PERCORSO STRADALE
Il punto di
partenza è l’albergo Alto Matanna (1037mt),situato in una
conca erbosa ai piedi del versante meridionale del Monte
Nona,raggiungibile in poco meno di un’ora da Lucca seguendo
la strada per la Garfagnana che percorre la
Valle
del fiume Serchio,girando a sinistra in corrispondenza di Diecimo
ed oltrepassando Pescaglia e la sua frazione di Pascoso (da
qui indicazioni per Matanna);l’ultimo tratto di strada è a
tratti stretto e ripido,ma comunque asfaltato ed in buone
condizioni;è disponibile un ampio piazzale per il
parcheggio;nonostante il nome,l’albergo Alto Matanna non
fornisce servizio di albergo ma solo di bar e ristorante.
AVVICINAMENTO
Sul retro
dell’edificio si imbocca il sentiero n.109 che inizialmente
sale puntando verso nord,poi attraversa una bella faggeta
mantenendosi più o meno in quota e,con una ripida discesa
finale lungo uno scosceso ma sicuro canalone,porta alla Foce
delle Porchette (982mt-40') che si apre tra il Monte Nona ed
il Monte Croce;da qui,sempre seguendo il segnavia n.109,si
sale verso destra per pochi metri,quindi attraverso
un’intaglio della roccia sulla sinistra ci si cala per
un’angusta gola in discesa che conduce alla base della
scoscesa parete occidentale del Monte Croce,che si
attraversa fino a rientrare nella faggeta;si oltrepassa la
confluenza da sinistra del sentiero n.6 (che diventa comune
al n.109) e,in corrispondenza di una cappelletta in pietra
si gira per una mulattiera in salita sulla destra;con pochi
tornanti si raggiunge alla fine la Foce di Petrosciana
(961mt-20'-1.00h).Qui,dietro un pilastrino di pietra,si
trova la targa commemorativa della ferrata;conviene salire
ancora,superando un brevissimo tratto dotato di mancorrente
in cavo metallico,imboccando l’evidente ma non ancora
affilata cresta e seguendone fedelmente il filo,seguendo i
segnavia biancorossi fino a quando non ci si trova alla base
del torrione che interrompe il filo di cresta e sulla destra
del quale inizia il percorso attrezzato (20'-1.20h);il luogo
è ampio e si può agevolmente indossare il materiale.
LA FERRATA
Si sale lungo un aperto
diedrino verso sinistra con un passaggio delicato ma non
difficile,quindi si prosegue per divertenti paretine fino a
raggiungere un ballatoio dal quale una scaletta di circa 5
metri consente di sormontare il risalto sovrastante;si
risale ancora per belle paretine fino a traversare verso
sinistra per riprendere la cresta;si prosegue quasi sempre
sul filo,usufruendo come assicurazione nei punti più
affilati del cavo mantenuto a circa un metro da terra da
paletti saldamente conficcati nel terreno;si prosegue per
saliscendi, talvolta entrando nella faggeta,fino alla cima
sud (1223mt-30'-1.50h).Da qui si può osservare bene
dall’alto il sottostante arco,sul versante occidentale;si
può scegliere di scendere direttamente al Passo del Monte
Forato dalla cima sud, oppure di percorrere l’arco (nessuna
attrezzatura,attenzione!!),che ha uno spessore minimo di 6
metri,raggiungere la cima nord e scendere da qui,girando
verso destra,il Passo del Monte Forato (circa
1150mt-10'-2.00h);siamo praticamente al centro dell’arco sul
versante orientale della montagna; da questo
punto,attraverso l’arco,si può ammirare il Mar Tirreno,come
del resto da tutto il percorso di cresta.
DISCESA
Inizia ora il percorso di
rientro;si imbocca il sentiero verso sud procedendo quasi
sempre nella faggeta senza dislivelli apprezzabili lungo il
versante orientale del monte;ad una selletta si piega
decisamente a destra in discesa,fino a raggiungere il filo
della cresta in corrispondenza dell’attacco della
ferrata;per la cresta, in questo punto agevole,si raggiunge
nuovamente la Foce di Petrosciana (30'-2.30h); per lo stesso
sentiero percorso all’andata si fa ritorno all’Albergo Alto
Matanna (1.10h-3.40h).In alternativa è possibile concatenare
il presente itinerario con la ferrata del vicino Procinto:si
segue l’itinerario di rientro fino alla confluenza dei
sentieri n.109 e n.6 ma,invece di risalire a sinistra verso
la Foce delle Porchette,si prosegue bassi lungo il sentiero
n.6; trascurando tutte le diramazioni,si oltrepassa una
conca con alcuni manufatti dell’acquedotto (Fonte Moscoso,800mt,punto
più basso dell’itinerario) e,dopo poche decine di metri,si
lascia il sentiero imboccando un’evidente traccia ghiaiosa
in salita sulla sinistra in corrispondenza di alcuni grossi
massi;si punta con decisione all’evidente e roccioso
avancorpo settentrionale del Monte Nona,proseguendo per
faticose tracce talvolta molto labili e spesso senza via
obbligata in mezzo alla vegetazione;raggiunta la base della
parete,la si costeggia verso destra su un sentiero ora più
agevole fino ad immettersi nel canale che separa il Monte
Nona dal Procinto;lo si risale,sempre più incassato,fino a
passare sotto il ponticello che scavalca la Foce del
Procinto;per la rampetta erbosa a sinistra si salgono 4-5
metri,raggiungendo il livello del ponte (1000mt-1.20h da
Foce di Petrosciana);da qui si veda la relazione della
ferrata del Procinto;tale concatenamento consente di
percorrere uno splendido itinerario di circa 6.00h di
cammino effettivo e circa 1000 metri di dislivello
complessivo.
CONSIDERAZIONI
Il Monte
Forato,noto anche come Penna o Pania Forata,rappresenta la
propaggine meridionale del gruppo delle Panie;pur non
potendo competere in mole ed arditezza delle linee con le
più possenti Pania della Croce e Pania Secca,è ugualmente
molto caratteristico per il maestoso arco naturale di pietra
che collega le pendici della cima sud (1223mt) con la cima
nord (1209mt),creando così uno spettacolare foro di 32 metri
di larghezza e 26 metri di altezza attraverso il quale è
possibile in talune condizioni ammirare i raggi del sole
all’alba ed al tramonto.L’itinerario attrezzato percorre la
cresta sud-est ,che
collega la Foce di Petrosciana alla cima meridionale,ed è
intitolato all’Ing.Renato Salvatori,già vice presidente
della sezione CAI di Forte dei Marmi.La via è
facile,presentando qualche passaggio tecnico solo
all’inizio;in alcuni tratti occorre procedere con molta
attenzione perchè la cresta è sottilissima e con pareti
verticali su entrambi i lati;nei tratti di arrampicata la
roccia è buona;per la bassa quota e l’esposizione
favorevole,con adeguate condizioni meteorologiche è un
itinerario che si presta benissimo ad essere percorso anche
nei mesi invernali.
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