La via ferrata "Sci Club 18" è un percorso attrezzato di
recente apertura (agosto 2009),chiamata in tal nome per
rendere omaggio allo Sci Club omonimo,il Club di sciatori
fondato nel 1930 da diciotto giovani amici che intendevano
sensibilizzare e promuovere la pratica dello sci e
l'elevazione morale della gioventù.
PERCORSO STRADALE
Raggiunto il centro di
Cortina
d'Ampezzo-Bl,si presentano due
alternative:
1- seguire le indicazioni per la
centralissima funivia del Faloria dapprima lungo via G.
Marconi e successivamente in via Ria De Zeto-10,da qui
raggiungendo la stazione intermedia di Mandres;
2- procedere in direzione Pecol fino a
raggiungere una stradina sterrata,che interseca il percorso
della funivia,ed abbandonare l'auto. Da qui raggiungere la
stazione di Mandres
a piedi,in circa 15-20'.
AVVICINAMENTO
Dalla stazione di Mandres,seguire le indicazioni
per la ferrata Sci Club 18. Il sentiero di avvicinamento
n.206 è inizialmente in leggera salita,ma una volta superato
il bosco si inerpica notevolmente; attenzione ad un bivio
nel quale è necessario piegare a destra per arrivare
all'attacco della ferrata -45' da Mandres,quota 1760mt-
.
LA FERRATA
L'inizio
rende subito l'idea
dell'eccezionale verticalità e della notevole difficoltà di
questa via. In questo primo tratto gli appoggi per i piedi
sono piuttosto radi e le staffe metalliche,che pure aiutano
nella progressione,sono distanziate tra loro
; può
risultare utile la trazione sul cavo o aggrapparsi agli
appigli naturali,facendo dunque leva sulle braccia. Dopo
circa 30' dall'attacco,costantemente verticali e senza
momenti di riposo,si giunge ad uno spettacolare passaggio in
esposizione
che precede finalmente il primo punto di
sosta,rappresentato da una breve cengia
. Al termine
della stessa si innalza una nuova paretina verticale
nella quale, tuttavia,gli appigli naturali sono
più facilmente utilizzabili per la salita. L'esposizione
aumenta,la verticalità rimane costante e la fatica nelle
braccia inizia a farsi sentire, nonostante la presenza di
staffe che aiutano nei tratti più lisci
. Dopo circa 1.20h dall'attacco si arriva ad un
secondo punto di sosta rappresentato da una scaletta
,in seguito al quale si è sottoposti a notevole
sollecitazione delle braccia a causa di un passaggio in
spaccata dove è necessario far presa con il piede sinistro
sulla staffa,e con il piede destro sugli spigoli di roccia,
mantenendo costante la presa sul cavo metallico
. I tratti verticali continuano fino a giungere,dopo
10' (1.30h dall'attacco),ad una seconda cengia
che
precede un traverso,in altissima esposizione
,il
quale aggira uno spigolo
che poi riparte verso
l'alto con staffe poste a notevole distanza tra loro
. Da qui a una ventina di minuti, nei quali si
superano un facile camino
ed una comoda cengia
,la ferrata dà respiro consentendo di recuperare le
forze in vista del più spettacolare e difficile tratto
dell'intero itinerario: un salto verticale di 50mt che mette
a dura prova i muscoli di gambe e braccia
. Al
termine di quest'ultima fatica un tranquillo tratto
attrezzato in discesa,un'aerea cresta ed un'ultima paretina
conducono finalmente in vetta al monte Faloria e al
rifugio omonimo (quota 2123mt) a 2.10h dall'attacco
.
DISCESA
Per chi si sentisse stanco,la via più ovvia è prendere la
funivia che riporta a Mandres o,in alternativa,direttamente
a Cortina. In caso contrario ci si inoltra lungo il sentiero
n.212
che,in circa 1.15h di ripida discesa che fa
perdere velocemente quota,porta alla stazione di Mandres
(1.30h a Cortina).
CONSIDERAZIONI
La ferrata "Sci Club 18" è probabilmente la più difficile
tra quelle delle Dolomiti Ampezzane, soprattutto considerata
la costante ed eccessiva esposizione,nonchè la continua
verticalità dell'intero percorso; di certo non si presta ad
essere affrontata in discesa in quanto, come segnalato in
vetta
,le difficoltà aumenterebbero
considerevolmente rendendosi forse necessaria una discesa in
corda doppia nei punti più difficili. Essendo di recente
costruzione, le attrezzature si presentano in ottimo
stato,ma ciò non deve ingannare: essenziali sono un buon
allenamento,totale assenza di vertigini e una discreta
(meglio se buona) tecnica di arrampicata. Punto di merito di
questa ferrata è la presenza,su alcuni chiodi,di coni di
gomma che eliminano la leva negativa a cui è sottoposto il
moschettone in caso di caduta dell'alpinista; il demerito
invece è che non consentono di sfruttare appieno il chiodo
come punto di appoggio. Attenzione alla roccia friabile che
si può facilmente smuovere e cadere addosso a chi segue.