PERCORSO STRADALE
Punto di partenza:rifugio Aleardo
Fronza alle Coronelle (stazione a monte della Seggiovia
Laurin).Provenendo in auto dalla
Val di Fassa,si
lascia alle spalle Vigo di Fassa e si prosegue per il Passo
di Costalunga (1753mt);lo si oltrepassa scendendo per
qualche centinaio di metri verso Bolzano e,ad una evidente
biforcazione,si prende verso destra la strada per il Passo
Nigra;dopo alcuni chilometri senza variazioni di quota
apprezzabili,si incontra sulla destra la stazione a valle
del tronco superiore della Seggiovia Laurin,con ampio
parcheggio sulla sinistra (nell'estate del 2002:apertura
impianto 8.00-12.15/13.30-18.00,prezzo per l'andata e
ritorno 9,50 euro,con possibilità di ritorno anche con la
seggiovia che scende a valle dal rifugio Paolina).
LA FERRATA
In circa 15 minuti
(ci si può distrarre con le splendide viste su tutto il
versante O del gruppo del Catinaccio,a partire dalla Roda di
Vael,e sul versante N del Latemar,che incombe sul Lago di
Carezza) la seggiovia conduce alla stazione a monte,posta
immediatamente sotto il rifugio Aleardo Fronza alle
Coronelle (2337mt),dal quale inizia l'escursione;si
consiglia di indossare qui il materiale da ferrata.Si aggira
sulla sinistra il rifugio e si inizia subito a salire
rimontando un tratto di roccette,parzialmente attrezzate con
corda metallica,che consente di accedere alla lunga cengia
detritica sottostante tutto il versante O del Catinaccio
(10' fin qui);la si segue comodamente verso N,passando sotto
la Cresta di Davoi e tralasciando la diramazione a destra
del sentiero verso il Passo delle Coronelle;con qualche
agevole saliscendi la cengia si restringe conducendo ai
piedi della parete O del Catinaccio.Si comincia quindi a
salire attraverso articolati sistemi rocciosi principalmente
caratterizzati da canalini talvolta ingombrati da grossi
massi e larghe lastre orizzontali di roccia.Il percorso è
ben segnalato con delle S in vernice rossa,ed attrezzato in
buona parte con corde metalliche,gradini infissi
nella roccia e scalette mentre i rimanenti passaggi non
attrezzati richiedono un pò di attenzione ;in alcuni punti si sale senza alcun
ausilio artificiale,ma sempre su ottima roccia e con
passaggi alternativi che consentono un eventuale sorpasso
senza pestare mani e piedi ad escursionisti più lenti.Giunti
alla forcella sotto le Guglie di Schrofenegger (2650mt
ca.),ci si deve calare per una ventina di metri lungo una
rampa attrezzata,per raggiungere il profondo canalone sul
fondo del quale si trova il caratteristico nevaio da
risalire dapprima sul suo margine destro e da attraversare
verso sinistra,su neve solitamente ben battuta ma talvolta
ghiacciata,più o meno in alto secondo le condizioni di
innevamento,comunque assicurandosi alle funi
metalliche,talvolta piuttosto lasche,che tagliano il
canalone per tutta la sua larghezza.Il canalone,poco sotto
il punto di attraversamento,scompare in un salto
strapiombante di alcune centinaia di metri,pertanto occorre
fare molta attenzione .Si esce dal canalone sfruttando una
paretina attrezzata leggermente strapiombante sul bordo
sinistro,e attraverso le ultime difficoltà si sbuca al Passo
Santner (2741mt-2.15h fin qui),a pochi metri di distanza
dall'omonimo rifugio.Ci troviamo sull'orlo superiore della
meravigliosa conca del Gartl,delimitata sulla sinistra dalla
Croda di Re Laurino,sulla destra dalla Cima Catinaccio,e
sullo sfondo della quale compaiono sorprendentemente le
forme slanciate delle Torri Meridionali del Vaiolet:Delago,Stabeler
e Winkler.
