatori fondato nel 1930 da diciotto giovani amici che intendevano sensibilizzare e promuovere la pratica dello sci e l'elevazione morale della gioventù.

PERCORSO STRADALE

Raggiunto il centro di Cortina d'Ampezzo-Bl,si presentano due alternative:
1- seguire le indicazioni per la centralissima funivia del Faloria dapprima lungo via G. Marconi e successivamente in via Ria De Zeto-10,da qui raggiungendo la stazione intermedia di Mandres;
2- procedere in direzione Pecol fino a raggiungere una stradina sterrata,che interseca il percorso della funivia,ed abbandonare l'auto. Da qui raggiungere la stazione di Mandres a piedi,in circa 15-20'.

AVVICINAMENTO

Dalla stazione di Mandres,seguire le indicazioni per la ferrata Sci Club 18. Il sentiero di avvicinamento n.206 è inizialmente in leggera salita,ma una volta superato il bosco si inerpica notevolmente; attenzione ad un bivio nel quale è necessario piegare a destra per arrivare all'attacco della ferrata -45' da Mandres,quota 1760mt- .

 

LA FERRATA

 

L'inizio rende subito l'idea dell'eccezionale verticalità e della notevole difficoltà di questa via. In questo primo tratto gli appoggi per i piedi sono piuttosto radi e le staffe metalliche,che pure aiutano nella progressione,sono distanziate tra loro ; può risultare utile la trazione sul cavo o aggrapparsi agli appigli naturali,facendo dunque leva sulle braccia. Dopo circa 30' dall'attacco,costantemente verticali e senza momenti di riposo,si giunge ad uno spettacolare passaggio in esposizione che precede finalmente il primo punto di sosta,rappresentato da una breve cengia . Al termine della stessa si innalza una nuova paretina verticale nella quale, tuttavia,gli appigli naturali sono più facilmente utilizzabili per la salita. L'esposizione aumenta,la verticalità rimane costante e la fatica nelle braccia inizia a farsi sentire, nonostante la presenza di staffe che aiutano nei tratti più lisci . Dopo circa 1.20h dall'attacco si arriva ad un secondo punto di sosta rappresentato da una scaletta ,in seguito al quale si è sottoposti a notevole sollecitazione delle braccia a causa di un passaggio in spaccata dove è necessario far presa con il piede sinistro sulla staffa,e con il piede destro sugli spigoli di roccia, mantenendo costante la presa sul cavo metallico . I tratti verticali continuano fino a giungere,dopo 10' (1.30h dall'attacco),ad una seconda cengia che precede un traverso,in altissima esposizione ,il quale aggira uno spigolo che poi riparte verso l'alto con staffe poste a notevole distanza tra loro . Da qui a una ventina di minuti, nei quali si superano un facile camino ed una comoda cengia ,la ferrata dà respiro consentendo di recuperare le forze in vista del più spettacolare e difficile tratto dell'intero itinerario: un salto verticale di 50mt che mette a dura prova i muscoli di gambe e braccia . Al termine di quest'ultima fatica un tranquillo tratto attrezzato in discesa,un'aerea cresta ed un'ultima paretina conducono finalmente in vetta al monte Faloria e al rifugio omonimo (quota 2123mt) a 2.10h dall'attacco .

 

DISCESA

 

Per chi si sentisse stanco,la via più ovvia è prendere la funivia che riporta a Mandres o,in alternativa,direttamente a Cortina. In caso contrario ci si inoltra lungo il sentiero n.212 che,in circa 1.15h di ripida discesa che fa perdere velocemente quota,porta alla stazione di Mandres (1.30h a Cortina).

 

CONSIDERAZIONI

 

La ferrata "Sci Club 18" è probabilmente la più difficile tra quelle delle Dolomiti Ampezzane, soprattutto considerata la costante ed eccessiva esposizione,nonchè la continua verticalità dell'intero percorso; di certo non si presta ad essere affrontata in discesa in quanto, come segnalato in vetta ,le difficoltà aumenterebbero considerevolmente rendendosi forse necessaria una discesa in corda doppia nei punti più difficili. Essendo di recente costruzione, le attrezzature si presentano in ottimo stato,ma ciò non deve ingannare: essenziali sono un buon allenamento,totale assenza di vertigini e una discreta (meglio se buona) tecnica di arrampicata. Punto di merito di questa ferrata è la presenza,su alcuni chiodi,di coni di gomma che eliminano la leva negativa a cui è sottoposto il moschettone in caso di caduta dell'alpinista; il demerito invece è che non consentono di sfruttare appieno il chiodo come punto di appoggio. Attenzione alla roccia friabile che si può facilmente smuovere e cadere addosso a chi segue.

 

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