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Tempo di percorrenza

Da difficile a molto difficile nella parte finale.Attenzione ai passaggi su roccia umida!!.

Tempo di percorrenza

-20' l'avvicinamento all'attacco 

-2.15h la ferrata

-40' il ritorno

Dislivello
450mt.
Punto di appoggio
ristorante Cadino  tel.0461-650136
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Difficoltà tecniche 3.7
Esposizione 2.6
Varietà passaggi 3
Impegno fisico 3
Interesse paesaggistico 3.2
Numero votazioni 30
 
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Titolo
 

VIA FERRATA RIO SECCO


CADIN ALTO

BY- VIEFERRATE.IT-Marzo 2006
 
 

PERCORSO STRADALE

Percorrendo l'autostrada A22 uscire a San Michele all'Adige ed oltrepassato il casello proseguire a sinistra mantenendola anche dopo il ponte in direzione Bolzano-Salorno.Si percorrono circa 4km sino a raggiungere la località Cadino dove immediatamente a sinistra si trova un grande parcheggio del ristorante Al Cadino.Parcheggiare ed attraversare la strada dove di fronte si trova il sentiero per l'attacco con tabellone dimostrativo .

AVVICINAMENTO

Il sentiero n.490,in avvicinamento all'attacco,inizia subito con ripidità sostenuta costeggiando alla sinistra il torrente .A breve si incontra un bivio con chiara segnaletica alla sinistra del quale arriva il sentiero di ritorno mea desntre tra si prosegue per l'attacco;si oltrepassa il torrente portandosi cosi sulla sponda destra (nel senso del nostro cammino),si entra nella fitta boscaglia e in circa 20' dal parcheggio si giunge ad un comoda panca in legno dove è possibile indossare l'imbrago visto che a pochi metri vi sono le prime funi metalliche .  