DISCESA
Si intraprende quindi la discesa
attraverso il Gartl,costeggiando il lago sul fondo della
conca (sempre più piccolo negli ultimi anni),ed
oltrepassando il rifugio Re Alberto (2621mt-2.30mt fin
qui;vale la pena di perdere qualche minuto per provare
l'emozione di sostare in un rifugio costruito ed a lungo
gestito dal Diavolo delle Dolomiti,il grande Tita Piaz,si
imbocca la Gola delle Torri,dalla quale è possibile ammirare
il selvaggio sottogruppo del Larsec,che dapprima su sentiero
ghiaioso gradatamente sempre più ripido,poi attraverso una
fascia di roccette molto lisciate dai passaggi e
sporadicamente attrezzate,quindi di nuovo per sentieri più
agevoli e quasi senza via obbligata,conduce al pianoro delle
Porte Negre (2243mt-3.30mt fin qui) dove si trovano i rifugi
Vaiolet e Paul Preuss.Dalle Porte Negre si imbocca la strada
in discesa che porta verso Gardeccia per abbandonarla verso
destra subito dopo il primo ripido tratto (2200mt circa),
risalendo il sentiero che,costeggiando la parete E della
Cima Catinaccio e della Cresta di Davoi,attraverso il Colle
di Barbolada (2376mt) e l'anfiteatro detritico della Busa di
Davoi conduce faticosamente al Passo delle Coronelle
(2630mt-5.00h fin qui).In alternativa si può lasciare la
Gola delle Torri prima di arrivare alle Porte
Negre,aggirando la Punta Emma (lo sperone NE della Cima
Catinaccio,la cui fessura NO fu teatro di una delle più
rinomate imprese di Tita Piaz) percorrendone lo zoccolo su
una cengia in parte erbosa e con alcuni passaggi un po'
delicati (attenzione: pericolo di caduta sassi);rientrati
sul ghiaione sottostante la parete E della Cima
Catinaccio,lo si percorre in leggera salita per evidenti
tracce fino a ricongiungersi con il sentiero proveniente
dalle Porte Negre;questa digressione consente di risparmiare
alcune decine di metri di dislivello,una ventina di minuti
di percorrenza e tutta la confusione della sempre
affollatissima terrazza delle Porte Negre.Dal passo ci si
tuffa nel sottostante angusto canalone attraverso le
iniziali strette tracce ghiaiose estremamente ripide che
conducono nuovamente sull'ampia cengia detritica del
versante O;la si percorre in direzione N fino ad incontrare
il sentiero in discesa che,attraverso le roccette attrezzate
già percorse in salita all'inizio dell'itinerario,conduce al
rifugio Fronza (2337mt-5.30h fin qui) dove si conclude
l'escursione.
CONSIDERAZIONI
Capita di frequente,durante l'ascensione del tratto
attrezzato,di incontrare escursionisti che percorrono
l'itinerario in senso inverso:qualche problema di incrocio e
caduta pietre.Informarsi preventivamente sulle condizioni
del nevaio del canalone terminale,e sull'eventuale presenza
di altri tratti ghiacciati lungo il percorso di salita.La
discesa della Gola delle Torri,pur non impegnativa
tecnicamente,è da affrontare con circospezione in quanto
estremamente affollata e pertanto a rischio di caduta pietre
(frequenti incidenti ad escursionisti con scarsa esperienza
di montagna e,soprattutto,dotati di calzature inadatte);per
la presenza di alcune sezioni di fune metallica e di alcuni
tratti di facili roccette esposte e non attrezzate da superare arrampicando,sarebbe a
mio avviso più prudente denominare questo ultimo tratto di
percorso come sentiero attrezzato.Informarsi preventivamente
sulle condizioni di innevamento del canalone
terminale.Attenzione a chi percorre la ferrata in senso
inverso.Molta circospezione nella discesa lungo la Gola
delle Torri a causa del grande affollamento.L'itinerario
ripercorre la via d'accesso dalla Val di Tires al massiccio
centrale del Catinaccio scoperta nel 1878 da Johann Santner;varie
fonti,datate tra il 1885 ed il 1890,citano comunque come
probabili primi salitori di questo versante due cacciatori
di camosci,tali Stricker e Tschagerl detto Bockimandl,già
morti da molti anni all'epoca della prima ascensione di
Santner.Superando difficoltà limitate
l'itinerario,logico,non forzato e di grande valore
escursionistico,consente di prendere contatto con un
meraviglioso palcoscenico di roccia che fu teatro delle
gesta di alcuni dei più grandi arrampicatori dolomitici,in
particolare a cavallo della fine del XIX secolo.
Quote e tempi intermedi:
- Rifugio Fronza (2337mt) - Passo
Santner (2741mt):2.15h
- Passo Santner (2741mt) - Rifugio Re
Alberto (2621mt):15'
- Rifugio Re Alberto (2621mt) - Porte Negre (2243mt):1.00h
- Porte Negre (2243mt) - Passo delle Coronelle
(2630mt):1.30h
- Passo delle Coronelle (2630mt) -
Rifugio Fronza (2337mt):30'
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