A nord di Belluno, tra le grandi valli del Cordevole e del Piave, giace il Gruppo della Schiara. Solo
sulle sue limitrofe pendici si trovano insediamenti e dalle
strade è soltanto costeggiato, per questo il suo ambiente
montagnoso appare intatto nella sua selvaggia origine.
La
maggior vetta è rappresentata dalla formazione di pietra
dolomitica di copertura del Monte Schiara,che.come un
guardiano di rango, incombe con la sua poderosa parete
rocciosa sulla Val d'Ardo.
L'intera traversata, di
eccezionale bellezza, è fra i più attraenti itinerari
turistico-alpinistici delle Alpi.
PERCORSO STRADALE
Per chi arriva a Belluno da Feltre,alla
prima rotatoria dopo l'ospedale si gira a sinistra in
direzione Agordo,e dopo circa 500mt a destra per Bolzano
Bellunese. Per chi proviene da Cortina d'Ampezzo o
dall'uscita dell'autostrada,in direzione di Belluno,passato
il Ponte degli Alpini si gira a destra in direzione Agordo,dopo
circa 500mt,a destra,per Bolzano Bellunese. Si sale per
circa 8km e tenendosi sempre a destra si prosegue per Gioz e
da lì per Case Bortot -700mt- fino a raggiungere il
parcheggio all'inizio del sentiero n.501.
AVVICINAMENTO
Dal parcheggio seguire il sentiero n.501,in leggera salita
, e quindi discesa fino a Ponte del Mariano
(680mt-30')
,oltre il quale inizia la costante
ed omogenea risalita della incredibile e favolosa Val d'Ardo
.
Senza possibilità di sbagliare
si cambia versante.sul torrente,due volte mentre si apre la
stretta valle
e solo l'ultima
parte presenta una serie di tornanti
sino alla
fiabesca radura del rifugio VII° Alpini circondato a nord
dalle pareti del gruppo dello Schiara (1502mt-2.40h)
. Dietro il rifugio con segnavia n.503/504 AV1 verso la
verticale parete centrale dello Schiara puntando in
direzione di una grande macchia scura rientrante: il Porton
(1740mt-40')
.
LE FERRATE:
Zacchi L.
Realizzata nel 1952 dalle Truppe Alpine e
dedicata al valente alpinista ed Alpino, primo salitore
della parete S della Schiara. Il tratto iniziale
è
comune con la ferrata Marmol ed inizia subito in diagonale
verso destra
, si entra in una forra ed a destra su
scaletta
. Si supera uno spigolo esposto con breve
traverso
oltre il quale altre brevi scalette e
staffe
guidano sotto un comodo e verticale spigolo
seguito da un divertente camino
. Ancora
una scaletta seguita da traverso a sinistra
, altri
brevi traversi, una scaletta alla base di una più lunga ma
sempre agile parete inclinata
. Nel tratto
intermedio si approccia una bella e discretamente lunga
parete di I°, ora attrezzata
,
quindi su comodo sentiero tra sassi e mughi alquanto breve
fin sotto l'ultima esposta "cengia Zacchi" e già
in vista della Gusela
. Sono ancora presenti,oltre
le nuove,le vecchie e singolari attrezzature che in pochi
minuti accompagnano al bivacco Della Bernardina dove la
ferrata Zacchi termina (2320mt-1.50h)
.
Berti A.
Nel 1959 è stata tracciata e attrezzata
la Ferrata Berti come proseguimento del Sentiero Zacchi e
procede sul fianco 0 a gradinate fino alla cima del Monte
Schiara-2565mt. Pochi passi prima del bivacco partono a
destra le tracce di sentiero che in pochi minuti salgono
alle prime attrezzature; si supera nell'ombra un umido salto
roccioso non molto inclinato fin sotto le volte della parete
ed a chiudere su comoda cengia
. Ora un ampio
camino
seguito da scala ed un secondo più stretto
, quindi un traverso su cengia
fin sotto una parete al sole da superare in comoda diagonale
a raggiungere la soprastante aerea e panoramica cresta. Si
passa accanto un singolare foro sotto rocce apparentemente
precarie
e si approccia la cresta attrezzata con
funi, scalette e staffe
costantemente su buona roccia
. Si prosegue ora su un
breve tratto pianeggiante
fino agli ultimi passi
sulla spoglia cima ma ricca di ometti (2565mt-50')
.
Panorami a tutto campo, in particolare a nord
e ad est sul vicino Pelf
.
DISCESA
Dalla cima ritorno per la ferrata al bivacco Della
Bernardina, piccola discesa fin sotto la Gusela
e
verso ovest discesa lungo la ferrata Sperti ed al rifugio
-3.30h- ca., oppure,sempre dalla cima,ad est fino a forcella
Marmol e rientro per la omonima ferrata al VII°
Alpini-2.40h. Ulteriore alternativa,da forcella Marmol con
ottima gamba,anche lungo il sentiero attrezzato Guardiano in
cima al Pelf e discesa lungo la panoramica normale per
rientrare al rifugio con segnavia n.505 -3.30h- o più
lungamente al parcheggio a fondo valle con sentiero
n.511-5.00h.
CONSIDERAZIONI
Ferrate alquanto tecniche e
verticali,ottimamente attrezzate in maniera completa anche
in quei tratti, in precedenza,sprovvisti di infissi.
Carattere dolomitico con panorami impagabili. La ferrata
Zacchi è la prima del gruppo a liberarsi dalla neve. In caso
di impercorribilità delle altre, la Zacchi, in faticosa
discesa,va affrontata con attenzione. Percorso da apprezzare
completamente con giornata soleggiata ma con temperature non
eccessive. Se si escludono i brevi tratti fra quelli
attrezzati con scalette e staffe,tutto il percorso è ben
appigliato. Alcuni passi rivelano chiaramente la verticalità
del tracciato,già evidente peraltro osservando la parete dal
rifugio
.