LA FERRATA

Alcuni metri in leggera discesa traversando a sinistra fino a sfiorare l'acqua,pochi passi sui massi per portarsi sull'altra sponda del Rio e la fune che parte molto verticale su roccia solida non priva di appoggi naturali ed artificiali  mantenendo comunque un certo grado d'impegno.Dopo questi primi 7-8mt si traversa facilmente a destra per raggiungere la base di un diedro inclinato caratterizzato da roccia levigata.Al termine del diedro in questione la fune prosegue a destra con breve cengia mentre di fronte a noi la visuale si apre sulla bella cascata del Rio ,siamo nel tratto denominato "Salto dei Caprioi".Nuova salita verticale,gradinata e generalmente asciutta in quanto si porta all'esterno del corso dell'acqua  e stretta tra 2 pareti di roccia ,si raggiunge uno dei rari punti panoramici dell'intera escursione potendo cosi apprezzare la bella Val d'Adige e l'altipiano della Paganella .Pochi metri attrezzati in discesa ci permettono di riportarci sulla sponda destra del Rio ed in traversata esposta su roccia a tratti levigata ed attrezzata anche con alcuni pioli metallici  si risale internamente la parete del torrente;il traverso termina in uscita a destra nuovamente in salita su roccia levigata ed umida ,ancora un breve tratto esposto e ci si lascia,temporaneamente,alle spalle il corso del Rio guadagnando ora quota tramite sentiero nella boscaglia.Pochi minuti e nuovamente si ritrova la parete attrezzata lì dove il tratto viene denominato "Passaggio dei Gabbiani" ed in effetti l'impressione che si ha vedendo,eventuali escursionisti che ci precedono,affrontare lo spigolo esposto è abbastanza d'effetto anche se poi la roccia ben appigliata agevola più del previsto la progressione pur restando comunque fondamentale la presa sul cavo specialmente nell'operazione di aggiramento dello spigolo .La traversata in buona esposizione prosegue a pochi metri dal corso dell'acqua ,si alternano passaggi più atletici ad altri più facili ;questo tratto della via è caratterizzata appunto da un continuo alternarsi tra brevissimi passaggi in verticale ed altri in traversata ,si ritorna sul lato sinistro del Rio dove la gola si stringe notevolmente e si risalgono 4-5mt verticali e su roccia particolarmente levigata in un ambiente sempre particolarmente suggestivo di cui si può godere la bellezza poichè a pochi metri una zona pianeggiante del torrente invita sicuramente al riposo .In effetti qui vi è anche la possibilità di abbandonare la via così come ben indicato dalla segnaletica ,più precisamente a sinistra si abbandona la ferrata mentre a destra la si prosegue in tranquillo cammino magari balzando tra i massi per evitare di finire nell'acqua.Raggiungiamo la zona degli ometti di pietra alla base della più importante cascata del Rio ,l'ambiente invita nuovamente all'ammirazione anche se proprio da qui inizia la parte più impegnativa dell'escursione sia per alcuni passaggi realmente impegnativi e bagnati sia per la stanchezza nelle braccia che probabilmente qualcuno può avvertire.Da subito un cartello ci invita,a nostra discrezione,ad aggirare a destra il primo tratto che risulta sì impegnativo in quanto a sbalzo ma particolarmente levigato e bagnato poichè nella prima parte interessato dal passaggio dell'acqua (ovviamente quando il Rio è attivo),sono comunque pochi metri dopo i quali traversando in diagonale a sinistra si passa per il punto in cui si ritrova il sentiero "FACILE" che ha aggirato il tratto quindi attenzione perchè questa deviazione non permette di evitare tutto il tratto successivo della ferrata e tantomeno non non ritorna a valle ma sono solo pochi metri di sentiero che aggira il tratto in questione.Eccoci in dirittura d'arrivo della Madonnina all'interno di una grossa nicchia nella roccia con tanto di libro delle firme ma ciò non significa la fine della via attrezzata anzi,si riparte traversando in diagonale ,si piega a destra per aggirare un esposto spigolo tondeggiante e levigato ma fortunatamente attrezzato con piolo metallico dopodichè si percorrono alcuni metri utilizzando il cavo come scorrimano lungo un tratto semplice che conduce all'ultimo sforzo della via,presso la grotta "della Mariota" ,rappresentato da 7-8mt verticali .In effetti la parte impegnativa di quest'ultima verticale sono i primi metri dove risulta necessaria la trazione con le braccia ,probabilmente stanche,sul cavo mentre la parte alta è attrezzata con opportune staffe metalliche .A sinistra,rispetto alle staffe metalliche,si esce raggiungendo così il termine della ferrata a circa 2.30h dal parcheggio (680mt).

DISCESA

Ci si incammina nella boscaglia su comodo ed a tratti ripido sentiero per circa 5' fino ad un bivio presso il quale una segnaletica indica a destra l'eventuale prosecuzione per la zona del Cadin Alto e rifugio Sauch mentre a sinistra il rientro a valle tramite sentiero n.489 e poichè tale ritorno è a tratti attrezzato è consigliabile mantenere indossata l'imbragatura.Inizialmente il ritorno avviene su sentiero lievemente in discesa ma dopo alcuni minuti,a sinistra,piega notevolmente verso il basso facendo perdere rapidamente quota ed incontrando,come anticipato,nella prima metà alcuni brevi tratti attrezzati con fune ed una scala ;il percorso,a tratti abbastanza esposto,porta nuovamente a valle in circa 40'.

CONSIDERAZIONI

Importantissima una nota riguardante questa ferrata:nonostante il nome "Rio Secco" può capitare,come del resto è accaduto durante lo svolgimento dell'escursione qui descritta,che dopo un periodo,anche breve,di intense piogge il rio sia nuovamente attivo ovvero vi si trovi un normale corso d'acqua ricco oltretutto di piccole cascate,risultando in questo caso estremamente suggestivo l'ambiente ma altrettanto impegnativa la via a causa delle pareti maggiormente umide e quindi scivolose oltre che già di per sè levigate.Già dal parcheggio è possibile vedere in alto l'attività del rio.

 

 

 

 

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